Tra le tante novità introdotte dal DL Sostegni l’inizio dell’anno bianco per la Partita Iva con un esonero dai contributi da versare all’INPS e alle altre casse previdenziali, per l’anno corrente.

Qualche giorno fa il Ministro del Lavoro, Andrea Orlando, ha firmato il decreto attuativo per l’entrata in vigore della sospensione dei contributi previdenziali 2021 e a questo punto manca solo la circolare INPS che stabilisca ufficialmente le modalità della misura.

Accanto a questo provvedimento rivolto alle attività in crisi, per il 2021 sono stati messi a disposizione delle Partite Iva dei bonus contributivi per alcune aree dell’Italia, come la Decontribuzione Sud, oppure per i datori di lavoro che assumono particolari categorie di lavoratori, come giovani o donne svantaggiate.

Per i titolari di Partita iva che non potranno godere di nessuna agevolazione fiscale è invece, all'opposto, previsto un aumento dello 0,26% delle tasse contributive per il triennio 2021-2023, per finanziare il nuovo bonus ISCRO.

Esonero dai contributi nel 2021 per le Partite Iva

Partiamo dal provvedimento generalizzato, nel pacchetto di aiuti fornito alle Partite Iva dal Governo è previsto che quanti abbiano riscontrato a causa della pandemia un peggioramento delle condizioni economiche possano essere esonerati dal versamento dei contributi previdenziali.

Come si è già osservato, per le modalità dettagliate di esonero dai contributi si dovrà aspettare la direttiva dell’INPS. Ad ogni modo, l’anno bianco non riguarda solo gli iscritti ai fondi INPS, ma sarà attuato in modo uniforme anche dalle altre casse professionali, molte delle quali hanno già anticipato l’INPS.

Quel che è certo è che potranno usufruire dell’esonero dai contributi previdenziali 2021 le Partite Iva con un reddito ISEE nel 2019 non superiore a 50.000 euro e con un calo di fatturato tra il 2019 e il 2020, pari almeno al 33%.

Esonero contributivo per i datori di lavoro che non chiedono la CIG

Ancora un esonero contributivo nel 2021 è previsto per i titolari di Partita Iva che durante la pandemia non hanno chiesto per i propri dipendenti la cassa integrazione.

Nello specifico il messaggio INPS del 6 maggio 2021 (n. 1836) fa presente che possono godere dell’esonero completo dai contributi previdenziali i datori di lavoro che a giugno del 2020 avevano usufruito della cassa integrazione, ma che non ne hanno fatto richiesta per novembre, dicembre 2020 e gennaio 2021 della stessa misura.

L’importo della decontribuzione sarà stabilito in base alle ore di cassa integrazione che sono state utilizzate a giugno 2020.

Bonus assunzioni giovani: sgravi fiscali per chi assume under 36

Oltre alla possibilità di avere un esonero contributivo in presenza di un calo di fatturato è possibile avere una agevolazione simile per le Partite Iva che assumono giovani sotto i 36 anni di età. In questo caso lo sgravio fiscale è possibile solo per i contributi INPS, mentre dovranno essere comunque pagati eventuali importi dovuti all’INAIL.

Questo sgravio fiscale, noto anche con il nome di bonus assunzioni giovani, introdotto dal comma 10 dell’articolo 1 della legga approvata il 27 dicembre 2019, viene regolarizzato con la circolare INPS del 28 aprile 2020 (n. 57).

Secondo la normativa le Partite Iva che assumono a tempo indeterminato nel 2021 giovani under 36 possono godere di un’esenzione completa dai contributi INPS per un massimo di 3.000 euro. Si può godere dello sgravio anche se il lavoratore, assunto a tempo indeterminato, aveva prima un contratto part-time.

Per godere dell’agevolazione ci sono pochi ma stringenti requisiti che riguardano entrambe le parti che firmano il contratto di lavoro:

  • per il lavoratore deve essere il primo contratto a tempo indeterminato della sua vita;
  • il datore di lavoro non deve aver licenziato nessun dipendente negli ultimi sei mesi prima dell’assunzione;
  • il datore di lavoro sarà obbligato a non licenziare nessuno per i nove mesi che seguono l’assunzione.

Esonero dai contributi INPS per chi  assume donne svantaggiate 

Un'altra agevolazione è data alle Partite Iva che assumono donne classificate come svantaggiate. L’appellativo indica donne che siano disoccupate da almeno un anno prima dell’assunzione.

Anche in questo caso a fornire tutte le istruzioni al riguardo è una circolare INPS del 22 febbraio 202 (n. 32) in base alla quale le partite iva che assumono lavoratrici svantaggiate possono ottenere uno sgravio contributivo totale fino al limite di 6.000 euro.

A differenza del bonus assunzioni giovani, questa agevolazione può essere usata in misura diversa sia se si assume part-time che full-time. Nel primo caso lo sgravio fiscale sarà della durata di 12 mesi, mentre se il contratto è a tempo indeterminato l’agevolazione dura 18 mesi.

Infine, per avere accesso allo sgravio fiscale la Partita Iva che assume deve anche dimostrare che con questo contratto di lavoro c’è stato un netto aumento occupazionale rispetto all’anno precedente.

Tutte le notizie utili riguardo le agevolazioni fiscali per chi assume giovani e donne svantaggiate sonno illustrate da Mr LUL lepaghediale nel suo video YouTube:

Che cos’è la Decontribuzione Sud?

Uno sgravio fiscale attivo fino al 2029, che permette l’esonero parziale dal versamento dei contributi INPS, è possibile grazie ad un altro incentivo statale: la Decontribuzione Sud.

L’agevolazione è rivolta solo alle Partite Iva del Mezzogiorno e sarà attiva fino al 2029 decrescendo però con il tempo.

Cioè, dal 2021 al 2025 l’esonero sarà del 30%, per il biennio 2026-2027, del 20%, e infine per gli ultimi due anni solo del 10%.

Anche in questo caso l’esonero coinvolge i contributi dovuti all’INPS ma non quelli che il datore di lavoro deve versare all’INAIL.

Aumento dei contributi INPS per colpa del bonus Iscro

Per le Partite Iva che non potranno godere dell’esonero contributivo 2021, né quello straordinario dovuto alla pandemia, nè quello dei vari bonus, le tasse previdenziali da pagare per quest’anno saranno maggiorate dello 0,26%, così da trovare i fondi da destinare al bonus ISCRO. Ad annunciarlo l'INPS!

Arriverà o meno il decreto attuativo del bonus ISCRO, la maggiorazione è già in corso ed è prevista almeno fino al 2023. Per il 2021 l'incremento sarà quell indicato (0,26%) per poi passare al biennio successivo allo 0,51%.

In totale per quest’anno le tasse contributive saranno pari al 25,98%, mentre per il 2022 e 2023 sarà il 26,23%.

Quando arriva il bonus ISCRO

Con la notizia della firma del decreto attuativo per l’esonero contributivo delle Partite Iva con calo di fatturato c’è da ben sperare che presto anche un’altra misura rivolta agli autonomi trovi attivazione: il bonus ISCRO.

Questo bonus è sempre destinato ai titolari di Partita Iva, ma è finanziato con un aumento delle tasse contributive agli stessi per il triennio 2021-2023.

Il contributo, che dovrebbe erogare una cifra mensile per l’arco di un semestre e di importo massimo pari ad 800 euro, ha una infinità di requisiti:

  • la Partita Iva deve risultare attiva da almeno quattro anni;
  • bisogna essere iscritti all’INPS è in regola con i contributi;
  • l’ultimo fatturato deve essere almeno della metà inferiore a quello del triennio precedente,
  • infine il requisito di reddito e cioè che l’ISEE annuo non superi gli 8.145 euro.