Negli ultimi giorni, la casa è finita nell’occhio del ciclone. La novità che a breve potrebbero essere introdotte una vera “patrimoniale” sulla casa. Non si parla più di abolizione delle imposte per fronteggiare il colpo di frusta sull’economia, ma di una stangata diretta nelle tasche degli italiani.

È esplosa la possibilità del reinserimento dell’IMU sulla prima casa. Il ritorno dell’imposta graverebbe su tutti gli immobili che rientrano nel patrimonio degli italiani alla voce: “prima casa”. Una cosa è certa, la nuova imposta sarà una croce nel ciel sereno per milioni di famiglie. Nel merito della questione, pare che la squadra di ministri del governo Draghi stia valutando i provvedimenti da adottare. Cambiamenti importanti che implicherebbero la cancellazione di tutte le esenzioni sull’imposta IMU prima casa.

D’altra parte dal 2020 è esplosa la crisi economica pubblica e priva senza precedenti. L’Ue ha ceduto il passo a un sistema decisionale più equilibrato meno ferreo sul rigore di bilancio, lasciando l’Italia libera di muoversi nei margini di flessibilità sino al 2024. Poi, scatterebbe il richiamo alle regole di bilancio. E, qui, che l’Italia dovrà rientrare nei parametri.

La situazione politica si complica. Il governo Draghi deve cercare di risolvere la crisi economica che per certi versi si accosta agli eventi del 2011, quando fu istituita la squadra di “governo tecnico” dall’ex commissari europeo Mario Monti. Come andò il governo Monti lo rammentiamo bene, il dibattito è molto più complesso di come appare. Il premier Draghi dovrà districare la matassa della sostenibilità del debito pubblico, spingendo il Paese verso l’espansione economica.

Occorre, precisare che la nuova squadra di governo, capitanata dall’ex banchiere della Banca Centrale Europea ed esperto economista, Mario Draghi dovrà adoperarsi sulle strategie di produzione di crescita, di sostegno economico e di nuove Riforme per la conservazione del regime dell’unione economica, nonché, monetaria dell’Unione europea.

IMU prima casa: per risanare le Casse dello Stato

L’obiettivo della nuova imposta sulla prima casa, sarebbe quello di tappare il buco delle casse dello Stato. Il governo Draghi tenta di risanare una crisi economica incrementata dall’arrivo della pandemia introducendo nuovi fardelli per gli italiani. La questione è semplice, si rintroduce una nuova imposta sulla casa, al fine di disporre di maggiori risorse.

L’ipotesi dell’IMU sulla prima casa diventa sempre più una certezza, che se approvata andrebbe a colpire milioni di famiglie e cittadini proprietari dell’abitazione principale. Andando a cozzare con un provvedimento introdotto almeno 10 anni fa, falciando la misura contenuta nel decreto Legge n. 102/2013.

Alla fin fine si tratterebbe di una vera “patrimoniale” applicata sulla casa. Nel Recovery Plan sono presenti innumerevoli provvedimenti, tra cui l’insabbiatura della reintroduzione dell’IMU sulla prima casa. Il premier Mario Draghi durante la fase di presentazione del testo, ha tentato di camuffare la fregatura per gli italiani spingendo la voce sulle Riforme necessarie per la crescita del Paese. E, soprattutto, tentando di spiegare che l’introduzione di nuove Riforme non sempre nascondono penalità per i cittadini. Tuttavia, i sospetti che stia per arrivare un altro salasso persistono. Il fatto che si parli della possibile reintroduzione dell’imposta sulla prima casa non fa altro che trasformare i timori in realtà.

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D’altra parte il premier Draghi ha palesemente fatto riferimento alla riduzione delle aliquote. Il che porterebbe a una rimodulazione delle quote partendo dalle minime sino a ritoccare quelle di riferimento più alte. Insomma, si tratterebbe di aggiustare il tiro delle aliquote rapportandoci al modello danese. Fin qui, potrebbe apparire come una buona idea. Ma, non è tutto oro quel che luccica e mancano i chiarimenti fiscali. Il che fa pensare che il premier stia tentando di nascondere lo sporco, sotto il tappeto.

Arriva la vera patrimoniale sulla casa

L’intento del governo Draghi è apparso subito limpido, una posizione chiara, forte e decisa per nulla paragonabile ai governi precedenti. Ecco, perché, ha spiegato che il nuovo governo è intervenuto modificando l’aliquota marginale più alta portandola in ribasso, mentre sono stati aumentati i limiti dell’esenzione.

Un discorso chiaro, quello espresso dal premier Draghi che stringe per consolidare l’impegno per il futuro. Tuttavia, non sfugge che il parametro di differenza con i precedenti governi si stia assottigliando. La questione di voler batter cassa spremendo i proprietari degli immobili, non piace. A nulla serve indorare la pillola mascherandola come nuova imposta sulla casa o come forma di tassazione che altro non è che una vera patrimoniale. In sostanza, pur dichiarando altro nome l’argomento resta il medesimo.

A dire il vero, l’imbroglio per i contribuenti si insidia nel PNRR, nel dettagliato del programma d'investimenti che l'Italia è pronta a presentare all’Ue. La bomba contro l’operato del premier Draghi è esplosa in seguito alle dichiarazioni formulate dal giornalista Maurizio Belpietro che in un articolo sul quotidiano “La Verità”, ha spiegato che la Riforma del Fisco attraverso la riduzione della pressione sui cittadini, sembra si sia dissolta nell’aria, lasciando trapelare la stangata per i contribuenti.

Belpietro mette in rilievo un passaggio molto importante contenuto nel documento, nel quale viene indicata la necessità d'intervenire rimuovendo la pressione fiscale dal lavoro, partendo dalle agevolazioni fiscali e andando a metter mano alla Riforma sui valori catastali non adeguati.

IMU prima casa nascosta nella ricostituzione del catasto

La Riforma catastale è un argomento più che discusso, in verità se ne parla da qualche decennio, ma è lì che si nasconde la mazzata per i contribuenti. Secondo Belpietro, andando a focalizzare l’intervento sulla ricostituzione dei valori catastali, significa dare il via a una vera patrimoniale sulla casa.

Il che farebbe sfumare l’atto valoroso che porterebbe all’aumento delle aliquote fissate per l’esenzione. D’altra parte i proprietari degli immobili rappresentano il mezzo più veloce per batter cassa, anche perché, la casa non si può traslocare di botto all’estero, come avviene per i capitali.

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Da super Mario a imitazione di Monti: è tutto un attimo

Alla fine il premier Draghi sembra bramare dal desiderio di toccare il patrimonio immobiliare. A danno di milioni di cittadini italiani che con sudore e sacrificio hanno investito forze e denaro nella costrizione della propria abitazione. Conti alla mano, oggi quell’abitazione è finita nel mirino dell’Ue.

La nuova patrimoniale viene nascosta nell’ombra della Riforma catastale. Belpietro, ha spigato la ragione di una fitta trama insidiata nelle righe dei documenti di governo. Il premier Draghi si gira il tiro sull’aumento delle aliquote di esenzione spostando l’attenzione dall’IMU sulla prima casa.

E, per certi versi ripiegando sui consensi delle varie organizzazioni internazionali che hanno consigliato più volte l’introduzione nel Paese di una tassazione sugli immobili. Di fatto, classificando quella casa al mare, oppure, sulle cime delle montagne in un altro “bene di lusso” di proprietà degli italiani.

IMU prima casa: una patrimoniale subdola

Si accende il dibattito sull'approvazione dell’IMU sulla prima casa o meglio patrimoniale sugli immobili, zeppo di contrapposizioni. Per ora, il governo Draghi spinge nell’ombra una scelta poco gradita agli italiani, portando a casa un risultano dall’amaro in bocca. Un ritocco fiscale da Robin Hood pronto a incrementare i valori immobiliari.

È innegabile che così facendo ogni casa aumenta di valore finendo nel mirino del Fisco come bene super prezioso a cui attingere. I giochi sono fatti! Le puntate sono aperte e ai fini dell’IRPEF l’immobile vale di più e, nello stesso tempo, viene applicata l’IMU nell’ipotesi in cui scatti il pagamento. Chiudendo il cerchio si paga in ogni caso.

Tralasciando il tiro sulla lotta all’evasione fiscale che sembrerebbe camuffare l’ennesimo inganno, ancora una volta a favorendo i disonesti a danno dei virtuosi. Vessati da uno Stato che ha ammesso l’errore, ma non ripara dalla burocrazia pubblica.

Infine, secondo Belpietro, non vi è Governo che parti spedito assicurando una lotta agli imbroglioni. Ma, al momento di tirare i fili, di stringere la bandiera della vittoria si riscopre che era solo l’ennesima promessa. E, tutto ricade di nuovo sulle spalle dei contribuenti virtuosi, pressati da evasioni irrisorie, come ad esempio ritardi o errori nell’osservanza di una norma. Lasciando impuniti i furbetti che omettono tranquillamente le dichiarazioni dei redditi.