In questi giorni si è parlato in più di un'occasione della possibilità che una patrimoniale colpisca direttamente il conto corrente degli Italiani. Il dibattito pubblico si è acceso così tanto, che nessuno si è accorto che tra i corridoi dei ministeri qualcosa si stava muovendo realmente. La parola patrimoniale non compare ancora, ma tra le righe dei documenti, si riesce a capire molto chiaramente quale sia la strada che il Governo guidato da Mario Draghi ha intenzione di percorrere.

La Commissione Difesa della Camera ha dato il proprio parere favorevole al Documento di economia e finanza (Def), che guarda caso è stato messo a punto proprio da Mario Draghi e dal suo Governo. La proposta di parere ha ricevuto un'accoglienza quasi unanime, tanto da essere approvato a larghiddima maggioranza.

Il Documento di economia e finanza 2021 - spiega Gianluca Rizzo, presidente della commissione - evidenzia al contempo la situazione di criticità della nostra economia in seguito alle disposizioni di contrasto alla pandemia e la nuova fase che si apre con il progredire della vaccinazione di massa, con le misure di sostegno ai settori più colpiti, con la politica delle riaperture e del ritorno graduale alla vita normale.

Patrimoniale, l'unica strada per pagare il coronavirus!

Sicuramente quello che si legge tra le righe di questo documento è molto preoccupante. In un certo senso è come se si stesse ammettendo che sono stati spesi troppi soldi per contrastare la pandemia, e adesso è tempo di far cassa. Dopo tutto, lo spauracchio della patrimoniale è da un po' di tempo che aleggia tra i corridoi di Montecitorio. Non importa se poi questa benedetta patrimoniale vada a colpire direttamente il conto corrente o arrivi tassando ulteriormente la casa. A sollevare l'allarme in questo senso ci ha pensato anche Riccardo Pedrizzi, vicepresidente di Federproprietà, che ha spiegato che:

Periodicamente emergono proposte di introduzione della patrimoniale da alcune forze politiche o più o meno velati suggerimenti da organismi e istituzioni europee: ipotesi che sarebbero devastanti per la nostra economia, soprattutto se poste in alternativa a un cattivo utilizzo del Recovery Fund, che nel Def viene considerato utile anche a una riduzione graduale dell’indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni.

Pedrizzi ha poi continuato:

Immaginare di poter tassare i patrimoni degli italiani per ridurre il debito o fronteggiare promesse fatte sul Recovery e non mantenute sarebbe un autogol clamoroso per il Paese e una mazzata per il settore immobiliare.  Così come quella generica introduzione del Def, nella quale si parla di una articolata revisione del sistema fiscale, rischia di diventare il grimaldello per un intervento a gamba tesa sui patrimoni immobiliari.

Altro che patrimoniale, serve rilanciare i consumi!

Più che parlare di una patrimoniale che colpisca il conto corrente o di un'Imu che vada a colpire anche la prima casa, sarebbe necessario pensare ad un programma utile a rilanciare i consumi. Solo in questo modo è possibile che arrivi una vera e propria ripresa. La patrimoniale servirebbe solo a limitare il potere di acquisto di quella fascia di consumatori con più soldi in tasca. Pedrizzi spiega che

per la ripresa economica post Covid occorre rilanciare i consumi, per far ripartire la produzione di beni e servizi e non tassarli per scoraggiarli e aiutare il settore che più crea occupazione generalizzata e muove tutti gli altri settori indotti (dalla produzione del cemento, alle piastrelle, ai prodotti di arredo, all’elettricità, alle rubinetterie, al mobile ed agli infissi). Un settore che già oggi sconta una patrimoniale sugli immobili - l’Imu -, che pesa per 22 miliardi. Ancora una volta, per l’ennesima volta, con la buona intenzione di riordinare il sistema fiscale, che pur è necessario, si torna alla carica per introdurre tasse sul patrimonio, come se in Italia non esistano già altre tasse di questo tipo in una fase in cui tutte le persone oneste, proprietari di case, stanno vivendo la terribile ingiustizia per il continuo blocco degli sfratti, che consente anche ad un moroso incallito, che non paga l’affitto e le spese condominiali da anni, di non restituire la casa, pur avendo una esecuzione di sfratto emessa da un tribunale, quando non si conosceva neanche l’esistenza del Covid.

Patrimoniale, l'idea targata Fmi!

Quella di introdurre una bella patrimoniale non è un'idea fresca di stampa delle ultime ore. La proposta di tassare le classi più ricche è arrivata dal Fondo monetario internazionale (FMI), che si sarebbe dimostrato favolrevole al'introduzione di una nuova tassa per i redditi più alti. L'intenzione sarebbe quella di sostenere la ripresa finanziaria dei paesi, che sono stati penalizzati dalla pandemia. Ovviamente anche l'Italia è stata messa in ginocchio dal Covid 19.

La patrimoniale, in estrema sintesi, dovrebbe servire per riequilibrare i conti. L'FMI ha, infatti, messo in evidenza che negli ultimo anno la pandemia ha accentuato la disparità tra quanti sono ricchi e quanti sono poveri. Diciamo che c'era da aspettarselo. Il Fondo Monetario Internazionale ritiene che sia auspicabile introdurre una patrimoniale che obblighi i ricchi a finanziare una parte del deficit attuale. Secondo gli esperti potrebbe essere inserita una tassa del 10% sui valori mobiliari. Un vero e proprio contributo temporaneo, che andrebbe a colpire i redditi più alti.