Parlando di tassazione sulle rendite finanziarie o da investimento, come sono previste imposte legate alle plusvalenze c'è anche la possibilità al contrario di poter recuperare parte delle perdite, minusvalenze, trasformandole in credito d'imposta.

Per poter far questo bisognerà conoscere un particolare "strumento" denominato zainetto fiscale.

Ma quindi cosa è, e che tipo di benefici porta? Andiamo a scoprirlo.

Come recuperare le minusvalenze grazie allo zainetto fiscale

Negli ultimi anni in Italia è cresciuta la tendenza da parte di molte persone di investire parte dei propri risparmi in strumenti finanziari che esulano dai vecchi Bot e Titoli di Stato, ritenuti sicuri, ma che ormai non danno più alcun tipo di rendimento per spostarsi verso asset più rischiosi, volatili, come ETF, azioni, obbligazioni, fondi comuni e derivati di vario tipo.

La tassazione su questo tipo di strumento finanziario dal se fino al 2014 era del 20% a partire dal 1 gennaio 2015 è passata al 26%.

Rimane invariata al 12,5% invece la tassazione su strumenti sicuri, poco volatili a basso rendimento, come i titoli di Stato di paesi in White List.

L'innalzamento dunque della tassazione sulle rendite finanziarie di ben 6 punti percentuali potrebbe rappresentare un motivo per limitare  i volumi di denaro da convogliare sui mercati, proprio per questo è stato pensato un meccanismo di compensazione tra perdite e guadagni definite rispettivamente minusvalenze e plusvalenze.

Tale meccanismo viene svolto da un particolare strumento denominato zainetto fiscale, andiamo ad approfondirlo nel paragrafo che segue.

Cos’è lo zainetto fiscale

La prima domanda che sorge spontanea è: ma perchè per definire un concetto fiscale/finanziario anche per certi versi complesso si è usato il termine zainetto?

Sicuramente per semplificare e dare l'idea del funzionamento di tale meccanismo.

Uno zainetto infatti è un oggetto comune, che spesso viene usato nella vita quotidiana e che solitamente contiene libri o documenti.

Ebbene allo stesso modo lo zainetto fiscale conterrà tutte le minusvalenze e le plusvalenze provenienti dalle varie di operazione di investimento, queste verranno sommate tra di loro in modo da ottenere un vantaggio fiscale.

In che modo?

In pratica in questo modo, la tassazione del 26% verrà applicata a tutte le plusvalenze, ma al netto delle minusvalenze derivante dalle perdite che andranno a compensare le tasse sui profitti.

Zainetto fiscale: come funziona

Per dare un'idea più precisa facciamo un esempio concreto del funzionamento dello zainetto fiscale, in modo da capirne l'utilità.

Immaginiamo che un investitore nell'arco del 2021 ha generato una rendita e quindi una plusvalenza dal proprio portafoglio azionario di circa 1.000 euro.

Ora secondo la tassazione vigente del 26%, i 1.000 euro di profitto sono da considerarsi lordi.

Il guadagno dunque, al netto delle imposte, che andrà effettivamente nelle tasche dell'investitore sarà 1.000-260 euro e quindi 740 euro.

Ipotizziamo però che nell'arco dell'anno ci sono state una serie di operazioni chiuse in perdita che hanno quindi determinato una serie di minusvalenze.

Ora queste perdite, non recuperabili, per l'investitore rischiano di pesare più dei profitti visto che su quest'ultimi sono tassati al 26%

Ed è proprio qui che entra in gioco l'utilità dello zainetto fiscale che mette sullo stesso piatto della bilancia profitti e perdite, con queste ultime che andranno a compensare le plusvalenze si andranno in questo modo a pagare le imposte solo su una quota delle plusvalenze.

In pratica viene quindi generato un risparmio di imposta

Altro aspetto interessante e che le minusvalenze non saranno valide solo per l'anno in corso, infatti se opportunamente dichiarate, attraverso la dichiarazione dei redditi annuale, potranno essere portate nello zainetto fiscale anche per gli anni successivi per mandare in compensazioni con future plusvalenze.

Vedremo nel prossimo paragrafo come fare man mano a recuperare queste perdite e non pagare le imposte sulle plusvalenze.

Lo zainetto fiscale può essere considerato anche una vera e propria strategia messa in atto da pochi, poichè poco conosciuta.

L'obiettivo di compensare le minusvalenze, decidendo di vendere titoli nel loro portafoglio e generare quindi delle plusvalenze, ciò avviene perché la minusvalenza crea un credito fiscale.

Non tutte le minusvalenze possono essere recuperate

Le perdite dunque potranno essere recuperate, come vedremo non tutte, ci sono infatti alcuni limiti.

Cominciamo con lo scrivere che la compensazione tra minusvalenze e plusvalenze potrà essere messa in atto solo con asset finaziari della stessa natura.

Nello specifico le minusvalenze da recuperare saranno possibili solo se derivanti da prodotti finanziari che determinano “redditi diversi” mentre non possono essere compensate con “redditi da capitale”.

Per non fare errori a riguardo, i redditi capitali sono quelli disciplinati dagli art.44 e 45 del Tuir.

Nell'elenco dei redditi capitali contenuto nell'articolo 44 compaiono interessi e profitti maturati da mutui, obbligazioni, conti deposito e certificati di massa, non solo, sono compresi anche:

  • dividendi ed utili derivanti da una partecipazione di capitali societaria;
  • profitti derivati da prestiti;
  • rendite perpetue;

Ecco questa è la lista dei prodotti dove le minusvalenze non potranno essere portate in compensazione.

Differente invece asset come azioni, etf, futures, e derivati vari per i quali invece lo zainetto fiscale potrà essere usato.

Ecco gli asset finanziari per i quali è permesso recuperare le perdite

Andiamo ora a conoscere meglio tutti quegli asset per i quali è possibile recuperare parte delle perdite generate partendo dalle azioni.

Le azioni sono "quote di una società" che garantiranno un profitto nel momento in cui verranno acquistate ad un prezzo X e rivendute ad un prezzo Y maggiore del prezzo X.

Un altro modo per guadagnare con le azioni e quello di detenere pacchetti azionari e partecipare alla distribuzione degli utili dell'azienda.

Ora la distinzione da fare è importantissima, infatti nel primo caso i redditi saranno classificati come "diversi" nel secondo caso invece saranno classificati come "redditi da capitale".

Una precisazione ancora diversa dovrà essere fatta sugli Etf.

Gli Etf sono un prodotto finanziario di nuova generazione molto di moda tra gli investitori definiti forse un po' impropriamente a basso rischio.

Li caratterizzano basse commissioni e facilità d'accesso alla compra vendita.

Questo strumento si divide inoltre in Etf armonizzati e non.

I non armonizzati sono quelli che non rispettano la normativa europea e solitamente sono collocati al di fuori dell’Unione Europea. 

In questo caso i redditi generati sono considerati ordinari e tassati con le classiche aliquote Irpef ciò vuol dire che non potranno essere portati in compensazione tramite zainetto fiscale.

In quali casi è realmente possibile recuperare le minusvalenze

Ma quindi ora che abbiamo bene o male l'idea di come come possono essere recuperate le minusvalenze e per quali redditi, cosa dobbiamo fare in concreto per applicare quanto visto nei paragrafi precedenti?

Le minusvalenze possono essere recuperate con la dichiarazione dei redditi. 

Importante ribadire che le minusvalenze non recuperate nell'anno in corso potranno essere portate nello zainetto fiscale ed utilizzate eni 4 anni successivi.

Per quanto riguarda le minusvalenze dell’anno da portare in compensazione devono essere indicate nel rigo RT3 colonna 1 del modello redditi PF 2022, mentre la colonna 2 non deve essere compilata.

Per questi aspetti di tipo super tecnico il consiglio è quello di rivolgersi ad uno studio di fiscalisti o ad un Caf specializzato.

Riuscire a recuperare minusvalenze, perdite derivanti da investimenti finanziari tramite lo strumento dello zainetto fiscale e un aspetto assolutamente utili per ottimizzare i propri bilanci, messo in atto da pochi poichè poco conosciuto.