Il Decreto Sostegni ha introdotto numerose novità su agevolazioni fiscali e sconti. La pace fiscale che ha introdotto vede annullate moltissime cartelle esattoriali, che sono di fatto automaticamente estinte in molti casi, in particolare se le cifre sono inferiori a 5.000 euro.

Questo vuol dire che gli italiani possono tirare una boccata di ossigeno, almeno per quanto riguarda le cartelle fiscali. Ma non è tutto, tra le ipotesi sta circolando la voce di una possibile sospensione dell’IMU, da introdurre come modifica al Decreto Sostegno emanato dal governo Draghi.

La tassa sulla casa verrà annullata, secondo indiscrezioni, ma non per tutti. La sospensione della tassa coinvolgerà gli edifici commerciali più colpiti dalla crisi economica: turismo e settore alberghiero.

IMU sospesa per hotel e strutture adibite al turismo

L’ipotesi di cui si sta discutendo riguarda la sospensione della tassa IMU per tutto l’anno per le strutture adibite al turismo. Hotel, strutture ricettive e di accoglienza al turismo potranno vedersi annullata la tassa. Ma che cos’è l’IMU?

“L'Imposta Municipale Unica (IMU) o imposta municipale propria è un'imposta del sistema tributario italiano. È un'imposta diretta di tipo patrimoniale, essendo applicata sulla componente immobiliare del patrimonio.”

In passato si chiamava ICI, che è poi stata sostituita, nel 2011, dall’attuale imposta IMU. La tassa solitamente si applica anche alle strutture ricettive come hotel e alberghi, ma dallo scoppio della pandemia ci sono state alcune modifiche.

La crisi economica ha colpito soprattutto il settore turistico, annullato completamente dalle chiusure e dall’espansione del virus. Il turismo è ancora fermo, e sta subendo un duro colpo. Le prospettive per l’estate che è alle porte non sono ancora chiare, e si teme per uno stop completo del comparto turistico italiano. Non solo i trasporti e le agenzie di viaggio, ma anche hotel e alberghi stanno pagando il prezzo della situazione pandemia.

L’ipotesi che circola in queste ore tiene conto di questa situazione e presuppone un alleggerimento fiscale per le strutture che normalmente avrebbero visto incassi molto superiori a quelli di quest’anno.

Sospensione IMU per alberghi e hotel nel 2020

Alberghi e hotel hanno visto sospendere la tassa IMU già nel 2020, la prima rata con scadenza il 16 giugno 2020 è stata sospesa, per permettere a hotel e alberghi di risparmiare su questa spesa.

In quel frangente è intervenuto il Decreto Rilancio a favore delle strutture turistiche, in concomitanza con l’erogazione del bonus vacanza agli italiani per l’estate passata.

Nel 2020 la tassa IMU è stata sospesa per tutte le strutture alberghiere e le pensioni, ma non solo. Anche agriturismi, stazioni balneari, centri termali, villaggi e ostelli, rifugi di montagna e strutture adibite a bed & breakfast sono state incluse nella misura di sospensione della tassa.

Successivamente, con il Decreto Agosto, l’esenzione dal pagamento della tassa ha coinvolto le strutture ricettive anche per la seconda parte dell’anno, con il diffondersi crescente dell’epidemia. La seconda rata è stata sospesa per le strutture per cui già è stato annullato il pagamento nei mesi precedenti.

L’esenzione dell’imposta è stata estesa anche agli immobili adibiti allo svolgimento di eventi e manifestazioni, cinema, teatri e sale dedicate al mondo dello spettacolo. Per l’esenzione IMU degli edifici adibiti al mondo dello spettacolo era necessario che i proprietari fossero anche gestori delle attività.

Nel 2020 già si parlava di un’ipotetica sospensione anche per gli anni 2021-2022, tra le misure previste per il rilancio dell’economia, e si presupponeva già una continuità con il 2020.

Quando l’IMU non è dovuta: casi di sospensione

In linea generale, non si paga l’IMU sulla prima casa, secondo le disposizioni già presenti nel 2019. L’esenzione in questo caso è universale se l’abitazione a cui si fa riferimento è quella principale in cui si vive.

La tassa IMU quindi si rivolge a tutte quelle strutture che non sono direttamente connesse all’abitazione principale: immobili aggiuntivi, terreni, fabbricati, strutture aggiuntive. Ma l’esenzione, in condizioni normali, è da applicare anche in altri casi:

•Immobili di proprietà di cooperative edilizie;

•Alloggi sociali;

•La casa coniugale in caso di divorzio o separazione;

•Immobili utilizzati da: Polizia, Vigili del Fuoco, Forze Armate;

•Immobile di proprietà di un cittadino italiano all’estero (purché iscritto all’AIRE e pensionato);

•Esiste uno sconto del 50% nel caso in cui l’immobile venga ceduto a comodato d’uso gratuito tra genitori e figli.

A tutte queste esenzioni, si sono aggiunte nel 2020 le casistiche viste prima che riguardano le attività che hanno subito perdite economiche ingenti a causa dello scoppio della pandemia. Strutture ricettive e alberghiere, immobili ad uso turistico e adibiti allo spettacolo sono stati esonerati dall’IMU per il 2020, e secondo le ipotesi può probabili non tarderà l’esenzione per il 2021.

IMU per immobili in ristrutturazione: come funziona

La tassa sulle abitazioni può subire variazioni nel 2021, anche in base alle decisioni prese da ogni singolo comune. Questo vuol dire che la tassa di fatto può venire modificata, secondo le recenti disposizioni, dai Comuni e dalle Regioni.

Sconti e annullamenti della tassa possono venire facilmente applicati nel caso in cui l’abitazione venga sottoposta a particolari lavori di ristrutturazione e riqualificazione. Sulla base di lavori più ampi di riqualificazione urbana, la tassa IMU può venire scontata o anche annullata, a seconda dei casi.

Allo stesso modo i comuni possono decidere di aumentare la tassa nel caso di immobili inutilizzati o incompiuti da oltre 5 anni, e su immobili ad uso commerciale che non vengono usati da più di un anno.

La tassa IMU di fatto è comunale, e ai comuni spetta gestire anche le sanzioni e le variazioni di prezzo possibili in base a particolari avvenimenti. Anche per la situazione legata al Covid-19, i comuni e le regioni intervengono nella sospensione della tassa per tutte quelle strutture che ad oggi sono ferme e inutilizzate a causa della limitazione dei lavori.

IMU con canone concordato: come funziona

Esiste una particolare condizione, per cui la tassa viene concordata, ovvero deciso dal comune insieme ai proprietari degli immobili. In questo caso si parla di IMU con canone concordato, e questo avviene in particolare quando i proprietari pagano una tassa su immobili affittati.

L’IMU con canone concordato prevede che il proprietario abbia diritto ad uno sconto del 25% su questa tassa, pagando solo il 75% dell’IMU, a prescindere dalle variazioni che la stessa tassa può subire nel tempo. Il canone concordato determina agevolazioni fiscali per il proprietario e per gli inquilini in affitto, ed è spesso utilizzato per case affittate a studenti universitari e lavoratori fuori sede.

Solitamente i contratti di affitto con canone concordato sono più brevi dei tradizionali contratti 4+4, e il proprietario può attingere ad alcune agevolazioni fiscali: Irpef ridotto del 30%, un calcolo di base imponibile per l’imposta di registro fatto sul 70% del totale, tassa ridotta del 10% per la cedolare secca.

IMU sospeso a causa del Covid-19, ipotesi Decreto Sostegno bis

L’ipotesi di proseguire per la sospensione della tassa IMU su strutture adibite ad uso turistico-alberghiero può essere confermata dal Decreto Sostegno bis. Il governo Draghi sta continuando a lavorare per un’ulteriore proroga dei ristori, tramite modifiche all’attuale Decreto Sostegno.

Il 15 aprile sapremo qual è la cifra definitiva messa in campo dal governo per sostenere la ripresa e i cittadini italiani che si trovano in difficoltà economica. Nuovi ristori alle imprese, agevolazioni fiscali e misure per la lotta alla povertà saranno introdotte nel prossimo periodo.

Per il settore immobiliare, oltre ad una riconferma probabile della sospensione della tassa, potremo assistere ad una nuova proroga al blocco agli sfratti, e potrebbe essere introdotto un nuovo bonus affitto. Si parla di un credito di imposta al 60% per le attività che hanno subito una perdita di fatturato notevole.

L’ipotesi di un’ulteriore ondata di ristori è una soluzione alla crisi del mercato del lavoro e alla povertà dilagante. Ricordiamo che in questi giorni nelle principali città italiane stanno manifestando numerosissimi titolari di attività, primi tra tutti i commercianti legati al mondo della vendita ambulante, che chiedono di poter riprendere a lavorare.