I gruppi parlamentari sono al lavoro per sfornare entro fine mese la legge delega per conferire al governo il compito di realizzare la riforma fiscale, una delle più attese in Italia. Tra i punti principali l'abolizione dell'IRAP e lo spostamento della pressione fiscale dal lavoro ai consumi: una prospettiva condivisa dall'OCSE.

Riforma fiscale Italia: settembre mese decisivo?

Fervono le trattative per arrivare a un accordo in Parlamento sulla legge delega per la riforma fiscale. Il nuovo assetto della tassazione in Italia punta a ridurre la pressione sui fattori produttivi e spostarla su consumi e altri capitoli. Si tratta di un'impostazione condivisa dall'OCSE e ribadita nella recente pubblicazione "Studi economici dell'OCSE: Italia 2021". Il report ha offerto spunti interessanti, come la previsione di rimbalzo del 5,9% del PIL dell'Italia nel 2021: un recupero consistente ma non abbastanza per tornare alla normalità persa con il -8,9% del 2020. L'obiettivo dovrebbe essere raggiunto nella prima metà dell'anno prossimo, quando il rialzo del PIL è atteso a +4,1% (nell'intero 2022).

OCSE: troppo alta la pressione fiscale sul lavoro in Italia

Per quanto riguarda l'analisi del sistema fiscale in Italia, l'OCSE ribadisce la necessità di ridurre la pressione: nel 2019 ha rappresentato il 42,4% del PIL contro il 33,8% della media OCSE. Secondo gli economisti é di ancor più vitale importanza che le tasse diventino progressivamente meno aggressive sui fattori produttivi e principalmente sul lavoro: si tratta infatti del tipo di pressione fiscale più dannosa per la crescita e in Italia è significativamente più alta rispetto alla media OCSE.

Imposte sui consumi: il problema dell'evasione IVA

Sono invece relativamente basse le imposte sui consumi, sulle proprietà e sugli immobili, sulle successioni e sulla ricchezza. Secondo gli economisti dell'OCSE le tasse sui consumi "tendono a essere più favorevoli alla crescita" rispetto a quelle sul lavoro, ma purtroppo in Italia presentano un problema: l'evasione fiscale. In base a una stima del Ministero dell'Economia e delle Finanze, nel 2018 il divario tra IVA dovuta e versata ammontava a ben 33,3 miliardi di euro. Il mancato gettito potrebbe è però atteso in progressiva riduzione grazie al passaggio alla fatturazione elettronica.

OCSE: agire su immobili e successioni

Il gettito derivante da proprietà e immobili è troppo basso: c'è un problema di scarsa correlazione tra i valori catastali e quelli di mercato. Anche su questo punto sono attese novità a breve: la prossima Legge di Bilancio potrebbe contenere la riforma del catasto, provvedimento di cui si parla da molti anni ma finora mai realizzato. Per quanto riguarda le tasse sulle successioni l'OCSE fa notare che un aumento delle stesse genera effetti nocivi sul risparmio relativamente limitati mentre invece ne hanno di positivi sugli incentivi al lavoro per gli eredi. Gli economisti auspicano infine una revisione complessiva del sistema delle agevolazioni (attualmente ben 180 circa) e magari anche una valutazione sull'efficacia delle stesse.

(Simone Ferradini)