Il testo del Recovery Plan italiano, approvato già dal Consiglio dei Ministri, è stato a lungo discusso dal premier Draghi nella giornata del 15 aprile 2021, assieme alla rappresentanza di tutti i partiti politici. L’iter burocratico, nonostante la pandemia ancora in atto, sta procedendo normalmente, nonostante la pressione delle scadenze.

Un’altra data importante, infatti, è quella prevista del 30 aprile, momento in cui il PNRR verrà presentato a Bruxelles per ricevere l’ok definitivo. Prima di tale data il governo, infatti, sta elaborando il documento tenendo conto delle direttive provenienti dall’Europa, che chiedono “espressamente” di rinforzare il piano delle riforme collegate al PNRR, tra cui quella relativa al fisco.

Dunque, non c’è molto da tergiversare, poiché i tempi per la ridefinizione del Recovery Plan sono strettissimi. Già nel mese di febbraio sono stati messi a punto i fondi da distribuire per i vari progetti, che debbono necessariamente raggiungere la realizzazione di alcuni importanti obiettivi.

Ma cos’è il PNRR? Iniziamo dicendo che il Piano Nazionale Ripresa e Resilienza è un documento che ha lo scopo di rilanciare la nazione da un punto di vista socio-economico, siccome si trova attualmente in un situazione di penalizzazione, causata come ben sappiamo dalla pandemia da Covid-19

Per quanto riguarda il Recovery Plan del nostro paese, poiché ogni nazione ne adotterà uno in base alle proprie specifiche esigenze, si tratta di un testo legislativo che individuerà e programmerà delle azioni da mettere in atto per rilanciare economicamente l’Italia.

Il fondo stanziato dall’Europa è di circa 222 miliardi di euro (di cui 13 miliardi sono dedicati al SURE (Support to mitigate Unemployment Risks in an Emergency).

I vari progetti, quindi, riguarderanno importanti riassetti socio-economici. Ma vediamo nel dettaglio cosa includerà e prevedrà il piano strategico del Recovery Plan, giunto ad una tappa così considerevole.

Recovery Plan: cos’è il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza)

Il Recovery Plan italiano definito anche PNRR o Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, si sviluppa in 6 missioni, i cui interventi sono stati definiti dal Governo e approvati in CdM il 12 gennaio 2021. Il piano è volto a far ripartire l’Europa dopo la pandemia da Coronavirus, ed è denominato Next generation EU, noto anche in Italia come Recovery Fund o “Fondo per la ripresa”

che finanzierà il paese per il triennio 2021-2023 con titoli di Stato europei (Recovery bond). Questi ultimi serviranno a sostenere i progetti previsti dai Piani nazionali di riforme di ogni Paese: i Recovery Plan. L’Italia e la Spagna figurano come i maggiori beneficiari di questa misura.

Nel testo del Recovery Plan, che ha ottenuto una prima approvazione nella riunione del Consiglio dei Ministri, sono state stabilite le misure attuative dell’Italia per il Next Generation EU, un programma straordinario, soprattutto perché è l’occasione imperdibile per spingere il nostro paese verso lo sviluppo, non solo economico. 

Il PNRR, Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, mira a rendere l’Italia un paese attento al progresso, più inclusivo e soprattutto attento al tema della sostenibilità.

Cosa prevede quindi il testo del Recovery Plan? Per analizzare le novità, soffermiamoci sui contenuti che sono stati diramati con il comunicato stampa del 12 gennaio 2021

Come possiamo notare già da un primo sguardo, il documento del Recovery Plan ha individuato e articolato 6 temi d’intervento, definiti “missioni” che riguardano:

  1. La digitalizzazione, l’innovazione, la competitività e la cultura;
  2. La rivoluzione verde e transizione ecologica;
  3. Le infrastrutture per una mobilità sostenibile;
  4. L’istruzione e ricerca;
  5. L’inclusione e la coesione;
  6. La salute.

Recovery Plan: cosa prevedono le 6 missioni del PNRR in dettaglio

Questi temi d’interesse sono al centro delle varie discussioni politiche. Le “6 missioni” del Recovery Plan potranno finalmente dare una smossa al processo di modernizzazione dell’Italia, procrastinato per molti anni. Procedendo più nel dettaglio, ci appaiono evidenti i cambiamenti.

Gli aspetti socio-culturali ed economici, che a breve riporteremo, sono compresi anche della data di programmazione e attuazione.

In particolare:

- La missione di digitalizzazione interesserà tre componenti: la Pubblica Amministrazione, la Cultura e il Sistema Produttivo. Tra le misure previste c’è la digitalizzazione dei servizi dello Stato ai cittadini, lo sviluppo delle modalità di pagamento digitali, l’implemento della sicurezza nella gestione di dati sensibili. Mentre alla base del sistema produttivo le parole d’ordine sono: Ricerca, sviluppo e innovazione. Altri progetti per la voce “cultura” sono: la riqualificazione urbana, il progetto speciale Roma Caput Mundi, in vista del Giubileo 2025 e il progetto Cinecittà per il cinema;

- La Rivoluzione verde e transizione ecologica punta a introdurre in Italia sostanziosi miglioramenti da un punto di vista ecologico ed energetico. Includendo: Piste ciclabili, rimboschimento e gestione del ciclo dei rifiuti. Il Recovery Plan con la proroga del superbonus fino a fine 2022 diventata fino al 2026 aiuterà i territori colpiti da eventi sismici;

- Sul fronte di Infrastrutture e mobilità sostenibile, che percepirà una grossa fetta del Fondo europeo, sarà destinata alla riqualificazione delle ferrovie e delle strade, al rafforzamento delle reti di comunicazione e mobilità, con una maggiore attenzione al Sud. In ultimo, l’importante manutenzione e messa in sicurezza di ponti e viadotti del nostro paese;

- L’Istruzione, invece, la missione è orientata a far sì che viaggino all’unisono il mondo della scuola, dell’università e infine del lavoro. Nell’ambito dell’istruzione vanno anche potenziati gli asili nido e dei servizi per l’infanzia, oltre alla formazione e al sistema di reclutamento dei docenti;

- La missione dell’Inclusione e Coesione, verte all’inserimento maggiore di donne e giovani nel mondo del lavoro (categorie molto penalizzate). Superando quel gender gap e migliorandone l’accesso. I giovani, le persone in situazione di fragilità e disabili sono previsti aiuti dal Recovery Plan che ha intenzione di stanziare un totale di 27,26 miliardi di euro.

- La Sanità otterrà 19,72 miliardi di euro per le risorse. L’obiettivo è creare un sistema di prossimità, con il potenziamento delle strutture sul territorio. Verranno introdotte, quindi, delle forme di assistenza integrata ovvero le “case della Comunità” che fungeranno da punto di riferimento.

Facendo dei calcoli, quindi, da un totale di 209 miliardi di euro del Recovery Plan: 144,2 miliardi finanzieranno i progetti per le sei missioni mentre i restanti 65,7 miliardi sono destinati a progetti mai terminati e la cui conclusione verrà accelerata con l’arrivo delle nuove risorse.

Gli altri 13 miliardi, come abbiamo già anticipato serviranno al SURE, cioè aiuteranno gli Stati membri a sostenere gli aumenti “prevedibili” della spesa pubblica per il mantenimento dell’occupazione.

Recovery Plan: Qual è la situazione attuale del PNRR

Se volessimo fare un breve accenno, offrendo i dati in percentuale, potremmo dire che il Recovery Plan è suddiviso per: 

  • il 70% dedicato alle risorse degli investimenti pubblici,
  • il 21% per tutti gli incentivi e gli investimenti privati. 

Come possiamo notare, una quota considerevole del Recovery Plan è destinata ad investimenti pubblici. L’obiettivo è rendere l’Italia un Paese avanzato e con più possibilità per le prossime generazioni. Per questo motivo, il progetto italiano porta anche il nome di Next Generation UE.

Difatti, il comunicato stampa diramato successivamente all’approvazione ricevuta già il 12 gennaio 2021, ci dice che:

Impiegando le risorse nazionali del Fondo di sviluppo e coesione 2021-2027 non ancora programmate, è stato possibile incrementare gli investimenti di circa 20 miliardi per nuovi progetti in settori importanti, che comprendono la rete ferroviaria veloce, la portualità integrata, il trasporto locale sostenibile, la banda larga e il 5G, il ciclo integrale dei rifiuti, l’infrastrutturazione sociale e sanitaria del Mezzogiorno.

Ecco un excursus di alcune scadenze che l’Italia non può non tener conto: 

  • Entro la fine del 2022 sarà impegnato il primo 70%
  • Mentre il 30% entro la fine dell’anno 2025. 

Dopo la presentazione del 12 gennaio 2021 e i primi due “ok” delle Camere al PNRR (31 marzo Camera dei deputati e 1 aprile Camera del Senato) in data 15 aprile sono stati avviati i vari confronti da parte di Mario Draghi con le Regioni e i vari partiti.

La proposta di Recovery Plan ha ottenuto, dunque, l’accettazione delle Camere. Il 15 aprile, il Presidente del Consiglio e dei ministri, Mario Draghi, ha incontrato nel pomeriggio la delegazione del Movimento Cinquestelle e successivamente, la delegazione della Lega.

Venerdì 16 aprile è stato il momento di Forza Italia e del Partito Democratico, mentre lunedì 19 aprile, per i colloqui conclusivi, sarà la volta di Fratelli d’Italia e Italia Viva.

Nella Conferenza Unificata tenuta (telematicamente) con le regioni e le province indipendenti di Trento e Bolzano, si è discusso in particolare di tre tematiche del Recovery Plan:

- Digitalizzazione, l’obiettivo è di raggiungere la piena realizzazione nel 2026. Al centro, argomenti sulla connettività (investimenti in banda ultra larga/5G) per le famiglie, le imprese, le scuole e le sedi sanitarie.

- Transizione ecologica, illustrando le azioni previste dal PNRR per quanto riguarda l’efficienza energetica, le energie rinnovabili e la mobilità sostenibile.

- Pubblica Amministrazione, il punto più complesso, introducendo le riforme da attuare per:

  1. Snellire l’accesso ad essa e rendere le prassi burocratiche più efficaci, favorendo il ricambio generazionale e delle competenze
  2. Rendere una buona amministrazione semplificando le norme e le procedure alla base.
  3. Semplificare le conoscenze e le capacità organizzative dell’amministrazione moderna
  4. Digitalizzare tutti gli strumenti indispensabili per le riforme.

Recovery Plan: gli ultimi passaggi prima dell’incontro a Bruxelles

L’esito positivo del Recovery Plan, nel suo passaggio tra la Camera dei deputati e del Senato, è un dato di fatto da non sottostimare. Le linee guida tracciate per la realizzazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) da 222 miliardi (ricordiamolo!) è completamente finanziato dall’Unione Europea. 

I voti favorevoli delle due Camere sono state approvate con la risoluzione di maggioranza.

In soldoni, il Governo è obbligato a redigere il PNRR in via definitiva tenendo conto delle direttive contenute nella Relazione inviata dalle Commissioni riunite per il Bilancio e le Politiche UE verso il nostro paese. 

Cosa succederà nell’immediato? Successivamente, una volta che le forze del governo abbiano completato la stesura del documento, vedremo che il “Recovery plan”, nella sua versione ultimata, verrà ridiscusso in Parlamento, nelle giornate del 26 e il 27 aprile, unite per ascoltare le comunicazioni del premier alle Camere. 

Nel frattempo, durante la seduta straordinaria della Conferenza unificata, tenutasi il 14 aprile, il premier ha espresso ai rappresentanti delle Regioni e delle Province autonome, come sarà strutturata la governance del PNRR. Le parole d’ordine di tale provvedimento saranno: coordinamento e controllo. 

Il focus del dibattito, quindi, è stato quello di fare molta attenzione e supervisionare i progetti e le amministrazioni di competenza. 

Draghi. invierà degli organi di tutela che avranno il compito redigere delle relazioni di valutazione e di controllo. Le amministrazioni saranno responsabili in toto dei singoli investimenti e delle singole riforme e ne risponderanno in prima persona. Saranno, inoltre tenuti a inviare tutti i rendiconti. 

Va ricordato che il testo definitivo deve esser mostrato a Bruxelles il 30 aprile. Da quel momento preciso di decideranno le sorti del nostro paese.

Recovery Plan: quali sono gli obiettivi del piano italiano

In Italia, il Recovery Plan è stato denominato Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Il nucleo essenziale è rappresentato dalla profonda e urgente Riforma fiscale (come ad esempio: la Family Act e la Riforma IRPEF), non dimenticando il tema della digitalizzazione e la riconversione ecologica.

In Italia, infatti, sono state impartite delle prime linee guida all’interno del PNRR. Gli interventi sono sintetizzabili nelle sei missioni, appena esemplificate. Ma quali sono gli obiettivi da raggiungere?
Gli intenti che l’Italia punta a realizzare con il PNRR sono di:

  • Raddoppiare il tasso medio di crescita dell’economia italiana all’1,6%, al pari con la media UE;
  • Aumentare gli investimenti pubblici del 3% del PIL;
  • Far crescere la R&S (Ricerca e Sviluppo) raggiungendo il 2,1%, al di sopra della media UE;
  • Portare il tasso di occupazione al 73,2%, il 10% in più rispetto a quello attuale;
  • Moltiplicare gli indicatori di benessere, equità e sostenibilità ambientale;
  • Ridimensionare totalmente i divari territoriali di reddito, occupazione, dotazione infrastrutturale e livello dei servizi pubblici;
  • Migliorare l’aspettativa di vita in buona salute;
  • Aumentare il tasso di natalità e la crescita demografica;
  • Eliminare totalmente la dispersione scolastica e l’inattività dei giovani;
  • Migliorare la formazione degli studenti: diplomati e laureati;
  • Preparare il Paese difronte a calamità naturali, cambiamenti climatici, crisi epidemiche e rischi geopolitici;
  • Eliminare e combattere gli sprechi alimentari, sostenendo le filiere agroalimentari;
  • Garantire la trasparenza nella finanza pubblica.

Lo scopo ultimo da perseguire è quello di far sì, che i giovani e le imprese siano alla base della ripresa economica, non escludendo alcun settore. A sintetizzare il concetto, le parole del ministro D. Franco che ha dichiarato:

Il Piano deve aiutare la trasformazione e il rafforzamento del nostro sistema produttivo […] un’occasione di sviluppo molto importante per il nostro Paese, ma non è l’unico strumento di politica economica per raggiungere obiettivi di crescita, inclusione ed efficienza. 

Il PNRR deve esser visto come uno strumento prezioso che grazie alle nuove iniziative progettuali donerà splendore all’economia e al mondo lavoro in Italia.