Se aprire la Partita IVA rappresenta l’inizio di un’opportunità di crescita professionale, in molti casi la chiusura della Partita IVA potrebbe dipendere dal fatto che l’attività non produce i risultati attesi e dal fatto che è insostenibile pagare le spese di mantenimento. Fare impresa in Italia è sempre più complicato e, di conseguenza, mantenere in vita una Partita IVA comporta il sostenimento di oneri. Chiudere la Partita IVA non comporta il sostenimento di costi eccessivi e l’affrontare una pratica lunga e complessa.

Chiudere la Partita IVA: come funziona?

La procedura per la chiusura Partita IVA è stata revisionata dal Decreto Legge 193/2016 e, soprattutto, è stato previsto che non deve essere applicata la sanzione stabilita dal Decreto Legislativo n. 471 del 1997 in caso di mancata comunicazione di cessata attività ai fini IVA. La cessazione della Partita IVA può avvenire sia per volontà del titolare e sia d’ufficio da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Chiusura Partita IVA d’ufficio: in quali casi?

Si parla di chiusura d’ufficio della Partita IVA da parte dell’Agenzia delle Entrate quando

“sulla base dei dati e degli elementi in suo possesso, risultano non aver esercitato nelle tre annualità precedenti attività d’impresa ovvero artistiche e professionali. Sono fatti salvi i poteri di controllo e accertamento dell’amministrazione finanziaria”.

La chiusura d’ufficio della Partita IVA a seguito dei controlli del Fisco non comporta alcuna sanzione. Una volta che la Partita IVA viene chiusa d’ufficio dall’Agenzia delle Entrate, il titolare e soggetto interessato riceve una comunicazione ufficiale. Ci sono trenta giorni di tempo dal ricevimento della lettera per fornire chiarimenti e per evitare la chiusura della Partita IVA.

Chiusura Partita IVA: come presentare il Modello?

La procedura di chiusura della Partita IVA è gratuita e molto semplice, per questo occorre presentare il Modello AA9 all’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dalla cessazione dell’attività. Il Modello AA9 può essere presentato con queste modalità:

  • raccomandata A/R a cui allegare copia del documento di riconoscimento,
  • invio del cartaceo in duplice copia presso una sede territoriale dell’Agenzia delle Entrate,
  • telematicamente direttamente dal sito dell’Agenzia tramite Entratel o Fisconline o tramite un intermediario abilitato.

Chiusura Partita IVA: verifica della cessazione

A seguito della chiusura della Partita IVA, si deve verificare l’effettiva cessazione sul sito dell’Agenzia delle Entrate al fine di evitare onerose cartelle esattoriali. Basta navigare sul sito dell’Agenzia delle Entrate per verificare l’avvenuta presentazione del modello di cessazione dell’attività e la chiusura della Partita IVA.  Per dichiarare la cessazione della propria attività si deve barrare la casella 3 del quadro A, inserendo il numero di Partita IVA e la data di conclusione dell’attività. Come procedere con la verifica dell’avvenuta chiusura della Partita IVA? È necessario inserire il numero di Partita IVA nell’apposito campo, digitando il codice numerico per confermare e poi cliccando sul tasto INVIA.

Chiusura Partita IVA: quali sono le sanzioni in caso di mancata comunicazione?

La sanzione varia tra i 516,00 euro e i 2.000,00 euro nel caso in cui i possessori di una Partita IVA inattiva non avessero presentato la dichiarazione di cessazione attività. Nel caso di pagamento entro 30 giorni dall’avviso da parte dell’Agenzia delle Entrate la sanzione è ridotta a 167,00 euro. In ogni caso prima di procedere alla chiusura della Partita IVA, è sempre buon consiglio consultare un Commercialista o ogni altro professionista abilitato.