Gli aiuti arrivati alle famiglie italiane attraverso i bonus si sono rivelati davvero molto utili per tutte le famiglie italiane aiutandole anche a superare le fasi più critiche della crisi pandemica.

Quando però si parla di bonus, aiuti o agevolazioni varie, il pensiero ovviamente va alle famiglie o alle persone che si trovano in una condizione di maggiore difficoltà, dove per difficoltà si intende il fatto che le famiglie abbiano un basso livello del reddito.

I vari bonus infatti, prevedono molte volte proprio come condizione discriminate per poter essere fruiti, il fatto che i percettori abbiano redditi piuttosto bassi, redditi che vengono certificati dall’Indicatore delle Situazione Economica Equivalente, meglio conosciuto con l’acronimo Isee.

Quindi fondamentalmente quando si pensa ai bonus si è portati a pensare ad aiuti che arrivano alle famiglie con più basso Isee, tuttavia quello che ci chiediamo è esistono bonus anche per famiglie con un Isee alto?

La risposta è ovviamente positiva, e diremo che non solo esistono, ma ce ne sono anche di diversi per Isee sopra ai 25 mila euro!

Cercheremo di descriverli all’interno dell’articolo, pertanto mettetevi comodi e buona lettura!

Bonus e Isee alto: è possibile?

Il sistema di aiuti elargiti attraverso i bonus ha trovato conferma anche nella manovra di Bilancio 2022.

Alcuni bonus stati modificati, altri sono accorpati, altri sono stati eliminanti, altri costituiti ex novo, fatto sta che anche in versione rivista e corretta per il 2022, e per alcuni di essi anche per gli anni a seguire, i bonus costituiranno una parte integrante delle risorse che affluiranno ai vari contribuenti.

Alcune di queste risorse arriveranno come detrazioni, altre come vere e proprie somme di denaro, altre ancora come agevolazioni o veri e propri ammortizzatori sociali, fatto sta che tutte nelle loro diverse vesti, contribuiranno sicuramente a supportare i redditi familiari in questo momento davvero particolare che stiamo vivendo.

Normalmente una condizione discriminante per la fruizione di questo bonus e quindi per poter stabilire chi ha diritto o meno ad avere accesso a questo tipo di aiuto, è rappresentata dalla condizione reddituale del richiedente che può essere un singolo individuo o un nucleo familiare.

Normalmente l’impiantò del sistema dei bonus è evidentemente stato pensato per aiutare le famiglie che sono maggiormente in difficoltà, tuttavia l’accesso ad alcuni di essi non è escluso neanche alle famiglie che abbiano livelli di Isee più elevati, ad esempio superiore a 25 mila euro, anche se poi ognuno ne potrà godere in modo proporzionale rispetto al reddito posseduto.

Questo vuol dire che per livello di Isee viva via più elevati, sia abbassa di conseguenza, anche l’ammontare del beneficio percepito.

E sorprenderà il fatto che questi bonus non sono pochi, solo che molte volte, risultano non essere conosciuti alla maggioranza dei contribuenti.

In questo articolo ci riferiamo nello specifico al Contributo Fondo Morosità Incolpevole, al bonus prima casa destinato agli under 36 e al Bonus asilo nido 2022. Iniziamo a descrivere i bonus che abbiamo sopra menzionato.

Isee alto e Contributo Fondo morosità incolpevole

Quando si è ricevuta una intimazione di sfratto con relativa convalida del tribunale per “morosità incolpevole”, si può richiedere l’accesso al Fondo morosità incolpevole e ricevere un contributo che verrà erogato direttamente dal proprio Comune.

Per morosità incolpevole si intende l’impossibilità di pagare l’affitto per sopraggiunte cause non imputabili alla volontà dell’affittuario in quanto è venuto a diminuire oppure a mancare proprio il reddito familiare.

Il reddito del nucleo può venir meno o ridursi perché c’è stato un licenziamento, perché si è messa in atto una procedura di cassa integrazione, perché si è avuta una riduzione dell’orario di lavoro, perché non si è avuto un rinnovo del contratto o perché si è stati costretti a chiedere un’impresa o un’attività professionale.

Il reddito può venir meno o ridursi anche per fatti inerenti alla persona componente del nucleo perché ad esempio, può aver subito un infortunio sul luogo di lavoro o una malattia professionale e questo ne ha compromesso la capacità di produrre reddito, oppure perché ad esempio, si è separata o ancora si è avuta la nascita di altri figli all’interno dello stesso nucleo.

Se volete approfondire, il video tratto dal canale Rinalda Borra - YouTube, offre spunti interessanti.

Isee alto e morosità: quando incolpevole

Non solo la morosità è incolpevole quando non sia ascrivibile alla diretta volontà del soggetto, ma è altresì incolpevole, quando questa si verifica nei tre mesi che precedono il mancato pagamento dell’affitto.

In aggiunta bisogna dire che affinché possa definirsi rilevante al fine di poter richiedere il contributo, la riduzione del reddito dal quale scaturisca la morosità deve essere almeno pari 20% e questa deve essere avvenuta in uno almeno dei tre anni che sono antecedenti l’emissione del bando per poter accedere al contributo.

Questi tre anni si contano sempre a partire dalla data in cui si è verificata la causa che poi ha dato seguito alla morosità.

Isee alto e contributo morosità: il beneficio erogato

Se si si attesta la morosità incolpevole, allora il soggetto che ne faccia richiesta, può avere una serie di benefici, e la caratteristica fondamentale di questi benefici, è che li ottiene direttamente dal proprio Comune. In primo luogo il richiedente in morosità incolpevole può ottenere il rinvio dello sfratto e conseguentemente l’ottenimento di un beneficio economico.

Nello specifico il contributo erogato prevede tre diversi ammontari.

Il primo, prevede un contributo per un valore massimo di 8 mila euro che verranno pagati direttamente al proprietario dell’immobile per due finalità fondamentali. Pagare i canoni scoperti e consentire all’affittuario di rimanere in quell’appartamento.

Affinché il contributo possa essere erogato è necessario poi che il contratto di affitto abbia una durata residua di almeno due anni e che contemporaneamente, ci sia la rinuncia a procedere allo sfratto da parte del proprietario.

Il secondo ammontare del contributo previsto, può arrivare ad un massimo di 6 mila euro, anche questo erogato direttamente al proprietario ma per coprire i canoni di affitto fino a quando l’affittuario non avrà trovato una nuova abitazione, a condizione che il proprietario rinvii lo sfratto fintanto che l’affittuario non abbia trovato la nuova sistemazione.

In questa soluzione il contributo prevederà anche il pagamento della cauzione al nuovo proprietario per stipulare il nuovo contratto di affitto.

Il terzo ammontare del contributo previsto infine, è un valore massimo di 12 mila euro elargiti sempre al proprietario a copertura di un nuovo contratto di affitto che verrà stipulato sempre in favore dello stesso affittuario.

Contratto che deve essere sempre a canone stabilito preventivamente oppure convenzionato o agevolato ma sempre per un valore inferiore a quello di mercato.

Isee alto e contributo morosità: requisiti per accedere al bando

Ovviamente per poter accedere al bando ed essere ammessi a godere di questi contributi da parte del Comune, si devono rispettare determinati requisiti.

Oltre all’accertata morosità involontaria, deve verificarsi che l’appartamento per il quale si è morosi e quindi si sia ricevuto lo sfratto si trovi sul mercato libero, oppure sia un alloggio dei servizi abitativi sociali.

L’altra importante condizione è sul reddito del richiedente, nel senso che possono essere ammessi a godere di questo contributo, tutti coloro che hanno un Isee inferiore a 26 mila euro oppure un I.S.E. inferiore a 35 mila euro.

Bisogna dire che vengono soddisfatte in via prioritaria le domande che provengano da individui in condizioni di morosità nel cui nucleo familiare ci siano persone con più di 70 anni, persone con invalidità accertata superiore la 74% o persone che siano seguite da servizi sociali

Isee alto e bonus prima casa under 36

Altro bonus cui possono accedere anche le persone con un Isee più elevato, è il bonus prima casa riservato agli under 36. Ricordiamo che tale bonus con l’attuale manovra di bilancio è stato prorogato per tutto il 2022.

Tale bonus non prevede una vera e propria erogazione di denaro ma comporta delle agevolazioni fiscali in capo ai beneficiari, cui si aggiunge una garanzia offerta direttamente dallo Stato per un importo pari all’80% per un mutuo di importo massimo di 250 mila euro contratto a tasso agevolato per l’acquisto della prima casa.

In questo modo lo Stato si sostituisce alla necessità di qualunque altro garante al momento della stipula del contratto di acquisto.

Isee alto e bonus under 36: quali agevolazioni

Abbiamo parlato di tutto una serie di agevolazioni connesse a questo bonus prima casa in favore degli under 36.

Un primo tipo di agevolazione riguarda i costi connessi alla stipula del contratto. Bisogna dire che mentre non sono oggetto del bonus tutti i costi relativi ai contratti preliminari di vendita, sono invece oggetto di bonus i costi che si sostengono per la stipula del vero e proprio contratto di vendita.

Per tutti questi costi si può presentare sempre domanda per ottenere il rimborso di tutti gli eventuali acconti versati e della caparra.

Altre agevolazioni vengono poi previste al momento della compravendita, agevolazioni che distinguono in base al fatto che le compravendite siano o meno soggette ad Iva.

Se non sono soggette ad Iva, le agevolazioni si sostanziano nell’esonero del pagamento di determinate imposte, quali quella catastale, di registro e catastale.

Se le compravendite sono soggette ad Iva invece, oltre all’esonero del pagamento delle imposte sopra dette, il bonus prevede anche un credito di imposta il cui importo è pari all’Iva pagata dal venditore.

Il credito di imposta che viene riconosciuto potrà essere dedotto direttamente dalle imposte di registro, catastale o ipotecaria che si dovessero corrispondere su eventuali donazioni e successioni e denunce che fossero presentate dopo che il credito è stato riconosciuto.

In alternativa tale credito può essere direttamene portato in diminuzione dell’imposta sui redditi della persona che ha effettuato la compravendita.

Gli under 36 che usufruiscono di questo bonus sono inoltre esentati dal pagare l’imposta di bollo e l’imposta sostitutiva per l’eventuale costruzione o ristrutturazione di immobili destinati ad uso abitativo.

Isee alto e bonus under 36.

Ovviamente come per tutti gli altri bonus per poterne fruire i richiedenti devono essere in possesso di determinati requisiti.

Innanzitutto devono essere ragazzi che non hanno ancora compiuto 36 anni nel momento in cui stipulano l’atto di compravendita e devono avere un Isee inferiore a 40 mila euro annui.

Tutti gli acquisti per poter usufruire del bonus devono avvenire tra il 26 maggio 2021 e il 31 dicembre 2022.

In aggiunta, coloro che si apprestano alla compravendita, devono avere la residenza nel comune dove si trova l’immobile che si vuole acquistare, o comunque stabilire la residenza in questo comune entro 18 mesi dall’acquisto.

I giovani che fanno la compravendita poi non devono risultar proprietari, né titolari di eventuale usufrutto e nuda proprietà e neanche titolate per singole quote, di eventuali immobili di cui sia titolare il coniuge, perché se così fosse, per avere il bonus si deve procedere alla vendita dell’immobile entro un anno dalla compravendita per la quale si sia goduto il beneficio.

Isee e bonus under 36: come si calcola Isee

Abbiamo detto che il bonus è condizionato al valore dell’Isee ma vediamo quale Isee prendere in considerazione. Se le compravendite sono state fatte nel 2021, i redditi di riferimento sono quelli del 2019, se invece sono fatte nel 2022, l’Isee di riferimento è quello del 2020.

In alternativa si prenderà in considerazione l’Isee corrente quando si sia avuta l’interruzione o la sospensione dell’attività lavorativa oppure si sia avuta l’interruzione di trattamenti di natura previdenziale o assistenziale.

In aggiunta, si può ricorrere all’Isee corrente quando si sia avuta una riduzione complessiva del reddito familiare del 25% oppure una riduzione del 20% del patrimonio familiare.

Ricordiamo che affinché si possa ottenere il bonus l’immobile che si deve acquistare non deve appartenere ad una categoria catastale considerata di lusso.

Isee alto e bonus asilo nido

Un altro bonus al quale possono accedere tutti coloro che hanno un Isee elevato, è il Bonus asilo nido. È un bonus che è stato confermato anche per quest’anno dalla manovra di bilancio e che viene dato alle famiglie che abbiano figli con meno di tre anni.

Nello specifico questo bonus è un vero e proprio aiuto economico perché prevede la corresponsione di un contributo in denari nell’importo massimo di 3 mila euro per il pagamento di tutte le spese relative alle rette per l’asilo nido oppure per pagare le spese per assistere i minori che abbiano delle patologie incompatibili con la frequenza.

Ovviamente si tratta di un bonus il cui importo erogato dipendere dalla condizione economica e dunque, dall’Isee del richiedente.

Isee e bonus asilo Nido: destinatari

Abbiamo detto che tale bonus è un aiuto economico rivolto ad aiutare e sostenere le famiglie. Nello specifico spetta a tutte le famiglie che abbiamo dei figli con un’età inferiore ai tre anni compiuti al massimo tra gennaio e agosto 2022.

Sostanzialmente il bonus è un aiuto economico che viene destinato al pagamento di rette per gli asili nido o in alternativa per pagare le cure per l’assistenza che deve essere data ad un minore che affetto da particolare patologia, non sia in grado di frequentare l’asilo.

Le famiglie che abbiano più figli con un’età inferiore a 3 anni possono ottenere il contributo per ogni figlio, presentando per questo una domanda per ogni figlio per il quale si richieda il beneficio.

Isee e bonus asilo nido: requisiti

I genitori che si apprestano a fare domanda per ottenere il bonus asilo nido devono ovviamente essere in possesso di determinati requisiti.

Nell specifico questo bonus viene erogato a tutti i cittadini italiani o europei o che abbiano un permesso di soggiorno comunitario di lungo periodo, e residenti in Italia.

Il richiedente deve essere colui paga direttamente la retta dell’asilo quando viene erogato il bonus asilo nido, deve essere il genitore che coabita con il minore, quando il bonus viene erogato per fornire assistenza al minore affetto da patologia.

Isee e bonus asilo: durata e importo

Il bonus viene erogato per un periodo massimo di undici mesi e il suo importo varia da un valore minimo di 1.500 euro ad un valore massimo di 3 mila euro ovviamente dipendente dal valore dell’Isee.

Ovviamente l’importo più alto, 3 mila euro, si ha in corrispondenza del valore più basso dell’Isee che in questo caso ricomprende tutti i redditi inferiori a 25 mili euro. L’importo prevede un assegno mensile di 272,72 euro pagato per 11 mensilità.

L’importo più basso del bonus pari a 1.500 euro, si ha invece in corrispondenza del più alto Isee ovvero, superiore a 40 mila euro. Tale bonus sarà pari a 136,37 euro sempre per 11 mensilità.

Isee e bonus nido: come fare la domanda

Le domande devono essere presentate solo per via telematica direttamente sul sito dell’Inps che poi è l’ente che provvederà direttamente al pagamento del bonus.

A breve lo stesso ente renderà noti i termini entro cui presentare questa domanda. Si deve dire che tale bonus non risulta essere in alcun modo cumulabile con le detrazioni che spettano alle famiglie per le rette pagate per gli asili privati.

Il termine ultimo per fare domanda per fruire di questo bonus è il 31 dicembre del 2022.