Fino a 150.000 euro di bonus erogabili a partite IVA, liberi professionisti e imprese; il momento è critico e attraverso il Decreto Sostegni lo Stato cerca di correre ai ripari per non dover assistere alla morte di migliaia di aziende italiane, vero motore economico del Paese: ma purtoppo parliamo di spiccioli.

Dovrebbe essere un aiuto economico per fronteggiare il COVID, ma ancora una volta i fondi stanziati sono briciole in rapporto al fabbisogno delle aziende e dei liberi professionisti pesantemente colpiti da lockdown e zone multicolor.

Ad ogni modo ci si accontenta, domandandosi perché lo Stato abbia stanziato una cifra tanto irrisoria a fronte di introiti miliardari derivanti da tasse sempre più alte e sempre nuove che siamo costretti a pagare senza capirne veramente la liceità.

Ma vediamo in cosa consiste il bonus; la domanda viene effettuata per via telematica da inoltrare online all’Agenzia delle Entrate, ne periodo che va dal 30 marzo al 28 maggio 2021: partite IVA e professionisti, se rientrano nei requisiti, hanno la possibilità di richiedere il bonus in questo arco temporale. 

Il Governo conta di ampliare a oltre tre milioni il pubblico dei beneficiari, ad esclusione delle start up costituite dal 1° gennaio 2019, per le quali l’Agenzia delle Entrate ha modificato la norma del Decreto Sostegni: aziende e liberi professionisti, che fatturino non più di dieci milioni di euro/anno possono usufruire del bonus introdotto dal decreto-legge del 22 marzo 2021. n. 41.

Questo per venire incontro a coloro i quali abbiano subito cali di fatturato come conseguenza delle misure restrittive imposte dal Governo in seguito alla diffusione del virus: i destinatari ottengono un contributo a fondo perduto, variabile nell'importo a seconda di quanto il fatturato sia stato compromesso dalla pandemia da COVID-19. 

Il calo di fatturato tra il 2020 e il 2019 prende in considerazione le fatture attive (immediate e differite) al netto dell'Iva relative a quelle operazioni effettuate tra il 1° gennaio e il 31 dicembre; fra queste è necessario escludere le cessioni dei beni ammortizzabili.

Il calo del 30% viene misurato rispetto al fatturato medio mensile perché in questo modo chi ha aperto l’attività nel corso dell'anno 2019 può effettuare un confronto omogeneo (nel computo della media mensile 2019 va escluso il mese in cui è stata aperta la partita IVA): chi ha aperto la partita IVA dal 2020 in avanti invece, non ha un parametro di riferimento per calcolare il calo di fatturato e quindi percepisce il contributo nella misura minima, vale a dire mille o duemila euro.

Anche le "start up" nate con l’apertura della partita IVA dal 1° gennaio 2019, in base alle modifiche apportate al decreto dall’Agenzia delle Entrate, possono godere dei maggiori ristori, qualora la perdita del fatturato fosse maggiore del 30% (calcolando la media mensile) ma comunque se il calo dei ricavi non dovesse arrivare al 30% o dovessero registrare un incremento degli affari, avrebbero diritto al contributo minimo.

Il bonus non conosce tasse, e quindi nessuna imposta sui redditi e tantomeno nessuna Irap; fra l'altro il bonus non grava sul calcolo del rapporto per la deducibilità delle spese e degli altri componenti negativi di reddito, compresi gli interessi passivi: l'Agenzia delle Entrate versa il bonus direttamente sul conto corrente dei destinatari oppure viene calcolato sul credito d’imposta.



Bonus partite IVA e liberi professionisti 2021: a chi spetta

I soggetti titolari di partita IVA che svolgono attività di impresa o di lavoro autonomo o che sono titolari di reddito agrario, debbono essere in possesso dei seguenti requisiti per poter godere del bonus:

  • essere residenti o stabiliti in Italia;
  • non aver cessato la partita IVA prima del 23 marzo 2021;
  • aver avviato l’attività prima del 24 marzo 2021;
  • aver conseguito, nell’anno 2019, un ammontare di ricavi o compensi non superiore a 10 milioni di euro.
  • Per persone fisiche, società semplici e enti non commerciali titolari di reddito agrario e attività agricole connesse (agriturismi, allevamento e simili) si fa riferimento all’ammontare del volume d’affari risultante dal modello dii dichiarazione IVA 2020 (per l’anno2019), o all’ammontare complessivo del fatturato e dei corrispettivi del 2019 per coloro che non sono tenuti a presentarla;
  • aver subito un calo di fatturato pari almeno al 30% nel 2020 rispetto al 2019, calcolato sulla media mensile, o aver attivato la partita IVA partire dal 1° gennaio 2019.
  • Il beneficio spetta anche agli eredi che proseguono l’attività di persone fisiche decedute, fermi restando i requisiti.

Bonus partite IVA e liberi professionisti 2021: a chi NON spetta

Chi rientra in almeno uno di questi punti NON ha diritto a rivevere il bonus:

  • attivazione della partita IVA successivamente al 23 marzo 2021, ad eccezione degli eredi che l’hanno attivata successivamente per proseguire l’attività economica;
  • cessazione attività alla data del 23 marzo 2021;
  • appartenenza agli enti pubblici di cui all’art. 74 del Tuir (Testo Unico delle Imposte sui Redditi);
  • appartenenza agli intermediari finanziari e le società di partecipazione di cui all’art. 162-bis del Tuir.

Bonus partite IVA e liberi professionisti 2021: massimo importo erogabile per singoli soggetti

Fino a 150.000 euro per singolo soggetto beneficiario, con una soglia minima non inferiore a mille euro per le persone fisiche e duemila euro per le persone giuridiche; confrontando la media mensile del fatturato e dei corrispettivi 2020 e 2019 si calcola l'importo corretto erogabile e applicando le percentuali elencate di seguito alla differenza tra l'ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi 2020 e l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi 2019, basate sui ricavi e compensi 2019, si calcola esattamente l'importo del beneficio:

  • 60% – se i ricavi e i compensi non superano la soglia di 100 mila euro;
  • 50% – se ricavi e compensi sono compresi tra 100 mila e 400 mila euro;
  • 40% – per ricavi e compensi tra 400 mila euro e 1 milione di euro ;
  • 30% – per ricavi e compensi tra 1 milione e 5 milioni di euro;
  • 20% – se ricavi e compensi superano la soglia di 5 milioni fino a 10 milioni di euro.

Bonus partite IVA e liberi professionisti 2021: modalità presentazione della domanda

Presentando il modello specifico presente sul sito istituzionale dell'Agenzia delle Entrate si può richiedere il bonus a fondo perduto, seguendo le linee guida tracciate dal manuale (Guida Operativa) attraverso una di queste modalità:

  • tramite i canali telematici dell’Ageniza delle Entrate, nello specifico il canale telematico Entratel/Fisconline attraverso cui sono trasmesse le dichiarazioni dei redditi;
  • mediante la piattaforma web Sogei, raggiungibile del portale Fatture e Corrispettivi, nella sezione Contributo a fondoperduto.

Entrambi i canali sono raggiungibili dal sito internet dell’Agenzia Entrate.

Per accedere alla procedura occorrre utilizzare le credenziali SPID (Sistema Pubblico dell’Identità Digitale), CIE (Carta di Identità Elettronica) o Carta Nazionale dei Servizi (CNS) oppure Entratel.

Per predisporre e trasmettere l’istanza, il soggetto richiedente può avvalersi anche di un intermediario.

Infine, nella sezione "Contributo a fondo perduto" all'interno del portale "Fatture e Corrispettivi", è possibile visionare l’esito finale di elaborazione delle domande: qualora l’istanza venga scartata, i richiedenti hanno la facoltà di trasmettere una nuova domanda entro e non oltre il 28 maggio 2021.

Da aggiungere che l’invio delle domande è anche possibile attraverso gli intermediari delegati per il Cassetto fiscale o per il servizio di consultazione delle fatture elettroniche o specificatamente incaricati per la richiesta di contributo.

Bonus partite IVA e liberi professionisti 2021: modalità erogazione pagamento

Qualora l'esito della domanda fosse positivo, il beneficiario del bonus può scegliere che la cifra gli venga addebitata con una delle seguenti modaltià:

  • mediante bonifico sul conto corrente intestato (o cointestato) al richiedente;
  • tramite attribuzione di credito d’imposta da utilizzare in compensazione (modello F24). 

Bonus partite IVA e liberi professionisti 2021: le penali

Per il versamento del bonus, le sanzioni e i controlli sono i medesimi previsti per gli aiuti concessi dal governo precedente; l’Agenzia delle Entrate effettuerà controlli preventivi prima di versare il bonus e chi lo riceverà senza esserne un lecito destinatario, se scoperto verrà chiamato a restituirlo con l'aggravio di sanzioni e interessi; invece, coloro i quali si accorgessero di aver ricevuto un contributo che non gli spetta, debbono rinunciare allo stesso e qualora avessero già incamerato l'importo o parte di esso, devono restituirlo attraverso il modello F24 con l’aggiunta di sanzioni e interessi scontati grazie al ravvedimento operoso.