I lavoratori di tutto il mondo si alzano in piedi e urlano in coro che finalmente è giunto il momento di esercitare il diritto al mantenimento e all'assistenza sociale per vecchiaia illustrato dall'art. 38 della Costituzione e sancito nel Titolo III che tratta i rapporti economici. Il rapporto economico tra Stato e singolo è l'emblema di una terza età vissuta con dignità, Le Legge per tutti fornisce un utilissimo elenco con tutte le tematiche annesse alla questione, ma c'è di più. 

Occorre saperne approfonditamente, perché il mercato del lavoro è in crisi e le accurate macchinazioni sono dietro l'angolo. 

Pensione anticipata di Draghi, quali sono le premesse?

La pensione in anticipo arriva subito dopo l'esaurimento di Quota 100 alla fine del 2021. E' iniziato da poco settembre e già si parla di come si andrà in pensione dall'anno prossimo. Questo dimostra quanto sia importante avere un corrispettivo economico degno dopo una vita di sacrifici, ma l'anticipo più atteso del momento è davvero così vantaggioso?

Già nel mese di luglio i sindacati entrano in scena con le proposte fatte al Governo. I primi per tutelare i cittadini in nome della dignità personale, il secondo in ragione dello svolgimento del compito di organo imprescindibile e neutrale che salvaguardia i diritti fondamentali. I sindacati offrono la possibilità di fare entrare in azione la Quota 41, cioè la soluzione che si basa sull'accumulo contributivo di 41 anni, sostituendo Quota 100, così da non avere più il problema dello scalone dei cinque anni. Il risultato dell'incontro è ribaltato.

L'esaustivo intervento del Sole 24 ORE fornisce chiaramente il quadro iniziale della situazione. 

Il Governo Draghi assume una decisa posizione il cui l'obiettivo è: potenziare misure già esistenti allargando il numero di beneficiari del sussidio, ma non creandone delle sostitutive a Quota 100! Quindi, il risultato di queste decisioni è abbastanza chiaro, cioè il sistema generato dai provvedimenti prevede che le diverse categorie di lavoratori avranno diritto alla pensione tra i 56 e i 66 anni di età.

E' previsto il rinnovo delle misure di pensionamento anticipato a 56 anni legate alla titolarità della Legge 104, con la possibilità per i caregiver nel 2022 di un pensionamento a 57 anni di età. Sull'argomento, sempre a luglio interviene anche il Ministro del lavoro e delle politiche sociali Andrea Orlando, esplicando maggiori dettagli.

Il Ministro Orlando interviene: prima si risolve la crisi del mercato del lavoro, poi si pensa alla pensione anticipata

Il Ministro Orlando è ben conscio dell'urgenza di disciplinare più efficacemente la questione delle pensioni in vista dello spaventoso "scalone" che atterrisce tanto gli occupati, ma è nell'incontro in videoconferenza con i sindacati che illustra la proposta che potrebbe garantire maggior benessere ai cittadini. Il motivo? Perché per la pensione si può far qualcosa solo se si risolvono i problemi degli ammortizzatori sociali, deve essere chiaro: il mercato del lavoro vive una pesante crisi.

Il Ministro, sostiene la scelta di un sistema universale di protezione, un ammortizzatore inclusivo, ma il confronto non va come sperato. Perplessità e un fermo stop sono le risposte delle parti sociali, nonostante la chiarezza e i buoni propositi della proposta. Il problema? Rimane come prendere le risorse con le quali coprire l'operazione. La stessa Cgil chiede dei correttivi, ma ciò che il Ministro annuncia per settembre è molto importante: si incontreranno i sindacati e le associazioni delle imprese per trovare una soluzione.

Ciò che è più importante da definire nel mese di settembre, è il peso che avrà la fiscalità in questione insieme ai contributi versati da aziende e lavoratori, cercando di trovare un punto risolutivo alle politiche del lavoro: settore in cui il Governo è in ritardo! L'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro, ambito che più tra tutti ha vissuto e vive tutt'oggi dei blocchi e delle falle di grave entità.

Risolvere la crisi di un mercato lavorativo in blocco, specialmente in seguito alla pandemia di coronavirus, è un obiettivo fondamentale da raggiungere, ed è proprio il ministro del lavoro e delle politiche sociali a ribadire che bisogna procedere in questa direzione, perché ogni questione ha la sua importanza. Tra le premesse e la pensione anticipata di Draghi sono in corso faide di questo genere che potrebbero complicare ulteriormente il futuro lavorativo e pensionistico.

Infatti, sono importanti precondizioni in vista di un anticipo della pensione, complicate dalle reazioni che non precludono compromessi. Si è mostrato contrario il leader della Cgil Maurizio Landini, che sostiene invece un provvedimento che non pesi sui lavoratori che pagano il prezzo della crisi. In seguito alla mancata soluzione raggiunta, i disguidi continuano, e gli sviluppi per il provvedimento pensionistico procedono.

Gli sviluppi del provvedimento in corso

L'iter riformistico procede, e già ad agosto ci sono novità. Ciò che è subentra dall'operato del mese precedente, è che nonostante tutto la pensione anticipata esiste, ma è necessario saperne di più. Innanzitutto, è possibile andare in pensione a 57 anni per chi usufruisce della RITA, Rendita Integrativa Temporanea Anticipata. Essa permette la pensione 5-10 prima di quanto deciso a lavoratori disoccupati di 57 anni con almeno 20 di contributi di cui 5 versati in un Fondo pensione. Ciò non è legato alla pensione pubblica, ma alla previdenza complementare.

La pensione a 57 anni è costruita dal cittadino stesso che insieme alla RITA che equivale a una misura di accompagnamento fino al raggiungimento dei requisiti per l’ottenimento della pensione pubblica, può chiedere il rimborso parziale del capitale maturato. La parte di capitale non riscattato per la pensione a 57 anni, verrà rivalutata per la pensione integrativa. Quindi, la pensione a 57 è il frutto di versamenti volontari nella previdenza integrativa.

Questi sono i compromessi di maggior rilievo raggiunti alla fine dell'estate, ma adesso la proposta di legge appare maggiormente delineata. 

Pensione anticipata Draghi: proposta di legge

Chi può andare in pensione a 57 anni? Come già detto precedentemente, chi usufruisce della RITA può farlo, ma ci sono anche altre soluzioni. Per i dipendenti del settore privato c'è la possibilità di andare in anticipo in pensione se si tratta di portatori di invalidità all'80%, ma si potrebbe anche uscire prima dal controverso mondo del lavoro italiano, attraverso quanto previsto dalla Legge Fornero: pensionamento con 42 anni e 10 mesi di contributi senza requisito anagrafico.

Le donne potrebbero addirittura a 41 anni e 10 mesi di contributi, ma in entrambi i casi è molto difficile raggiungere questa condizione, perché raramente l'età del lavoratore sarà di 57 anni, dato che per raggiungere 41/42 anni di contributi a 57 anni si deve aver iniziato a lavorare già intorno ai 14/15 anni. Situazione possibile, ma più unica che rara.

Così, basta avere il requisito contributivo, possibilità che il governo Draghi non eliminerà. Dei lavoratori possono uscire prima dal mercato del lavoro approfittando dell'opzione APE Sociale. E' la formula di pensionamento anticipato nella quale si deve avere il requisito anagrafico di 63 anni, e al contempo il quello contributivo di 30 anni. Questo lo possono fare solo i lavoratori disabili, i caregiver, i disoccupati e i lavoratori che svolgono i cosiddetti lavori gravosi.

Come Quota 100, anche questa soluzione scade alla fine del 2021. Al momento, il termine ultimo per presentare domanda per andare in pensione con l'Ape Sociale è il 30 novembre 2021. A partire dal gennaio 2022 l'età pensionabile passa da 62 a 67 anni, ed ecco che i lavoratori che non hanno raggiunto i requisiti per andare in pensione con Quota 100 si trovano ad affrontare il tanto temuto "scalone".

Dibattito politico e ultimi aggiornamenti

I giorni proseguono e il tempo scorre, sta per scadere Quota 100 e i politici sono in fermento. Il problema è che ci sono troppe proposte come si evince dalle riflessioni riportate nella prima parte dell'articolo. La ragione? Perché è abbastanza evidente che la strategia non è delineata del tutto. Le promettenti proposte sono state condivise ai quattro venti, ma con risultati al momento del tutto deludenti.

In primis, il tavolo con le parti sociali annunciato dal ministro Orlando è inconclusivo, perché nonostante tutto il rischio del temuto scalone persiste. Ciò genererebbe un aumento dei requisiti per il pensionamento di sei anni tra il 31 dicembre 2021 e il 1 gennaio 2022, come quello introdotto nel 2011 dal governo Monti. 

Il 2022 potrebbe portare una boccata d'aria fresca se la misura di Draghi venisse approvata! 

Tra le proposte dichiarate, si è recentemente diffusa quella degli economisti Boeri e Perotti, cioè di ridurre le disparità di trattamento fra le pensioni contributive e le pensioni miste. Così, si permette pure ai titolari di quest'ultime di andare in pensione prima, basta che hanno 20 anni di contributi e una pensione superiore ad una soglia minima per non finire in condizioni di povertà. La soglia a 1.450 euro è maggiore della soglia di povertà Istat, per cui è abbassandola a mille euro che si allarga la quantità di beneficiari della pensione anticipata!

Ci sono favorevoli e sfavorevoli all'ultima proposta. In ogni caso, a inizio settembre il governo Draghi raggiunge una decisione, valgono solo le proroghe di strumenti di anticipo pensionistico per alcune categorie che già esistono: l'ape sociale e l'opzione donna.

In conclusione, i lavori in materia sono in corso di definizione. I cittadini devono essere a conoscenza degli ultimi aggiornamenti della proposta di Legge più attesa del 2021. Non resta che attendere ulteriori aggiornamenti, sperando in un ingresso pensionistico il più dignitoso possibile per tutti, come vuole il sistema democratico dello Stato italiano.