E' tempo di pensare ad un nuovo tipo di tassazione sugli immobili? Sarà introdotta anche l'Imu sulla prima casa? Cosa ci dobbiamo aspettare? Giacomo Ricotti, Capo del servizio assistenza e consulenza fiscale di Bankitalia, ha affermato che sarebbe necessario alleggerire il carico fiscale sui lavoratori e per compensare la mancanza di gettito che arriverebbe da questa categoria, si potrebbe aumentate le tasse sui consumi e sulla ricchezza.

L'affermazione non è passata sottotraccia, anzi è andata immediatamente agli onori della cronaca, anche perché Giacomo Ricotti è stato ascoltato dalle commissioni Finanze di Camera e Senato, nel corso di un'indagine conoscitiva sulla riforma dell'Irpef.

Imu: ecco cosa dobbiamo attenderci!

In estrema sintesi cosa dobbiamo attenderci per il futuro delle nostre proprietà immobiliari. E' in arrivo una nuova Imu anche sulla prima casa? Quanto ci costerà? Ricotti nel suo intervento non ha mai parlato apertamente di Imu, ma ha sempre parlato di una tassazione sugli immobili. Poco importa, però se in futuro continueremo ad avere l'Imu od una tassa con un qualsiasi altro nome. Il concetto non cambia: è necessario pagare. Nello specifico Ricotti ha spiegato che

dati i vincoli del nostro bilancio pubblico, un maggiore prelievo sul possesso di immobili per finanziare un minor carico sui fattori produttivi potrebbe rappresentare un'opzione di riforma favorevole alla crescita.

In altre parole la proposta è quella di abbassare la tassazione sul lavoro e mettere mano a quella quegli immobili. Secondo Ricotti questo avrebbe un impatto economico migliore. Ricotti ha poi proseguito spiegando che

imargini di riforma nell'ambito della tassazione della ricchezza immobiliare possono essere individuati nell'ampliamento della base imponibile dei prelievi esistenti, realizzabile sia attraverso la revisione dei valori catastali, sia con l'inclusione delle abitazioni principali (eventualmente prevedendo una detrazione che riduca l'incidenza dell'imposta per le famiglie a basso reddito).

Tasse ed Imu: la stretta sugli immobili!

La proposta non è stata presa bene da Giorgio Spaziani Testa, Presidente di Confedilizia, che su Twitter ha commentato che non c'è limite al peggio.

La Banca d'Italia, in un'audizione alla Camera, sta chiedendo di tassare ancora di più gli immobili - ha affermato Spaziani Testa -. Davvero non c'è limite al peggio. Ma anche loro si accorgeranno, un giorno, che i soldi degli altri, come diceva Margaret Thatcher, prima o poi finiscono.

Sicuramente un'eventuale riforma dell'Irpef dovrebbe avere tra i suoi obiettivi principali quello di semplificare e razionalizzare il quadro normativo. Ma soprattutto una volta realizzata, la riforma dell'Irpef dovrebbe essere preservata dal rischio di nuove ristrutturazioni. Secondo Ricotti, quindi, la riforma dell'Irpef:

dovrebbe essere accompagnata da interventi su altri aspetti del sistema fiscale (accertamento, riscossione, contenzioso), che lo rendano più trasparente, più stabile e certo e quindi più prevedibile e semplice per il contribuente.

Irpef od Imu poco cambia. Sempre tasse sono!

Quindi in estrema sintesi più che andare a ritoccare l'Imu, si dovrebbe fare una vera e propria rivoluzione dell'IrpefRicotti ha messo in evidenza che in questo momento, nel nostro paese, ci sarebbero diverse forme di prelievo sul patrimonio, che comunque presentano alcune criticità. Per quanto riguarda l'Imu, uno dei principali problemi che presenta è relativo al mancato aggiornamento dei valori catastali ai valori di mercato. Nel momento in cui si dovesse procedere con una riforma dell'Irpef è necessario stare attenti a come si coordina la tassazione patrimoniale con quella dei redditi.

Nel sistema italiano l'interazione di imposte patrimoniali e reddituali può determinare un carico tributario complessivo prossimo, se non superiore, a quello che si avrebbe se gli stessi redditi fossero soggetti all'aliquota marginale massima dell'Irpef. L'applicazione del bollo sulle attività finanziarie ai tassi attuali, anche senza considerare l'inflazione, può arrivare a livelli superiori all'aliquota marginale dell'Irpef del 43%. Livelli elevati di prelievo si hanno anche nel caso di immobili locati, dato che l'Imu si somma all'imposizione sostitutiva mediante cedolare secca o a quella progressiva sui redditi.