Patrimoniale alto rischio prelievo forzoso su conto corrente! Una notizia “né testa, né coda”? A dire il vero, questa volta la novità giunge dal Fondo Monetario Internazionale (FMI). Si spinge all’introduzione di un contributo sui redditi alti. Insomma, chi è ricco deve collaborare. Per adesso, solo una proposta di carattere temporaneo vista la crisi economica. Oggi, più che mai la parola “Patrimoniale” acquisisce un carattere reale. Le prospettive vertono sulla patrimoniale come prelievo forzoso, oppure, l’applicazione dell’imposta sulle ricchezze, come ad esempio case, titoli, aziende e così via.

Alla fin fine, non sono pochi i lettori che temono l’ingresso di una patrimoniale dalle dimensioni apocalittiche per compensare i continui provvedimenti di emergenza e di richieste di sforamento dai limiti di deficit prestabiliti approvati dal Parlamento. Insomma, in tanti si aspettano un clamoroso colpo di scena che non segua la linea del precedente governo Conte. A quell’epoca, (non molto lontana), la mozione della patrimoniale fu bocciata a priori.

Pero ora, l’Italia si è avviata su un triplo binario: prelievo forzoso su conto corrente, emissione di titoli irredimibili, oppure, l’applicazione dell’imposta sulle ricchezze (casa, titoli, aziende ecc.). Una bella botta. È inutile negarlo, il governo Draghi per poter garantire i sostegni alle famiglie, lavoratori e imprese avrà bisogno di chiedere un ulteriore scostamento di bilancio.

Il debito italiano sotto la spinta del Covid.19 ha sforato ogni record prevedibile. Cifre che prima o poi dovranno rientrare. L’aiuto distribuito a fronte della mancanza di liquidità, della perdita economica delle famiglie e delle imprese dovrà essere restituito. Si avvicina sempre di più, l’ipotesi di nuova una patrimoniale spalmata sui risparmi degli italiani. Poco importerà se sarà servita su un piatto mascherata sotto forma d'IMU sulla prima abitazione o da altra imposta. Ci aspetta un duro colpo. E che colpo.

La ripartenza fissata per il 20 aprile 2021 e quell’acido sapore di Patrimoniale

Indennità, sostegni economici, manovre finanziarie per ridurre la contrazione economica e contenere la perdita dei posti di lavoro spingono l’Italia verso un disastroso deficit e debiti senza paragoni. A dire il vero, il governo Draghi dovrebbe approvare un ulteriore scostamento di bilancio per circa 35 miliardi di euro. L’extra deficit servirebbe per finanziare le misure anti Covid-19, andando a sovvenzionare l’estensione delle serrate delle attività produttive.

Cifre che porteranno l’asticella del deficit di almeno 2 punti di Pil. Senza escludere che il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha ufficializzato il disastro fiscale italiano. D’altra parte il quadro generale non appare per nulla rassicurante, il premier Draghi non si può limitare a erogare solo sostegno senza aprire le porte a una prospettiva di ripartenza del Paese, senza garantire un futuro.

È evidente, che la scelta della ripartenza graduale fissata per il 20 aprile 2021 non è del tutto casuale. Del resto senza una decisiva ripartenza i miliardi di scostamento non incanalerebbero il Paese verso la crescita economica. Erogando denaro e riaprendo si stimolano i consumi. Nello stesso tempo, se lo Stato eroga fior di milioni per confinare gli italiani a casa, comprime la domanda interna lasciando l’economia costipata nei cassetti. Appare un assetto che mina il consolidamento del debito/Pil.

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Patrimoniale: conto corrente o imposta sulle ricchezze?

In ogni caso, la matassa dei debiti prima o poi va sbrogliata. E, quindi, appare di una gravità inaudita tassare i risparmi degli italiani. Tuttavia, le prospettive vertono sulla patrimoniale come prelievo forzoso, oppure, l’applicazione dell’imposta sulle ricchezze, come ad esempio case, titoli, aziende e così via. Il governo Draghi potrebbe optare per l’applicazione d'imposta in modo disomogeneo, ossia solo sui depositi bancari, titoli o immobili e così via. Non è escluso che venga varato l’intero pacchetto, né tantomeno che l’asticella venga orientata per l’applicazione di un’imposta unica o ancora di una progressiva sulle ricchezze. Il che porterebbe a gravare sui redditi più alti. Non solo.

In questo modo lo Stato incasserebbe subito con un click potrebbe tappare la crescita del debito pubblico. Non a caso il pensiero torna indietro a una notte funesta in cui venne prelevato il 6 per mille dai conti degli italiani. I cittadini ancora una volta sono chiamati al sacrificio, dovendo mettere i propri risparmi a copertura del deficit pubblico.

Un prelievo forzoso che potrebbe fomentare ulteriori tensioni sociali, oltre ad abbattersi sugli investimenti stranieri. In quest’ultima ipotesi potrebbe generare una mancanza di fiducia sui mercati facendo scappare gran parte degli investitori istituzionali.

La patrimoniale per garantire un futuro alle generazioni future

In assenza di provvedimenti, sulle generazioni future ricadrà il peso del debito pubblico. Non si può tralasciare che lo Stato ha emesso titoli BTP per circa 140 miliardi in un momento di contrazione dell’economia, con un Pil in riduzione del 10% (2020), e nello stesso tempo, con una perdita delle entrate fiscali. Una situazione collassata per l’effetto della diminuzione del PIL e lo slittamento dei termini delle imposte.

Alla luce di queste considerazioni, due sono le strade che il governo Draghi potrebbe percorrere a breve per tener testa ai debiti ammassati sino ad oggi, la patrimoniale sulle ricchezze, oppure, potrebbe girare il tiro promuovendo l’emissione di titoli irredimibili.

Un duro colpo per il nostro Bel Paese

Il debito pubblico italiano si è attestato all'incirca sui 2.600 miliardi di euro (2020), contemporaneamente il PIL è sceso in ribasso toccando 1.600 miliardi di euro, tradotto al 160% del debito/PIL. Le previsioni spingono per la ripresa del Paese entro la fine dell’anno in corso, ma potrebbe non essere così. O, quantomeno, la ripresa sperata per il 2021, potrebbe non essere in linea con le ipotesi.

Il premier Draghi deve bilanciare i sostegni stimolando i consumi. Occorre una riforma seguita da intensi interventi d'investimenti. Con una mano il premier deve erogare soldi a pioggia, aiutando economicamente famiglie, operai e imprese. D’altra ci si aspetta un massiccio intervento derivante da “risorse proprie”. Per questo, appare evidente perché il governo vuole una riapertura graduale della filiera produttiva.

Lo Stato non può erogare fior di milioni per confinare gli italiani a casa, comprime la domanda interna lasciando l’economia costipata nei cassetti. Ma, è necessario che venga messo nel paniere quel qualcosa in più che spinga l’economia fuori dal baratro. Finanziando gli investimenti con le risorse provenienti dallo scostamento di bilancio e, nello stesso tempo, con le risorse proprie legate alla ripartenza delle attività.

Ecco, perché, appare tracciata la strada della Patrimoniale. Incerto, quale sia il destino dei risparmi degli italiani. Potremmo assisteremo a un prelievo forzoso su conto corrente, oppure, all’applicazione di un’imposta spalmata sui depositi bancari, titoli, immobili e così via.

Patrimoniale o titoli irredimibili

Non esiste la soluzione, ma bensì, le scelte potrebbero essere diverse. Non viene esclusa l’emissione di titoli irredimibili, ossia carenti di limiti di scadenza. I sottoscrittori mettono nelle mani dello Stato i propri risparmi per un interesse maturato annuale per una durata perpetua. In questo caso, lo Stato si impegna a versare al sottoscrittore del titolo, nonché all’intera discendenza una rendita annua, ma nello stesso tempo, non garantisce la restituzione del capitale. Venendo a mancare la postilla del “rimborso”, il capitale viene acquisito dallo Stato senza l’obbligo di restituirlo, non rappresenta, quindi, un debito. I sottoscrittori ricevono una rendita eterna. Ma, volendo possono recuperare il capitale investito promuovendo la vendita del titolo acquisito in Borsa.

Quali sono i vantaggi dei titoli irredimibili per lo Stato? Entrare nella piena disponibilità minima di circa 10 miliardi al mese. Soldi che potrebbero servire per finanziare il fondo perduto delle imprese, oppure, per creare nuovi piani d'infrastrutture e così via.

Non parliamo di una novità, in quanto, si tratta di una procedura utilizzata dall’Inghilterra, dagli Stati Uniti e l’Italia non è esente dai titoli irredimibili. Infatti, è presente il titolo serie Rendita 3,5%, nonché serie Rendita 5%. In quest’occasione, la diversità potrebbe essere imputata al sistema di computo della rendita. Sulla bilancia è presente la rendita a tasso fisso, ma anche a tasso variabile, oppure, indicizzato che viaggia sul PIL. In particolare, quest’ultima rendita verrebbe chiamata TRILL (come anticipata dall’ex ministro Tria).

Quali sono i vantaggi dei titoli irredimibili per i risparmiatori? Assicurarsi una rendita eterna, il cui importo dovrebbe attestarsi su una cifra maggiore dei BTP (ordinari). Infatti, l’assenza di un termine di scadenza si traduce in un tasso maggiore rispetto a quello ordinario. Oltre, alla possibilità di recuperare il capitale investito rivendendo il titolo in Borsa.

Chiudendo il cerchio la patrimoniale è un’azione forzosa, mentre i titoli irredimibili sono un’azione volontaria. Tuttavia, quest’ultima scelta potrebbe essere inquadrata come una patrimoniale “temporanea” legata alla vendita del titolo in Borsa e, nello stesso tempo, ripagata dall’incasso delle rendite.