Irpef, Iva ed Imu sotto esame in questi giorni. Sotto i riflettori ci finisce questa volta il decreto legge sulla riforma fiscale, che revisiona l'intero sistema. A destare la preoccupazione di politici e di parte degli osservatori sono i rischi relative alle tasse, soprattutto quelle sulla casa, che potrebbero aumentare. Il Governo guidato da Mario Draghi dovrebbe intervenire direttamente sul catasto e sull'Irpef. Ma dovrebbe essere riformata anche l'Ires, che dovrebbe accogliere al proprio interno l'Irap. Come se tutto questo non bastasse dovrebbero arrivare anche una riforma dell'Iva  ed una razionalizzazione di deduzioni e detrazioni.

A creare molti malumori, nell ultime settimane, comunque è stato il progetto di rimodulazione del catasto, tanto che la Lega è arrivata ad abbandonare il Consiglio dei Ministri, non riuscendo, comunque, ad impedire al Governo di proseguire sulla propria strada e a votare il via libera all'operazione.

Un riforma fiscale graduale a tutti gli effetti!

Il premier Mario Draghi ha dovuto intervenire su questa importante riforma fiscale, che, almeno sulla carta, dovrebbe arrivare a modificare radicalmente Irpef, Iva ed Imu. Durante la conferenza stampa Draghi ha affermato:

questa è una legge delega, molto generale che andrà riempita dai contenuti. I decreti delegati ulteriori momenti di confronti da altri consigli dei ministri. Purtroppo o per fortuna il processo non è così semplice e ci vorranno 18 mesi: bisognerà formare una commissione che lavorerà con il ministro Franco al Mef.

Il premier si è voluto soffermare un po' di più su quello che è a tutti gli effetti il tema più scottante di questa riforma, ossia il catasto. Ad alimentare le polemiche ci ha pensato, come abbiamo visto, la Lega, che è arrivata al punto di abbandonare il Consiglio dei Ministri.

Mi preme chiarire una questione immediatamente: la riformulazione del catasto - ha affermato Mario Draghi -. Il governo si impegna ad accatastare tutto quello che non lo è. procederà anche la revisione delle rendite rispetto a quanto prevede il mercato ma le rendite restano invariate, nessuno pagherà di più o di meno. Non cambia assolutamente l'imposizione fiscale su case e terreni, sono due decisioni completamente diverse. Nella legge delega è previsto che l'accertamento delle rendite avverrà in questo periodo e se ne riparlerà nel 2026.

Iva, Irpef ed Imu: ci sarà un sistema più efficiente!

Ad intervenire per presentare la nuova riforma fiscale targata Mario Draghi ci ha pensato anche Daniele Franco, Ministro dell'Economia e delle finanze, che ha provveduto ad analizzare ed a mettere a fuoco quali siano i punti principali della bozza della legge delega. Franco ritiene che la riforma fiscale sia una delle principali opportunità per rendere il sistema paese più efficiente, ma allo stesso tempo meno distorsivo. Il lavoro per portare a termine questa riforma fiscale impiegherà almeno 18 mesi ed avrà lo scopo di stimolare la crescita economica dell'Italia, ma anche di ridurre il carico fiscale su alcuni fattori della produzione. Uno dei principi cardine sarà quello di semplificare il fisco italiano e di procedere all'eliminazione dei microtributi. Ma non si dimenticherà nemmeno la progressività del sistema, che dovrebbe essere uno dei perni principali sui quali conteggiare le tasse. Irpef, Imu, ma anche l'Iva.

Tassello importante sarà quello di contrastare e prevenire l'elusione fiscale, che sicuramente non è un problema completamente nuovo in Italia. Molto importante sarà il capitolo riservato all'Irpef: l'intenzione è quello di muoversi verso il completamento di un sistema duale, che dovrebbe arrivare a distinguere tra la tassazione proporzionale uniforme ed una progressiva. Nel caso in cui i contribuenti beneficino di redditi da capitale proporzionale, ci si dovrà muovere verso un'unica aliquota, mentre per i redditi da lavoro si dovrà arrivare ad un riduzione delle aliquote Irpef. Franco ha concluso:

Si vuole ridurre gradualmente il cuneo fiscale sul lavoro, elevato in Italia e di 5 punti superiore rispetto a paesi europei e 11 punti superiore rispetto a Paesi Ocse.

Non solo Irpef, cosa succede con le altre tasse!

Capitolo importante lo assumono anche le altre tasse, oltre all'Irpef. L'Ires, ad esempio, verrà semplificata e verranno richiesti meno adempimenti. Si metterà mano anche all'Iva, che dovrebbe venire razionalizzata.

Anche qui - spiega Franco - un ripensamento di questa struttura volta a semplificare gestione tributo ed eliminare evasione (oltre 30 miliardi l'anno) ed elusione. Sulle accise, c'è esigenza di contrastare riscaldamento globale. L'Irap si prevede che venga gradualmente superata che può avere luogo con assorbimento gettito Iva o reperendo altre coperture. Imposte locali: linee guida su due aspetti specifici, la sostituzione delle addizionali regionali e comunali con sovraimposte per semplificare oneri di gestione per sostituti di imposta. L'Imu per gli immobili ad uso produttivo in futuro, gradualmente, affluirà ai Comuni. Tutta l'Imu andrà verso gli enti locali.

Uno degli scopi principali di questa riforma fiscale, comunque, è quella di procedere ad una riduzione dei carichi di tasse che finiscono direttamente sui redditi da lavoro. Si ipotizza, infatti, una terza aliquota Irpef del 38%. L'Irap dovrebeb essere accorpata all'Ires. Dovrebbe arrivare anche una revisione delle aliquote medie Irpef, in modo da agevolare l'ingresso nel mondo del lavoro dei giovani.