E’ stato pubblicato ieri il decreto che stabilisce criteri e modalità per quanto riguarda l’esonero contributivo per le partite IVA e tutti i liberi professionisti. I lavoratori autonomi potranno usufruire del beneficio anche per il 2021. Anno più critico del 2020 per quanto riguarda il mondo lavorativo: il Governo Draghi ha così prolungato la data per l’ottenimento dei benefici, in soccorso alle categorie più colpite.

Lavoratori autonomi, professionisti iscritti alle gestioni previdenziali dell’INPS e alle Casse privatizzate: sono coloro che potranno accedere alla domanda necessaria all’esonero.

La richiesta per il 2021 deve essere presentata entro il 31 luglio. Una scadenza imminente che sta facendo pensare ad un successivo prolungamento della data. L’INPS comunicherà le date successive attraverso apposita circolare. Per quanto riguarda i lavoratori professionisti che sono iscritti alle casse private, invece, tutte le domande potranno essere inviate fino il 31 ottobre 2021.

Il documento è stato pubblicato ieri nell’area apposita del sito internet del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, firmato di concerto con il Ministro all’Economia e alle Finanze e previsto dall’articolo 1 commi 20-22 bis della Legge di Bilancio emanata per il 2021. 

Un fondo necessario, come per l’anno 2020, per intervenire, per quanto possibile, sui drastici danni subiti dai lavoratori per via di questa crisi pandemica. La finalità è proprio quella di agevolare i lavoratori autonomi dal punto di vista di tassazione attraverso un fondo istituito con la Legge di Bilancio del 2021. Un modo per non far pesare ancora di più la crisi sulle spalle dei liberi professionisti: le categorie colpite dal crollo di fatturato.

Il fondo consiste nella dotazione di 2,5 miliardi di euro per tutto l’anno 2021: un prosieguo del provvedimento firmato già precedentemente. Il finanziamento riguarda un esonero parziale dal pagamento dei contributi previdenziali: uno sconto sulla percentuale di tassazione prevista per legge per le Partite IVA. I destinatari dovranno presentare un determinato calo di fatturato e requisiti reddituali entro una certa soglia, ma questi dettagli li elencheremo nel prossimo paragrafo.

Come spiega anche Informazionefiscale.it la proroga della data di scadenza è necessaria in quanto la data di riferimento è comparsa a sorpresa con la pubblicazione del decreto pochi giorni prima. Tutti gli iscritti alla Gestione separata, alle gestioni artigiani e commercianti, cotivatori diretti, etc… avranno meno di due giorni per organizzarsi per la pratica.

Inoltre, in generale, il decreto attuativo non prevede grandi modifiche rispetto a quello pubblicato recentemente mesi fa: sarà facile prorogare le date. L’INPS a quanto pare dovrà confermare con la pubblicazione di una circolare una proroga che varrà (al momento) fino al 30 di settembre 2021. Attualmente è questa la decisione, ma non essendo messa nero su bianco, avvisiamo comunque il pubblico che potrebbe variare. (Siamo in attesa quindi delle conferme ufficiali).

In cosa consiste l’esonero contributivo per la Partita IVA

Il beneficio era stato stanziato già dal Governo Conte durante l'anno 2020, poco dopo l'annuncio dell'entrata in stato di emergenza, poi il 17 maggio confermato da Draghi con alcune modifiche. Il totale del contributo ammonta a 2,5 miliardi per tutto il 2021, un aumento considerevole rispetto al milione previsto dal governo precedente.

Il testo del decreto si trova nella sezione Pubblicità Legale del sito del Ministero del Lavoro, è stato pubblicato ieri dopo il via libera dell’Antitrust UE ricevuto il 15 luglio 2021. L’operazione è concessa ai sensi della sezione 3.1 della Comunicazione della Commissione Europea, lo spiega anche IPSOA sul sito, per un “Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del Covid-19”.

Come spiega informazionefiscale.it il testo del decreto affermerebbe la scadenza per la data di chiusura di consegne delle domande il 31 luglio 2021. Data però impossibile da considerare visto che al 29 di luglio sul sito dell’INPS non è ancora disponibile presentare la domanda. Ci si chiede come sia possibile che dopo il ritardo nella pubblicazione del decreto non ci sia stato nessuno a consigliare un cambio sulla data di scadenza, costringendo adesso ad attuare un doppio passaggio. 

Il beneficio, ovvero l’esonero contributivo per le Partite Iva consiste in un limite di 3.000 euro annui. E’ un esonero parziale perché può arrivare al 100% solo nel caso si rientri nella soglia di 3000 euro, una volta superati si inizieranno a pagare i contributi. C’è quindi chi avrà un grande sollievo e chi invece verrà aiutato solo in parte: questo dipenderà ovviamente dai guadagni del professionista.

Chi può richiedere l’esonero contributivo per le Partite Iva

Come spiega anche QuiFinanza.it per ottenere l’esonero ci sono delle limitazioni. Non solo la soglia del beneficio non può superare i 3000 euro a persona, ma ci sono anche dei limiti soggettivi sulla persona fisica. 

Per accedere alla misura e far domanda sul sito INPS bisogna avere un reddito Irpef che si riferisce al 2019 non superiore a 50mila euro. Oltre a ciò, bisogna anche poter dimostrare attraverso fatturato annuo o corrispettivi di aver subito un calo pari almeno al 33% sul totale, nel corso dell’anno 2020. Questo significa che tutti coloro che hanno avuto un calo del fatturato, ma che corrisponde ad una percentuale minore da quella indicata, non potrà comunque accedere all'agevolazione nonostante abbia un reddito che rientra nella soglia dichiarata precedentemente.

E’ importante sottolineare che potrà richiedere il beneficio anche una Partita Iva non in regola con i contributi: in questo caso, infatti, si avrà tempo fino al 31 ottobre 2021 per fare i dovuti versamenti. Tutti i controlli inizieranno dal 1 novembre 2021, questo significa che si avrà modo e tempo di rimediare e al tempo stesso rientrare nel beneficio. 

In merito vi consiglio un video del canale Youtube de L’imprenditore in-formato. Spiega in pochi minuti tutti i dettagli della manovra legata all’esonero contributivo inps per le Partite Iva nell’anno 2021. 

Come viene calcolato il reddito per accedere all’esonero contributivo stanziato per le Partite Iva

Ricapitolando brevemente l’esonero contributivo è un’agevolazione riconfermata dal Governo Draghi per tutti gli autonomi che sono stati colpiti dalla crisi subendo un drastico calo del fatturato. Quest’ultimo non può superare la somma limite di 50mila euro (è un’agevolazione che riguarda più che altro gli autonomi, non i grandi imprenditori) e prevede un massimo di 3000 euro d’agevolazione: se la somma totale dei contributi supera i 3000, andrà pagato il restante. 

Il reddito, come spiega Ipsoa, è individuato secondo il principio di cassa come differenza tra i ricavi e i costi. Per quanto riguarda i soggetti iscritti alla gestione dei coltivatori diretti il reddito è individuato nei redditi risultanti nella dichiarazione dei redditi per le persone fisiche entro il termine della presentazione della domanda d’esonero.

Per quanto riguarda invece i soggetti iscritti alle gestioni speciali autonome dell’INPS, esercenti attività commerciali, artigiani o alla gestione separata, il reddito è individuato nel quadro RR sezione I e II della dichiarazione dei redditi Persone fisiche (sempre presentata entro i termini per l’esonero).

Tutti questi requisiti riguardano ovviamente chi ha un’attività aperta già da anni precedenti al 2020. Chi avesse avviato la Partita IVA già nel corso del 2020 è esonerato dalla verifica dei requisiti inerenti al calo di fatturato.

Oltre a ciò, si aggiungono anche altre condizioni. Innanz tutto non bisogna essere titolari di contratto di lavoro subordinato, in aggiunta non bisogna essere titolari di pensione diretta (a meno che non si tratti di un assegno ordinario di invalidità).

Come sottolinea il documento, le categorie che rientrano si dividono in:

lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata INPS ai sensi dell’articolo 2, comma 26, della legge n. 335/1995 dell’INPS, ma anche medici, infermieri e gli altri professionisti operatori di cui alla legge 11 gennaio 2018 numero 3, sono stati goà conferiti incarichi di lavoro autonomo o di collaborazione coordinata e continuativa per far fronte all’emergenza Covid-19 da inizio pandemia. Infine si aggiungono i professionisti iscritti agli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza di cui al Decreto Legislativo 30 giugno 1994, n. 509 e al Decreto Legislativo 10 febbraio 1996, n. 103;

Esonero contributivo per le partite IVA, cosa rimane escluso dall’agevolazione

L’agevolazione, come abbiamo già specificato in precedenza, verrà approvata solo per chi invierà la domanda entro il 31 luglio. In questi giorni, inoltre, l’INPS si organizzerà per comunicare attraverso il sito il prolungamento dei tempi di presentazione domanda visti i giorni di ritardo della pubblicazione del decreto.

Si vocifera che il termine per la presentazione si allungherà al 30 settembre ma attualmente non si hanno ancora conferme. Per i professionisti iscritti agli Ordini il termine previsto per la presentazione delle istanze, invece, rimane quello del 31 ottobre 2021, poiché si rifanno a casse private. 

La misura massima di 3000 euro annuali, verranno riparametrati mensilmente, come specifica anche informazionefiscale.it, ferma restando l’aliquota di compiuto per quanto riguarda le prestazioni pensionistiche. Esclusi dall’agevolazione sui contributi saranno tutti i premi dovuti all’Inail, l’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro. 

Da domani dovrebbe essere possibile iniziare ad inviare le domande tramite commercialista, caf, o autonomamente attraverso il portale INPS. Per quanto riguarda le date sulla proroga della scadenza della presentazione della domanda si avranno aggiornamenti in questi giorni: basterà tenere d’occhio il portale dell’INPS perché le comunicazioni verranno notificate tramite circolare pubblicata direttamente sul sito.