Patrimoniale al 10% sul ogni conto corrente: potremmo sintetizzare in questo modo il dibattito pubblico delle ultime settimane. Ad entrare poi a gamba tesa nella discussione, ci ha pensato anche Elsa Fornero, che ritiene sarebbe onesto introdurre una patrimoniale, anche se molto difficilmente qualche partito possa pensare a proporla (a dire il vero, a fine dello scorso anno una proposta in tal senso sarebbe già arrivata, anche se poi venne bloccato tutto nelle sedi istituzionali).

Elsa Fornero spiega che:

Aumenterà il debito pubblico, in questo momento fare debito è ammesso e dovuto, altrimenti dove si prendono i soldi? Si potrebbe introdurre una patrimoniale, ma quale partito la proporrebbe? Sarebbe un discorso onesto, vorrebbe dire non addossare tutto alle generazioni future. Il debito sarà un problema, ma il principale è il lavoro, perché si lavorava poco e si lavorerà ancora meno.

Una patrimoniale sul conto corrente: chi ce la chiede!

In questi ultimi mesi si parla in continuazione di una patrimoniale, che vada a colpire il conto corrente degli Italiani. Le parole di Elsa Fornero, purtroppo, corrispondono al vero. Il debito del nostro paese continua a salire e sicuramente prima o poi sarà necessario pagarlo. Questo significa che i contribuenti dovranno mettere mano al portafoglio: a sollecitare il nostro paese verso una patrimoniale ci ha pensato l'Fmi. Negli ultimi 12 mesi i provvedimenti del Governo per combattere la pandemia e la crisi economia hanno richiesto importanti sforzi economici, tanto da richiedere degli spostamenti del deficit publbico. Oggi come oggi è quindi necessario trovare delle soluzioni alternative ai bonus ed ai sostegni a pioggia, ma soprattutto pensare a come coprire le continue spese.

Giusto per avere un'idea su come ci stiamo muovendo, basti pensare il rapporto debito/Pil è arrivato al 160%.  Nel 2020 il nostro paese ha contratto 140 miliardi di debiti in più: ci stiamo preparando a lasciare ai nostri figli un pesante onere da pagare. Ma, soprattutto, dobbiamo renderci conto che le possiiblità di manovra sono realmente poche.

L'Fmi, ossia il Fondo Monetario Internazionale, non ha potuto far altro che dare l'unico suggerimento possibile. L'unica strada percorribile è quella di creare una patrimoniale, grazie alla quale le persone con un reddito più alto siano costrette a pagare una parte del deficit che si è venuto a creare. Un suggerimento che come sempre trova l'appoggio della piazza, alla quale starebbe bene che siano i ceti più ricchi a finanziare il deficit creato per dare un sostegno alle classi più povere. Ma fondamentalmente è questa la strada più giusta da percorrere? O semplicemente rischiamo di strangolare le persone, che con la loro capacità di spesa sono in grado di rimettere in moto l'economia?

Patrimoniale: cosa ci possiamo aspettare?

In passato abbiamo visto come la patrimoniale possa colpire direttamente od indirettamente i constribuenti. Il Governo Amato nel 1992 aveva effettuato un prelievo direttamente sul conto corrente degli Italiani. Mario Monti, negli 2011-2012, aveva invece optato per una tassa che andasse a colpire direttamente gli immobili e tra questi la prima casa. L'Fmi avrebbe suggerito all'Italia di richiedere dei contributi a carattere temporaneo, che vadano a pesare principalmente sulle persone più ricche e su quanti abbiano un reddito più alto.

La logica di fondo sarebbe quella di far pagare il debito, che il nostro paese ha accumulato nel corso degli anni e quello che è stato generato dalle misure per porre un freno alla crisi economica, con una bella patrimoniale di natura temporanea. Una delle ipotesi che sarebbe circolara è quella di introdurre una tassa sui patrimoni che superino i 500.000 euro. L'aliquota iniziale potrebbe attestarsi intorno allo 0,2% fino ad un milione, per poi crescere fino al 3% per quanti abbiano un patrimonio oltre i 50 milioni di euro.

Se da un lato, in questo modo, si andrebbero a colpire solo e soltanto i patrimoni della popolazione più ricca, dobbiamo porci una domanda. Un patrimonio pari a 500.000 euro potrebbe essere quello di un impiegato che abita a Roma o a Milano e che sia proprietario dell'immobile in cui vive. Per rendersi conto di quanto stiamo affermando è sufficiente andare a controllare i valori immobiliari nelle due città, e comprendere quanto possa valere l'immobile ricevuto in eredità dai genitori o acquistato con un mutuo e frutto dei propri risparmi.

Scelte necessarie e dolorose!

Sono molti i contribuenti che si indignano e si lamentano quando si parla di una patrimoniale o di un prelievo sul conto corrente. Non hanno tutti i torti, fondamentalmente. I risparmi sono il frutto del lavoro di tutta una vita e sono già stati tassati nel momento in cui sono stati percepiti. Venire a sapere che il nostro Governo sta spendendo in maniera disarmante il frutto del nostro lavoro non è piacevole.

La pandemia è arrivata come l'ulteriore ciliegina sulla torta, a gravare in una situazione pesante e di stallo. Nel nostro paese l'economia stagnava da 10 anni circa: la politica dei lockdown, dei bonus e dei sussidi ci stiamo accorgendo che non serve a nulla. Chi ha dei soldi da parte preferisce lasciarli fermi sul proprio conto corrente: la paura è che prima o poi possano servire per sopperire alle necessità di tutti i giorni. Il Governo potrebbe, però, trovarsi nella necessità di agire velocemente e andare a tassare proprio quei risparmi. Secondo l'Fmi

le autorità politiche potrebbero considerare un contributo per la ripresa dal Covid-19, imposto su redditi alti o i grandi patrimoni. Per raccogliere le risorse necessarie a migliorare l’accesso ai servizi di base, rafforzare le reti di sicurezza sociale e gli sforzi per raggiungere gli Obiettivi di sviluppo sostenibile è necessaria la riforma della tassazione domestica e internazionale, in particolare quando la ripresa avrà preso ritmo.