Arriva una importante novità in merito all'IMU, ovvero l'Imposta Municipale Unica sugli immobili. Arriva il rimborso per la prima rata per chi ha saldato il pagamento nel 2021, ma aveva attivo il blocco sfratti nell'immobile posto in affitto. Si tratta di una novità interessante per tutti i proprietari di case poste in affitto, i cui coinquilini si sono trovati impossibilitati a saldare il pagamento dell'affitto a causa della crisi economica.

Con l'arrivo dell'emergenza sanitaria sono state introdotte dal governo diverse misure per sostenere i cittadini nel pagamento dell'IMU sulle abitazioni, in particolare sono stati decisi alcuni esoneri totali o parziali per tutto l'anno 2021. Uno di questi riguarda gli immobili in cui è stato applicato il blocco sfratti, ovvero la misura a tutela degli inquilini. Va ricordato che nel corso dei mesi la misura del blocco sfratti è stata prorogata ulteriormente, come spiega Fiscoetasse.com:

"Il decreto Sostegni 1  D.L. 41/2021 convertito in Legge n. 69 in vigore dal 22 maggio 2021  prevede all'art. 40 quater una ulteriore proroga per gli sfratti che sarebbero dovuti scadere il 30 giugno 2021."

Se da un lato la misura del blocco sfratti ha sostenuto numerosi cittadini italiani, inquilini presso abitazioni poste in affitto, dall'altro lato per i proprietari questo ha comportato non poche difficoltà, a causa del mancato pagamento del canone di affitto da parte di numerosi inquilini. Dopo una serie di richieste al governo, portate avanti anche dalle associazioni di categoria, i proprietari hanno ottenuto l'esonero dal pagamento dell'IMU sulle abitazioni in cui era attivo il blocco sfratti.

Alcuni proprietari tuttavia avevano già provveduto entro giugno al pagamento della prima rata che riguarda l'Imposta Municipale Unica, anche sulle abitazioni poste in affitto in cui era attivo il blocco sfratti. Arrivano buone notizie per questi proprietari, che presto si vedranno rimborsata la cifra relativa alla prima rata. Tutti i dettagli nell'articolo.

Blocco sfratti: misura applicata fino alla fine dell'anno

Sul blocco sfratti si è discusso a lungo nel corso dei mesi, e la misura, che di fatto impediva ai proprietari di procedere con un eventuale sfratto in caso di inquilino insolvente, è stata prorogata diverse volte nel 2021. Le ultime proroghe vanno in una duplice direzione.

Da un lato il blocco sfratti è stato stabilito solo fino alla fine di settembre 2021, per i provvedimenti che vanno da febbraio 2020 a settembre 2020. Dall'altro lato, la misura troverà applicazione ancora fino alla fine dell'anno per i provvedimenti che vanno da ottobre 2020 a giugno 2021.

In questo senso la tutela è ancora attiva fino alla fine del 2021, e verrà sospesa a partire dal nuovo anno. Tutela che ha garantito uno stop agli sfratti per moltissimi cittadini, soprattutto nei periodi dell'anno più critici per la pandemia e la crisi economica.

Come spiega Idealista.it è stato previsto l'esonero dal pagamento delle imposte sugli immobili per tutti i proprietari le cui abitazioni sono occupate da inquilini non paganti, ed è attivo il blocco sfratti:

"L'esenzione dal pagamento dell'Imu legata al blocco degli sfratti è però indirizzata esclusivamente ai proprietari della abitazioni. Sono infatti esclusi gli immobili delle imprese e quelli non abitativi."

Per i proprietari degli immobili si è trattato di una dura lotta per ottenere questo esonero, e le associazioni di categoria si sono mosse diverse volte per tutelare chi, pur non ricevendo il pagamento del canone di affitto, avrebbe dovuto versare il pagamento dell'IMU. Senza contare le spese aggiuntive a carico dei proprietari sulle singole abitazioni, come le spese di routine.

La misura del blocco sfratti, seppur lentamente, viene di fatto allentata, e questo comporta nuovamente la possibilità per i proprietari di eseguire gli sfratti nel caso in cui gli inquilini risultano morosi con i pagamenti. Va ricordato che uno dei danni collaterali della misura ai proprietari riguarda l'impossibilità di immettere l'immobile soggetto a blocco sfratto nuovamente sul mercato, con relativa perdita economica.

Rimborso prima rata IMU 2021: a chi spetta

Il rimborso della prima rata IMU riferita al 2021 spetta a tutti i proprietari di immobili in cui è applicata la misura del blocco sfratti, che hanno già provveduto al pagamento dell'imposta. Per il 2021 per questi proprietari l'esonero dal pagamento della tassa è totale, questo comporta il rimborso per chi ha provveduto al saldo della prima rata.

Possono richiedere il rimborso i proprietari che hanno ottenuto un provvedimento di sfratto per morosità, e il rimborso è previsto sia se il proprietario ha versato la prima rata dell'IMU, sia se ha provveduto a saldare l'intero importo annuale in anticipo.

Si tratta in questo caso di una piccola vittoria per i proprietari di immobili, e recentemente il Ministro dell'Economia ha firmato il decreto con le modalità per richiedere il rimborso della prima rata IMU (o dell'intero versamento annuale se effettuato in anticipo).

Il provvedimento è stato deciso dal Decreto Sostegni bis, in concomitanza con la scadenza della prima rata IMU prevista per il 2021. Il rimborso è previsto seguendo specifiche regole: a chiedere il rimborso devono essere persone fisiche, non è consentito a imprese o altri soggetti fare richiesta di rimborso.

Inoltre il soggetto deve essere in possesso di un immobile concesso per uso abitativo a inquilini con cui è stato stipulato un contratto di affitto, con canone mensile. Infine, l'esonero al pagamento dell'IMU può riguardare esclusivamente l'anno 2021, non è ammesso richiedere il rimborso nel caso di imposta relativa al 2020 o per i prossimi anni.

Risulta inoltre indispensabile provare di aver ricevuto una convalida di sfratto per morosità sugli inquilini, la cui esecuzione è stata temporaneamente sospesa a causa della misura del blocco sfratti.

Rimborso prima rata IMU: come richiederlo

Per poter richiedere l'accesso al rimborso per il pagamento effettuato della prima rata IMU quindi è indispensabile rientrare nella casistica vista sopra. Risulta poi necessario rivolgersi al Comune per procedere alla richiesta, presentando la documentazione che attesta la proprietà dell'immobile, la concessione ad uso abitativo, la convalida di sfratto per morosità, e la cifra per cui viene richiesto il rimborso, in riferimento a quanto è stato versato per l'anno 2021.

Tutte queste informazioni vanno poi ulteriormente specificate nella dichiarazione IMU, e vanno aggiunte nello spazio dedicato alle annotazioni, come spiega un articolo di Informazionefiscale.it:

"Tali informazioni dovranno essere indicate nello spazio dedicato alle annotazioni del modello di dichiarazione, che dovrà essere presentato secondo quanto previsto dall’articolo 1, comma 769, della legge n. 160 del 2019. La scadenza per l’invio è quindi fissata al 30 giugno prossimo."

I proprietari quindi che intendono presentare richiesta di rimborso IMU devono accertarsi di avere con sé tutta la documentazione che attesta la validità della richiesta, che riguarda nel dettaglio anche la situazione relativa agli inquilini per cui è attiva la misura del blocco sfratti.

Il blocco sfratti quindi sta giungendo al termine, e se da un lato per i proprietari questo equivale a poter immettere nuovamente gli immobili sul mercato, o applicare gli sfratti per morosità, dal lato degli inquilini si tratta di una eventualità poco piacevole, e in alcune città italiane l'allentamento della misura ha provocato non pochi problemi.

Fine del blocco sfratti: le conseguenze

Se per i proprietari la fine del blocco sfratti, e l'esenzione dal pagamento IMU, sono notizie positive, così non è per molti inquilini, e nei casi peggiori si arriva a parlare di una vera e propria emergenza abitativa. Già da luglio 2021 sono attivi gli allentamenti parziali del blocco sfratti, con riferimento a situazioni di morosità relative al 2020.

Il termine del blocco sfratti è stato deciso gradualmente, in tre fasi, ma già dai primi allentamenti in alcune città, come ad esempio Milano, è diventata di notevole portata la conseguente emergenza abitativa. Gli sfratti applicati su intere palazzine hanno portato alla luce situazioni abitative precarie, una difficoltà economica diffusa e situazioni di crisi sotto diversi punti di vista.

Con l'arrivo della pandemia bisogna tenere conto che la povertà è aumentata arrivando a livelli mai visti negli ultimi anni, e questo ha comportato non poche conseguenze sui cittadini. Di contro, un fattore che è anche stato valutato dalle associazioni che tutelano i proprietari, il blocco sfratti è stato applicato indistintamente.

Da un lato ci sono situazioni in cui effettivamente i cittadini hanno avuto difficoltà tali da non poter provvedere al pagamento dei canoni di affitto, dall'altro lato però ci sono anche situazioni di morosità antecedenti al 2020 che non hanno cause derivate dalla situazione economica o dall'emergenza sanitaria.

Le procedure di sfratto inoltre sono salite alle stelle in alcune città, e nel complesso in Italia le cifre non sono basse, come documenta un articolo di Ilrestodelcarlino.it:

"Secondo i dati pubblicati dal Ministero dell’interno, gli sfratti emessi nel corso del 2020 in Italia ammonterebbero a 32.536."

Si tratta di cifre non indifferenti, e il rischio è quello di provocare nuove emergenze sociali con l'allentamento della misura del blocco sfratti, che vedrà il suo termine alla fine dell'anno. A dicembre 2021 terminerà secondo le previsioni anche lo stato di emergenza, che è stato applicato nel paese ormai da due anni. Qualcuno vocifera che verrà aggiunto un ulteriore mese, gennaio 2022, ma le ipotesi vanno per la maggiore verso lo stop dell'emergenza alla fine del 2021.

In ogni caso le proteste non sono arrivate solamente da parte dei proprietari nel corso dell'anno, ma anche dagli inquilini stessi, che chiedono nuove proroghe del blocco sfratti per poter affrontare ancora questi mesi di difficoltà economica, e l'appello è rivolto direttamente ai comuni, a sostegno di tutte le famiglie che effettivamente si trovano in una situazione di rischio.