Il Canone Rai è forse una delle imposte meno amate dagli italiani. Siamo onesti, l’idea di pagare un servizio, indipendentemente dal consumo, ma sulla presunzione di possedere un apparecchio per la ricezione, non ci ha mai entusiasmato.

Proprio per questa ragione che levasione del Canone Rai era un’ipotesi piuttosto comune. Chi non ricorda un nonno o un parente insoddisfatto al momento della ricezione della bolletta che invitava al pagamento del canone?

Il canone Rai non è mai stato ben accetto, ma proprio per evitare il dilagante fenomeno dell’evasione che il legislatore del 2016 ha deciso di introdurre un pagamento automatico, o quasi, imputandolo nella bolletta per il consumo dell’energia elettrica.

Questa scelta ha consentito di recuperare quella vasta parte del gettito che non era versata dal contribuente. Però ad oggi l’Unione Europea sembra averci imposto un cambio di rotta.

Ma per quale ragione? In realtà è molto semplice, e cercheremo di spiegarlo di seguito. Possiamo, tuttavia, evidenziare che in un sistema economico basato sulla piena concorrenza, imporre il pagamento di un’imposta, del tutto non collegata con il consumo di energia elettrica, ci sembra incompatibile.

Che cos’è il canone Rai?

Il Canone Rai è un’imposta, non sul servizio, ma sul possesso di apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle radiofrequenze televisive. Proprio predetta caratteristica che ha posto rilevanti problemi in punto di evasione.Proprio perché non è commisurata all’effettivo utilizzo del servizio, che ha reso l’imposta poco apprezzata dai cittadini italiani.

Questa è stata, tuttavia, introdotta con l’intento di sostenere l’attività di produzione della società Rai, società a partecipazione pubblica, che si occupa della produzione dei programmi televisivi per l’emittente di Stato.

L’imposta in questione è stata introdotta per la prima volta con il regio decreto-legge 21 febbraio 1938, n. 246, convertito dalla legge 4 giugno 1938, n. 880 relativo alla “Disciplina degli abbonamenti alle radioaudizioni”.

Il Canone Rai è versato una volta l’anno, da parte di ciascuna famiglia. Quindi non è posta a carico di ciascun membro convivente.

Quando il Canone Rai è entrato in Bolletta?

Alcune significative novità sono state introdotta nel 2016, con una parziale riforma del Canone Rai. La riforma è stata proprio predisposta per combattere il fenomeno dell’evasione, che era al quanto comune.

In primo luogo è stata prevista una presunzione che giustifica il pagamento del canone. In particolare è stato proprio affermato che l’imposta è dovuta da ogni proprietario di apparecchio televisivo. 

Il titolare dell’apparecchio, però deve essere anche titolare dell’utenza per la fornitura dell’energia elettrica, nel luogo in cui lo stesso ha la residenza.

Questo in quanto, la riforma ha introdotto il pagamento del canone direttamente in bollette, cioè sulla fattura per il consumo dell’energia elettrica. A questi utenti, quindi, sarà precluso il pagamento redimete il bollettino postale.

Anche i residenti all’estero devono pagare il canone Rai se detengono un’abitazione in Italia dove è presente un apparecchio televisivo. Quindi, il canone, di circa 90 euro, era ripartito in dieci mesi, per un valore di 9 euro al mese. 

Perché il Canone Rai esce dalla bolletta?

La previsione del Canone Rai in bolletta non è stato particolarmente apprezzato dagli organi dell’Unione Europea, in quanto ritenuto piuttosto limitativo della concorrenza nel settore del consumo dell’energia elettrica. 

Infatti, ha sostenuto un portavoce della Commissione europea: 

“La decisione di esecuzione del Consiglio sul piano italiano di ripresa e resilienza comprende misure volte a garantire la diffusione della concorrenza nei mercati al dettaglio dell’elettricità. Quindi, ad esempio, questo passa dalla rimozione dell’obbligo per i fornitori di riscuotere oneri non legati al settore elettrico“.

Questa nuova sfida sembra allora esser stata accolta dall’attuale Presidente del Consiglio, Mario Draghi, che ha deciso di superare la riforma del 2016, la c.d. Riforma Renzi, in quanto voluta dall’allora presidente del Consiglio. 

Questa misura, tuttavia, non sarà immediata. Il Governo italiano ha, infatti, ancora del tempo prima che il passaggio diventi effettivo. Invero, ha  la possibilità di intervenire fino a dicembre 2022. Solo a partire dal 2023, che sarà necessario trovare un nuovo metodo di pagamento del Canone Rai. 

Quindi, lungi da esser pronta, siamo ancor in attesa di una soluzione definitiva per il pagamento del canone e soprattutto per l’individuazione di modalità che consentano di prevenire il ritorno del fenomeno di evasione.

Come si procederà al pagamento a partire dal 2023?

Come anzidetto, le modalità di pagamento ancora non sono state definite dal legislatore, che ha ancora un lungo termine prima che sia costretto ad abbandonare il pagamento in bolletta. 

In ogni caso, al momento non c’è nulla di certo sulle modalità che verranno prese per far fronte a questa nuova riforma. 

La riforma è stata, infatti, annunciata proprio per rispondere alle insistenti pressioni dell’Unione Europea. Infatti, tale modifica è stata richiesta come una delle condizioni per di accesso al Ricoveri Plan. Il Governo quindi ha a rischio circa 200 miliardi di euro che verranno stanziati per finanziare la ripresa economica dell’Italia.

In particolare, le istituzioni hanno chiesto al governo di porre riparo al problema dei c.d. oneri impropri. 

Cosa sono gli oneri impropri?

Gli oneri impropri sono imposte che vengono fatte gravare sulla bollente della luce, ma che non sono correlate al consumo di energia elettrica, proprio come il Canone Rai.

Questi oneri impropri sostanzialmente sono dei costi interni di cui sono fatti gravare i cittadini al fine di consentire trarre gettito per sostenere li enti statali.

A parteggino a questa categoria, oltre il Canone Rai, anche altri tipologie di imposte, come ad esempio gli oneri imposti per: messa in sicurezza della parte nucleare, misure di compensazione territoriale, agevolazioni tariffarie nel settore ferroviario, sostegno per la ricerca di sistema.

Il problema principale posto da questi oneri impropri, è che alterano la concorrenza. In un sistema di mercati aperti e privatizzati, anche nel settore dell’energia elettrica, potrebbe comportare un indebito vantaggio per l’azienda erogatrice del servizio, sulla cui bolletta per il pagamento è inserito anche il Canone Rai, o ogni altri onere improprio.

Quali altre novità in tema di Canone Rai?

Sulla disciplina del Canone Rai ci sono altre piccole novità. In particolare, una delle più rilevanti su cui si discute ancora, è l’estensione del canone anche ai detentori di smartphone.

Nell’elenco degli apparecchi che fanno sorgere la presunzione di utilizzo del servizio, infatti, non vi sono i cellulari che adottano tecnologie moderne e che consentono comunque di accedere al servizio in questione.

Soprattutto grazie all’app di RaiPlay è possibile accedere ai programmi televisivi anche da smartphone o tablet. 

Il rischio paventato, anche in questo caso, è che chiunque possa dichiarare di non avere il televisore in casa per non pagare il canone e guardarsi le trasmissioni al pc, sul tablet o sul telefonino. E’ stato allora suggerito dai vertici della Rai che coloro che sono in possesso di uno smartphone o di un tablet, siano, similmente ai possessori di apparecchi televisivi, tenuti al pagamento del canone Rai.

Esenzioni canone Rai

In conclusione, vogliamo anche fare un breve riepilogo delle esenzioni dal pagamento del canone Rai per il 2022. Infatti, non tutti i cittadini sono tenuti al pagamento di predetta imposta. Il legislatore ha previsto alcune esenzioni rilevanti. 

A tal proposito ricordiamo che sono, in primo luogo, esenti i cittadini di over 75. Quindi per coloro che hanno superato una certa soglia di età, il legislatore prevede una piccola agevolazione. 

Si accede all’esenzione coloro che abbiano più di 75 anni di età e un reddito superiore agli 8.000 euro. A partire dal 2020, con la legge di Bilancio del 2020, sono state introdotte delle limitazioni a predetta agevolazione. Non vi potevano, già accedere, gli anziani conviventi con altri membri della famiglia, titolare di proprio reddito. Poi a partire dal 2020, è stato escluso anche nel caso di convivenza con collaboratori domestici, colf o badanti.

Ovviamente, non sono tenuti a versare la somma anche coloro che non sono in possesso di un dispositivo che consente la trasmissione. 

Il legislatore ha, inoltre, previsto ulteriori esenzioni, in particolare: Militari delle Forze Armate Italiane: ospedali militari, Case del soldato e Sale convegno dei militari delle Forze armate; Militari di cittadinanza straniera appartenenti alle Forze Nato; Agenti diplomatici e consolari: solo per quei Paesi per cui il beneficio è previsto in modo speculare per gli agenti italiani; Rivenditori e negozi in cui vengono riparate TV.

Come è possibile accedere all’esenzione?

Per accedere all’esenzione dal pagamento del canone Rai è necessario presentare apposita richiesta. In particolare si distingue tra esenzioni per over 75 e esenzione per coloro che non hanno un apparecchio che fa sorgere la presunzione.

Per quanto riguarda gli over 75, questi devono presentare apposita richiesta, nei tempi segnalati dall’Agenzia delle Entrate sul proprio sito internet. 

L’amministrazione finanziaria ha precisato che per ottenere l’esenzione per l’intero anno, deve essere fatta richiesta entro il 1° luglio dell’anno precedente. Cioè per l’intero 2022 avresti dovuto già presentare domanda lo scorso luglio.

Tuttavia, se viene presentata la richiesta dal 1° febbraio al 30 giugno, sarà comunque possibile beneficiare di un’esenzione parziale, per i mesi da luglio a dicembre. 

Per quanto riguarda coloro che non sono in possesso di apparecchi, pure sono tenuti a fare richiesta apposita. Questa deve essere corredata di una dichiarazione sostitutiva in cui si afferma, appunto, il mancato possesso.

Deve essere appositamente certificato che in nessuna delle abitazione i proprio possesso, ove sono attive utenze elettriche, sono presenti Tv o altri apparecchi equiparati.

Approfondiamo il tema con un breve video dell'Avv. Francesco Cattaneo.