Il 2021 prometteva essere l'anno d'oro per gli Stati Uniti d'America. Nuovo presidente (nonostante gli inciampi dell'elezione), inizio rampante delle vaccinazioni e diminuzione costante dei casi di Covid-19 attraverso l'intero paese. 

Joe Biden, il Presidente eletto poco più di un anno fa, aveva deciso di iniziare la sua presidenza in grande. Una campagna vaccinale completa entro l'estate, un ritiro ordinato dalla guerra in Afghanistan e un enorme piano di ripresa economica per far ripartire la nazione. 

A Novembre 2021, 10 mesi dopo queste promesse, solo il 58% della popolazione americana è vaccinata ed il ritiro dall'Afghanistan è stato un disastro. Il piano di ripresa economica, tuttavia, è stato approvato dal congresso, e prevede una spesa di 1.5 trilioni di dollari in infrastrutture ed investimenti interni. 

Questo piano, tuttavia, sarebbe dovuto andare a braccetto con l'uscita dalla pandemia, per ragioni che vedremo più avanti; altrimenti l'economia USA poteva incorrere in serio rischio di inflazione

Sfortunatamente per Biden (e per tutta la nazione americana), la campagna vaccinale ha subito uno stallo, ed i casi Covid hanno ripreso a salire. Se da noi in Europa preoccupano 5.000 o 6.000 casi giornalieri, il 12 novembre ci sono stati oltre 120.000 casi di Covid-19 negli Stati Uniti, numero che è diminuito durante il weekend ma comunque consiste in cifre altissime. 

Negli USA, come d'altronde anche in Europa ma con numeri diversi, si teme una quarta ondata del virus, che manderebbe all'aria tutti i piani di Biden. 

Piani che, in realtà, rischiano già di essere andati in fumo

L'inflazione tanto temuta è infine arrivata, ed ha battuto ogni record. Il tasso ad oggi registrato è del 6.2% di inflazione, con lo 0.9% di crescita su base annua se il trend continuasse, il più alto dal 1990.

L'inflazione è un nemico particolarmente insidioso, impatta direttamente sulla vita delle persone senza che loro possano farci nulla. Risultato è che il concetto dell'inflazione si studia solo negli ambiti economici, senza che sia una cognizione particolarmente diffusa, eppure quando arriva ne risentono letteralmente tutti

L'effetto più tipico dell'inflazione è una salita vertiginosa dei prezzi senza un conseguente innalzamento degli stipendi, che porta quindi la vita ad essere molto più dispendiosa. Negli USA, conseguentemente alla crescita dell'inflazione, tutti i beni di servizio (e soprattutto il carburante) sono aumentati improvvisamente di prezzo.

Una pessima notizia per Biden, che perde punti nei sondaggi già da un po', scendendo ad oggi al 41% di approvazione contro un eventuale candidato repubblicano. La metà degli americani, inoltre, ritiene personalmente responsabile il presidente per questo aumento dell'inflazione.

Una pessima notizia anche per tutti gli americani, proprio quando il primo Natale covidless si stava per avvicinare

Vediamo dunque le possibili cause di questa inflazione. Cosa c'entra il recovery plan proposto dal Presidente e cosa c'entra la Russia.

Inflazione: cosa la causa

Le ragioni dell'inflazione sono alquanto semplici: la perdita di valore della moneta.

Quando la moneta perde valore, ne serve ovviamente di più per acquistare beni e servizi. E come fa una moneta a perdere valore? D'altronde ha sempre lo stesso numero scritto sopra, giusto?

Ebbene, sul mercato internazionale la moneta funziona esattamente come ogni altro bene di consumo. Pensate alla moneta come ad un oggetto, una banana ad esempio. Se vi fosse una sola banana in tutto il mondo, il suo valore sarebbe altissimo. Qualora, invece, le banane piovessero letteralmente dal cielo, il loro valore non sarebbe così alto, poiché nessuno vorrebbe pagare per qualcosa che riuscirebbe ad avere gratis.

Dunque, quando vi è tanta moneta in circolazione, il suo valore scende perché, appunto, sul mercato internazionale è meno ambita da speculatori ed investitori. A questi ultimi interessa una moneta di valore perché quando acquistata possa ridare profitti attraverso il tasso di interesse

Perciò, un tasso di interesse alto implica una moneta molto costosa, e viceversa. 

Fortunatamente, il tasso di interesse può essere cambiato artificialmente dalla Banca Centrale, aumentando così il valore della moneta e limitando l'inflazione. 

Difatti, la Banca Centrale Americana, chiamata Federal Reserve, ha annunciato due aumenti per il 2022 ed altri tre o quattro nel 2023, alla luce dell'inflazione altissima che ha colpito gli USA in questi mesi. 

Quando si parla in percentuali di inflazione, significa quanto valore ha perso la moneta rispetto al suo valore originale. Per capirci, un'inflazione al 2% mensile è considerata gravissima, una vera e propria mazzata all'economia. Potrete dunque immaginare quanto preoccupi un'inflazione mensile di quasi l'1% come avviene ora in America. 

Un'inflazione troppo alta è detta iperinflazione. Vi sono stati tanti esempi durante la storia, per cui vi linkiamo un video che spiega meglio il fenomeno e la sua portata storica:

Inflazione: a cosa porta

Tutto questo economichese non cambia il fatto che l'inflazione ha effetti reali sulle persone. 

Avere così tanta moneta in circolazione, come dicevamo, fa in modo che essa perda valore e quindi acquistare oggetti e beni di consumo (che spesso vengono acquistati dall'estero, per cui rientra in gioco il mercato internazionale) diventa sempre più costoso.

Al momento, il prezzo del carburante negli USA è salito del 12.3%, quello delle automobili del 2.5% ed il prezzo degli affitti non è mai stato così alto. 

Tiffany Wilding, economista nordamericana, ha descritto un quadro più dettagliato:

Sembra che le notizie riportate dai media sulla possibilità di scaffali vuoti durante la stagione dello shopping natalizio abbiano influenzato i modelli di acquisto dei consumatori. Tra le notizie positive, i commenti sugli utili del terzo trimestre di diverse case automobilistiche suggeriscono che il peggio potrebbe essere passato circa i problemi di fornitura di semiconduttori, e il graduale miglioramento delle scorte nei prossimi trimestri dovrebbe aiutare l'inflazione dei prezzi delle auto nuove a normalizzarsi nel 2022.

Ma perché, dunque, in USA l'inflazione è così elevata? Cosa è successo che ha portato a questi livelli di malessere? 

Le ragioni sono tante e difficili da spiegare così presto, ma potrebbero essere riassunte in tre macrogruppi:

  • Il Covid;
  • Il protezionismo russo sul gas;
  • Il mercato troppo concentrato.

Le ragioni dell'inflazione: il Covid

Come dicevamo proprio all'inizio, Joe Biden sperava in un'uscita dalla pandemia quest'anno, e dunque già programmava un piano di recovery che sarebbe dovuto partire (ed è partito) nel 2021. 

Questo piano di recovery, tuttavia, prevede un enorme flusso di denaro da versare nelle tasche degli americani, per far ripartire gli acquisti e l'economia. E, come spiegato più su, quando la quantità di moneta è alta il suo valore scende, facendo innescare i meccanismi dell'inflazione.

Qualche economista aveva già previsto questo scenario qualche mese fa, ma la maggiorparte credeva che la popolazione avrebbe speso molto di più in un mondo post-covid, assorbendo l'inflazione e facendo ripartire l'economia. 

La pandemia, però, non si è fermata. Negli USA, come dicevamo, i casi sono ancora altissimi e in molte zone del paese si parla ancora di lockdown

La popolazione, comprensibilmente, non ha ricominciato a spendere per soddisfare un rinnovato potere d'acquisto, bensì si tiene in tasca i soldi procurati dal recovery plan

Come se non bastasse, nel marzo 2020 la Federal Reserve aveva abbassato il tasso di interesse, sempre per aumentare la circolazione di moneta e favorire la popolazione martoriata dalla pandemia. 

Tutto questo ha portato a tantissima moneta in circolazione e pochissima moneta spesa, alzando il tasso di inflazione alle stelle.

Le ragioni dell'inflazione: il gas russo

L'altra pessima notizia per Biden è che le aziende petrolifere russe stanno andando a meraviglia. Il gigante petrolifero Rosneft ha registrato utili di 3.8 miliardi di euro nel 2021, dopo una spaventosa perdita di ricavi nel 2020. 

Questo significa che i russi possono fare ciò che tanto amano fare: far sudare le proprie riserve petrolifere ai paesi esteri, facendole pagare a prezzo carissimo e limitando l'offerta. La Russia, dunque, fornisce sempre meno petrolio agli Stati Uniti e quel poco che concede lo fa pagare tantissimo. 

Per capirci, dei 400mila barili al giorno promessi da Mosca, ne vengono forniti 217mila in meno, praticamente un taglio della metà per una nazione che ha disperato bisogno di petrolio per ripartire. 

Questo, dunque, il motivo per cui il prezzo del carburante è quello più colpito dall'inflazione americana, aumentando di oltre il 12% negli ultimi mesi. 

Gli Stati Uniti, in realtà, avrebbero due soluzioni: utilizzare la propria riserva strategica di petrolio oppure bloccare loro stessi le esportazioni, tenedosi i barili per sé. 

Queste soluzioni, tuttavia, sono viste di cattivo occhio dal governo americano che proprio due giorni fa chiamava ad un futuro più verde e con meno petrolio al Cop26 di Glasgow.

Scelta difficile dunque, che rischia di scontentare la popolazione in ogni caso e far calare l'approvazione di Joe ancora più in basso. 

Le ragioni dell'inflazione: il mercato non concentrato

Jerome Powell, il presidente della Federal Reserve Americana, attribuisce ad un collo di bottiglia tra offerta e domanda la ragione principale dell'inflazione.

In pratica, i produttori di merci e le aziende starebbero aumentando apposta il prezzo dei loro beni e servizi, a discapito dei consumatori americani. 

Secondo Robert Reich del Guardianquesto è da attribuire alla mancanza di competizione insita nel mercato americano. La concentrazione micidiale dell'economia nelle mani di poche, grandi aziende fa in modo che esse possano fare il bello e cattivo tempo sui prezzi dei prodotti.

In un mercato ben competitivo, dice Reich (ed anche qualunque corso base di economia politica), il prezzo si stabilizza da solo in un punto di equilibrio. Nessuno può alzarlo perché semplicemente nessuno comprerebbe più da loro, andandosene verso le altre aziende che vendono lo stesso prodotto ad un prezzo minore.

Qualora, però, il mercato non sia competitivo (quindi ci sono solo poche aziende che vi operano all'interno), il prezzo può essere cambiato costantemente a sfavore dei consumatori.

E quando il prezzo viene cambiato arbitrariamente, l'inflazione sale

Queste, dunque, le ragioni dietro all'ennesima crisi che proviene da oltre-oceano. I suoi effetti sono ancora difficili da prevedere, ma il contenimento dell'inflazione sembra sempre più arduo per il governo Biden.