Tra i punti su cui l’ultimo testo della Legge di Bilancio 2022 getta chiarezza troviamo finalmente la Riforma Fiscale e soprattutto uno dei suoi aspetti che più interessa i lavoratori, cioè la rimodulazione delle aliquote e degli scaglioni Irpef, che promette una riduzione delle tasse in busta paga e stipendi più alti l’anno prossimo.

Una modifica annunciata da tempo e costruita attraverso una serie di documenti distinti dalla Legge Delega al DDL Bilancio, la RIforma Fiscale del governo Draghi è finalmente disegnata e stabilisce prima di tutto una riduzione del numero di scaglioni Irpef esistenti con il l’abbassamento da cinque a quattro.

Di pari passo alla cancellazione di uno scaglione saranno definite le nuove aliquote Irpef con una riduzione percentuale per i redditi medi, in dettaglio secondo e terzo scaglione, ma nessun cambio sostanziale per primo ed ultimo scaglione.

In questo contesto ampio di Riforma del prelievo tributario sul lavoro necessitano di una revisione anche le detrazioni fiscali, in questo senso l’esecutivo ha un programma una duplice azione. Prima di tutto modificare il bonus Irpef da 100 euro che resterà solo per il primo scaglione di reddito. Poi ridurre le 80 tipologie di spese detraibili, con solo 20 voci di inserimento possibili nel nuovo modello 730.

Il complesso di modifiche all'IRPEF è previsto a breve termine con un entrata in vigore già dal primo trimestre del nuovo anno, mentre sono rimandate ad una definizione con più ampio respiro altre modifiche quali la possibile rimodulazione dell’IVA.

Ovviamente, in questo scenario trovano spazio anche alcuni cambiamenti che riguardano il prelievo fiscale per i lavoratori autonomi, con la soglia utile all’applicazione della ritenuta d’acconto che si alza a 5.500 euro e la possibilità di un pagamento mensile  delle tasse per i titolari di Partita Iva.

Come sarà la nuova Irpef con la Riforma Fiscale Draghi?

Della Riforma Fiscale si è fatto tanto parlare negli ultimi tempi, ma solo ora arriva il disegno certo della sua attuazione che punterà sulla creazione di un sistema fiscale maggiormente progressivo, stando almeno alle promesse dell’esecutivo.

Ovvero, secondo le varie analisi tecniche il governo dovrebbe intervenire sul fisco creando un aumento maggiormente uniforme della percentuale di Irpef da pagare da una fascia all’altra. Cioè dovrebbe evitare che nel passaggio da uno scaglione all’altro l’aliquota Irpef aumenti troppo o troppo poco rispetto agli altri, come accade ora quando si ricade nel terzo scaglione dove l’aumento è pari a ben undici punti percentuali.

A questo scopo verrà creato un sistema di prelievo maggiormente semplice con soli quattro scaglioni Irpef a cui corrispondono quattro diverse aliquote rivisitate nella percentuale, in questo modo:

  • fino a 15.000,00 euro di reddito, il 23% di Irpef;
  • da 15.000,01 a 28.000,00 euro di reddito, il 25% di Irpef;
  • da 15.000,01 a 28.000,00 euro di reddito, il 35% di Irpef; 
  • dopo i 50.000,00 euro di reddito, il 43% di Irpef.

Come cambiano il bonus Irpef da 100 euro e le spese scaricabili dal modello 730?

Facendo una rapida comparazione tra il sistema Irpef attuale è quello che entrerà in vigore nel 2022, si può vedere che in effetti il primo e il quarto scaglione non subiscono grandi modifiche, dove invece si riduce la percentuale di tasse da pagare per i due scaglioni di mezzo, cioè secondo e terzo. Anche se il balzo da secondo a terzo scaglione rimane enorme e pari al 10% e aumenta quello da terzo a quarto che diventa dell’8%, soprattutto in confronto all’incremento minimo tra primo e secondo.

Ad ogni modo, proprio il fatto che la manovra nell'insieme non applichi alcun taglio alle tasse degli stipendi più bassi ha fatto sì che la Riforma Fiscale Draghi non sia stata ben accolta da Sindacati e Confindustria.

Un'altra modifica che fa parte della Riforma Fiscale è la scomparsa parziale del bonus Irpef, che ora arriva ad un massimo di 100 euro al mese e a cui hanno diritto con importi diversi i redditi fini a 40.000 euro.

Tale Bonus in busta paga era destinato a sparire nel 2022, ma stando alle anticipazioni dell’esecutivo, più che di una cancellazione sarebbe dovuto trattarsi di un riassorbimento all’interno delle detrazioni.

Comunque, dopo le mobilitazioni sindacali e lo sciopero generale del 16 dicembre su questo punto il governo ha fatto dietrofront e, se le modifiche ad aliquote e scaglioni Irpef restano confermate, anche l’ex bonus Renzi è salvo. Il bonus Irpef, cioè il trattamento integrativo da 100 euro, ci sarà ancora nel 2022, ma sarà applicabile solo ai redditi inferiori o uguali a  15.000 euro.

Anche il complesso di spese detraibili cambia e si riduce in numero di spese scaricabili dal modello 730, che da 80 si riduce a 20.

Quali novità con la Riforma Fiscale per Partite Iva e lavoratori autonomi?

Una parte molto attesa della Riforma Fiscale doveva invece essere la creazione di una no tax area con un tetto di circa 10.000 euro non imponibile ai fini Irpef.

Ma per tale manovra al momento mancano sia i fondi che l’accordo politico e perciò si è scelto per ora di non procedere alla sua attuazione.

In compenso, per i lavoratori autonomi sprovvisti di Partita Iva dovrebbe registrarsi un cambiamento, con il fatturato complessivo massimo a cui può applicarsi la ritenuta d’acconto che dovrebbe salire da 4.800 euro a 5.000 euro.

Invece, ai titolari di Partita Iva dovrebbe essere data la possibilità di rateizzare il pagamento delle tasse tutto l’anno con i pagamenti non più in un'unica soluzione, ma mensili sia per il saldo che per l’acconto.

Ancora, è prevista al posto della vociferata abolizione dell’IRAP una sua diminuzione di aliquota.

In ogni caso ricordiamo che la Riforma Fiscale dovrà attuarsi attraverso una serie di decreti legislativi, ma il suo completamento è previsto sul lungo periodo. Quindi ulteriori cambiamenti al prelievo fiscale sono in vista anche l’anno prossimo e potrebbero prendere di mira proprio i lavoratori autonomi e le Partite Iva a regime forfettario.

Riforma Fiscale e Assegno Unico, così il MEF promette di tutelare i redditi bassi

Tuttavia, se i Sindacati lamentano una Riforma Fiscale, come del resto anche la Riforma Pensioni, che non prende in considerazione e non va ad agire in modo sostanziale diminuendo le tasse ai redditi bassi, da canto suo il MEF ribadisce che dalle simulazioni effettuate risulta un beneficio su più larga scala.

L’entrata in vigore della Riforma del fisco secondo l’esecutivo coincide infatti anche con l’arrivo del grande assegno Assegni Unico per i figli INPS, a cui avranno diritto molti dei redditi bassi e i quali da questa prestazione riceveranno gli importi maggiori.

L’Assegno Unico per i figli che si sostituirà agli altri bonus famiglia INPS (bonus mamme domani, bonus asilo nido, Anf, bonus bebè) è concepito proprio per incanalare i finanziamenti statali ed indirizzarli verso i nuclei che ne hanno maggiormente bisogno.

In sostanza se la Riforma Fiscale da sola agisce principalmente sui redditi considerati medi, cioè secondo e terzo scaglione, diversamente il connubio tra rimodulazione Irpef ed arrivo dell’assegno unico promette benefici in busta paga anche al primo scaglione, cioè la fascia di reddito più bassa. Per il primo scaglione ricordiamo che è poi previsto il mantenimento del trattamento integrativo al fine di ridurre il cuneo fiscale, cioè il meglio noto bonus Irpef da 100 euro.

Nel video YouTube di Informazione Fiscale trovate tutte le novità sulla Riforma Fiscale apportate con gli ultimi emendamenti al testo del DDL Bilancio 2022: