Sembra la volta buona per realizzare una delle riforme più difficili, quella del catasto. Molti governi prima di quello attuale ci hanno provato senza successo. Il processo, anche nel migliore dei casi, sarà lungo. Nel frattempo esiste la possibilità di ridurre le rendite, ovvero il parametro per il calcolo dell'IMU.

Riforma catasto al via con delega fiscale

Lo scorso 4 ottobre il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge delega per la riforma fiscale. Alla riunione non ha partecipato la Lega, uno dei partiti che appoggiano il governo Draghi: questo pone un'incognita non da poco sul destino del dibattito in Parlamento e sull'approvazione finale del provvedimento. In ogni caso il processo di riforma del fisco italiano è partito e prevede anche un intervento sul catasto. Si tratta di una riforma di cui si parla da molti anni ma che finora nessun esecutivo è riuscito a realizzare (e non è detto che quello attuale ce la faccia).

Riforma catasto: effetti non prima del 2026

Il processo di riforma del catasto prevede innanzitutto un non semplice lavoro di revisione e ricostruzione delle banche dati. Successivamente verranno determinante nuove rendite catastali, aggiornate a valori di mercato sia per il valore dell'immobile sia per il rendimento dell'affitto. A quel punto si confronteranno vecchie e nuove rendite per capire quali contribuenti verranno penalizzati e quali avvantaggiati, dando per scontato che la riforma avverrà a parità di gettito complessivo. Comunque vada gli effetti non si vedranno prima del 2026.

Tre possibilità per ridurre la rendita catastale

Nel frattempo però i cittadini hanno a disposizione tre sistemi per ridurre la rendita catastale qualora, ovviamente, ne esistano i presupposti. Il primo caso è quello dell'immobile in stato di degrado/abbandono: questo crea le condizioni per presentare una denuncia di variazione della rendita tramite un tecnico abilitato e a seguito dell'autorizzazione degli uffici comunali. In secondo ordine troviamo il caso del cambiamento della destinazione d'uso dell'immobile, come accade per gli immobili destinati ad attività commerciali ma che, per svariati motivi, perdono questo status e vengono riconvertiti in magazzini. L'ultima possibilità per ottenere una riduzione della rendita è la rettifica dei dati catastali. Qualora il proprietario riscontri una errata misurazione della superficie dell'immobile o della categoria nei dati del catasto (errori di censimento) può presentare istanza di rettifica in autotutela.

(Simone Ferradini)