Il 2022 sarà un anno che porterà tantissime novità per le Partita Iva.

Tra queste molto importanti saranno quelle che riguarderanno tutti i liberi professionisti che sono appunto titolari di Partita Iva e in aggiunta che sono regolarmente iscritti ad un albo professionale.

La novità riguarderà questi soggetti relativamente alle ipotesi di infortunio e malattia e a tutti gli adempimenti che questi dovrebbero rispettare quando invece, il verificarsi di uno di questi due eventi rende impossibile nella realtà lo svolgimento pratico dell’attività lavorativa.

In questo senso, lo scorso 21 dicembre con un emendamento approvato alla Commissione Bilancio del Senato, si è introdotta un’importante novità che sarà parte integrante della nuova Legge di bilancio 2022.

Nello specifico con questo emendamento si è stabilito che qualora un professionista si trovi nell’impossibilità di svolgere la propria attività lavorativa a seguito di infortunio o malattia, debba essere esonerato dal rispettare tutti gli adempimenti fiscali e tributari per un intervallo temporale che può andare da 30 a 60 gironi.

Come abbiamo detto tra le righe all’inizio però, non tutte le Partita Iva godranno di questo beneficio, in quanto il dettato legislativo individua con chiarezza i destinatari del provvedimento solo ed esclusivamente nei liberi professionisti che risultino iscritti in modo regolare ad un albo professionale.

Partita Iva, infortuni e malattia: un percorso tutt’altro che semplice

In effetti quello che si è approvato lo scorso 23 dicembre è un provvedimento estremamente importante, che verrà inserito all’interno della Legge di Bilancio per 2022, assumendo connotazione non più di provvedimento passeggero, ma di norma di tipo strutturale, che dunque farà sentire i propri effetti per tutti gli anni a venire.

Con questo emendamento sì è reso ufficiale quindi, la possibilità di poter posticipare delle scadenze relativamente ad alcuni adempimenti fiscali se il professionista, ivi compreso anche il commercialista o un altro intermediario, sia impossibilitato ad adempiere perché abbia riportato un infortunio o sia affetto da una malattia.

Perché parliamo di una svolta importante e comunque tanto agognata? Perché il dibattito sulla questione ha origini lontane, ed è stato oggetto di molte discussioni.

In effetti, della necessità di un intervento in tal senso, e del fatto che i soggetti titolari di Partita Iva dovessero avere più forme di tutela, era un dibattito aperto già da un anno, sicuramente anche riportato alla ribalta dalla crisi pandemica che ha messo molto bene in chiaro l’esigenza di maggiore protezione che hanno questo tipo di lavori di fronte a situazioni particolari in quanto sprovvisti di alcun tipo di garanzia ufficiale.

Ad ogni modo, per limitare la nostra analisi al caso della malattia e degli infortuni, esattamente un anno fa si era cominciato a parlare proprio della necessità di differire temporaneamente nel tempo gli adempimenti fiscali per i liberi professionisti a seguito del manifestarsi di una malattia o al fatto di aver subito un infortunio.

Tutto questo doveva essere inserito nel cosiddetto ddl malattia. Tuttavia le vicissitudini di questo decreto non sono state baciate dalla buona sorte.

In un primo momento infatti era stato continuamente rimpallato e poi si definitivamente arenato incapace di superare l’intricato iter legislativo, che ha caratterizzato la particolare storia politica del nostro paese.

In effetti, il decreto e con esso tutto il relativo iter di approvazione è stato prima bloccato per la messa in stato di crisi del Governo Conte, successivamente lo stesso decreto è stato bloccato dalla stessa Ragioneria dello Stato che lo considerava inammissibile per mancanza di coperture finanziare adeguate.

Per chi fosse interessato un video tratto dal canale Luigi Pagliuca - YouTube, offre spuntiinteressanti sul tema.

Partita Iva, infortuni e malattia: finalmente la svolta

L’emendamento che quindi ha approvato la Commissione Bilancio del Senato è come se di fatto scrivesse la parola fine ad un percorso fatto di stalli e peregrinazioni in cui finalmente si è riusciti a definire con esattezza i termini della questione.

Adesso finalmente il differimento dei termini per gli adempimenti fiscali e tributari è diventato legge, come tale al professionista viene riconosciuto il diritto che, a seguito del manifestarsi di una malattia o a seguito di un infortunio che lo renda inabile al lavoro, si sospenda la decorrenza di tutti i termini per gli adempimenti fiscali e tributari.

Lo stesso dicasi nell’ipotesi in cui lo stesso lavoratore venga ricoverato presso una struttura ospedaliera o presso una clinica, oppure debba essere sopposto a delle cure domiciliari.

Qualora ricorra anche una sola di questa eventualità, nessun tipo di responsabilità può essere addotta in capo al titolare di Partita Iva ovvero al professionista che curi i suoi interessi, laddove ci sia stato il mancato rispetto di un’eventuale scadenza.

Partita Iva un quadro completamente nuovo

Quindi il nuovo anno porterà con sé questa notizia davvero importante, prevedendo finalmente alcune tutele in caso di malattia e di infortunio anche a tutti i titolari di Partita Iva.

Nuove regole infatti sono previste per tutto ciò che riguarda gli adempimenti fiscali e tributari, tuttavia bisogna fare subito una precisazione.

Che queste regole sugli adempimenti non riguarderanno in generale tutti i professionisti, ma solo coloro che sono regolarmente iscritti ad un albo professionale e che siano stati resi temporaneamente inabili al lavoro a seguito proprio di una malattia o di un infortunio.

Ricordiamo che per tutti questi professionisti e solo per questi, dunque, ricorrendo tale eventualità, si sospende la decorrenza dei termini da 30 a 60 giorni per tutti gli adempimenti fiscali.

Ricordiamo che è un emendamento che è stato approvato dalla Commissione Bilancio del Senato che andrà a costituire una parte integrante della prossima Legge di Bilancio per il 2022.

Questo vuol dire che tale emendamento non ha carattere transitorio, ma è un provvedimento destinato a diventare strutturale quindi applicabile non solo per quest’anno ma anche per gli anni a venire.

Partita Iva, sospensione scadenze e scopo

È evidente che anche questa norma rientra in quadro più ampio di misure di sostegno che già sono iniziate ad essere indirizzate verso queste categorie di lavoratori, che mai come la crisi pandemica hanno mostrato tutta la loro fragilità e il loro bisogno di maggiore tutela.

In questa ottica, tutta la manovra che poi è stata racchiusa all’interno della Legge di Bilancio è rivolta in tal senso a dare aiuti a tutti i lavoratori e per la prima volta vengono davvero messe scritte nero su bianco delle norme che finalmente portino un ristoro ed un aiuto effettivo a tutti quei professionisti che si trovano in una situazione di disagio.

In questa fattispecie il disagio è rappresentato dall’impossibilità di poter svolgere la propria attività lavorativa, in quanto i suddetti lavoratori hanno contratto una malattia o hanno subito un infortunio che li renda inabili in modo temporaneo alla loro attività.

Tuttavia sappiamo che normalmente quando questo accade per un lavoratore che non sia un dipendente, di solito non si ha alcun tipo di tutela, non solo per quel che riguarda la corresponsione di qualche tipo di indennità, ma soprattutto per quanto riguarda tutte le scadenze connesse a tutti gli adempimenti tributari e fiscali.

In questo caso finalmente nella Legge di Bilancio per il 2022, si contempla e si risolve per la prima volta questa fattispecie prevendendo un’agevolazione per tutti i lavoratori che si trovano nella condizione sopra esposta che però si trovano a dover contemporaneamente rispettare tutte le scadenze fiscali.  

Partita Iva e Legge di Bilancio: caso di infortunio e malattia

Quindi facendo adesso specificatamente riferimento a quanto inserito nel testo della Legge di Bilancio, a partire dal prossimo anno, si prevede che siano momentaneamente dispensati da ogni tipo di responsabilità a livello fiscale, tutti i professionisti che si trovano costretti a sospendere la propria attività lavorativa per:

- malattia o infortunio grave;

- un’inabilità che non consenta lo svolgimento delle abituali mansioni professionali per più di 3 giorni;

- una patologia in corso a seguito della quale ci sia stato il ricovero;

- parto prematuro;

- affrontare un intervento chirurgico.

In questa fattispecie, se da parte di questi soggetti c’è il mancato rispetto di una scadenza relativamente ad un adempimento di natura fiscale o tributaria, il soggetto stesso non può essere passibile di sanzione.

Partita Iva, infortunio e malattia: casi di effettiva sospensione

Affinché però ci sia l’effettivo esonero di responsabilità per il mancato adempimento delle scadenze fiscali, e quindi non debbano pagare le tasse entro le scadenze per legge pattuita, non bastano solo una delle condizioni spora menzionate, è necessario che il titolare di Partita Iva, o il libero professionista inoltre, siano regolarmente iscritti ad un albo professionale.

Va in più aggiunto che non per tutti gli adempimenti fiscali gli individui sono esonerati dalla responsabilità di rispettare le relative scadenze anche se il lavoratore autonomo o il libero professionista si trovi in una delle condizioni di impossibilità sopra menzionate.

Il titolare di Partita Iva non potrà mai in ogni caso ottenere alcuna dilazione dei termini per quel che riguarda eventuali contenziosi aperti con il fisco o per quel che riguarda i termini di scadenze in materia giudiziaria o previdenziale.

Va detto infine che per la copertura di questa misura, nella Legge di Bilancio si prevede uno stanziamento annuo di 21 milioni di euro.

Partita Iva e durata della sospensione

Abbiamo visto quali sono i casi che danno diritto alla sospensione della decorrenza dei termini per gli adempimenti fiscali. Vediamo ora quanto invece durano effettivamente questi termini di sospensione  che precedentemente abbiamo detto vanno in senso molto generale dai 30 ai 60 giorni.

Entriamo adesso più nel dettaglio.

La sospensione arriva fino a 30 giorni in ipotesi di malattia indipendentemente dal fatto che questa abbia comportato la necessità di ricovero o possa essere stata curata a casa.

In questa fattispecie i 30 giorni iniziano decorrere o dal momento in cui ci sono state le dimissioni da parte della struttura sanitaria, oppure da quando si sia accertato la fine della malattia.

La sospensione dura altresì 30 giorni nel caso in cui si sia avuta un’interruzione oltre il terzo mese della gravidanza.

Arriva invece a 60 giorni in tutte le altre fattispecie che abbiamo menzionato, e decorrono o dalla data della malattia o dalla data del ricovero.

Rientra nella possibilità di beneficiare della sospensione anche l’ipotesi che contempla la morte del libero professionista.

Tuttavia questo vantaggio viene effettivamente concesso al contribuente solo quando si riesca a dimostrare che sia stato firmato con il professionista stesso un regolare mandato prima del suo decesso.

Tutte le somme il cui pagamento è stato differito nel tempo, vengono poi saldate il primo giorno successivo alla scadenza del periodo di sospensione.

Proprio per mancanza poi di un’iscrizione ad un appositivo albo professionale sono esclusi da questa agevolazione tutti i tributaristi che sono iscritti alla Gestione Separata Inps.