Se ancora non siete riusciti a mettervi in regola con tasse e imposte mai pagate, sappiate che con il condono fiscale, introdotto dal Decreto Sostegni, slittano i termini per il pagamento - senza sanzioni e interessi -all’Agenzia delle Entrate Riscossione (ex Equitalia Spa). 

Resta quindi ancora un po’ di tempo per la pace fiscale. Il rinvio riguarda la rottamazione ter e saldo e stralcio 2020 e 2021. A cui è stato possibile aderire fino al 31 luglio 2019 e ha coinvolto le cartelle esattoriali emesse tra il 2000 e il 2017. 

Questa proroga è dovuta al fatto che il ministero dell’Economia e delle Finanze non ha ancora fissato le regole per lo stralcio delle cartelle esattoriali. Il decreto del Mef deve essere emesso entro 30 giorni dall’entrata in vigore del Decreto Sostegni. 

La proroga della pace fiscale nel dettaglio 

Sono stati fissati due termini: il 31 luglio 2021 per le rate in scadenza nel 2020, e il 30 novembre 2021 per quelle in scadenza nel 2021. Il Decreto Sostegni prevede inoltre cinque giorni di tolleranza per i pagamenti delle rateizzazioni. 

Questo significa che i contribuenti che devono pagare entro il 31 luglio 2021 possono farlo in realtà entro lunedì 9 agosto 2021. Lo stesso vale per il termine del 30 novembre 2021. È possibile mettersi in regola entro il 6 dicembre 2021.

In entrambi i casi, sono stati esclusi il sabato e la domenica dal conteggio dei termini di scadenza. Questo ulteriore slittamento è legato al cosiddetto “lieve inadempimento”

La proroga della pace fiscale, i beneficiari 

A beneficiare della proroga del 31 luglio 2021 sono i contribuenti che hanno pagato tutte le rate in scadenza nel 2019 e altri debiti in scadenza entro il 28 febbraio, il 31 maggio, il 31 luglio e il 30 novembre 2020. 

Per quanto riguarda invece lo slittamento al 30 novembre 2021, salvo i cinque giorni di tolleranza, i beneficiari devono avere pagato tutte le rate in scadenza nel 2020. E avere saldato in una unica soluzione le rate in scadenza il 28 febbraio, il 31 maggio, il 31 luglio e il 30 novembre 2021. 

In entrambi i casi il criterio è lo stesso. 

Se il contribuente non paga entro la proroga della pace fiscale

Se si beneficia della rottamazione ter e saldo e stralcio e si rientra tra coloro che possono godere del rinvio lungo per pagare le rate in scadenza nel 2020 e nel 2021, è importante rispettare questa proroga per evitare di perdere le agevolazioni sulle somme dovute. 

In caso contrario, se si paga oltre il 31 luglio 2021 o il 30 novembre 2021, salvo sempre i cinque giorni di tolleranza, i versamenti effettuati fino a quel momento si trasformano in un semplice acconto

Chi non è in regola con le rate in scadenza nel 2019 e che quindi non è coinvolto nella proroga, può chiedere all’Agenzia dell’Entrate Riscossione una nuova rateizzazione per le somme non ancora pagate. A prevederlo il Decreto Rilancio e Ristori.  

La proroga della pace fiscale e le sospensioni dei pagamenti per l’emergenza Covid-19

L’Agenzia delle Entrate Riscossione ha raggruppato tutte le domande in materia di riscossione delle cartelle esattoriali, dopo l’entrata in vigore del Decreto Sostegni e, prima ancora, delle molteplici sospensioni introdotte con i Decreti Covid-19

I pagamenti delle cartelle sono stati sospesi fino al 30 aprile 2021. Si tratta di quelli in scadenza dall’8 marzo 2020 al 30 aprile 2021. Con la unica eccezione dei contribuenti che hanno la residenza, la sede legale o operativa nei comuni della cosiddetta “zona rossa” per i quali la sospensione di cartelle di pagamento, avvisi di addebito e accertamento è iniziata dal 21 febbraio 2020.  

Il versamento delle somme dovute quindi dovrà avvenire entro il 31 maggio 2021. E come chiarisce l’Agenzia delle Entrate Riscossione il contribuente non è tenuto a pagare tutti i debiti in scadenza nel periodo di sospensione in una unica soluzione. Entro il 31 maggio 2021, gli interessati devono presentare domanda all'Agenzia per chiedere la rateizzazione.  

Il condono fiscale

Un altro discorso è il condono delle cartelle esattoriali – multe, bollo auto, crediti pendenti con il Fisco mai pagati o scaduti anni fa – che non riguarda tutti i contribuenti. 

Il Decreto Sostegni, infatti, limita la possibilità di liberarsi di questi debiti soltanto a coloro che abbiano un reddito imponibile inferiore o uguale ai 30mila euro e solo per le cartelle esattoriali dal 2000 al 2010. In questo caso la cancellazione o stralcio avviene in modo automatico.

L'articolo 4, 4° comma riguarda naturalmente sia le persone fisiche sia le persone giuridiche, enti o imprese. La norma parla di “singoli carichi”: questo significa che lo stralcio potrà riguardare anche più debiti di natura diversa che sommati tra loro superino i 5mila euro. Vale infatti la somma complessiva del singolo debito non pagato che per essere stralciato non deve superare i 5mila euro.  

Sono automaticamente annullati i debiti di importo residuo, alla data di entrata in vigore del presente decreto, fino a 5.000 euro, comprensivo di capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni, risultanti dai singoli carichi affidati agli agenti della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2010…delle persone fisiche che hanno conseguito , nel periodo di imposta 2019, un reddito imponibile ai fini delle imposte sui redditi fino a 30.000 e dei soggetti diversi dalle persone fisiche. 

Ultimo punto non meno importante: l’articolo 4 4° comma del Decreto Sostegni parla di “singoli carichi affidati agli agenti della riscossione”. 

Il provvedimento si riferisce non al momento in cui la cartella esattoriale è stata notificata al contribuente ma quando l’Agenzia dell’Entrate Riscossione ha compiuto il primo atto di recupero coattivo di tasse o imposte non pagate. 

Per le cartelle dal 2000 al 2010 di fatto ci si riferisce a violazioni anche precedenti al decennio. Infine, vengono condonati anche i debiti rateizzati con la pace fiscale.