E’ della giornata di ieri la notizia dell’approvazione della fiducia alla camera sulla Manovra finanziaria 2022. La legge di Bilancio del prossimo anno introduce importanti incentivi, aiuti alle famigli, e sospensioni dei pagamenti delle cartelle esattoriali.

La Camera dei deputati ha quindi dato il primo dei via libera alla Manovra, con 414 voti favorevoli, 47 contrari e un astenuto. Tuttavia, dovranno essere ancora votati i successivi 21 articoli, rispetto ai quali non sono previsti emendamenti. 

Le novità che porta con sé, invero, sono piuttosto rilevanti. In primo luogo, ha disposto un nuovo termine per il pagamento delle cartelle esattoriali, per 180 giorni, fino alla scadenza di aprile. 

Non semrano però previste ulteriori sospensioni o condoni. Infatti, sembra però ancora tutto da definire in tema di rottamazione quater e Pace fiscale. Invero, era stato aperto un piccolo spiraglio anche sul fronte della rottamazione quater, che non è stato però concretizzato in sede di approvazione della Legge di Bilancio. Tuttavia, la nuova pace fiscale è richiesta da molte forze politiche, in particolare dal Movimento 5 stelle, 

Vedremo cosa si accende nei prossimi mesi.

Quali nuove in tema di rottamazione quater?

L’attesa per la Legge di Bilancio 2022 era molto alta, soprattutto per quel che attiene alla rottamazione quater, sebbene il governo non sembra aver colto questa occasione per introdurre una nuova pace fiscale.

Invero, le parole del Presidente del consiglio Mario Draghi non ci sono sembrate incoraggianti. Solo pochi giorni fa, infatti, è tornato sul tema, affermando:

“All’inizio fu fatto un provvedimento che rottamava le cartelle di piccolo importo che era, sostanzialmente, un minicondono. Lì, almeno per quanto mi riguarda, si ferma ogni azione di condono”.

Eppure in molti avrebbero messo la mano sul fuoco che sarebbe stata approvata una seconda Pace Fiscale e quindi una rottamazione quater. Si auspicava, infatti, un intervento rispetto alle cartelle non incluse nelle precedenti definizione agevolate.

Tuttavia, la scelta del Governo, per il momento è quella di non intervenire in tema, rinviando, o meglio temporeggiando, in attesa di tempi migliori.

Sembra, infatti, ancora complessa la strada dell’esecutivo verso la famosa quadratura del cerchio, che in questo caso si tratta dell’esigenza di ripristinare un sistema funzionante, mediante la riforma del fisco e delle pensioni.

Le molte questioni aperte hanno quindi indotto il Governo di Mario Draghi ad accantonare la rottamazione quater e la seconda Pace fiscale, nonostante solo qualche mese fa era data praticamente per certa. 

Tuttavia, la Legge di Bilancio 2022 ha assunto importanti decisioni anche sul tema fiscale. 

Sospensione e proroga pagamento cartelle: quali riguarda?

Una delle più interessanti novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2022 attiene alla proroga dei termini per il pagamento delle cartelle esattoriali. Ma questa proroga quali cartelle riguardano?

Come sappiamo, infatti, le rate della rottamazione ter e del saldo e stralcio, relative agli anni 2020 e 2021, sono scadute lo scorso 9 dicembre, o più precisamente il 14 dicembre, se si considerano anche i 5 giorni previsti di tolleranza  accordati al contribuente che consentono il pagamento anche oltre la scadenza di predetto termine. 

Forse non saprai, che coloro che non adempiono all’onere di pagare le rate nel tempo espressamente previsto, possono essere molteplici le conseguenze che ne derivano. In particolare ricordiamo che, in linea teorica, l’inadempimento dovrebbe comportare la perdita dei benefici previsti dalla Rottamazione ter e dal saldo e stralcio.

Ma non solo, potresti anche incorrere nel blocco del conto corrente. Infatti, è previsto anche il pignoramento del conto corrente per il mancato pagamento delle somme previsti.

Invero, sul punto già era stata prevista una piccola proroga con il Dl Fiscale 2021, che per molti sembrava dovesse preludere ad un ulteriore sospensione e proroga dei termini di pagamento.

Invece, la Legge di Bilancio 2022 non dato voce neanche a questa seconda istanza, ciò ovviamente comporta che per coloro che non hanno rispettato i termini di scadenza del 14 dicembre, c’è ben poco da fare, decadranno dai benefici della definizione agevolata. 

Eppure il legislatore ha introdotto una proroga dei pagamenti, ma per cosa?

Maxi condono ad inizio 2022?

Come affermato nel precedente paragrafo, le rate scadute della rottamazione ter e dello stralcio, per ora restano tali, con il rischio di perdita dei relativi benefici.

Tuttavia, già in più di un’occasione il legislatore è intervenuto al fine di dirimere la questione e prevedere una proroga o uno strumento per trattenere i benefici. A tal proposito ricordiamo che già il DL Rilancio e il DL Ristori hanno previsto una forma di condono di fatto, con una sanatoria per le rate delle definizioni agevolate.

In particolare, questi due interventi hanno disposto che coloro che non avevano adempiuto regolarmente alle rate 2019 di rottamazione ter e saldo e stralcio o le rate delle precedenti rottamazioni non decadessero dai benefici.

Invero, le due disposizioni introducevano una nuova rateizzazione del debito, senza applicare allo stesso né gli interessi di mora, né eventuali sanzioni pecuniarie.

Questo intervento disposto dai due decreti, ha consentito ai cittadini inadempienti di trattenere i benefici della definizione agevolata.  In molti, invero, paventavano un intervento affine anche con riferimento alle rate 2020 e 2021 di rottamazione ter e saldo e stralcio. 

Come sostenuto nel precedente paragrafo, tuttavia, il Governo non ha accolto predetta istanza, invero proveniente da più parti politiche, almeno con la legge di Bilancio 2022.

Tuttavia, c’è chi non demorde, e sembra auspicare un possibile intervento in tal senso. Infatti, alcuni esperti del settore ancora sostengono che sarà presumibilmente introdotto un decreto ad inizio 2022. Un ulteriore decreto consentirebbe a coloro, che non sono riusciti a pagare le rate 2020 e 2021 delle definizioni agevolate entro il 14 dicembre, di mantenere i benefici e rateizzare di nuovo.

Come dicevamo, sono veramente molte le forze politiche che spingono in tal senso, ma ad oggi ancora non si è giunti ad una decisione definitiva. Una nuova Pace Fiscale, e la relativa rottamazione quater, sembrano essere una scelta quasi necessaria. Invero una tale decisione comporterebbe l’inclusione delle Pace fiscale anche delle cartelle che non hanno beneficiato dalla rottamazione ter del 2019. 

Proroga cartelle esattoriali: a cosa si riferisce 

Sulla proroga delle cartelle esattoriali, invero, dobbiamo far riferimento all’ultima previsione del Decreto Legge collegato alla Legge di Bilancio 2022, che ha introdotto una termine di pagamento più lungo.

Il governo di Mario Draghi ha deciso quindi di modificare la precedente disciplina in vigore, che prevedeva all’art. 25, comma 2 del D.P.R. n. 602 del 29 settembre 1973, un termine di pagamento di60 giorni dalla notifica.

A partire da questa data, infatti, iniziava a decorrere il tempo per adempiere all’obbligo di pagamento delle somme dovute al Fisco. Questo, invero, è ancora valido per tutte le cartelle notificate tra il 1° settembre al 31 dicembre 2021. Mentre con Il Decreto Fiscale è stato modificato il termine in questione.

In un primo momento, l’articolo 2 della legge di conversione del Decreto Fiscale 2022, approvata ufficialmente alla Camera il 15 dicembre 2021, aveva previsto un diverso termine, che era equivalente a 150, e decorreva sempre dalla notifica della cartella esattoriale.

La disposizione ha subito delle modifica in sede di conversione in legge. In tal sede, infatti, sono state apportate alcune modifiche al teso originario. Una delle quali, ha proprio toccato il termine di decadenza per il pagamento delle cartelle. Quindi a partire dal 1° gennaio 2022, tutte le cartelle esattoriali potranno essere adempiute entro 180 giorni dalla notifica. 

La disposizione non ha efficacia retroattiva, infatti, non trova applicazione alle cartelle notificate entro l’anno 2021.

Su cosa interviene la Legge di Bilancio 2022 in materia fiscale?

Tra le novità più importanti in materia fiscale trova spazio la riforma IRPEF. Invero, questa costituisce una delle chiavi di lettura della politica del Governo di Mario Draghi. L’obiettivo è ridurre la pressione fiscale, proprio per tale ragione che il legislatore ha inteso intervenire sull’IRPEF, introducendo un maxi emendamento presentato dal Governo un nuovo sistema di scaglioni e aliquote.

Con le novità in arrivo con la Legge di Bilancio 2022, le  aliquote IRPEF diventano quattro, e la modifica, quindi, interesserebbe anche gli scaglioni. In particolare è stato previsto il seguente schema di scaglioni:fino a 15.000 euro con aliquota al 23 per cento; da 15.001 fino a 28.000 euro con aliquota al 25 per cento; da 28.001 fino a 50.000 euro con aliquota al 35 per cento; oltre 55.000 con aliquota al 43 per cento.

Tuttavia, I tagli verranno quindi effettuati non solo sull’IRPEF. Anche l’IRAP è stata interessata da alcuni significativi ritocchi. 

Ciò che più ci interessa, invero, è lo stanziamento di una considerevole somma per la riforma del fisco. Infatti, il governo sono ha previsto che per tale settore saranno conferiti almeno 8 miliardi di euro. 

Come dicevamo, il principale interesse del Governo è quello di andare a ridurre la pressione fiscale, proprio per tale ragione sicuramente assisteremo ad altri interessanti interventi nei prossimi mesi. A questo proposito si prevedono tagli anche sulle micro tasse, che in Italia sono piuttosto numerose, e di cui spesso gli italiani non sono a conoscenza.

E’ stata invece rinviata l’introduzione di due imposte molto discusse nell’ultimo periodo.  In particolare, ci riferiamo alla tassa sulla plastica e sullo zucchero. Queste saranno sospese  almeno fino al 2023.

Trattandosi di tassa da imporre in capo alle imprese, per il momento il legislatore ha preferito rinviare per evitare un ulteriore onere. Non dimentichiamo, infatti, che le imprese sono ancora duramente colpite dagli effetti della pandemia. Proprio per tale ragione che il legislatore ha deciso di non aggravare ulteriormente la loro posizione. 

Per approfondire il tema, vediamo il seguente video di FiscalFocus: