E' una partita a scacchi difficile, che vede due avversari molto agguerriti. Stiamo parlando della patrimoniale e dell'Imu sulla prima casa. In queste ultime settimane si rincorrono voci, indiscrezioni che provengono dai palazzi e addirittura alcuni politici hanno presentato dei disegni di legge per introdurre la patrimoniale poi bloccata al fotofinish. Giusto per non farci mancare nulla, sollecitazioni in tal senso ci arrivano dall'Ocse, dalla Commissione europea, dall'FMI, che ci chiedono - o ci fanno capire - di reintrodurre l'Imu sulla prima casa o pensare realmente alla patrimoniale.

In questo contesto i contribuenti non possono che stare a guardare preoccupati. Attendono con trepidazione le mosse di Mario Draghi e del suo Governo, nella speranza che non venga introdotta nessuna tassa. Sì perché alla fine, poco importa se davanti a noi ci troviamo una patrimoniale o se venga reintrodotta l'Imu sulla prima casa. Ci sono delle tasse da pagare e il lavoro langue. E' anche vero, però, che il deficit in Italia continua a crescere e sicuramente da qualche parte sarà necessario andare a far cassa per pagare tutti i debiti. In molti ci chiedono quali possano essere le mosse future di Mario Draghi e di che cosa ci si debba preoccupare. Proviamo a vedere cosa sta accadendo in realtà.

Imu o patrimoniale: è necessario tamponare!

Il tempo delle vacanze sta finendo. L'Europa ha concesso una certa flessibilità all'Italia e sicuramente darà una mano a sostenere i costi, che il nostro paese deve sostenere per fonteggiare la pandemia e le sue conseguenze economiche. Quello che preoccupa gli osservatori più esperti è che le spese sostenute (bonus, reddito di cittadinanza e tutte le spese correnti per la sanità ed i servizi) dovranno essere coperte con delle tassazioni. Da queste arriverà nuova linfa per andare avanti. Nei corridoi di Palazzo Chigi iniziano a circolare progetti di riforme e queste stanno facendo arrivare qualche pulce all'orecchio dei contribuenti: lo spauracchio di una reintroduzione dell'Imu prima casa torna regolarmente agli onori della cronaca e a preoccupare molte persone. Un discorso molto simile lo possiamo fare anche per la patrimoniale, il cui sogno di reintroduzione non è mai definitivamente tramontato.

Ma l'Imu sulla prima casa potrebbe essere reintrodotta sul serio? E' un argomento che è al centro del dibattito pubblico da molto tempo e senza dubbio, il passato di Mario Draghi, che ricordiamolo è stato alla guida della Bce, farebbero pensare ad un politica molto più stringente in fatto di tasse. L'Imu sulla prima casa è un'ombra che aleggia pesantemente sul futuro degli Italiani: è proprio dall'Europa che arriva il vento caldo dei tributi. Poi dobbiamo ricordare che non manca il pressing del Fondo Monetario internazionale e della Bankitalia, che avrebbero delineato alcune linee d'azioni per il post Covid, che fanno mal sperare in questo senso. Un punto della situazione proprio sull'Imu la fece qualche tempo fa Paolo Gentiloni, commissario europeo all'Economia, che aveva sottolineato come fosse importante riproporre proprio l'Imu per andare a rimpinguare le tasse e rilanciare l'economia nostrana. 

Ocse e FMI favorevoli a nuove tasse!

L'Ocse ed il Fondo Monetario Internazionale tifano apertamente per la reintroduzione dell'Imu o di una patrimoniale. O quanto meno non hanno mai nascosto il loro parere favorevole. A solleticare i pensieri dell'Ocse ci sarebbe l'idea di una vera e propria patrimoniale per i contribuenti con più disponibilità economiche. Anche la Banca d'Italia si è schierata a favore: in questo caso il discorso è stato incentrato sulla sostenibilità del debito pubblico. Sarebbe necessario, infatti, procedere a riequilibrare i conti ed avere maggiori introiti. La strategia proposta da Bankitalia - già vista - prevederebbe l'applicazione di un'aliquota risicata a quei contribuenti che hanno un basso reddito.

A questo punto è necessario fare un po' di chiarezza. Sarebbe in arrivo una patrimomiale per colpa della BCE? Cerchiamo di capire cosa stia accadendo. Nel suo ultimo Consiglio direttivo, la Banca Centrale Europea ha provveduto a rilanciare il Qe europeo e ha provveduto a bilndare i tassi negativi. Questi rimarranno fermi finché non arriverà ad un tasso di inflazione sotto il 2%. Christine Lagarde ha prontamente ricordato i tassi negativi si siano rivelati efifcienti per mettere in sicurezza l’economia dell’Eurozona, pur riconoscendo l’insoddisfazione dei depositanti, che ne temono le conseguenze.

Una patrimoniale mascherata per i correntisti!

La Bce ha fissato i tassi di deposito in negativo e li manterrà a questo livello fin quando non ci saranno delle importanti schiarite sul fronte dell'inflazione. Questa mossa, in un certo senso, potrebbe trasformarsi in una sorte di patrimoniale mascherata per i titolari di un conto corrente.

Per capire cosa potrebbe accadere nel corso dei prossimi mesi è necessario dare un sguardo a cosa sia accaduto negli ultimi mesi in Italia e nel resto dell'Europa. Per colpa delle varie incertezze economiche e prendendo atto delle prospettive finanziarie future, molte persone hanno iniziato a risparmiare e ad accumulare i propri risparmi, tanto che si è arrivati ad un vero e proprio boom dei depositi bancari. A dimostrarlo ci sono i dati dell'Associazione Bancaria Italiana, che ha stimato una crescita della liquidità ferma nei conti correnti pari a 200 miliardi di euro. Senza dubbio tutta questa liquidità non è sintomo di un benessere: la pandemia, i lockdown ed i provvedimenti del Governo Conte II e del Governo Draghi hanno contribuito a colpire duramente i risparmi degli Italiani. I bonus ed i ristori non hanno di certo aiutato le famiglie che hanno perso il lavoro: i risparmi rimangono congelati in attesa di tempi migliori.

I tassi negativi, però, hanno trasformato questi risparmi fermi sul conto corrente un costo da tagliare. Almeno per le banche, che si stanno attrezzando per scaricare questi costi sui clienti. Certo, è ovvio, non stiamo parlando di una patrimoniale a tutti gli effetti. Non ci troviamo davanti ad una tassa calata dall'alto. Ma le conseguenze potrebebro essere molto simili: le banche stanno tentando di alleggerire i volumi dei depositi e sproneranno i propri clienti ad investire meglio. O li caricheranno di costi!