Non ci saranno aumenti. Così Mario Draghi, presidente del Consiglio dei Ministri, ha sostenuto quando è stata annunciata la riforma del catasto. Ma chi ci crede? Giorgia Meloni, ha immediatamente sollevato una questione aritmetica. Se si dovessero rivedere le rendite catastali, evidentemente al rialzo per allinearle ai valori di mercato, inevitabilmente le tasse sulla casa come l'IMU aumenterebbero. Il pensiero del segretario di Fratelli d'Italia non fa una piega. Ma è un calcolo aritmetica troppo semplicistico. Perchè il gettito IMU potrebbe anche rimanere invariato, pur aumentando la base imponibile. Quello che varia è l'aliquota con la quale si calcola l'IMU. 

Se Mario Draghi ha sostenuto che nessuno pagherà di più nè di meno di quanto si paga adesso, quello che potrebbe accadere è un'invarianza di gettito a livello nazionale, ma non a livello locale. L'omogeneizzazione dei territori e la divisione degli immobili tra ordinari e speciali, porterà con molta probabilità ad un aumento dell'IMU in alcune aree geografiche del paese. Ed in altre, il fatto stesso che si dovrà abbassare l'aliquota per garantire l'invariabilità del gettito, non farà altro che rendere più difficile per i comuni reperire risorse da destinare ai servizi del cittadino. A meno che questa operazione non consenta di individuare gli immobili fantasma che non sono accatastati e sottoporli a tassazione recuperando così del gettito inevaso.

Sicuramente l'operazione di revisione del catasto inciderà profondamente sull'IMU che al momento resta escluso dalla prima casa, come ha sottolineato anche il leader in pectore del centro destra, Silvio Berlusconi.

IMU: come cambia con la riforma del catasto

Rivedere le rendite catastali è l'obiettivo del governo a guida Mario Draghi. Perchè questa insistenza sulla riforma catastale? Le ragioni sono molteplici. La prima è molto semplice. Il catasto non cambia da decenni, se non addirittura dalla sua nascita. Il catasto misura la consistenza degli immobili in vani, mentre ormai il mercato immobiliare ragione da anni in metri quadrati. Inoltre spesso le rendite catastali sono molto lontane dai valori reali di mercato dell'immobile stesso. In altri termini il valore del patrimonio immobiliare in base alle quotazioni di mercato sono disallineate ai valori catastali, dove questi ultimi sono nettamente inferiori al reale valore, determinando quindi anche una valutazione non reale del patrimonio immobiliare.

Il secondo motivo è che con la riforma del catasto partirebbe una nuova fotografia degli immobili in tutto il territorio italiano che farebbe emergere quell'enorme numero di immobili fantasma, sconosciuti al fisco e che negli anni non hanno pagato alcuna imposta, dall'IMU fino alle tasse di successione visto che di successione non si poteva trattare, passando gli immobili da padre in figlio senza alcuna registrazione.

L'operazione riforma del catasto porterebbe alla luce circa 1,2 milioni di immobili che inizierebbero a pagare le tasse. Un'operazione trasparenza ma anche di lotta all'evasione. L'emersione di ulteriore base imponibile aumenterebbe il gettito fiscale legato alla casa, tra cui anche l'IMU. Quindi nessuno pagherà di più o di meno di quanto lo faccia adesso, ma qualcuno pagherà molto di più di quanto non avesse pagato prima, essendo un evasore. 

Inoltre la riforma del catasto muoverà dai vani ai metri quadrati omogenizzazione dunque la consistenza degli immobili. Una casa di 5 vani di 100 mq, oggi agli occhi del catasto è uguale ad una casa di 5 vani da 150 mq (ammettendo che i singoli vani siano di grandezza maggiore).

IMU e riforma del catasto: ma si pagherà di più?

Le rassicurazioni del presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Draghi, sembrano bonarie. Ma il dubbio c'è. L'operazione revisione del catasto si farà, ma come impatterà sugli italiani è ancora poco chiaro.

L'IMU sarà riformata. Almeno questa una prima conseguenza. Infatti, se l'invarianza di gettito è stata garantita dal presidente Mario Draghi, significa che l'aliquota base di 0,76% così come quella massima di 1,14% dovranno abbassarsi. Oppure le aliquote sugli immobili destinati alle abitazioni saranno riviste al ribasso e quelle non residenziali avranno un aumento. Sono tutte congetture che nascono dal fatto che la riforma del catasto non è ancora stata messa a punto e non si sa in che direzione andrà. 

Se invece le parole di Draghi hanno voluto solo sopire gli animi degli alleati, allora gli italiani subiranno un vero salasso.

A pagare di più saranno sicuramente i proprietari degli immobili fantasma che per anni non hanno pagato le tasse.

Ma quando si parla di riforma del catasto non solo si deve pensare all'IMU. Infatti sulla rendita catastale poggiano diverse tasse, come quella dell'imposta di registro in caso di compravendita tra privati, o le imposte di successione. 

Il timore di aumenti c'è tutto. Ma prima di fasciarci la testa, aspettiamo qualche informazione in più sul capitolo riforma del catasto. 

Come riporta il Corriere della Sera il punto cruciale è se l'invarianza di gettito sarà considerata a livello nazionale oppure locale. Nel primo casa significa che qualche area geografica subirà un aumento della tassazione IMU, ed altre invece sconteranno un riduzione. Dal lato del cittadino ci sarà quindi un salasso o un risparmio. Dal lato dei comuni, ci sarà un aumento di gettito o una riduzione. 

Comunque vada, alla fine a rimetterci saranno sempre gli italiani. 

IMU 2022: ma cosa c'è veramente dietro?

Diversi mesi fa, alcune organizzazioni sovranazionali come il Fondo Monetario Internazionale e l'OCSE avevano sollecitato i vari Stati dell'Europa a spostare la tassazione dal reddito alla ricchezza. Ma anche la Commissione Europea aveva chiesto ai diversi Stati, tra cui l'Italia, di dare forma alle riforme fiscali e previdenziali, al fine di ottenere i soldi del recovery fund. Fin qui nulla di nuovo. Se non che i primi soldi all'Italia, circa 24,9 miliardi di euro sono arrivati. Ed  il primo check point da parte della Commissione Europea ci sarà a fine anno. 

L'Italia non può permettersi di non ricevere gli altri fondi per realizzare il PNRR. Ma lo stesso Mario Draghi non può perdere di credibilità avendo garantito che l'Italia farà le riforme.

La riforma fiscale in discussione in queste settimane che punta a  ridurre la pressione della tassazione sul lavoro, dovrà necessariamente trovare equilibrio nella tassazione della ricchezza. Lato patrimonio mobiliare si sta ragionando su un abbassamento della tassazione dal 26% al 23%. E sul patrimonio immobiliare? La riforma del catasto è la strada con cui puntare ad una redistribuzione della tassazione dal reddito al patrimonio.

Se vogliamo scriverlo, potremmo sostenere che in realtà questa operazione maschera una patrimoniale vera e propria. Ma da contraltare a questa osservazione ci sono le parole di Mario Draghi che anche in occasione della presentazione del NADEF ha ribadito che non ci saranno nuove tasse sugli italiani, nè di aumentare le tasse esistenti, in particolare sulla casa.

La sintesi come al solito salterà dal cilindro del Governo con la mediazione del presidente, e si spera senza affondare il portafoglio degli italiani.

IMU: a novembre cancellata per milioni di italiani

Nel frattempo però c'è una buona notizia anche se non per tutti. Entro novembre l'IMU verrà cancellata grazie all'operazione della pace fiscale, del decreto sostegni bische di fatto elimina i debiti con il fisco notificati tramite atto tra il 2000 e 2010 di importo non superiore 5.000 euro. Come ha chiarito l'Agenzia delle Entrate, l'importo non è in riferimento alla singola cartella esattoriale oggetto di cancellazione, ma al singolo tributo. Quindi anche se la somma dei vari tributi, all'interno di una stessa cartella, comporti un valore complessivo superiore a cinque mila euro, ma i singoli tributi sono di importo inferiore, la cartella esattoriale sarà cancellata per intero.

Ho approfondito il tema nell'articolo Bomba stralcio cartelle esattoriali: cambia tutto! Ecco come.

I debiti verso il fisco sono quelli che l'agente per la riscossione ha inserito in cartelle esattoriale notificate tra il 2000 e 2010 ma che non sono state escusse. 

Chi non ha pagato l'IMU in quegli anni ed ha una cartella esattoriale aperta, entro novembre non dovrà più preoccuparsene.

L'iter di cancellazione è partito il 20 agosto con lo scambio informativo tra Agenzia delle Entrate e Agente di riscossione. Lo scambio verte sui dati reddituali del 2019, visto che a beneficiare della cancellazione sono solo i contribuenti che nel 2019 hanno avuto redditi non superiori a 30.000 euro.

Nel mese di ottobre le operazioni di aggancio tra cartelle esattoriali da cancellare e dati reddituali si concluderanno. Entro novembre i cittadini baciati da questa operazione vedranno scomparire il loro debito pregresso con il Fisco. Basterà accedere alla propria posizione fiscale sul sito dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione per controllare che quelle cartelle non ci siano più. Si ricorda che dal 1 ottobre per accedere ai servizi della Pubblica Amministrazione si dovrà avere lo Spid, oppure una carta elettronica d'identità o la carta nazione dei servizi.