La nuova formula di sostegno economico rivolto alle famiglie con figli minori a carico, l’Assegno Unico Universale, rappresenta uno dei baluardi del Governo Draghi.

Presentato nel Family Act, approvato lo scorso 11 giugno 2021, ma entrato nella sua prima fase operativa solo a partire dal mese di luglio 2021, con l’inizio dell’erogazione dell’assegno unico ponte, questo nuovo incentivo statale per i nuclei familiari con minori entrerà a pieno ritmo solo a partire da gennaio 2022.

Ma già da tempo ci si interroga e si cerca di fare chiarezza su quali siano i requisiti per poterlo richiedere e sopratutto quale sia l’importo dell’assegno unico, sia in questa fase transitoria, con il cosiddetto “assegno ponte” che nella formula definitiva e universale.

Iniziamo con il guardare questo video di Gianluca Fiorentini in cui viene spiegato nel dettaglio in cosa consiste l’Assegno Unico e tutte le principali curiosità sull’argomento: ASSEGNO UNICO 2021 - Come funziona, a chi spetta e da quando inizierà.

 

Assegno unico per le famiglie: che cos’è

La nuova formula di sostegno economico per le famiglie con minori a carico rappresenta una vera e propria novità per i cittadini, dal momento che si tratta di un assegno onnicomprensivo, ovvero nato per raccogliere in sé tutte le agevolazioni che ad oggi sono distinte e separate tra di loro.

Come sottolinea il Presidente del Consiglio, Mario Draghi,

“l'assegno unico è una di quelle misure epocali su cui non ci si ripensa l’anno dopo».

Una rivoluzione, quindi, capace di fondere in sé misure economiche quali il Bonus Bebè, il Bonus Asilo Nido, il Bonus Mamma domani e l’assegno per le famiglie.

Ma non è tutto: un altro punto forte di questa manovra è rappresentato dalla platea che può accedere all’assegno unico.

L’aggettivo “universale”, infatti, sta ad indicare il fatto che potranno richiedere l’incentivo per i figli a carico anche tutte quelle categorie fino a questo momento erano state escluse  dai supporti economici statali rivolti ai nuclei familiari con figli a carico, come ad esempio:

  • Lavoratori in stato di disoccupazione
  • Percettori di NASPI
  • Liberi professionisti e lavoratori con Partita IVA.

Proprio queste categorie, tra l’altro, sono state individuate come le destinatarie della fase “sperimentale” avviata dal 1 luglio 2021.

A partire da questa data infatti è partita l’erogazione dell’Assegno Unico Ponte o Transitorio, dedicato appunto soltanto ad un parterre ristretto, rappresentato da tutti coloro che non percepiscono alcun altro sussidio statale a supporto della genitorialità.

Nel frattempo il Governo ha comunque scelto di integrare tutte le formule di supporto economico erogabili fino al 31 dicembre 2021, incrementando ad esempio l’importo degli assegni al nucleo familiare.

Come indicato all’interno del decreto attuativo “Misure urgenti in materia di assegno temporaneo per figli minori”, stando alla norma contenuta nel Decreto Legge approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 4 giugno , da gennaio 2022 l’assegno unico entrerà poi nella sua fase universale, che coinvolge tutti i lavoratori e tutti i nuclei familiari con figli a carico aventi diritto, mentre tutte le altre formule di supporto economico decadranno definitivamente.

Assegno unico per figli a carico: ecco i requisiti

Come appena detto, una delle novità più importanti dell’assegno unico universale è rappresentata dal fatto che la platea degli aventi diritto è stata estesa a tutti quei soggetti che a lungo sono stati escludi da ogni forma di supporto economico statale previsto per i figli a carico.

Ma vediamo nel dettaglio i requisiti indicati all’interno della circolare n. 93/2021 emanata dall’INSP alla vigilia dell’entrata in vigore dell’assegno unico ponte, ovvero il 30 giugno 2021, che riporta la normativa indicata nel decreto attuativo del Family Act.

Il nucleo familiare richiedente l’agevolazione deve contare uno o più figli minorenni a carico, che si tratti di figli naturali, adottati o  in situazione di affido preadottivo.

E già qui vi è una prima novità: in alcuni casi, infatti, l’assegno unico può essere percepito dal nucleo familiare richiedente fino al raggiungimento dei 21 anni del figlio, in base ai criteri stabiliti dal Decreto attuativo.

Altro requisito che deve sempre essere soddisfatto è il valore della certificazione ISEE, che non deve superare i 50.000 euro.

L’assegno unico può essere richiesto anche in caso di genitori separati o divorziati che, in caso di affido condiviso del figlio minore, ricevono ciascuno un importo pari alla metà del valore complessivo dell’incentivo.

E ancora: la richiesta può essere inoltrata anche dai notti o da una figura che abbia responsabilità genitoriale, purché il minore, o i minori, risulti essere assegnati a tale figura e rientrino nel suo nucleo familiare ISEE.

Vediamo brevemente anche tutti gli altri requisiti a cui bisogna rispondere per poter accedere all’assegno unico universale:

  • essere cittadino italiano, cittadino dell’Unione europea o di uno Stato esterno all’Unione europea, purché in possesso del permesso di soggiorno permanente o per lungo periodo;
  • essere  residenti o domiciliati in Italia da almeno due anni, o essere titolari di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o determinato con una durata almeno semestrale;
  • Aver pagato regolarmente l’imposta sul reddito.

Qual è l’importo complessivo dell’assegno unico?

I due elementi che determinano il valore dell’assegno unico che un nucleo familiare può ricevere per ciascun figlio a carico sono:

  • Il numero di minorenni a carico presenti all’interno del nucleo familiare richiedente;
  • Il valore dell’ ISEE per l’anno fiscale di riferimento, ovvero l’arco di tempo che va dal primo luglio di ogni anno fino al 30 giugno successivo.

Inoltre bisogna tenere presente che per il calcolo dell’importo complessivo dell’assegno universale concorrono anche tutti gli altri redditi percepiti dai componenti del nucleo familiare, quali ad esempio il reddito di cittadinanza.

Bisognerà però eliminare voci quali le detrazioni d’imposta,  gli oneri deducibili e le ritenute erariali, dal momento che bisogna tenere in considerazione solo gli importi assoggettabili all’ IRPEF a lordo.

Per la formulazione dell’importo complessivo dell’assegno unico  per i figli minori a carico concorrono quindi tutti i redditi percepiti dai componendi del nucleo familiare.

Bisogna infatti tenere conto dei seguenti redditi:

  • TFR (Trattamento di Fine Rapporto) e ogni  anticipazione sul trattamento richieste;
  • Ogni altra tipologia di trattamento che spetta per legge al nucleo familiare;
  • le rendite vitalizie erogate dall’INAIL quali la pensione di guerra o per i militari in leva che hanno subito un infortunio;
  • Le indennità di accompagnamento per gli invalidi civili o in generale per i soggetti invalidi.

In generale comunque bisogna tenere conto di tutte quelle fonti reddituali che sono fiscalmente tassabile.

Al contrario, trattandosi di un incentivo che intende supportare le famiglie, i soldi ricevuti tramite l’Assegno unico sono esentati dalla tassazione e quindi dal pagamento dell’Irpef.

L’INPS ha fornito una tabella per calcolare l’importo dell’assegno

In base alle indicazioni del Governo in fase di attuazione della nuova norma, gli importi degli assegni per i figli a carico sono stati suddivisi in scaglioni, in cui il valore è inversamente proporzionale al crescere dell’ISEE, proprio per venire maggiormente incontro alle famiglie che hanno più bisogno di supporto economico.

La scelta di proporre una tabella suddivisa per scaglioni ISEE nasce dalla volontà di semplificare quanto più possibile la procedura e non dover effettuare complessi calcoli.

Inserita nel decreto attuativo e riproposta poi sul sito dell’INPS, la tabella incrocia sostanzialmente i valori dell’ISEE possibili con il numero di di figli minorenni per i quali si sta richiedendo l’assegno.

Più nello specifico, vengono riportati due valori:

  • L’importo a destra che corrisponde all’importo dell’assegno nel caso in cui in famiglia vi siano solo uno o due minori a carico;
  • L’importo a sinistra che riguarda invece ogni singolo nel caso in cui siano presenti tre o più figli.

L’importo massimo che può essere raggiunto, nel caso di ISEE inferiore a 7.000 euro e tre o più figli a carico, è di 217,8 euro per ciascun minore.

Questo perché è bene ricordare che nel caso in cui all’interno del nucleo familiare siano presenti 3 o più figli minori, il valore dell’assegno aumenta del 30%.

All’importo segnato nella tabella, poi, bisogna aggiungere ulteriori 50 euro nel caso il minore sia affetto da disabilità.

L’importo minimo, invece, destinato alle famiglie con la fascia ISEE più alta e con solo uno o due figli a carico, è pari a 30 euro per ciascun assegno.

È possibile quindi riassumere lo schema degli importi dell’assegno unico universale per le fasce di reddito più basso come segue:

  • Se la fascia dell’Isee del nucleo familiare richiedente rientra nei 7.000 euro e in famiglia sono presenti uno o due minorenni, il valore di ciascun assegno è pari a 167,5 euro
  • Se la fascia dell’Isee del nucleo familiare richiedente rientra nei 7.000euro  e in famiglia sono presenti tre o più minori, il valore di ciascun assegno è pari a 217,8 euro.

Come già indicato invece per i redditi più alti, fino al massimo di 50.000 euro, l’importo massimo raggiungibile può essere così schematizzato:

  • Se la fascia dell’Isee del nucleo familiare richiedente è compresa tra 40.000 e 50.000 euro e in famiglia sono presenti uno o due minorenni, il valore di ciascun assegno è pari a 30 euro;
  • Se la fascia dell’Isee del nucleo familiare richiedente è compresa tra 40.000 e 50.000 euro e in famiglia sono presenti 3 o più figli, l’importo è di 40 euro per singolo assegno.