Patrimoniale, conto corrente ed eredità 2021. Si riavvolge il nastro, spunta il vecchio pallino che spinge all’introduzione di nuove tasse. L’Italia è finita sul podio per essere il paradiso fiscale per le tasse di successione. I nostri risparmi fanno gola all’Europa e questa non è certo una novità. Bocciate in parte le diverse mozioni che portavano all’introduzione della patrimoniale mascherata da IMU prima casa, non potendo azzannare direttamente il conto corrente si rincorrono a strafalcioni i risparmi, inseguendo l’eredità degli italiani perseguendo il motto: prima paghi e poi erediti.

D’altra parte, sotto l’aspetto finanziario i nostri risparmi sono il fiore all’occhiello dell’Italia. Sappiamo che nella lista stilata delle ricchezze italiane è entrata anche l’eredità. Stavolta la proposta giunta dall’Ocse punta ad allungare le mani su un gruzzoletto diverso degli italiani.

I dati sono chiari lo Stato italiano incassa alla voce successione all’incirca meno di un miliardo di euro annui che corrisponde allo 0,11% contro una media OCSE che afferma allo 0,53%. Non si tiene conto di una pressione fiscale totale altissima sostenuta da imposizione fiscale iniqua.

Tutti i Paesi chi più chi meno stanno lavorando per risanare le rovine economiche, sociali e finanziarie lasciate dal passaggio della pandemia da Covid-19. È inutile, negarlo è necessario raccogliere i cocci rinfrescando l’economia introducendo nuove entrate. Insomma, le casse dello Stato reclamano denaro fresco. Attenzione, il problema non è solo italiano. Tutti i governi si sono “coalizzati” per aumentare la pressione fiscale mascherane l’ingresso attraverso strade “alternative”. Nel nostro Paese la patrimoniale passerebbe dalla tassa di successione. Ciò significa che l’Italia risponde ai reclami dell’Unione Europea che spinge per il risanamento del debito pubblico.

Nel prospetto l’Ocse suggerisce al Governo italiano d'intervenire tassando l’eredità. Andando a falciare quella parte di reddito che determinerebbe le disuguaglianze sociali. Soprattutto, tenendo conto che le imposte vengono applicate ovunque dalle accise al lavoro e, quindi, appare importante secondo l’Organizzazione internazionale intervenire anche tassando la successione. Alla fine senza che nessuno accusi il colpo viene applicata patrimoniale camuffata alla buona sulle ricchezze.

Draghi prepara la nuova patrimoniale sull’eredità

Nel corso degli ultimi mesi si è parlato più volte dello schieramento di governo e si è detto tutto o quasi sulla necessità d'improntare una Riforma fiscale organica che investa tutte le imposte e tasse o almeno quelle più importanti. Tuttavia, stringendo il cerchio ritorna l’ombra di una patrimoniale.

L’intento del premier Draghi resta quello di abbattere o riconsiderare le disuguaglianze aggravate dalla pandemia, l’ipotesi che si muove tra le file della maggioranza verte sull’introduzione di nuove tasse.

Una nuova patrimoniale mascherata da imposta necessaria per contrastare un’evasione di circa 140 miliari, senza nascondere che correggere il sistema tributario porterebbe a penalizzare i contribuenti ligi nel rispetto degli obblighi con il fisco, mentre farebbe acqua quasi da tutte le parti per chi elude le tasse incrementando lo squilibrio tra i contribuenti.

Non si esclude quasi mai una possibile patrimoniale spalmata sui depositi bancari, anche perché è sempre vivo il ricordo di quella sciagurata misura del 6 per mille adottata nel 1992 dal Governo Amato. In molti ricordano che allora, la figura del premier Draghi occupava l’incarico di Direttore generale del Tesoro. Non parleremo della patrimoniale che cozzò sui risparmi disorientando gli investitori facendo perdere credibilità allo Stato italiano e spinse capitali all’estero. A quell’epoca la Banca d’Italia intervenne per garantire un grado di stabilità tranquillizzando le banche, rassicurando i mercati e risparmiatori.

Attualmente per ridimensionare le disuguaglianze introducendo nuove imposte si rischia di produrre un effetto ancor più grave.

Non sfugge che quando il discorso cade sull’ingresso di una patrimoniale si fa leva sulla necessità di coordinare le misure della politica economica nazionale, nonché di quella europea. Non a caso in un summit di Oporto il premier Draghi è intervenuto spiegando la riforma fiscale ideata perseguendo una linea dotata di un minimo di organicità e spinta dall'economia monetaria, caratterizzata quindi dalla presenza di un insieme di elementi tali da valorizzare la progressività mirando alla redistribuzione delle imposte.

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Arriva l’eredità del Covid-19: la patrimoniale sulla successione

Non c’è modo migliore di attaccare le ricchezze quando queste vengono tramandate. Da un lato per affondare le sue radici la patrimoniale sulla successione dovrà aspettare la morte del ricco contribuente. D’altra parte appare l’ennesima mazzata rivolta a chi riceve in eredità una ricchezza.

I dati sono chiari lo Stato italiano incassa alla voce successione all’incirca meno di un miliardo di euro annui che corrisponde allo 0,11% contro una media OCSE che afferma allo 0,53%. La Francia si attesta all’1,4%, mentre la Corea del Sud registra l’1,6%.

In Francia, nelle casse dello Stato entrano alla voce successione oltre 14 miliardi di euro annui, in Germania appena 7 miliari di euro annui. Ed è anche vero che la tassazione sui redditi è molto al di sotto rispetto a quella italiana. In ogni caso, l’Italia si attesta allo 0,11% sotto la media OCSE.

Per meglio comprendere la necessità per lo Stato italiano dell’introduzione di una patrimoniale sull’eredità occorre evidenziare un aneddoto. La famiglia di Lee Kun-hee, il defunto ex proprietario della Samsung, pagherà alle casse di Seul una somma del valore di circa 12 miliardi di dollari spalmata in un periodo di 5 anni. E, considerando che per compensare la carenza di liquidità e, quindi, per alleggerire il debito fiscale, si provvederà a concedere al Museo Nazionale una collezione inestimabile di quadri di tra i celebri e importanti pittori tra cui Monet, Picasso e Dalì.

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Quale imposta di successione viene applicata in Italia?

La tassa di successione italiana è minima, quasi “generosa”. Resa quasi irrisoria per l’applicazione delle franchigie corrispondente al valore di un milione di euro per ogni erede. Prevista anche a favore di sorelle e fratelli nella misura pari a 100.000 euro.

Questo spiegherebbe il motivo per cui la maggior parte delle dichiarazioni di successione presentate al Fisco sono prive d'imposte di successione, poiché le imposte vengono applicate sui valori che risultano essere maggiori delle franchigie.

Ad esempio, se il coniuge superstite riceve in eredità beni per un valore pari a 1.100.000 euro, sulla parte eccedente un milione di euro lasciato viene applicata l’imposta di successione del 4%, ossia solo su 100.000 euro. In questo caso, paga una somma del valore di 4.000 euro.

Mentre, un lascito diretto a fratelli e sorelle, viene applicata la franchigia su 100.000 euro con un’aliquota attestata al 6%. Per i parenti sino al 4° grado viene applicata la medesima aliquota ma non subiscono il peso della franchigia. Sino a toccare l’8% che ricade sugli altri eredi, ma senza l’applicazione della franchigia.

Ora, secondo quanto si legge dal quotidiano Investireoggi, il punto della questione investe la distribuzione delle ricchezze attraverso l’introduzione di una nuova tassazione che graverebbe sull’eredità. In sostanza, si pensa di schiacciare l’eredità per stimolare i figli a contribuire in modo più attivo nell’attività lavorativa. Insomma, una tassa per incoraggiare i figli a impegnarsi di più nel mondo del lavoro in considerazione di non poter più fare conto sul lascito dell’eredità.

D’altra parte, la voce contraria all’introduzione della tassazione sull’eredità ritiene che i costi risultano ampiamente maggiori dei benefici prodotti. In quanto, si spingerebbe la popolazione verso un maggior consumo e un minor risparmio. Senza sottovalutare che a beneficiarne potrebbero essere i Paese con una tassazione inferiore, quindi questa misura potrebbe spingere i capitali all’estero.

Alla fine, si mette a rischio la crescita economica del Paese, frenando i risparmi e demolendo le forme d'investimento a favore della prole, ossia figli e nipoti.

La patrimoniale sull’eredità per contrastare le disuguaglianze?

Una delle caratteristiche del nostro Bel Paese è l’eredità tramandata di padre in figlio. Parliamo delle piccole e medie imprese che per generazioni hanno portano avanti una cultura storia di tradizioni, minata dall’ingresso di una concorrenza straniera spietata e incontrollata, nella completa inosservanza di chi doveva tutelare l’economia nazionale. La tassazione sull’eredità finirebbe per diventare l’ennesima stangata diretta nelle tasche degli eredi privati della disponibilità di poter gestire una liquidità per sanare un debito.

Del resto non è detto che da sola la tassa di successione riesca a colmare il divario delle disuguaglianze sociali.

Nel report “Tasse di successione nei paesi Ocse” appare un quadro sulle imposte di successione di ben 37 Paesi in cui l’Italia e gli USA detengono il primato di paradiso fiscale. Tenendo conto della generosità della tassazione italiana l’OCSE promuove un cambio di rotta al fine di risanare la partita delle disuguaglianze sociali. Il fine dovrebbe giustificare i mezzi, ma non è detto che sia così. La stangata ci sarà e rientrerà in un pacchetto di strette fiscale molto più ampio.