Le agevolazioni che il decreto Sostegni bis ha pensato per i commercianti riguardano più fronti. Non solo ristori a fondo perduto, ma anche esenzioni dal pagamento di alcune tasse e riduzione degli importi per altre.

In questo caso, parliamo della Tari, ovvero la tassa sui rifiuti che chiunque occupi un immobile, a qualsiasi titolo, è tenuto a pagare. Esecutivo e Comuni, nel 2021, entrano in sinergia per stanziare quanti più fondi possibili al fine di venire incontro alle imprese maggiormente colpite dalla pandemia.

Ancora una volta, la norma è contenuta nel Sostegni bis che il Governo non ha ancora approvato dopo più rinvii. In ogni caso, l’ok dovrebbe arrivare entro la fine del mese.

TARI 2021: linee guida

Nel 2021 prende forma la nuova TARI che ha reso più facile il calcolo della tassa rifiuti. Tra le novità si segnalano le modifiche nella definizione che stabilisce come individuare un rifiuto urbano e la soppressione della categoria dei rifiuti speciali.

Per quanto riguarda la scadenza della tassa sui rifiuti, ogni Comune può stabilire delle deroghe rispetto alle scadenze “tradizionali” che prevedono il pagamento della prima rata entro aprile, della seconda entro luglio e della terza entro la fine dell’anno. Inoltre, a parte queste modifiche territoriali, c’è da dire che lo scorso anno, in virtù della situazione eccezionale di emergenza sanitaria e per venire incontro ai cittadini che si sono ritrovati a fronteggiare difficoltà economiche, le scadenze sono state ulteriormente spalmate fino ad arrivare, in alcuni Comuni, al 2021.

Per quanto riguarda invece il calcolo dell’importo, la norma è la stessa su tutto il territorio nazionale e Arera dà ampio spazio sul proprio sito per spiegare al meglio come fare. In soldoni, sono due le quote che concorrono alla formazione dell’importo della tassa: quella fissa (che si calcola moltiplicando i metri quadri per il numero delle persone che li occupano) e quella variabile da comune e comune, a cui poi si aggiungono la superficie in metri quadri dell’immobile, il numero dei componenti del nucleo familiare, il periodo di riferimento e la quota provinciale del 5%.

TARI 2021: le agevolazioni per le partite IVA in difficoltà

Come già anticipato, nulla è ancora confermato perché il testo decreto Sostegni bis è fermo alla bozza resa nota alla fine dello scorso aprile. Tuttavia, in sede di Consiglio dei Ministri poco o nulla dovrebbe cambiare, per cui le anticipazioni possono ritenersi attendibili.

Il Governo avrebbe previsto lo stanziamento di circa 600 milioni di euro nelle casse dei comuni con lo scopo di ridurre gli importi della tassa rifiuti dei commercianti. Questo denaro, infatti, coprirebbe parte dei costi che l’Esecutivo vuole sostenere per conto delle partite IVA che da marzo 2020 hanno dovuto affrontare lunghi periodi di chiusure.

L’agevolazione, che si affiancherà all’esenzione dal versamento dell’acconto dell’IMU, dovrà riguardare i commercianti maggiormente in difficoltà, ma il decreto governativo non pone alcuna limitazione a riguardo.

Infatti, requisiti e modalità di accesso allo sconto sulla TARI 2021 potranno essere stabiliti direttamente dai comuni una volta che questi ultimi avranno ricevuto i fondi. Questi arriveranno soltanto dopo che ministero dell’Economia e degli Interni, in sinergia con la Conferenza Stato-Città, avranno stabilito come dovrà avvenire la ripartizione attraverso un decreto che deve essere emanato entro 30 giorni dall’entrata in vigore del Sostegni bis.

TARI 2021: parola ai comuni per le agevolazioni alle partite IVA

Le agevolazioni non finiscono qui. Infatti accanto ai 600 milioni che saranno distribuiti ai comuni, l’Esecutivo ha dato possibilità agli Enti locali di intervenire ulteriormente per poter applicare altri “sconti” ai commercianti sull’importo della TARI.

I comuni potranno sfruttare questa opzione usufruendo delle risorse che sono state assegnate e non utilizzate lo scorso anno. Inoltre, è assolutamente vietato poi scontare le agevolazioni concesse sulle tasse degli altri cittadini.

In ogni caso, per accedere allo sconto TARI bisognerà presentare domanda, come stabilito dallo stesso decreto Sostegni bis. Saranno i comuni a stabilire le linee guida sulle modalità di presentazione delle richieste, anche se l’Esecutivo ha raccomandato di preferire la modalità telematica.

TARI 2021: sconti anche alle partite IVA che recuperano i rifiuti urbani

A stabilirlo è una circolare diffusa lo scorso aprile dal neonato ministero della Transizione Ecologica. Le imprese che riescono a recuperare i rifiuti urbani a prescindere dal servizio pubblico hanno diritto a sconti in proporzione alla quantità dei rifiuti raccolti.

Il ministero in questione è intervenuto per fare chiarezza su una normativa europea che l’Italia ha recepito con il decreto legislativo 116 del 2020 in cui veniva disciplinata la classificazione dei rifiuti. Secondo il MiTE, le attività commerciali hanno diritto alla riduzione della quota variabile nel calcolo dell’importo della TARI, non solo per quanto riguarda il riciclo, ma per qualsiasi tipo di recupero di rifiuti urbani.

Basterà soltanto che entro il 31 maggio di ogni anno i commercianti comunichino al proprio Comune di volersi svincolare dalla gestione pubblica. Al fine dell’ottenimento della riduzione (che è quantificata sulla quantità dei rifiuti e non su quella degli scarti prodotti dopo il recupero), poi, è necessaria un’attestazione rilasciata dal soggetto che avvia il recupero dei rifiuti.

Partite IVA: non solo agevolazioni su TARI ma anche esenzione su acconto IMU

Il perdurare dell’emergenza epidemiologica che sta costringendo ancora molte attività commerciali a sostenere ingenti costi di gestione a fronte di prolungate chiusure, il decreto Sostegni bis ha cercato di venire incontro quanto più possibile alle partite IVA. Infatti, oltre che sulle agevolazioni riguardanti il pagamento della TARI, con l’ennesimo decreto emergenziale potrebbe anche arrivare la sospensione del pagamento dell’acconto IMU che è in scadenza al 16 giugno 2021.

Secondo la bozza che circola già dal 30 aprile e che dovrebbe essere approvata nelle prossime settimane, potranno accedere all’esenzione i proprietari di immobili che hanno i requisiti per poter ricevere i contributi a fondo perduto già previsti dalla prima versione del Sostegni e che possono ancora essere richiesti fino al 31 maggio. Beneficiari saranno comunque soltanto coloro che esercitano la propria attività commerciale nell’immobile.

Ricordiamo, comunque, che per poter ricevere i ristori a fondo perduto è necessario non aver conseguito ricavi superiori ai 10 milioni di euro nel 2019 e aver dimostrato un calo del fatturato medio mensile di almeno il 30% tra il 2020 e lo stesso periodo del 2019.

Per quanto riguarda invece il fronte comuni, che anche nel caso dell’esenzione dell’acconto IMU perderanno ingenti entrate essendo questa una tassa locale, il ministero dell’Interno istituirà un fondo che per tutto il 2021 avrà una dotazione di circa 142 milioni di euro.

Partite IVA: per loro è l’anno bianco 

Nel 2021 ci sono alcune categorie interessate dall’esonero sul pagamento dei contributi. Vi rientrano gli artigiani e i commercianti iscritti alle gestioni speciali INPS, i professionisti con Cassa, gli autonomi e i collaboratori iscritti alla Gestione Separata, e i pensionati temporaneamente impiegati nella gestione dell’emergenza covid.

Il decreto, che è in attesa di essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale, prevede un parziale esonero sul versamento dei contributi previdenziali nel limite massimo di 3mila euro annui e con l’esclusione dei premi integrativi e dei contributi INAIL.

La domanda deve essere presentata all’Inps entro il 31 luglio e per accedervi sono necessari alcuni requisiti: essere in regola con il pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali, non ricevere pensione (escluso l’assegno di invalidità), aver subito nel 2020 un calo di fatturato di almeno il 33% rispetto al 2019, essere iscritti alle gestioni speciali INPS a partire dall’1 gennaio 2021, non aver sottoscritto un contratto di lavoro subordinato e non aver percepito un reddito complessivo inferiore a 50mila euro nel periodo di imposta del 2019.

Partite IVA: quanto hanno beneficiato i ristori e le agevolazioni sui commercianti?

Secondo i dati che ha diffuso il ministero dell’Economia e delle Finanze relativi al primo trimestre del 2021, nonostante l’anno nero della pandemia, i ristori hanno fatto bene ai conti correnti dei commercianti e dei professionisti. Infatti, in tutto il 2020 le chiusure delle partite IVA sarebbero state in totale di meno del 2019.

Si tratterebbe, secondo il ministero, di una prova schiacciante della giusta via intrapresa dall’Esecutivo nella lotta alla crisi economica. E in realtà, a leggere i dati, i numeri parlano davvero chiaro. Nel 2020 sono state poco più di 333mila le partite IVA che hanno cessato la propria attività. Nel 2019, invece, ben 492mila.

Il dato rappresenta una boccata d’ossigeno per l’intera economia nazionale, perché conferma come gli aiuti a pioggia rappresentati dai ristori, dalle agevolazioni sui pagamenti di TARI e IMU, dalle esenzioni dalla TOSAP (che soprattutto in questo periodo in cui è possibile ospitare coperti soltanto all’aperto è fondamentale) e dalle agevolazioni per l’accesso al credito, abbiano assolto al loro compito di mantenere in vita quante più imprese possibili.

Anche guardando i dati del primo trimestre 2021, il quadro è incoraggiante: sono già 186.019 le partite IVA aperte da gennaio, circa il 15,3% in più dello stesso periodo del 2020. Il tutto, ovviamente, rapportato al fatto che lo scorso anno proprio a marzo entravamo nel vivo della crisi pandemica, mentre quest’anno marzo ha rappresentato il periodo in cui ci si avviava a una discreta “rinascita”. È stato proprio in quel mese, infatti, che c’è stato il boom con il +105,7%.