A volte ritornano, puntali come il raffreddore in inverno o le tasse da pagare. Al centro del dibattito pubblico torna la patrimoniale, con qualche novità. Questa volta non si parla più di colpire direttamente il conto corrente dei privati o delle aziende. Non si parla nemmeno di reintrodurre l'Imu sulla prima casa, ci mancherebbe. L'Ocse consiglia di andare a tassare direttamente le eredità: sarebbe, secondo l'organizzazione internazionale, un modo significativo per intervenire sulle disparità di richezza.

L'Ocse provvede a fare la lezioncina all'Italia, ma anche agli altri paesi. Una delle principali disuguaglianze tra le classi sociali sarebbero determinate anche dalle donazioni e dalle eredità. I governi dovrebbero intervenire introducendo una patrimoniale sotto forma di tassa di successione!

Una patrimoniale per combattere la povertà!

Nostro malgrado dobbiamo tornare a parlare di patrimoniale. Niente di cui preoccuparsi, questa volta. La tassa non ci verrà a colpire direttamente sul conto corrente, non ci metteranno nemmeno l'Imu sulla prima casa. Per colpirci, questa ennesima patrimoniale aspetterà la nostra morte! In uno dei suoi ultimi rapporti l'Ocse ci ha tenuto a sottolineare che l'emergenza sanitaria, che sta mettendo in ginocchio l'economia nel corso dell'ultimo anno, sta continuando a far accrescere le disparità sociali. A determinare una pesante differenza tra ricchi e poveri sono le eredità, delle quali continuano a beneficiare le classi benestanti.

Secondo l'Ocse:

In media il 20% più ricco della popolazione riceve eredità o è oggetto di donazioni che sono 50 volte più alte di quelli del 20% più povero.

Stiamo parlando, quindi, di una patrimoniale travestita da tassa di successione. Ma nello stesso tempo si devono introdurre delle soglie di esenzione, alle quali, comunque, è necessario aggiungere una tassa una tantum per i familiari più stretti. Il nostro Paese è uno di quelli in cui donazioni ed eredità costituiscono una parte molto importante dei patrimoni ed arrivano a toccare la cifra media di 128.000 dollari. Stiamo parlando di qualcosa come il 46% del patrimonio medio netto.

Bisogna colpire tutte le eredità!

Gli esperti dell'Ocse sono molto chiari e danno un suggerimento diretto, senza mezzi termini.

Una tassa sulle successioni può essere uno strumento importante per affrontare la disuguaglianza, in particolare nell'attuale contesto, caratterizzato da un forte divario tra la ricchezza delle famiglie e nuove pressioni sulle finanze pubbliche legate alla pandemia da Covid-19.

Giusto per farci un'idea di cosa stiamo parlando, basti pensare che nei 27 Stati Ocse, il 10% dei proprietari immobiliari detengono la metà della ricchezza totale presente in questli stessi paesi. A questo aggiungiamo anche un altro dato a dir poco allarmante, almeno per l'Ocse: l'1% della popolazione detiene il 18% della ricchezza.

Introdurre una vera e propria patrimoniale sulle eredità, a questo punto, sembrerebbe la strada maestra per aumentare le entrate pubbliche, ma soprattutto per garantire una maggiore equità sociale e cercare di ridurre la concentrazione della ricchezza. Secondo l'Ocse è importante che

le imposte siano strutturate in modo tale da raggiungere i loro obiettivi.

Questa patrimoniale sulle eredità dovrà essere basata sugli eredi e non sul patrimonio che si procede a trasferire. Deve essere, quindi, una tassa progressiva condizionata dalla persona che l'andrà a ricevere. Molto importante, poi, sarà anche ripensare alle soglie di esenzione delle imposte di successione, in modo da andare ad esentare le eredità di piccole dimensioni.

Anche l'Imu potrebbe servire per sanare le diseguaglianze!

L'Ocse non è certamente nuova a questo tipo di proposte: una bella tassa che vada a colpire direttamente il conto corrente di privati ed aziende è sempre una proposta che affascina. Ma lasciamo perdere il sarcasmo e andiamo ad analizzare cosa si è inventata poco più di un mese fa l'Ocse. L'organizzazione aveva pensato di reintrodurre l'Imu sulla prima casa, garantendo, però, l'esenzione a quanti avessero un reddito basso. Quindi sarebbe stato necessario presentare l'Isee per sperare di poter essere esonerati dal pagamento dell'Imu sulla prima casa.

Anche in questo caso l'Ocse aveva messo in evidenza come la pandemia corresse il rischio di intensificare le diseguaglianze interne in Italia, andando a gravare una situazione che di per se non è molto rosea. L'Ocse aveva quindi proposto una serie di suggerimenti, che sarebbero dovuti servire per affrontare tutte le sfide innescate dalla crisi economica scaturita dalla pandemia.

La storia dell'Imu sulla prima casa è ripetitiva. Venne abolita dal primo Governo Berlusconi. Nel nostro paese il 90% delle persone è proprietaria dell'abitazione nella quale vive. L'Imu potrebbe costituire un'ingente entrata per lo Stato. La scelta di toglierla ha generato un buco enorme nelle entrate erariali. Oggi come oggi, l'Imu porta nelle casse dei vari comuni qualcosa come 20,3 miliardi di euro ogni anno. Una cifra non indifferente, considerando anche il momento che stiamo attraversando. Metterla sulle prime case, significherebbe triplicare le entrate. In un modo nell'altro, la patrimoniale è destinata ad arrivare: tasse di successione, prelievo forzoso sul conto corrente of Imu. C'è solo da scegliere.