Non c’è pace per il reddito di cittadinanza, ancora una volta al centro del dibattito tra centrodestra e Movimento 5 Stelle.

Le polemiche sulla dubbia utilità e una possibile abolizione nel 2022 sbaragliano chi lo vorrebbe solo migliorato, ma di certo, non li spaventa.

A portare alta la bandiera del reddito universale è proprio Beppe Grillo, fondatore del gruppo dei pentastellati, che torna a rilanciare una misura che potrebbe salvare l’Italia dalla povertà più nera.

Vediamo, quindi, di cosa si tratta, perché è importante definirne i dettagli e come può fare la differenza.

M5S e reddito di cittadinanza: l'universale può salvare l'Italia?

Il reddito di cittadinanza è la balena bianca e Matteo Renzi è il capitano Achab.

Non credo possa esistere un paragone migliore che possa esprimere l’avversione tra il leader di Italia viva e la misura messa in campo a sostegno degli italiani.

Sebbene nel romanzo inglese la balena bianca riesca a sopraffare la forza umana, in questo caso è il reddito di cittadinanza a rischiare di affondare negli abissi dell’oceano.

La caccia capitanata da Renzi continua a perdurare rischiando di portarlo ad abrogazione già a inizio 2022.

Una proposta che il Movimento 5 Stelle non comprende, visto che, da un lato, il reddito di cittadinanza una cosa buona l’ha fatta, ovvero, spiega ilfattoquotidiano.it:

“mettere a nudo le tare ataviche del sistema socio-economico del paese [..] povertà diffusa, retribuzioni compresse ai limiti della sussistenza, diffusi inganni ai danni di fisco e collettività, bassa scolarizzazione, inesistenza di strutture per favorire l’impiego e politiche attive del lavoro.”

Invece di eliminarlo come se non fosse mai esistito, basterebbe soltanto apportare quelle migliorie che possano trasformarlo in una misura di sostegno universale.

Rendendolo disponibile per tutti e mettendo  finalmente l’uomo al centro dell’attenzione (e non più il mercato del lavoro), si potrebbe davvero cambiare le sorti del nostro Paese.

 In un post pubblicato recentemente, Beppe Grillo si fa portavoce della necessità di introdurre il reddito universale il più presto possibile per garantire maggiore equità a tutti i cittadini.

Spiega ilgiornale.it:

“Il reddito di base universale può creare una società migliore e una vita migliore per tutti, l’unica sfida è il finanziamento. Non ci sarà bisogno di un enorme aumento delle tasse, in tal modo tutte le persone saranno libere dalla schiavitù del denaro e la povertà sarà sradicata dal nostro mondo”

Un’idea che ha tutta l’aria di essere una vera e propria rivoluzione in campo economico, rivoluzione che non tutte le forze politiche potrebbero affrontare facilmente.

M5S e reddito di cittadinanza: cos'é il reddito universale?

Una società evoluta è una società che consente agli individui di svilupparsi in modo libero, permettendogli di generare il proprio sviluppo.

Non è la citazione di qualche antropologo famoso, bensì la linea di pensiero che Beppe Grillo porta a difesa della proposta sul reddito universale.

Poiché questa misura si basa sull’erogazione monetaria di un reddito base uguale per tutti, lo sviluppo individuale e la dignità del singolo giocano un ruolo indispensabile, inviolabile.

Rifacendosi alla definizione data dal filosofo Philippe Van Parijs, riportata da it.m.wikipedia.org:

“ il reddito universale è un reddito versato da una comunità politica a tutti i suoi membri su base individuale senza controllo delle risorse né esigenze di contropartite”

Il reddito universale si identifica come una misura che può effettivamente ridurre la povertà eludendo al tempo stesso, tutti quegli oneri di prova sui mezzi di sostentamento previsti dallo Stato.

L’intento di Beppe grillo va al di là dell’emergenza e riserva completamente il proprio sguardo al benessere del popolo più che alle tasche dello stato.

L’idea è quella di favorire maggiore dignità e stabilire uguali diritti per tutti, indipendentemente dal sesso, dalla religione o dalla posizione sociale.

Questo, infatti, è ciò che rende il reddito universale effettivamente “universale”.

Una misura che non si basa sul risultato di una valutazione delle risorse individuali e non è soggetta a limiti di reddito, risparmio o patrimonio ma predilige il rispetto e la tutela del singolo.

Questo è solo il primo dei tre criteri che ne costituiscono le fondamenta, di seguito vi elenco i restanti:

  • incondizionalità: essendo un diritto umano e giuridico, non è soggetto a condizioni preliminari, spetta a tutti indifferentemente dalle caratteristiche personali, sociali ed economiche in cui versano
  • sufficienza: l’importo del reddito universale deve garantire un tenore di vita dignitoso che corrisponda alle norme sociali e culturali del paese interessato. Prevenire la povertà materiale, offrire l’opportunità di poter partecipare alla vita sociale, essere sufficiente ed uguale per tutti corrispondendo al 60% del reddito netto equivalente nazionale

In quest’ottica, il reddito universale si figura come un’erogazione monetaria a intervallo regolare, distribuita a chiunque sia dotato di cittadinanza e di residenza nel proprio paese, senza grandi costi di gestione per lo stato.

Gli obiettivi da perseguire sono:

  • garantire un livello di reddito minimo fra individui
  • fornire un’integrazione universale ai guadagni
  • valorizzare lo status di cittadinanza o residenza in una comunità
  • non influire sugli altri incentivi erogati al cittadino

Il video pubblicato proprio dal M5SParlamento spiega benissimo come funziona il reddito universale:

M5S e reddito di cittadinanza: chi paga il reddito universale?

Ma come può realizzarsi questo reddito universale?

Chi andrà a pagarlo per tutti?

Le domande sono lecita, soprattutto vista l’altalenante condizione economica dello Stato italiano che continua a gridare al fallimento e si rifà sui propri cittadini.

Il bello della proposta del Movimento 5 Stelle sta proprio nel fatto che a pagare la misura non sarà nessun altro all’infuori delle banche centrali.

Secondo il ragionamento di Beppe Grillo, saranno proprio queste a finanziarlo in modo tale da evitare che possa venire coperto da un’ulteriore aumento della tassazione.

La teoria che si avvicina a questo modo di pensare prende il nome di Modern Monetary Theory.

Spiega investireoggi.it:

“ ogni banca centrale con moneta sovrana potrebbe emetterne in quantità illimitata senza alcun danno per l’economia. Anzi, secondo gli esponenti, le stesse tasse non servirebbero ad altro, se non a diffondere l’uso della moneta all’interno di un’economia.”

In parole più semplici, ogni banca centrale potrebbe finanziare il reddito universale per il 30% del PIL, con i soldi di cui dispone il governo.

Quest’ultimo non ne rimarrà mai senza perché la stampa emette moneta di continuo e la fa circolare.

Le persone sarebbero “costrette” ad usare il denaro in circolazione e tutto il meccanismo continuerebbe a girare.

Le tasse non andrebbero a finanziare la spesa pubblica, bensì consentirebbero al sistema di frenare l’inflazione.

Lo stato avrebbe modo di controllare quanta massa monetaria viene messa in circolazione e la velocità con la quale viene distribuita, facendo sempre riferimento alla fiducia e all’accettazione del processo da parte del proprio popolo.

M5S e reddito di cittadinanza: il flop di Matteo Renzi!

Come avete visto, il reddito universale non è una proposta così malvagia eppure, a Matteo Renzi e al centrodestra proprio non va giù.

Sebbene Matteo Salvini adotti un comportamento meno aggressivo, l’avversità verso le possibili migliorie del reddito di cittadinanza continua ad essere palpabile.

La cosa che risulta inaccettabile è il fatto che invece di creare nuove opportunità di lavoro, il reddito di cittadinanza abbia contribuito a generare disoccupazione, soprattutto tra i giovani.

Invece di accettare di lavorare e riceve stipendi bassi, le nuove generazioni preferiscono spaparanzarsi sul divano di casa.

Una considerazione che viene fatta proprio da Matteo Renzi e che viene maleducatamente inglobata in un contesto alquanto delicato.

Come riporta repubblica.it:

“La gente deve soffrire. I nostri nonni hanno fatto l’Italia, spaccandosi la schiena”

Ovviamente il riferimento alla parola soffrire e spaccarsi la schiena non è piaciuto, e sui social come Facebook e Twitter gli haters si sono scatenati creando e diffondendo l’hashtag #RenziFaiSchifo.

Piuttosto riduttivo per esprimere il dissenso e la vergogna ma abbastanza chiaro, conciso e soprattutto, diretto.

Il fatto che, a dire di spaccarsi la schiena, sia lo stesso pagliaccio che ha masticato e sputato l’inglese facendo vergognare l’Italia a più conferenze europee… è tutto dire.

Ad ogni modo, tralasciando le sue hard skills discutibili, in tantissimi pensano che Renzi debba stare in silenzio, a testa bassa e lasciar lavorare chi sa lavorare.

I dati Istat sulla povertà continuano ad evidenziare un’Italia che sprofonda sempre più velocemente nel baratro e occorre agire.

Il reddito universale rimane una proposta da considerare e la convention che si terrà dal 18 al 21 agosto 2021 nel blog di Beppe Grillo coinvolgerà anche l’opinione pubblica.

Se Renzi pensa di poter fare di meglio e garantire a 11,5 milioni di persone lavoro stabile e pari dignità, è meglio che sia sicuro di poterci riuscire davvero.

O la reaction shock potrebbe essere più schock di quanto potesse aspettarsi!

Reddito di cittadinanza: le novità in arrivo 

La notizia della possibile trasformazione del reddito di citadinanza in reddito universale, spopola negli gli articoli online e il faccione di Beppe Grillo diventa famoso tanto quanto quello della Ferragni.

La stessa notorietà però, ce l'hanno anche le news riguardanti i pagamenti dell'importo della misura e le modifiche apposte di recente.

Ad approfondimento, vi lascio l'articolo di Francesco Santone per trend-online e anche l'articolo di Marilù Pagano che spiega passo passo quali sono i requisiti da soddisfare e come ottenere il reddito di cittadinanza.

Del resto, come dice lo spot della Maxibon... two is meglio che one!

E un po' di informazione in più non guasta mai, no?