Quante volte avrete sentito o avrete parlato di Isee senza conoscere nel dettaglio tutte le regole e i particolari che riguardano tale argomento? In famiglia, tra colleghi o tra amici è uno dei temi più ricorrenti soprattutto quando ci si avvicina al periodo dell'anno più temuto: il pagamento delle tasse.

Nonostante si lavori con persone che guadagnano lo stesso stipendio, sulla busta paga di solito, il netto finale è sempre diverso. Ciò dipende dalla dichiarazione dei redditi che a seconda della condizione di famiglia e dei vari possedimenti, fa variare il benessere reale di ognuno.

Allora, non ci resta che affrontare nel dettaglio uno degli argomenti più ricercati degli ultimi tempi: che cos'è l'Isee? Come avviene il calcolo e quali sono le novità per il 2021? 

Isee: che cos'è?

L'Isee è l'abbreviazione di indicatore della situazione economica equivalente, vale a dire un calcolo matematico di che indica qual è il contesto economico di una persona. Tale strumento serve alle famiglie per fare le varie richieste di una prestazione sociale a condizioni agevolate. 

Ciò significa che attraverso il calcolo e la dichiarazione dell'Isee le persone potranno usufruire di aiuti economici da parte di enti. Si tratta, quindi, di una attestazione che ogni anno dovrà essere aggiornata. 

Non tutti rientreranno nella cerchia delle agevolazioni, come sempre ci sono dei requisiti da possedere che sono di carattere soggettivo e legati alla condizione familiare del richiedente.

Isee: la dichiarazione sostitutiva unica

Tutti coloro che vorranno ottenere l'Isee, dovranno compilare la dichiarazione sostitutiva unica. Il documento in questione deve contenere tutte le informazioni anagrafiche, di reddito e di patrimonio legate al nucleo familiare.

Questi dati dovranno essere presentati sottoforma di autodichiarazioni che vengono rilasciate dall'Agenzia delle Entrate, che si occupa del reddito complessivo, e dall’Inps stesso per i trattamenti di assistenza, previdenzae indennitari distribuiti dall’INPS che si differenziano dalla condizione di disabilità e non rientrano nel reddito unico ai fini IRPEF. 

 Secondo quanto si legge sul sito dell'Inps

Per le parti autodichiarate, il soggetto che compila la DSU, c.d. dichiarante è responsabile anche per quanto riguarda il penale, di quanto in essa dichiara. Il nucleo familiare considerato deve essere lo stesso di quello alla data utilizzata per la presentazione della dichiarazione. I redditi sono riferiti al secondo anno solare precedente la presentazione della DSU, mentre i beni patrimoniali mobiliari e immobiliari sono quelli posseduti alla data del 31 dicembre dell’anno precedente a quello di presentazione della DSU. 

Esistono due tipi di dichiarazione sostitutiva: quella utile a calcolare l'Isee standard che serve unicamente per richiedere le agevolazioni, dovrà essere compilata la DSU mini, vale a dire una dichiarazione semplice per le situazioni regolari. 

Invece, la DSU integrale dovrà essere presa in considerazione solo quando si parla di tasse universitarie, calcoli specifici come quelli socio-sanitari. 

La dichiarazione, una volta compilata, dovrà essere inviata in qualsiasi momento dell'anno. Il diretto interessato potrà presentare la certificazione 

  • all’Ente che distribuisce il servizio sociale facilitato;
  • al Comune;
  • ad un Centro di Assistenza Fiscale (CAF);
  • all’Inps in modalità online, attraverso determinati posti self-service che si trovano all'interno delle sedi INPS. Altrimenti rivolgendosi al sito Internet www.inps.it e cliccare nella sezione “Servizi On-Line – Servizi per il cittadino”.

La dichiarazione sostitutiva unica sarà valida fino al 15 gennaio dell'anno che viene dopo e una volta ricevuto il calcolo dell'Isee, potrà essere considerato da ogni persona dello stesso nucleo familiare.

Isee: documenti necessari per fare la domanda

Dopo aver inserito i dati all'interno della Dichiarazione sostitutiva unica, il responsabile dovrà avvalersi di ulteriori documenti da recapitare al commercialista o a chi si occuperà della domanda dell'Isee. Secondo quanto si legge su fondazionesereno.org per calcolare il reddito serviranno: 

  • Documento d’identità che abbia una valenza in corso;
  • Codice fiscale;
  • Status di famiglia;
  • obbligazioni di locazione (con estremi di registrazione);
  • Ultima pagamento effettuato riguardo al canone d’affitto;
  • In caso di invalidi all'interno del nucleo familiare, certificato d’invalidità per invalidità superiore al 66%. In questo caso saranno necessari anche la ricevuta del pagamento effettuato nell’anno precedente nel caso in cui il contribuente sia ricoverato in una struttura; le spese certificate per l’assistenza personale inserite all'interno del quadro RP della precedente dichiarazione dei redditi.
  • Ultimo Modello 730 o Modello Unico presentato o, in mancanza d’obbligo, l’ultima certificazione dei redditi rilasciata dal titolare da cui si dipende lavorativamente o ente pensionistico. La stessa cosa vale anche nel caso in cui si percepisca l'aiuto di disoccupazione, cassa integrazione o mobilità.

Per calcolare il patrimonio immobiliare, invece, saranno necessari:

  • Estratto conto di depositi e c/c bancari e postali e giacenza media;
  • Titoli di stato,ì contratti, documenti di deposito e credito, buoni fruttiferi e assimilati;
  • Custodia e conti correnti bancari e postali;
  • Movimenti o quote di organismi di investimento collettivo di risparmio (O.I.C.R.) italiani o esteri;
  • Movimenti in società italiane ed estere quotate e non quotate in mercati regolamentati;
  • Per le attività individuali: il valore del relativo Patrimonio Netto (prendendo in considerazione l’ultimo bilancio; in caso di esonero dalla redazione del bilancio determinato dalla quota delle rimanenze finali più il valore dei beni ammortizzabili al netto dei relativi ammortamenti);
  • informazioni dei gestori del patrimonio mobiliare (denominazione banca o intermediario, codice ABI);
  • informazioni relative a tutti gli edifici, terreni agricoli e aree edificabili che si possiedono come da Visura Catastale;
  • Somma restante del mutuo per l’acquisto o costruzione di proprietà;
  • tutte le obbligazioni di assicurazione mista sulla vita.

Il calcolo dell'Isee

Una volta dichiarati tutti i beni, gli esperti potranno procedere con il calcolo dell'Isee. Esso consiste nel 

ricavare resoconto tra l’indicatore del contesto economico e la misura dedotta dalla Scala di Equivalenza riportata con le maggiorazioni previste.

Ise, infatti, sta per valore assoluto dato dall'ammontare dei redditi e del 20% dei beni mobiliari e immobiliari di ogni persona della famiglia.

Esiste una scala di equivalenza, riportata sul sito dell'Inps, che attraverso dei parametri distinguerà un nucleo familiare composto da un minimo di persone da quello con un numero maggiore.

Basandosi su quello che è stato dichiarato e inviato, spetterà all'Inps calcolare l'Isee definitivo. Il documento sarà disponibile alla persona interessata entro dieci giorni lavorativi dal ricevimento della DSU e potrà essere acquisito attraverso l'accesso all'area servizi del portale web.

Sarà necessario un PIN dispositivo, un indirizzo di posta elettronica certificato, altrimenti con un determinato documento scritto concesso dal dichiarante, attraverso lo stesso Ente al quale si è fatta la domanda.

Quando serve l'Isee?

Mai come in questo ultimo periodo, la dichiarazione dell'Isee è fondamentale per alcune famiglie. Attraverso tale documento, molte persone hanno la possibilità di ricevere sussidi da parte dello Stato e agevolazioni.

Molti dei bonus, di cui avrete sentito parlare da un anno a questa parte, possono essere richiesti solo dopo aver presentato l'Isee.

Inoltre, dal 1988, serve per usufruire dell’assegno per famiglia con 3 figli minori, accedere all'accesso di maternità, acquisire la provvigione di maternità, ottenere una riduzione di costi di servizi scolastici come la retta per la mensa, l'asilo nido o l'ottenimento di borse di studio. Avere una riduzione inerente alle tasse universitarie dei propri figli. 

Poi ancora accedere ai servizi di interesse pubblico come il bonus gas e luce o la riduzione del canone telefonico, distribuzione della social card, usufruire di servizi socio sanitari domiciliari, assistenza e ospitalità presso una struttura residenziale, esenzioni spese mediche, ricovero in centri di assistenza sanitaria, case di cura e ospedali. 

Bonus bebè, reddito di cittadinanza, prestazione verso genitori separati o divorziati, accoglienza a studenti stranieri, bonus Tari, bonus libri, esenzione canone Rai.

Novità modello Isee 2021

Il 25 agosto 2021 è stato diffuso sulla Gazzetta ufficiale il decreto del Ministero del Lavoro datato 5 luglio 2021 dove sono presenti molte novità che riguardano l'Isee. 

Secondo quanto si legge sul documento pubblico servirà il 20% del patrimonio rispetto all'anno precedente affinché di possa presentare l'attestazione Isee corrente. Inoltre, l'Inps avrà la possibilità di controllare più in profondità qualsiasi dichiarazione, con la collaborazione dell'Agenzia delle Entrate. 

Insieme potranno analizzare la veridicità delle informazioni dichiarate, verificando anche le informazioni relative ai conti correnti del tributario e della sua famiglia.

Inoltre, tra le novità del decreto c'è anche quella che riguarda la DSU. Sarà compito dell’Inps aggiornare entro 30 giorni il modulo integrativo della dichiarazione sostitutiva unica che servirà ad avviare l’attestazione corrente per chi ha subito riduzioni patrimoniali.

L'Isee avrà una valenza fino al 31 dicembre dello stesso anno della presentazione, anche qualora dovrebbero esserci contestuali variazioni reddituali. In caso di necessità, per modifiche riguardo all'occupazione o nell'uso dei trattamenti, l'aggiornamento dell’attestazione dovrà avvenire entro due mesi. 

Isee: addio ai furbetti

Grazie al decreto del Ministro del Lavoro da poco pubblicato, non sarà più possibile cercare di imbrogliare per una riduzione di tasse o per richieste di agevolazioni. Infatti, l'Inps da quest'anno farà controlli più specifici e periodici affinché la cerchia dei cosiddetti "furbetti seriali" venga eliminata. 

Secondo quanto si legge sul decreto approvato il 5 luglio 2021

Nel caso risulti accertata la indebita fruizione di prestazioni agevolate attribuibile alla presentazione di una dichiarazione mendace, il dichiarante non puo' ottenere il rilascio dell'ISEE corrente per il periodo di due anni previsto dall'art. 75, comma 1-bis, del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445.