Come aveva preannunciato il premier Mario Draghi questa volta i Ristori 2021 sono stati più veloci. Molti dei bonifici per il contributo a fondo perduto destinato alle Partita Iva con un calo di fatturato sono già stati inviati l’8 aprile e presto saranno erogati a tutti.

Quanti hanno fatto richiesta devono aspettare ancora qualche giorno, ma il Governo ha confermato che molti pagamenti sono già stati inviati e gli altri raggiungeranno i destinatari in pochissimo tempo.

Per richiedere questi contributi economici c’è tempo fino a fine maggio, quindi chi ne ha diritto dovrebbe affrettarsi. Cerchiamo di capire come richiedere il contributo a fondo perduto 2021 per le Partite Iva e come stabilire l’importo spettante.

Novità del contributo a fondo perduto per Partita Iva

Non è la prima volta che il governo per arginare la situazione di crisi causata dal Covid-19 offre una forma di sostegno economico ai titolari di Partita Iva in difficoltà, ma è la prima volta che i Ristori giungono così velocemente. 

Il nuovo esecutivo oltre ad avviare una procedura sprint per l’erogazione dei contributi a fondo perduto ha anche cambiato i requisiti rispetto ai Ristori 2020, per far sì che gli aiuti raggiungessero anche quelle Partite Iva escluse dai precedenti sostegni. Insomma, nel 2021 i Ristori sono più veloci e soprattutto aperti a tutti gli autonomi in possesso di una Partita Iva.

La prima grande novità è che quest’anno i contributi non sono più assegnati sulla base del codice Ateco associato all’attività, ma sono richiedibili da chiunque abbia aperto una Partita Iva, in qualsiasi anno.

Per poter richiedere gli aiuti le Partite Iva dovranno dimostrare di aver avuto un calo di fatturato pari almeno al 30% tra il 2020 e il 2019.

Per calcolare le perdite e stabilire gli importi dovranno inoltre considerare l’intero anno di fatturazione 2020, confrontare cioè gli incassi di tutti i 12 mesi del 2020 con quelli dell’anno 2019. Questa è un’altra novità rispetto ai Ristori precedenti, dove il calo del fatturato minimo richiesto era del 33% e doveva essere calcolato confrontando le sole sole entrate di aprile 2020 con aprile 2021.

Tutte le novità dei Ristori 2021 sono ben illustrate nel video YouTube di Giuseppe Nebbia:

 

I Ristori 2021 arrivano anche se non c’è calo di fatturato 

Il 29 Marzo 2021 l’Agenzia delle Entrate ha inviato un chiarimento in merito al contributo a fondo perduto per le Partite iva aperte nel 2020 o nel 2019. Per quelle attività cioè troppi giovani per poter presentare dati relativi ad un calo di fatturato tra il 2019 e il 2020.

Anche questi soggetti non rimarranno a bocca asciutta nel 2021. L’Agenzia infatti ha chiarito che le Partite Iva aperte a fine 2019 o nel 2020, che non hanno cioè dati sul fatturato 2019 da mostrare, potranno comunque richiedere il contributo minimo che è pari a 1.000 euro per le persone fisiche e 2.000 euro per le società.

Invece, titolari di una Partita Iva aperta durante il 2019, che quindi hanno per quell’anno dati di fatturazione parziali, dovranno nel calcolo degli importi tenere conto solo dei mesi del 2019 in cui hanno fatturato e confrontarli con gli stessi mesi del 2020.

In parole povere, un’attività aperta ad aprile 2019, che cioè non ha un fatturato completo relativo ai 12 mesi del 2019, dovrà calcolare il calo di fatturato avvenuto tra aprile e dicembre e confrontarlo con il fatturato ottenuto nello stesso periodo del 2020.

Come si calcolano gli importi del contributo a fondo perduto 

Per quanto riguarda il calcolo degli importi del contributo a fondo perduto nel caso in cui vi siano state perdite almeno del 30%, si dovrà applicare una percentuale al calo medio mensile di fatturato avuto nel 2020.

Non c’è da spaventarsi perché la cosa sembra più complessa a dirsi che a farsi. In realtà, il calcolo dei Ristori 2021 è davvero facile e vi guideremo passo passo.

Il primo step è quello di stabilire la differenza di fatturato tra il 2019 e il 2020, cioè sottrarre al fatturato dell’anno 2019 quello del 2020. Il risultato dovrà essere diviso per i 12 mesi dell’anno così da ottenere il calo medio mensile di fatturato nel 2020, quanto cioè la vostra attività ha perso in media al mese nel 2020.

Una volta calcolato questo dato, per sapere la cifra di contributo a fondo perduto che vi spetta, dovrete applicare una diversa percentuale a seconda di quale sia stata la vostra fascia di fatturazione nel 2019:

  • il 60%, per le Partite Iva che nel 2019 hanno fatturato meno di 100.000 euro;
  • il 50%, per i fatturati tra 100.001 e 400.000 euro;
  • Il 40%, per i fatturati tra 400.000 e 1.000.000 di euro;
  • il 30%, per i fatturati tra 1.000.001 e 5.000.000 di euro;
  • il 20%, per i fatturati tra 5.000.001 e 10.000.000 di euro.

Tutte le attività il cui fatturato 2019 sia stato superiore a 10 milioni di euro non possono richiedere il contributo a fondo perduto.

Un esempio del calcolo degli importi per la Partita Iva

Ma rendiamo il tutto ancora più semplice e facciamo un esempio concreto di come si calcolano gli importi del contributo a fondo perduto per i titolari di Partita Iva.

Immaginiamo di avere un’attività che nel 2019, prima della pandemia, ha fatturato 130.000 euro. Nel 2020, il fatturato della stessa attività è stato solo di 58.000 euro. Quindi se sottraiamo ai 130.000 euro del 2019 i 58.000 euro del 2020, otteniamo 72.000 euro. Dunque dal 2019 al 2020 abbiamo avuto un calo di fatturato annuo di 72.000 euro.

Ma a noi serve calcolare il calo medio mensile di fatturato 2020, quindi dividiamo 72.000 per 12 (che sono i 12 mesi dell’anno). Otteniamo 6.000 euro, che sono proprio la cifra che volevamo, cioè la perdita media mensile del 2020.

Ora, il fatturato della nostra attività nel 2019 era 130.000 euro, questo vuol dire che siamo nella seconda fascia di fatturazione utile a stabilire l’importo dei Ristori 2021. Perciò potremo richiedere allo Stato il 50% del calo medio mensile, cioè il 50% di 6.000 euro. L’importo che ci spetta di contributo a fondo perduto 2021 è quindi di 3.000 euro.

Come inoltrare richiesta per il contributo a fondo perduto

I contributi a fondo perduto possono essere erogati sia come credito di imposta sia direttamente attraverso bonifico sul conto corrente del titolare di Partita Iva, a discrezione del richiedente.

La finestra di tempo utile a richiedere i Ristori 2021 si è aperta il 30 marzo 2021 e si chiuderà il 28 maggio 2021.

La domanda deve essere inviata online sul sito dell’Agenzia delle Entrate nella portale Fatture e Corrispettivi. Ad ogni modo, l’Agenzia ha messo a disposizione una guida che spiega dettagliatamente in ogni passaggio come presentare istanza per i Ristori 2021.