Partita Iva, come risparmiare e pagare meno tasse. Novità da non perdere

Alzi la mano il libero professionista o, in genere, il titolare di partita Iva che non impiega parte del suo tempo a cercare di capire come fare a pagare meno tasse, legate allo svolgimento della sua attività. Finalmente una guida su come fare.

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Alzi la mano il libero professionista o, in genere, il titolare di partita Iva che non impiega parte del suo tempo a cercare di capire come fare a pagare meno tasse, legate allo svolgimento della sua attività.

Chiariamo fin da subito che evadere le tasse, dichiarare il falso, infrangere la legge sono tutte attività illegali e pertanto perseguibili penalmente.

Quindi, nel corso di questo articolo, non istighiamo nessuno a farlo bensì entriamo nell’ambito dell’escapologia fiscale che, in maniera del tutto legale, permette di ridurre il carico delle tasse da pagare, in modo onesto.

Il più delle volte è la mancanza di conoscenza della normativa, e di tutte le agevolazioni disponibili, a causare il versamento di tasse all’Erario, che in realtà si potevano evitare.

Ecco alcune indicazioni che possono tornare utili, a tal riguardo.

Regime ordinario o forfettario: le agevolazioni fiscali previste nel 2022

Ogni lavoratore in proprio ha un socio, nella propria attività, con una quota di partecipazione che arriva anche al 43%: lo Stato.

È questa una delle constatazioni più amare che circolano tra i titolari di partita Iva.

Al netto di costi di gestione, circa la metà del guadagno di un imprenditore o libero professionista va via in tasse.

Questa introduzione ci conduce a una prima, basilare distinzione tra base imponibile e spese deducibili.

Come sappiamo, dal fatturato lordo è necessario sottrarre tutti i costi inerenti alla propria attività, così da arrivare alla cosiddetta base imponibile ovvero quell’importo su cui andare a calcolare le tasse da pagare.

Il punto centrale da cogliere, per imparare a risparmiare con la partita Iva e pagare meno tasse, è tutto qui. In tanti ancora non sanno quali sono tutte le spese che possono portare in deduzione, in maniera tale da poter abbassare al minimo la base imponibile.

Pur affidandosi a un commercialista di fiducia, il consiglio è di avere sempre sott’occhio il quadro generale della situazione, in maniera tale da poter essere certi di aver aderito al regime fiscale più conveniente per la propria attività e di essere in grado quindi di tenere la contabilità, in maniera corretta, sulla base di quanto vigente nell’uno o nell’altro regime.

Vediamo a seguire, a grandi linee, le possibilità di risparmio nel pagare le tasse, che ci sono sia in regime ordinario che in regime agevolato o forfettario.

Partita Iva, come pagare meno tasse in regime ordinario

Sono in tanti gli imprenditori che hanno deciso di passare dal regime ordinario a quello forfettario, dal momento che si tratta in effetti di un regime agevolato, dal punto di vista della tassazione e non solo.

Il limite di fatturato annuo è stato portato fino a un massimo di 65.000€, motivo per cui in tanti riescono a rientrare all’interno di tale requisito (per quanto non sia l’unico da rispettare).

A tal proposito, è importante sottolineare il fatto che, in alcune tipologie di attività imprenditoriali, sono molte le spese da dover scaricare, motivo per cui il regime forfettario potrebbe non risultare la scelta più vantaggiosa.

Per coloro che dunque aderiscono al regime ordinario, i consigli più validi, per cercare di risparmiare e quindi pagare meno tasse, sono i seguenti:

  • Operare in Srl, abbandonando la ditta individuale, la snc o la sas
  • Organizzare il piano trasferte, dal momento che si ottengono indennità per l’azienda deducibili al 100%
  • Attivare i Ticket Restaurant, anch’essi deducibili al 100% e assolutamente non prerogativa soltanto delle grandi aziende
  • Registrare il Marchio e stipulare un contratto di concessione alla srl
  • Impostare un progetto annuale di Ricerca e Sviluppo

Ovviamente per avere tutte le delucidazioni necessarie, relative ad ogni singolo punto, il consiglio è di richiedere sempre la consulenza di un professionista del settore. Queste infatti sono indicazioni di massima ma che vanno sempre rapportate ed applicate al tipo di attività specifica che il titolare di partita Iva svolge.

Partita Iva, come pagare meno tasse col regime forfettario

Come abbiamo già avuto modo di accennare, tutti i titolari di partita Iva in regime ordinario, che rispettano i requisiti previsti dal regime forfettario, hanno preferito effettuare il passaggio.

Oltre al limite del fatturato annuo fissato a 65.000€ annui, l’altra condizione da rispettare è il tetto massimo di 20.000 euro all’anno di spese ammesse per l’assunzione e la retribuzione del personale.

Per chi svolge, in contemporanea, anche attività di lavoro dipendente, il limite massimo di reddito previsto è di 30.000€ all’anno.

I vantaggi del regime forfettario sono indiscussi:

  • la tassazione prevista è del 15%, nonché del 5% per i primi cinque anni. Il calcolo prevede di moltiplicare il fatturato lordo per il cosiddetto coefficiente di redditività, ottenendo così la base imponibile su cui calcolare le tasse da pagare
  • tutte le prestazioni eseguite sono in franchigia d’Iva (ovvero l’Iva non c’è)
  • non è prevista la registrazione delle fatture emesse e ricevute, la contabilità è molto semplificata.

Infine, chi apre per la prima volta la partita Iva ha diritto a pagare meno tasse, applicando l’aliquota del 5% per tutti i primi cinque anni di vita della libera professione o lavoro autonomo. L’importante è che la nuova attività professionale non sia in realtà una mera prosecuzione dello stesso lavoro già svolto in precedenza, in qualità di dipendente.

Per approfondire l'argomento, consigliamo di leggere l'articolo relativo a quanto fatturare, con partita IVA, per guadagnare 1.500€ netti al mese.