Quale sarà il futuro delle fatture elettroniche in questo 2022? Arriveranno nuovi obblighi, per esempio per i regimi forfettari? Arriveranno degli obblighi legati all'esterometro? Scendiamo nei dettagli e vediamo quali novità ci aspettano.

Qualunque novità venga introdotta in questo nuovo anno, comporterà dei nuovi obblighi per i commercialisti e per tutte le attività coinvolte, rendendo questo avvio di anno problematico da tantissimi punti di vista, soprattutto da quello gestionale. 

Fattura elettronica anche per il regime forfettario entro questo anno?

La novità più temuta da tantissimi imprenditori e da tantissimi commercialisti che ci dovranno fare i conti è l'introduzione dell'obbligo di fatturazione elettronica anche per coloro che sono in regime forfettario, al momento esclusi ancora. 

A metà dicembre, il Consiglio Europeo ha dato il permesso all'Italia di prolungare l'obbligo per un altro triennio e di includere anche i soggetti sinora esclusi, come, appunto, i regimi forfettari. 

Naturalmente l'autorizzazione europea non si tramuta in una norma italiana valida dall'oggi al domani. Affinché ciò avvenga è necessario che venga introdotta una legge ad hoc, ovver un decreto legge o una legge ordinaria che disciplini questa materia specifica. Al momento non si sa quando il Governo deciderà di introdurre una normativa riguardante la fatturazione elettronica per i regimi forfettari.

Quali possono essere le novità possibili sulle fatture elettroniche?

Ecco gli scenari possibili che riguardano la fatturazione elettronica obbligatoria:

  • il governo potrebbe decidere di far partire l'obbligo dal 2023, per non gravare immediatamente e improvvisamente su tutti gli interessati e, onestamente, sarebbe la scelta più saggia; 
  • il governo potrebbe invece far partire l'obbligo da luglio 2022. Questa decisione non sarebbe la migliore perché obbligherebbe tutti gli operatori ad un cambio repentino in corso d'opera e nel corso dell'anno;
  • il governo potrebbe far partire l'obbligo dal 1 gennaio 2022 già passato, ma introducendo un periodo transitorio durante il quale non sarà considerata alcuna sanzione per l'invio in ritardo delle fatture elettroniche; 

L'obbligo di fatturazione elettronica è ben diverso dalla facoltà di fattura elettronica

Colui che oggigiorno sceglie di usare il regime forfettario e sceglie di emettere questo tipo di fattura, può continuare comunque a ricevere fatture tradizionali e le può conservare in maniera tradizionale

Nel momento in cui venisse introdotto l'obbligo, il soggetto obbligato sarebbe tenuto ad emettere e a ricevere le fatture in modo elettronico e sarebbe tenuto anche a conservarle in modo digitale, per esempio con il sistema SOGEI, dell'Agenzia delle Entrate.  

Non solo fatture elettroniche, probabilmente obbligatorio anche esterometro dal 2022

E' stato rimandato al 1° luglio 2022 l’avvio dell'obbligo di comunicare operazioni attive e passive con soggetti esteri non più tramite il vecchio “esterometro”, che trasmetteva tutti i dati riguardanti un trimestre, ma verranno inviati singole fatture elettroniche in formato xml da inviare entro il 15° giorno del mese successivo a quello di ricevimento per la fatturazione passiva. 

L'obbligo di comunicare le attività passive con l’estero è un gravoso ed enorme obbligo per gli imprenditori e i professionisti che ne sono obbligati, tanto che per molti è meglio pagare la sanzione piuttosto che farsi carico di questo obbligo e pagare due euro a fattura, oltre a pagare maggiormente il proprio commercialista

L'obbiettivo di uno Stato che ci tiene ai propri cittadini dovrebbe essere "semplificare", ma a quanto pare non è quello che pensa lo Stato Italiano.

Fatturazione elettronica tramite SOGEI cosa comporta?

Tutti coloro che tra il 2018 e il 2019  hanno aderito al servizio gratuito di conservazione delle fatture elettroniche messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, hanno fatto un accordo che dura tre anni. Per poter usufruire ancora di SOGEI bisognerà firmare un nuovo accordo, che si può rinnovare anche qualche giorno dopo la scadenza.

I nuovi accordi, però, avranno efficacia fino ad un'eventuale revoca.

Utilizzo dei dati delle Fatture Elettroniche, cosa ne pensa il Garante della privacy?

Cosa ne pensa il Garante della Privacay del metodo dell'Agenzia delle Entrate di memorizzare le fatture elettroniche per utilizzarle in eventuali controlli fiscali o per obbiettivi di polizia economica e finanziaria?

Il Garante è favorevole alla conservazione dei dati "quantitativi" delle fatture, ma anche dei dati qualitativi quando riguardino dei consumatori finali e solo nel caso in cui ci sia un rischio di evasione concreto, emerso dopo l'effettuazione di alcune verifiche. Ma l'Agenzia delle Entrate deve assolutamente organizzare e mettere a punto procedure che assicurino che i dati conservati non vengano in alcun modo utilizzati per altri motivi. 

Lotta all'evasione fiscale tramite la fatturazione elettronica

La lotta all’evasione fiscale che vuole fare il Governo, tramite anche l'Agenzia delle Entrate, deve passare necessariamente anche dall'obbligo di fatturazione elettronica per tutti i contribuenti, compresi quelli in regime forfettario.  

Si attende, come abbiamo accennato prima, la norma ad hoc che legiferi su questo aspetto: che sia decreto legge o legge ordinaria.

Al momento non c'è alcuno obbligo di fatturazione elettronica per i forfettari, anche se una metà di loro già utilizza questo sistema volontariamente.

Quali sono i vantaggi della fatturazione elettronica anche per il regime forfettario?

La fatturazione elettronica consente una più facile gestione, consente l'incrocio dei dati e consente il controllo necessario per evitare e scovare l'evasione fiscale e se il Governo decide di emettere dei contributi a fondo perduto, con il sistema della fatturazione elettronica i contribuenti che ne hanno diritto sono facilmente rintracciabili dall'Agenzia delle Entrate. 

Fatturazione elettronica: la contrarietà di Giorgia Meloni

La presidente di Fratelli d'Italia si dice estremamente contraria alla fatturazione elettronica per i forfettari e al Sole 24 ore dice che le priorità del governo dovrebbero essere altre, ovvero semplificare la vita degli imprenditori, non complicarla, visto che sono già stretti nella morsa del rincaro bollette e dell'inflazione che sta salendo sempre più.

La fatturazione elettronica diffusa anche ai piccoli artigiani, alle ditte individuali, ai liberi professionisti, significa complicare loro la vita.  

La Meloni si dice esterrefatta anche del fatto che l'Europa abbia concesso il suo permesso aprendo la strada ad una modifica che, secondo la presidente, porterà solo problemi. Invece di semplificare la vita, soprattutto dei piccoli, dei lavoratori autonomi, dei liberi professionisti, il Governo decide di complicarla ancora di più con decisione che, secondo la Meloni, non serviranno comunque a far diminuire l'evasione fiscale. 

La richiesta di estendere l'obbligo di fatturazione elettronica anche ai piccoli imprenditori che sono in regime forfettario è avvenuta dalle commissioni di Camera e Senato. In questo modo si abrogherebbe il comma 3 dell'articolo 1 del decreto legislativo 127/2015, ovvero l'articolo che al momento esclude i forfettari dall'obbligo di fatturazione elettronica. 

Secondo i parlamentari che vorrebbero prendere questa decisione (parere esattamente contrario a quello della Meloni) la fatturazione elettronica permetterà a questi operatori di ridurre i propri costi, proprio grazie al pacchetto delle fatture elettroniche messo a disposizione gratuitamente e al sistema di archiviazione digitale messi a disposizione gratuitamente dall'Agenzia delle entrate.

Il collegamento dei dati che ci sono nelle banche dati è indispensabile affinché l'Amministrazione finanziaria possa contrastare meglio l'evasione fiscale affinché sia efficace e affinché si riducano i costi in capo ai contribuenti, facendo in modo che i controlli siano mirati su situazioni dove esiste il reale pericolo di evasione ad alto rischio.