L'Italia si prepara ad affrontare un bivio: un percorso necessario e molto probabilmente doloroso, che porta ad una patrimoniale o all'Imu sulla prima casa. Il nostro paese, è inutile negarlo, ha una mole enorme di debito e per evitare il default è necessario mettere in conto delle soluzioni, che evitino l'arrivo della Troika ed il default totale del paese. Mario Draghi, a questo punto, si trova davanti a delle scelte da effettuare: importanti e necessarie, soprattutto se si vuole garantire un futuro ai nostri figli.

La pandemia sta costando cara: non stiamo parlando delle vite umane perse, che non hanno prezzo. Le misure imposte per contrastare l'espandersi della pandemia hanno bloccato quasi completamente l'economia. Aziende che hanno dovuto abbassare le saracinesce completamente, o che si son viste ridurre drasticamente il fatturato, costituiscono un pesante ammanco per l'Erario di tasse, che entrano regolarmente ogni anno. Ma non solo: le misure a sostegno dei titolari di partita Iva, i sussidi alle famiglie, il reddito di cittadinanza e quello di emergenza: sono tutti costi da affrontare. Quello che fino ad oggi è stato un aiuto, una mancia alla famiglia per tirare avanti, diventa un costo da sostenere. Soldi da reperire e da richiedere a quei pochi Italiani che fortunatamente riescono ancora a lavorare. Poi poco importa che si tratti di una patrimoniale vera e propria o di una mascherata, come potrebbe essere l'Imu sulla prima casa.

Patrimoniale od Imu: una necessità inderogabile!

La pandemia è scoppiata in Italia un anno fa. Oggi il debito rischia di soffocare il nostro paese, ma è anche una pesante eredità, che lasceremo alle nuove generazioni. I nostri figli ed i nostri nipoti dovranno andare a pagare tutte le spese effettuate in questo periodo. Lo Stato ha dovuto emettere oltre 140 miliardi di BTP in un periodo in cui l'economia è in fase di contrazione: alle fine del 2020 il Pil è sceso del 10%. Le entrate fiscali si sono ridotte a causa dei vari lockdown e delle misure di contenimento del coronavirus.

L'Italia ha accumulato una montagna enorme di debito e come un buon padre di famiglia dovrà mettere mano al portafoglio per onorarlo. Quali sono le uniche strade percorrribili per far fronte a tutto questo debito? Le scelte sono obbligate: sarà necessario introdurre una tassa patrimoniale (non importa se un prelievo forzoso sul conto corrente o l'Imu sulla prima casa) o un'emissione sul mercato obbligazionario di titoli irredimibili.

Un debito davvero soffocante!

Il debito pubblico, alla fine del 2020, è arrivato alla cifra stratosferica di 2.600 miliardi di euro. Il Pil, contemporaneamente, è sceso a 1.600 miliardi di euro: il rapporto debito/Pil è al 160%. Il Governo è ottimista e prevede una decisa ripresa già nel 2021, che comunque non sarà sufficiente a riconquistare le posizioni ed i numeri perduti. Ci si domanda come si possa sperare in una veloce ripresa, se il piano vaccini procede a rilento e se continuano i lockdown. L'Esecutivo sarà costretto a muoversi e ad agire molto velocemente.

Le scelte da fare non dovranno essere semplicemente dei tamponi o dei palliativi. Non bastano più i bonus a pioggia, i ristori, la sospensione delle rate dei mutui o il rinvio del pagamento delle tasse. Il Governo dovrà mettere in campo un serio piano di investimenti, che siano in grado di far ripartire l'economia. Un programma di investimenti che richiederà centinaia di miliardi di euro, che necessariamente non potranno continuare a provenire da nuovi debiti. Ma dovranno arrivare da risorse proprie. Aggiungiamo noi: è necessario cambiare prospettiva. Facciamo un esempio: invece di finanziare il reddito di cittadinanza, perché non finanziare l'apertura di attività che diano da lavorare ai disoccupati. Si otterrebbe lo stesso beneficio: si darebbe lavoro ad un disoccupato ed avremmo un investimento produttivo.

Patrimoniale o Imu: tutte le soluzioni in mano a Draghi!

Quali sono le soluzioni che Mario Draghi potrebbe trovare per pagare il debito del nostro paese? Ma soprattutto per evitare che l'Italia diventi un'osservata speciale dell'Europa, con tanto di Troika al seguito? La prima soluzione è quella di introdurre una bella patrimoniale. Il Governo potrà scegliere tra un'imposta a raffica, che vada a colpire tutte le ricchezze: titoli, case ed aziende. O potrà scegliere per un'imposta a macchia di leopardo: che colpisca solo i depositi bancati, i titoli o gli immobili, cambiando il volto dell'Imu. Vi sono poi altre due alternative sulle quali il governo dovrà ragionare: scegliere un'imposta a strascico (aliquota unica) o un'imposta progressiva, sullo stile che chi ha più soldi deve pagare di più. Come se la ricchezza fosse una colpa!

Optare per una patrimoniale secca o l'Imu sulla cosa garantirebbe un beneficio immediato per lo Stato: sarebbe in grado di raccogliere cifre imponenti in breve periodo. Basti pensare a quanto aveva fatto il Governo Amato, che un venerdì notte aveva spennato i contribuenti, sottraendo il 6 per mille dai risparmi depositati sul conto corrente. In questo caso i cittadini dovrebbero sacrificare i propri risparmi, per coprire un buco di bilancio dello Stato. Una soluzione che potrebbe creare delle forti tensioni, ma che soprattutto andrà a colpire anche gli interessi degli investitori stranieri che sono in Italia. La conseguenza immediata potrebbe essere che gli investitori istituzionali si allontanerebbero dal nostro paese.

Un'altra soluzione sarebbe quela di optare per il lancio dei titoli irredimibili: sono delle proposte di investimento senza scadenza, che garantiscono ai sottoscrittori un interesse annuo per l'eternità. Chi decide di acquistarli, cede il proprio capitale allo Stato in via definitiva ed in cambio si garantisce una rendita per se e la propria discendneza. Lo Stato, invece, si impegna a pagare la rendita, ma non avrà alcun obbligo a restituire il capitale. Non essendoci l'obbligo al rimborso, il capitale acquisitito non costituisce debito. I risparmiatori potranno recuperare l'investimento in qualsiasi momento, vendendo i titoli in Borsa.