I percettori di NASpI che hanno mantenuto l'Inps come sostituto d'imposta perchè hanno continuato a percepire il trattamento economico almeno fino al 31 marzo 2021, avranno una novità sul pagamento di agosto. Si tratta del mese in cui l'Inps come sostituto d'imposta effettua i conguagli Irpef derivanti dalla comunicazione dell'Agenzia delle Entrate del prospetto di liquidazione derivante dalla dichiarazione dei redditi con il modello 730. Il titolare del trattamento NASpI può verificare sul sito Inps al servizio Assistenza Fiscale 730/4 il prospetto di liquidazione e lo stato dello stesso. Per il conguaglio a debito, l'Inps tratterrà da agosto sul pagamento della NASpI, l'importo dovuto, in un'unica soluzione oppure nel numero di rate indicate dal contribuente nel modello 730. Cosa succede se la prestazione non fosse capiente oppure il trattamento sia stato interrotto?

NASpI: cosa è e a chi spetta

Prima di entrare nel dettaglio del tema del trattamento delle risultanze Irpef derivanti dalla dichiarazione dei redditi con il modello 730 relativo ai redditi 2020, è doveroso fare un breve cenno alla NASpI.

La nuova assicurazione sociale per l'impiego, ha sostituto la vecchia indennità di disoccupazione. L'assegno è una prestazione a chi ha perso involontariamente il lavoro, ed è erogato per un massimo di 24 mesi. L'importo dipende dalla retribuzione media degli ultimi quattro anni ma non può superare un importo fissato annualmente dall'Inps. La NASpI può essere richiesta da un lavoratore dipendente, laddove invece un lavoratore con un contratto di collaborazione coordinata e continuativa, anche a progetto, assegnisti di ricerca e dottorandi di ricerca con borsa di studio, iscritti alla Gestione Separata Inps, possono richiedere la DIS-Coll, cosiddetta disoccupazione per collaboratori. 

In via temporanea il Decreto Agosto 2020, aveva previsto la possibilità di poter richiedere la NASpI anche da parte dei lavoratori che avessero aderito ad un accordo di licenziamento collettivo, stipulato in accordo con anche una delle organizzazioni sindacali più rappresentative. Tale temporaneità si è conclusa il 30 giugno, termine ultimo del blocco dei licenziamenti.

NASpI: quanto spetta e la novità 2021

L'importo della NASpI è calcolato sulla base della retribuzione media mensile degli ultimi quattro anni. La retribuzione media è quella imponibile previdenziale risultante delle ultime quattro certificazioni uniche. L'importo erogato dall'Inps corrisponde al 75% di quella retribuzione media. Così ad esempio se negli ultimi quattro anni antecedenti la presentazione della domanda, la somma delle retribuzione imponibili è stata di 200.000 euro, la retribuzione media mensile sarà di 961 euro. Su questo importo l'Inps applica il 75%. La NASpI erogata in questo esempio è quindi di 721 euro. L'Inps paga ogni mese questo importo per un numero massimo di 24 mensilità. Cosà succede se l'importo medio della retribuzione supera 1.227,55 euro? Il calcolo sarà leggermente diverso. L'importo della NASpI è per il 75% calcolato sull'importo fissato dall'Inps ogni anno, che per il 2021 è di 1.227,55 e per il 25% sulla differenza tra la retribuzione media e l'importo di 1.227,55 euro. La somma di queste componenti non può superare un altro importo che l'Inps fissa ogni anno. Per il 2021 è di 1.335,40 euro. Dunque l'importo massimo della NASpI che può essere percepito ogni mese è di 1.335,40 euro. 

La novità del 2021, a partire da giugno, è che fino a fine anno, la riduzione del 3% previsto a partire dal quarto mese di erogazione dell'Inps, è sospesa per riprendere nel 2022. Questo è importante perchè l'importo disponibile della NASpI è fondamentale per sapere se il conguaglio Irpef potrà essere sostenuto o meno.

Conguaglio Irpef: meno soldi sulla NASpI di agosto

Nel mese di luglio, l'Inps riceve dall'Agenzia delle Entrate i prospetti di liquidazione derivanti dalle dichiarazioni dei redditi 2020, con il modello 730. All'interno di queste comunicazioni, che il cittadino può verificare nella sezione Assistenza fiscale 730/4 sul sito dell'Inps, l'Agenzia delle Entrate indica se il contribuente dovrà pagare un debito con l'erario oppure riceverà un rimborso Irpef, in quanto soggetto con un credito. Ma perchè l'Inps riceve questi prospetti? Perchè, nelle dichiarazioni dei redditi i contribuenti percettori di NASpI hanno indicato l'Inps come sostituto d'imposta. Dal mese di agosto l'Inps effettuerà le operazioni di conguaglio secondo le indicazioni illustrate nel Messaggio n° 2557 del 9 luglio 2021. L'importo della NASpI di agosto potrà quindi subire una variazione in negativo qualora le risultanze del conguaglio rilevano un debito a carico del contribuente. 

Nel caso in cui invece il percettore di NASpI abbia maturato un credito, riceverà dall'Inps nel mese di Agosto, un pagamento aggiuntivo relativo appunto al rimborso. 

NASpI di agosto: i chiarimenti dell'Inps

Poco sopra abbiamo scritto che l'Inps trattiene o rimborsa dei soldi ai percettori di NASpI perchè è stato indicato come sostituto d'imposta. Ma l'automatismo che sia l'Inps ha dover fare le operazioni di conguaglio ad agosto non è scontato. 

L'Inps chiarisce che come Istituto può prestare l’assistenza fiscale solo qualora nell’anno di presentazione del modello 730 sussista un rapporto di sostituzione d’imposta con il dichiarante.

Il beneficiario della NASpI che ha ricevuto una CU dall'Inps per il trattamento erogato nel 2020 ma che non ha più l'Inps come sostituto d'imposta, non riceverà dall'Inps il trattamento di conguaglio, a meno che l'interruzione del rapporto di sostituzione si sia completato prima del 1 aprile 2021

Se l'erogazione della NASpI è terminata prima del 1 aprile, non essendoci altre erogazioni in corso, a meno che l'ex beneficiario della NASpI non abbia iniziato a percepire la pensione (ad esclusione di quelle assistenziali come la pensione di invalidità), l'Inps non potrà accogliere la richiesta dell'Agenzia delle Entrate di effettuare le operazioni di conguaglio. In questo caso l'Inps comunicherà il diniego a proseguire

Qualche possibilità di vedersi negare le trattenute si ha anche quando la NASpI si sia interrotta tra il 1 aprile e la data di effettuazione del conguaglio, che l'Inps realizza tra luglio ed agosto. 

NASpI e conguaglio Irpef: i diversi casi

Abbiamo cercato di chiarire che l'Inps come sostituto d'imposta non necessariamente effettuerà le operazioni di conguaglio, perchè deve ricorrere il presupposto che l'Inps sia stato il sostituto d'imposta nel 2020 e che il rapporto di sostituzione non sia cessato anteriormente alla data di presentazione del modello 730, che nella suddetta circolare è indicata come 1 aprile.

Mentre per il rimborso dell'Irpef, anche in caso di cessazione dell'erogazione della prestazione dopo il 1 aprile, l'Inps erogherà il rimborso ad agosto con un pagamento a parte (a meno che il percettore della NASpI non abbia un nuovo sostituto d'imposta come ad esempio il nuovo datore di lavoro), per i casi di conguaglio a debito distinguiamo tre casistische.

NASpI ancora in corso di erogazione: se ad agosto l'Inps eroga ancora l'NASpI, tratterrà l'importo del debito Irpef sulla competenza di agosto. Tuttavia il contribuente può richiedere la rateizzazione in 4 mesi, per concludersi a novembre. L'Inps tratterrà l'importo mensile sulle 4 mensilità da agosto a novembre. Ma cosa succede se l'Inps cessa di pagare la NASpI ad ottobre? L'Inps, verificando il numero residuo delle mensilità ancora da pagare, potrà decidere se porre diniego alle operazioni di conguaglio, comunicandolo sia all'Agenzia delle Entrate che al contribuente oppure di procedere con una parziale trattenuta. Per la parte non trattenuta, il contribuente dovrà provvedere direttamente al pagamento.

NASpI ancora in caso di pagamento ma di importo insufficiente. Anche in questo caso l'Inps potrebbe optare per un diniego totale oppure un'operazione di conguaglio parziale, lasciando al contribuente di procedere con il saldo.

Infine, la situazione di NASpI capiente e con ancora più di 4 mensilità. L'Inps trattiene a partire dal pagamento della NASpI di agosto le 4 rate. 

NASpI: come monitorare il conguaglio Irpef

Il percettore della NASpI che ha le credenziali di accesso ai servizi online del sito Inps, attraverso lo Spid, può verificare direttamente nella sezione Assistenza fiscale 730/4 servizi al cittadino, oppure dall'App mobile Inps, a partire dal 15 luglio, lo stato di gestione del prospetto di liquidazione. 

Le risultanze potranno essere:

  • avvenuta ricezione da parte dell’INPS delle risultanze contabili trasmesse dall’Agenzia delle Entrate, con il dettaglio dei relativi importi;
  • conferma che i conguagli saranno abbinati alle prestazioni percepite, nel caso in cui l’INPS sia il sostituto d’imposta del dichiarante;
  • diniego della risultanza, con conseguente comunicazione all’Agenzia delle Entrate, qualora non sussista il rapporto di sostituzione d’imposta;
  • importo delle trattenute e/o dei rimborsi indicati nella risultanza contabile, effettuati mensilmente sulle prestazioni erogate dall’INPS.

Così si esprime l'Inps in caso di impossibilità nel dar seguito alle operazioni di conguaglio

Nei casi in cui l’Istituto, successivamente all’avvio dell’assistenza fiscale, si trovi nell’impossibilità di completare i conguagli a debito previsti nel modello 730/4 (ad esempio, a seguito della cessazione della prestazione, del decesso del dichiarante, o di incapienza dei pagamenti spettanti) invierà un’apposita comunicazione all’interessato o agli eredi dello stesso, indicando gli importi risultanti dalla dichiarazione e quelli eventualmente già conguagliati, con l’invito a provvedere al versamento degli eventuali residui importi a debito con le modalità previste per i versamenti relativi alle dichiarazioni dei redditi delle persone fisiche.