Imu, Tari e ravvedimento speciale: ecco quali sono tutte le scadenze fiscali di fine anno

Dopo il cosiddetto tax day del 30 novembre, il mese di dicembre riserva molti appuntamenti fiscali importanti: dal pagamento dell'Imu alla Tari, nel testo andiamo a vedere le date da segnare in rosso.

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Stiamo arrivando all’ultima parte di quest’anno 2023. Il calendario fiscale riserva ancora alcuni appuntamenti molto importanti che coinvolgono un alto numero di contribuenti. Tra le tante date importanti da ricordare, alcune cadono anche a ridosso di Natale.

Se il mese di novembre, sul fronte fiscale, è stato molto intenso, dicembre non sarà da meno. Dopo l’appuntamento del 30 novembre, con le imposte e con la rottamazione, i contribuenti dovranno fare i conti con il saldo Imu e, alcuni, anche con il saldo della Tari.

L’anno si chiude con la doppia scadenza per il pagamento del ravvedimento speciale e con il versamento dell’acconto Iva 2023.

Nel testo, faremo il punto su tutti gli appuntamenti di fine anno.

Quali sono le scadenze fiscali di fine anno

Dopo il tax day del 30 novembre 2023, data di scadenza per il versamento del secondo acconto delle imposte sui redditi e della seconda rata della rottamazione quater, il calendario fiscale del mese di dicembre si dimostra particolarmente intenso.

Tuttavia, il tax day del 30 novembre, data simbolo che rappresenta l’ultimo appuntamento per il versamento del secondo acconto delle imposte sui redditi, quest’anno, è stato più ristretto.

Il motivo è molto semplice. È stata introdotta una novità che alleggerisce il calendario delle scadenze di fine anno. Le persone fisiche, titolari di Partita Iva, con fatturato fino a 170.000 euro, possono versare quanto dovuto entro il 16 gennaio, optando anche per la rateizzazione.

Sempre restando al 30 novembre, era fissata la scadenza per il versamento della seconda rata della rottamazione quater. I contribuenti, però, possono beneficiare di una tolleranza nel pagamento di cinque giorni e, quindi, hanno la possibilità di pagare l’importo dovuto entro il 5 dicembre 2023.

Ricordiamo, a tal proposito, che il pagamento deve essere effettuato entro il 28 febbraio, 31 maggio, 31 luglio e 30 novembre di ciascun anno a decorrere dal 2024.

Passando ai veri e propri appuntamenti fiscali del mese di dicembre, i primi sono il pagamento del saldo Imu e, per alcuni contribuenti, il versamento della Tari. Dopo la metà del mese, si attende la doppia scadenza per il versamento del ravvedimento speciale.

Il calendario fiscale di dicembre, si chiude con il versamento dell’acconto Iva. Fatto il punto della situazione, andiamo subito ad analizzare, più nel dettaglio, le scadenze per il versamento dell’Imu e della Tari.

Scadenze saldo Imu e Tari

Canonicamente, l’Imu si versa in due rate annuali: l’acconto, il 16 giugno e il saldo, 16 dicembre. Cadendo di sabato, quest’anno la scadenza per il versamento del saldo Imu slitta al 18 dicembre.

Chi deve effettuare il versamento? Sono chiamati a versare il saldo Imu i cittadini che possiedono fabbricati (ad esclusione della prima casa non di lusso), terreni e fabbricati.

Per quanto riguarda la Tari, invece, non vi è una data di scadenza vera e propria univoca per tutti i Comuni. In linea di massima, è sempre prevista una rateizzazione e, solitamente, l’ultima rata si versa entro la fine dell’anno.

Alcuni Comuni, optano per due rate, altri tre e altri ancora quattro, con la possibilità di pagare tutto, in un’unica soluzione, anche nel mese di gennaio dell’anno successivo.

Generalmente, però, il versamento dell’ultima rata viene fissato il mese di dicembre.

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Doppio appuntamento per il pagamento del ravvedimento speciale

Una data molto importante è quella del 20 dicembre, giorno che interessa i contribuenti che hanno aderito al ravvedimento speciale delle violazioni tributarie.

Si tratta di una novità contenuta con la conversione del Decreto legge n. 132/2023. È possibile la rimessione in termini per i contribuenti che non hanno versato le somme entro il 30 settembre.

Naturalmente, al pagamento delle somme dovute si affianca anche l’obbligo di regolarizzazione delle omissioni o delle irregolarità contestate dall’Agenzia delle entrate, sempre entro la stessa data: il 20 dicembre 2023.

Cos’è il ravvedimento speciale? Si tratta di un ravvedimento che dà la possibilità di regolarizzare le violazioni riguardanti le dichiarazioni fino al periodo d’imposta del 2021. La condizione di accesso è che le dichiarazioni debbano essere state regolarmente presentate.

Pagamento dell’acconto Iva 2023

Il calendario fiscale dell’anno 2023, si chiude il 27 dicembre, data in cui scadono i termini per il versamento dell’acconto Iva.

Ci sono tre metodologie di calcolo per definire l’importo da versare, ma in tutti i tre casi non cambia lo scenario, ovvero la scadenza da rispettare.

Brevemente, ricordiamo che il calcolo può essere effettuato mediante il metodo storico, previsionale oppure analitico.

Nel primo caso, l’Iva dovuta in acconto è pari all’88% del versamento del mese o del trimestre precedente. In base al secondo metodo, il pagamento dell’acconto è dovuto in base ad una stima delle operazioni e il pagamento, però, sarà sempre dovuto in misura pari all’88% della somma scaturita. Infine, secondo il terzo e ultimo metodo, si devono considerare le operazioni effettuate fino al 20 dicembre e si paga il 100% dell’importo emerso da una liquidazione Iva predisposta.