La cifra si potrebbe aggirare sui 3.100 euro ed arriverebbe in busta paga: stiamo parlando di quello che è a tutti gli effetti un vero e proprio bonus. La riforma Irpef potrebbe portare nelle tasche dei lavoratori e dei pensionati una maxi detrazione, che dovrebbe servire per assorbire il trattamento integrativo.

I tecnici del Ministero dell'Economia stanno trasformando in emendamento quello che è, per il momento, solo e soltanto un accordo politico e che è stato raggiunto lo scorso 25 novembre 2021 e che prevede una vera e propria riduzione delle tasse. I lavoratori dipendenti potrebbero ritrovarsi in busta paga una detrazione dell'importo di 3.100 euro, mentre i pensionati potrebbero ricevere qualcosa come 1.900 euro. Ma cerchiamo di capire nel dettaglio cosa potrebbe accadere.

Riforma Irpef, un po' di novità in busta paga!

La riforma fiscale dovrebbe portare non solo ad un taglio delle aliquote Irpef, che passeranno da cinque a quattro, ma dovrebbe arrivare anche una riorganizzazione del meccanismo delle detrazioni per i pensionati e per i dipendenti in busta paga. Questa importante detrazione base dovrebbe assorbire completamente il bonus Renzi e quello di Gualtieri. Nel caso in cui il contribuente abbia un reddito annuo superiore ai 15.000 euro lordi all'anno, le detrazioni dovrebbero avere un importo più alto, in modo da assorbire il trattamento integrativo. Le detrazioni, poi, inizieranno a calare fino ad arrivare ad azzerarsi nel momento in cui il reddito dovesse superare i 50.000 euro annui.

Con questa operazione il legislatore ha intenzione di accompagnare la riduzione del peso fiscale, soprattutto per il ceto medio, ossia i contribuenti che rientrano nella fascia di reddito compresa tra i 35.000 ed i 45.000 euro. Si provvederà, in estrema sintesi, ad intervenire direttamente su aliquote e detrazioni. Questo se non altro, dovrebbero essere le prime intenzioni, ma soprattutto i primi numeri che dovrebbero confluire nell'emendamento che verrà depositato a breve alla Legge di Bilancio.

Impianto Irpef: ecco come cambierà!

Attesa anche una vera e propria riforma dell'impianto Irpef: i contribuenti si ritroveranno davanti solo e soltanto quattro aliquote, al posto delle attuali cinque. Questa operazione dovrebbe costare complessivamente qualcosa come 8 miliardi di euro, il cui costo sarà coperto interamente dal fondo riduzione tasse, così come previsto dall'articolo 2 della Legge di Bilancio. A regime il costo dovrebbe attestarsi intorno ai 7 miliardi di euro.

La riforma dell'Irpef e le ripercussioni direttamente in busta paga si dovrebbero registrare già nel corso del 2022. Dal prossimo mese di gennaio, il nuovo assetto dell'Irpef dovrebbe essere il seguente:

  • reddito fino a 15.000 euro: aliquota 23%;
  • reddito compreso tra i 15.000 ed i 28.000 euro: aliquota del 25%;
  • reddito compreso tra i 28.001 ed i 50.000 euro: aliquota del 35%;
  • reddito oltre i 50.001 euro: aliquota del 43%.

A beneficiare principalmente della rimodulazione delle aliquote Irpef direttamente in busta paga saranno i lavoratori che rientrano nella fascia compresa tra i 35.000 ed i 55.000 euro. Ci sarà un ritocco, anche se molto lieve, anche per quanti sono all'interno della no tax area. Riusciranno a beneficiarne anche i lavoratori autonomi, che vedono crescere la propria soglia reddituale di circa 700 euro ed arrivare a 5.500 euro dai 4.800 euro attuali. Non cambia niente, invece, per quanti abbiano un reddito inferiore a 8.174 euro. Da segnalare, inoltre, che è prevista l'abolizione dell'Irap per le ditte individuali.

Bonus e sconti, ma quanto ci arriverà alla fine in busta paga?

Dalle indicazioni che sono circolate in questi giorni sembra che il Governo, guidato da Mario Draghi, faccia risparmiare un'infinità di soldi, ogni mese, ai lavoratori in tasse. Quello che ogni singolo dipendente non spenderà, se lo troverà direttamente in busta paga. Sostanzialmente cosa dovrebbe cambiare per i lavoratori ogni mese? A rispondere a questa domanda ci ha pensato il Ministero dell'Economia, che ha predisposto un'apposita tabella, con la quale si dovrebbe riuscire a capire quello che dovrebbe essere il reale peso dell'Irpef sul reddito imponibile. Questa tabella può essere sintetizzata in questo modo:

  • reddito compreso tra 12.000 e 15.000 euro, l'Irpef peserà per il 2%;
  • reddito compreso tra 15.000 e 20.000 euro: 9,6%;
  • tra 20.000 e 26.000 euro: il 13%;
  • tra 26.000 e 29.000 euro: il 17,4%;
  • tra 29.000 e 35.000 euro: il 19,9%;
  • tra 35.000 e 40.000 euro: il 22,5%;
  • tra 40.000 e 50.000 euro: il 25%;
  • tra 50.000 e 55.000 euro: il 27,1%;
  • tra 55.000 e 60.000 euro: il 28,2%.

Sostanzialmente questo breve schema ci fa capire come l’aumento del peso dell’Irpef cresca proprio nella fascia centrale dei redditi, quella cioè a cui appartiene la maggior parte dei lavoratori dipendenti. Ma proviamo anche a vedere quale risparmio ci sarà, direttamente in busta paga:

  • fino a 15.000 euro: 61 euro;
  • da 15.000 a 28.000 euro: 150 euro;
  • da 28.000 a 50.000 euro: 417 euro;
  • da 50.000 a 55.000 euro: 692 euro;
  • da 55.000 a 75.000 euro: 468 euro;
  • oltre 75.000 euro: 247 euro.