Stimolare la crescita economica attraverso l’ottimizzazione del sistema fiscale. Questo è lo scopo che il Consiglio dei Ministri si è posto lo scorso 5 ottobre quando ha approvato la legge delega per la riforma del fisco, sulla base di quattro pilastri principali:

  • diminuire il carico fiscale sulle imprese ed efficientare l’attuale sistema di riscossione delle imposte

  • ridurre adempimenti e micro-tributi
  • combattere l’evasione fiscale
  • mantenere la progressività del sistema fiscale – dunque, niente flat tax

Superfluo dire che l’Italia ha decisamente bisogno di semplificare il metodo di riscossione delle tasse e, più in generale, la burocrazia.

Il “problema” è che la riforma fiscale 2022 potrebbe lavorare anche sul modello 730, cambiando alcuni elementi ed eliminando diversi tipi di detrazioni, presumibilmente a partire dal 2023. Ci vorranno, infatti, ancora 18 mesi circa prima che la riforma venga studiata in ogni dettaglio, approvata e sia pronta a entrare in vigore.

E già qualcuno si è messo le mani nei capelli perché, diciamolo, il modello 730 per la dichiarazione dei redditi è una gran manna dal cielo nella misura in cui permette di dedurre molte spese che vengono effettuate durante l’anno. Oltretutto, quello precompilato facilita di parecchio la vita e, mal che vada, ci sono sempre Caf e patronati che possono venire in aiuto.

Ma se questa possibilità venisse interrotta o, peggio ancora, eliminata? Vediamo, allora, come potrebbe cambiare il modello 730 nei prossimi anni.

Cos’è il modello 730?

Il modello 730 è un documento tramite cui i lavoratori dipendenti e i pensionati presentano la dichiarazione dei redditi. Secondo il CafCisl, presenta vantaggi di vario tipo:

il contribuente non deve eseguire calcoli e poi ottiene il rimborso dell'imposta direttamente nella busta paga o nella rata di pensione; se, invece, deve versare delle somme, queste vengono trattenute dalla retribuzione o dalla pensione.

Inoltre, anche chi non possiede un sostituto d’imposta può presentare il modello 730: semplicemente, il credito verrà erogato direttamente dall'Agenzia delle Entrate; in caso di debito, invece, servirà il modello F24.

Sono, invece, esonerati dalla dichiarazione dei redditi tramite modello 730:

  • i pensionati con un reddito annuo inferiore a 7.000 euro

  • i lavoratori con un reddito da lavoro inferiore a 7.500 euro annui

Modello 730 e detrazioni: cosa cambierà

Parola d’ordine: tax expenditures. Ossia, tutte le agevolazioni fiscali che vanno dalle detrazioni e dalle deduzioni d'imposta, alle aliquote ridotte, alle imposte sostitutive o ai crediti d’imposta.

Più numerose sono le tax expenditures, meno significative sono le entrate nelle casse dello Stato. Facciamo un esempio concreto: secondo quanto riporta il sito Financecue.it, nel 2017 sono state individuate ben 636 diversi tipi di agevolazioni (di cui 466 erariali e 170 per tributi locali) che hanno portato nelle casse statali circa 75 miliardi di euro in meno.

Più che logico, dunque, che uno degli obiettivi della riforma del fisco sia diminuire le detrazioni tramite modello 730: molto probabilmente il taglio riguarderà le agevolazioni meno utilizzate dai contribuenti.

Tuttavia, come riporta Il Corriere della Sera, Giuseppe Buscema, esperto della Fondazione Studi dei Consulenti del lavoro, si dimostra poco entusiasta del taglio delle detrazioni nel modello 730:

un’importante sforbiciata al numero delle cd. tax expenditures è molto concreta. [...] il rischio è quello di provocare iniquità che potrebbero andare in direzione opposta da quella perseguita dal legislatore. Questa riforma si aggiungerà peraltro agli effetti dell’introduzione dell’assegno unico universale per i figli, che entrerà a regime il 1° gennaio 2022 prevedendo l’eliminazione delle detrazioni fiscali per i figli a carico.

Entriamo ora nel cuore della questione e vediamo quali sono le detrazioni a rischio.

Le detrazioni che spariranno dal modello 730

I cambiamenti che coinvolgono il modello 730 si collocano all’interno della riforma fiscale e della Legge di Bilancio 2022 il cui obiettivo generale è favorire la ripresa economica dell’Italia. A tale proposito, il Premier Draghi si esprime in questi termini:

È una legge di bilancio espansiva, che accompagna la ripresa ed è in piena coerenza con il Documento di Economia e Finanza, la Nota di Aggiornamento del Def e il Pnrr.

La riforma avrà un impatto sul modello 730 nella misura in cui ridurrà il numero di agevolazioni di cui i contribuenti possono usufruire. Sono circa 80 quelle utilizzate più frequentemente, mentre le meno richieste saranno oggetto di tagli (una sessantina circa, utilizzate da meno dell’1% dei contribuenti).

Ecco quali detrazioni potrebbero sparire dal modello 730:

  • le spese sanitarie per i disabili
     
  • le erogazioni liberali alle società sportive dilettantistiche

  • le erogazioni liberali per attività culturali e artistiche

  • le erogazioni liberali per gli istituti scolastici 

  • le spese per il mantenimento dei cani guida dei ciechi

Al momento, è previsto anche il taglio di una detrazione cara ai genitori, cioè quella relativa alle rette degli asili nido, che attualmente prevede uno sconto Irpef del 19% per strutture pubbliche e private, arrivando a coprire una somma massima di 632 euro a figlio – ovviamente, previa presentazione dell’Isee –.

Le detrazioni che saranno mantenute

Fortunatamente, non tutte le agevolazioni sono in via di estinzione: le più utilizzate, al contrario, verranno mantenute. Tra queste:

  • le spese sanitarie e farmaceutiche – per queste ultime, sarà sempre richiesto lo scontrino parlante e la detrazione sarà pari al 19%, anche qualora le spese siano state pagate in contanti

  • le detrazioni dei contributi previdenziali obbligatori e complementari, il cui tetto massimo dovrebbe essere fissato a 5.164,17 euro

  • gli interessi passivi sui mutui per l’acquisto dell’abitazione principale o per gli interventi di ristrutturazione edilizia

Potranno continuare a essere scaricate tramite modello 730 anche le spese per il veterinario e le tasse scolastiche dei figli a carico fiscalmente.

È inoltre importante sottolineare che l’ammontare delle detrazioni diminuisce con l'aumentare del reddito del contribuente e, per il momento, gli scaglioni sono i seguenti:

  • 100% fino a 120mila euro

  • sotto il 100% tra 120mila e 240mila euro

  • 0% dai 240mila euro in su

Modello 730 e Superbonus

La lotta dello Stato all’evasione fiscale è già cominciata e, tra una stretta sui controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate e i vari provvedimenti antifrode, non la scampano nemmeno i bonus e il modello 730.

Per quanto riguarda il Superbonus al 110%, per esempio, è sul tavolo di discussione l’ipotesi di stilare un listino di prezzi ai quali i fornitori di beni e servizi devono attenersi – lo scopo è evitare la maggiorazione delle fatture approfittando degli sconti fiscali.

Inoltre, uno dei requisiti per ottenere l’accesso ai bonus è il visto di conformità, necessario dal 12 novembre, il quale deve essere redatto da un professionista: le spese per tale visto saranno detraibili nel modello 730 anche se il richiedente ha ottenuto il Superbonus al 110%.

Quando entrano in vigore i cambiamenti

Le novità sul modello 730 saranno operative molto probabilmente a partire dal 2023. L’anno prossimo, dunque, i contribuenti presenteranno la dichiarazione dei redditi relativa al 2021 secondo le modalità consuete e potranno richiedere ancora le detrazioni a cui sono abituati.

Più tardi, alla chiusura dell’anno d’imposta 2022, le detrazioni sopramenzionate potrebbero sparire: in pratica, ne vedremo le ricadute solo tra un anno e mezzo.

Come e dove compilare il modello 730

Il sito dell’Agenzia delle Entrate mette a disposizione un documento dettagliato per la compilazione del modello 730, delineandone i vantaggi ed esponendo tutte le agevolazioni che si possono richiedere. Si tratta, comunque, di ben 136 pagine!

Riassumiamo allora brevemente come si compila e dove si scarica il modello 730 per la dichiarazione dei redditi.

Le modalità sono due:

1. Il modello 730 precompilato

Disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate, questo tipo di modello 730 facilita di molto le procedure burocratiche. Per scaricarlo, bisogna entrare nella propria area riservata del sito tramite credenziali personali con PIN dell’Inps, oppure SPID, Carta d’Identità Elettronica 3.0 o Carta Nazionale dei Servizi.

Il vantaggio di questo modello è che, essendo già stato precompilato dal legislatore, non necessita di ulteriori controlli se il contribuente accetta i dati già inseriti senza modificarli in alcun modo. Per la compilazione, infatti, l’Agenzia delle Entrate si avvale delle seguenti fonti di informazione:

  • la Certificazione Unica inviata dai sostituti d’imposta

  • gli oneri deducibili o detraibili comunicati– per esempio, le spese sanitarie o i premi assicurativi

  • la dichiarazione dei redditi relativa all'anno fiscale precedente

  • l’Anagrafe tributaria – per esempio, i pagamenti e le compensazioni tramite modello F24

Per sapere come destreggiarsi con il modello 730 precompilato ed evitare spiacevoli sorprese, ascoltiamo le parole della Dott.ssa Alessandra Mugnetti de "L’imprenditore in-formato": 

2. Il modello ordinario

Se non si ha dimestichezza con le procedure online oppure se sono stati percepiti altri redditi che non possono essere dichiarati tramite il modello 730 precompilato, si può ricorrere al modello redditi ordinario o redditi precompilato.

Il sito di riferimento è sempre quello dell’Agenzia delle Entrate e il modello 730 ordinario può essere presentato al sostituto d’imposta incaricato dell'assistenza fiscale, a un Caf o a un professionista abilitato entro e non oltre il 30 settembre dell’anno.

Se si sceglie questa seconda modalità, il controllo formale coinvolgerà il Caf o il professionista che ha approvato la dichiarazione dei redditi, ma sarà comunque il contribuente a dover pagare in caso di comunicazioni errate. Tuttavia, alcuni controlli possono interessare anche il contribuente stesso in modo da verificare la veridicità dei dati inseriti e l’esistenza effettiva dei requisiti che permettono di usufruire di talune agevolazioni.