Il Reddito di Cittadinanza così come lo conosciamo potrebbe non esserci più per il 2022. Al vertice svoltosi ieri mattina, 9 novembre 2021, a Palazzo Chigi sono stati presenti i rappresentanti del PD, del M5s e Forza Italia insieme ai ministri Andrea Orlando, Stefano Putuanelli, Roberto Garofoli e alcuni tecnici del Tesoro.

Mentre la Lega e Matteo Salvini, che all’inizio era rimasto estraneo all’evento, si è riunito successivamente insieme ai suoi nella sala Capitolare di Piazza Minerva, vicino Palazzo Chigi, per discutere degli emendamenti da presentare in vista della prossima discussione e dell’esame parlamentare in Senato.

Ma all’incontro non si discute solamente del Reddito di Cittadinanza. La lista degli interventi da approvare è lunga e per certi versi già sentita e ritrita dai diversi esponenti dei partiti. Nella lunga giornata ieri, il presidente Mario Draghi ha solamente riapprovato una decisione già presa in Consiglio dei ministri riguardante il Reddito di Cittadinanza e valutato una proposta presentata dal ministro Putanelli. 

Questo chiede al governo di valutare la possibilità di diminuire l’importo del Reddito di Cittadinanza a tutti coloro che rifiuteranno la prima proposta di lavoro. Mentre nel corso della giornata di oggi, mercoledì 10 novembre 2021, la Lega e Matteo Salvini presenteranno nel corso di una conferenza stampa la lunga lista di richieste che dovranno essere valutate in parlamento, quali la rottamazione quater, la riapertura dei termini per chi è decaduto dalla rottamazione ter a causa della pandemia, l’eliminazione dell’ingorgo fiscale, la flat tax per le Partite Iva da estendere per i ricavi ed i compensi fino a 100.000 euro.

Per adesso sono queste le richieste fatte dal Caroccio, il quale ha ripromesso che ripresenterà prossimamente degli emendamenti sul Reddito di Cittadinanza che dovranno essere esaminati sempre in parlamento.

Sempre nella giornata odierna il governo ed il presidente Draghi hanno discusso dell’introduzione di un decreto che conterrà una normativa antitruffa sul Superbonus 110%:

“resterà la possibilità di ottenere lo sconto direttamente in fattura, cedendo a terzi il credito, ma arriveranno controlli preventivi per evitare i casi di falsi crediti usati per frodare il fisco, come denunciato in questi giorni dall’Agenzia delle Entrate.”

Un altro tavolo del Consiglio dei ministri si svolgerà questo pomeriggio. In questa sede si ridiscuterà del decreto antitruffa sul Superbonus 110% e del Reddito di Cittadinanza. Tantissime le proposte da valutare, come quella presentata anche dalla sociologa Chiara Saraceno con l’abbassamento del requisito della residenza (da 10 a 5 anni) ed altre dieci proposte che potrebbero cambiare radicalmente la manovra.

Su queste non sono poi così d’accordo la Lega e stranamente anche il M5s. Vedremo se entro domani potremo saperne di più in merito alle proposte che potrebbero essere approvate e quali saranno quelle cestinate. Intanto la manovra finanziaria sembra prendere una forma ben precisa e chiari sono le intenzioni del governo.

Ma vediamo insieme, punto per punto, le decisioni attualmente discusse e che saranno molto probabilmente approvate. Una cosa è certa: il Reddito di Cittadinanza non verrà cancellato, verrà solo aggiustato e reso migliore, perché come dice anche il Comitato questo è “uno strumento indispensabile” per molte famiglie.

Ecco le dieci proposte esaminate punto per punto sul Reddito di Cittadinanza.

Reddito di Cittadinanza più accessibile? Estensione periodo di residenza

La prima proposta che il Comitato propone riguarda l’abbassamento del periodo di residenza da 10 a 5 anni – un requisito necessario per presentare richiesta e per accedere al beneficio. Rispetto agli altri paesi d’Europa, in Italia l’attuale criterio dei dieci anni è discriminante verso le categorie di soggetti che risiedo nel nostro paese da molto meno tempo. Oltretutto, questo criterio non tiene nemmeno conto delle direttive europee in materia di accesso alle prestazioni assistenziali. 

La discriminazione, quindi, verso le famiglie straniere è palese, le quali a causa dei periodi d’accesso troppo lunghi, vivono in condizioni di disagio socioeconomico molto gravi:

“Introdurre un requisito di durata minima di residenza è ragionevole. Ma imporre un intero decennio di attesa come soglia minima significa lasciare senza aiuto famiglie e individui, inclusi minorenni, in condizioni di grave disagio, con il rischio che la loro situazione peggiori in modo irreversibile laddove un aiuto più tempestivo potrebbe prevenire l’avvio di traiettorie verso l’esclusione sociale, quando non la devianza”

Ecco brevemente le novità spiegate in un video di Luigi Melacarne:

Reddito di Cittadinanza a misura di famiglia

Questa la seconda proposta presentata da Comitato, questa volta riferita agli importi del sussidio. Il Comitato ritiene che gli attuali importi siano chiaramente molto squilibrati a causa dell’attuale scala di equivalenza, che serve a determinare la soglia di accesso al sussidio e alla determinazione dell’importo.

La proposta prevede una modifica della scala di equivalenza tra minori e adulti a 0,4% (per i minori attualmente è 0,2%), alzare il tetto massimo a 2,8% (attualmente è 2,1%) e arrivare a 2,9% in presenza di disabili. Inoltre, si prevederà la riduzione dell’importo del Reddito di Cittadinanza per i single da 6.000 euro l’anno a 4.500 euro l’anno, equivalente a 375,00 euro al mese.

Reddito di Cittadinanza: riduzione del canone d’affitto

Una proposta che potrebbe far discutere è proprio questa. La riduzione del canone d’affitto potrebbe non far felici i richiedenti e le famiglie. Attualmente, però, l’importo del canone d’affitto è uguale per tutte le famiglie, indipendentemente da numero dei componenti del nucleo familiare. 

“I dati, infatti, mostrano che sono soprattutto le famiglie numerose quelle che non riescono a coprire per intero il costo dell’affitto con il contributo ricevuto dallo Stato.”

Il Comitato, quindi, propone riequilibrare le risorse per la copertura del canone d’affitto distribuendole in base al numero dei componenti del nucleo familiare. Questo significa che il canone d’affitto dovrebbe essere ridotto ai single ed incrementato alle famiglie più numerose

Reddito di Cittadinanza per chi lavora

Attualmente il Reddito di cittadinanza è stato molto criticato a causa del fatto che molti percettori non ritengano conveniente andare lavorare. Questo perché attualmente la percentuale che concorre alla definizione dell’importo della prestazione a seguito di un incremento del reddito da lavoro è dell’80%.

“Un esempio: se il reddito da lavoro aumenta di 100 euro, l’ammontare del beneficio diminuisce di 80. Il guadagno netto, quindi, è solo di 20 euro. Di fatto è come prevedere una tassazione dell’80% sul nuovo reddito”

La proposta presentata dal Comitato, quindi, prevederà un innalzamento della suddetta percentuale al 100%. Questo consentirà ai beneficiari di cumulare il reddito con il nuovo reddito da lavoro.

Reddito di Cittadinanza: flessibilità nella valutazione del patrimonio

Questa proposta si ricollega alla proposta precedente, riguardante la ridefinizione dell’importo del Reddito di cittadinanza per i single da 6.000 a 4.500 euro. Riducendo tale importo si potrebbe far rientrare nell’agevolazione anche chi, a causa di un reddito poco più alto della soglia, non vi rientrava. 

“La proposta dice di considerare il patrimonio mobiliare come una delle tre fonti, insieme al reddito familiare e a quello di cittadinanza, che contribuisce a determinare la capacità di spesa di una famiglia.”

Reddito di Cittadinanza: cancellazione dell’obbligo di disponibilità al lavoro  

La proposta presentata dal Comitato riguarda l’introduzione dell’obbligo di dichiarazione di disponibilità al lavoro solo dopo che il soggetto sia stato indirizzato al Centro per l’impiego e ai servizi sociali. Attualmente, invece, i beneficiari per accedere al sussidio devono dare disponibilità immediata al lavoro, questo indipendentemente dal fatto che si tratti di famiglia o singoli soggetti, senza che si verifichi poi un reale accompagnamento ad un percorso di occupazione.

Reddito di Cittadinanza: verranno modificati i requisiti relativi al “lavoro congruo”. Scatta obbligo di accettare offerta di lavoro inferiore agli 858 euro 

Il Comitato, nell’attuale proposta, chiede di modificare i requisiti di “lavoro congruo”. In sostanza, se attualmente i beneficiari possono rifiutare un’offerta di lavoro se inferiore agli 858 euro al mese, la proposta prevede di eliminare questa soglia e di riproporzionare la soglia minima in base all’orario di lavoro previsto dal contratto.

Inoltre, andranno ridefiniti i termini in merito alla distanza del luogo di lavoro: attualmente il beneficiario non può rifiutare un’offerta di lavoro se la sua sede si trova entro i 250 chilometri dalla residenza. Il Comitato prevede di ridurre questo limite a 100 chilometri o a 100 minuti di viaggio.

Reddito di Cittadinanza: introduzione di incentivi ai datori di lavoro 

Il Comitato ha chiesto di valutare un rafforzamento degli incentivi tutt’ora presenti per i titolari che assumono dipendenti anche con contratto a tempo indeterminato che percepiscono il reddito e di introdurne altri, almeno in via temporanea.



Reddito di Cittadinanza: consolidare i Patti per l’inclusione e i progetti di utilità collettiva

È necessario, sempre secondo il Comitato, consolidare e formare l’organico dei servizi sociali comunali e rafforzare il sistema di governance che possa mettere in comunicazione più soggetti diversi, sia pubblici che privati.

Reddito di Cittadinanza: abolizione tetto prelievo dei 100 euro

Attualmente, vige l’obbligo di spendere l’intero importo del reddito di cittadinanza entro il mese successivo, inoltre, l’erogazione del contante attualmente consentita per i single è di 100 euro (200-210 per le famiglie).

Il Comitato propone di abolire entrambi i limiti.

Insomma, il tavolo delle proposte arde e non vediamo l’ora di sapere come andrà a finire. Fino ad allora seguiteci per ulteriori novità.