Luglio ed agosto sono i mesi in cui c'è il rimborso dell'Irpef, pagata in eccedenza nel 2020. Con la dichiarazione dei redditi è possibile infatti far valere una serie di spese che possono andare in deduzione dal reddito imponibile oppure in detrazione dall'Irpef lorda. Con il calcolo della nuova Irpef netta, il contribuente potrà essere a credito o debito di Irpef. In caso di Iperf versata maggiore dell'Irpef netta, il contribuente riceve un rimborso nel mese di luglio o agosto. Ma cosa succede se il rimborso Irpef è superiore a 4.000 euro? Cosa bisogna aspettarsi? Scattano dei controlli che possono anche posticipare di diversi mesi il rimborso di cui si ha diritto.

Rimborso Irpef: in busta paga o pensione

Nel mese di luglio, qualcuno ha già ricevuto il rimborso Irpef per effetto della dichiarazione dei redditi che quest'anno si è potuta presentare in ritardo e si potrà presentare fino al 30 settembre 2021. Altri invece riceveranno il rimborso nel mese di agosto, come quelli la cui busta paga è accreditata nei primi giorni del mese, oppure i percettori di Naspi e i pensionati. Chi invece ha indicato come sostituto d'imposta l'Agenzia delle Entrate potrebbe non ricevere ancora il rimborso Irpef, soprattutto se l'importo a credito è superiore a 4.000 euro. 

Durante la compilazione della dichiarazione dei redditi, che da alcuni anni è pre-compilata, il contribuente può avere due scelte. Confermare senza alcuna variazione la pre-compilata, oppure apportare delle modifiche. Una delle modifiche riguarda il sostituto d'imposta, quel soggetto attraverso cui si ottiene il rimborso. Nella versione pre-compilata si indica il datore di lavoro riportato nella CU, o risultante dalla precedente dichiarazione. Ma se nel frattempo è cambiato il datore di lavoro, è corretto effettuare la modifica, perchè sarà il nuovo sostituto d'imposta a liquidare il rimborso, pena la possibilità di non vedersi accreditare l'importo.

Questa variazione non impatta sulla procedura di rimborso.

Rimborso Irpef: come funziona

Durante l'anno lavorativo, chi percepisce una busta paga, oppure genera Irpef (ad esempio il professionista con partiva IVA in regime ordinario, oppure il socio lavoratore di una società di capitali) hanno la possibilità, a partire da aprile dell'anno dopo, di poter dichiarare le spese che sono state sostenute nell'anno precedente, relativamente alla propria vita privata (singola o famigliare) e che sono possibili portare in detrazione o deduzione.

Le spese si dividono tra oneri deducibili, ossia spese che possono essere portare in deduzione dalla somma dei redditi imponibili ai fini fiscali. Esempi di oneri deducibili sono le spese di fisioterapia sostenute, oppure i contributi versati società non profit.

La maggior parte però delle spese sono invece delle detraibili, che vanno in abbattimento all'Irpef lorda.

In entrambi i casi si ha una riduzione dell'Irpef netta, che va poi confrontata con l'Irpef trattenuta nell'anno. Nel caso di oneri deducibili, abbassandosi il reddito imponibile, l'Irpef si riduce. Nel caso di spese detraibili, queste vanno direttamente in riduzione dell'Irpef lorda calcolata sul reddito imponibile.

L'effetto combinato consente di poter generare un credito di Irpef, che viene rimborsato appunto tra luglio ed agosto. 

Nel caso invece di Irpef a debito, se non si è deciso di optare per una rateizzazione del debito (massimo 4 rat), la trattenuta avverrà in un'unica soluzione sempre a luglio o agosto.

Rimborso Irpef: le nuove spese detraibili 2021

Ogni anno ci sono sempre delle novità che l'Agenzia delle Entrate comunica ai fini della dichiarazione dei redditi. Per il 2021 una delle nuove spese che possono essere portate in detrazione è il 20% del bonus vacanze, qualora usato nel 2020. Infatti il bonus vacanze 2020, consentiva alla famiglia di poter ottenere un voucher fino a 500 euro, di cui l'80% immediatamente scontato dalla struttura ricettiva in cui era stato usato, e il restante 20% invece può essere considerata come spesa detraibile applicando l'aliquota del 19%. 

Ogni spesa detraibile ha un'aliquota da applicare. 

Ci sono spese per le quali la detrazione si calcola applicando il 19% sulla spesa sostenuta (eventualmente sottraendo una franchigia qualora prevista, come per le spese mediche). Tra le spese detraibili al 19% ci sono le spese per i soggetti portatori di handicap, comprese quelle per i veicoli di soggetti disabili; le spese per l’acquisto di cani guida per i ciechi; gli interessi per i mutui ipotecari passivi per l’acquisto o la costruzione della prima casa; le spese funebri; spese per la badante pese per le attività sportive dei ragazzi; spese per l’intermediazione immobiliare.

Altre novità tra le spese ammesse alle detrazioni per il 2021 rientrano quelle sostenute per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici aventi diritto al Superbonus 110%, il Bonus Facciate, che permette di detrarre il 90% delle spese sostenute per il rifacimento della facciata esterna degli edifici, il Bonus Bici, previsto per l’acquisto di monopattini e biciclette elettriche.

Rimborso IRPEF: scattano i controlli dell'Agenzia delle Entrate

Il rimborso dell'Irpef arriva nel momento in cui si decide di procedere all'invio della dichiarazione dei redditi. Sono poche le situazioni in cui si è esentati dalla presentazione della dichiarazione dei redditi. La presenza di solo reddito da lavoro o della prima casa. Il non superamento della soglia di reddito identificata come no tax area, la presenza di soli redditi agrari o domenicali fino a 500 euro, oppure si è percepito somme su cui sono state effettuate trattenute sostitutive. In tutti gli altri casi si è obbligati a presentare la dichiarazione dei redditi. Da alcuni anni, l'Agenzia delle Entrate mette a disposizione la dichiarazione pre-compilata che riporta quasi tutte le informazioni sia reddituali che delle spese. Laddove però ci sono spese non trasmesse si può decidere di intervenire andando a NON accettare la dichiarazione pre-compilata ed effettuare le integrazioni necessarie. Attenzione però! In questi casi la dichiarazione può entrare nell'urna delle dichiarazioni che poi l'Agenzia delle Entrate controllerà, nelle more della prescrizione (5 anni). Nel caso in cui invece con o senza accettazione della pre-compilata il credito maturato è superiore a 4.000 euro, i controlli scattano subito.

In entrambi i casi sopra indicati, per essere sicuri di non dover restituire le somme eventualmente rimborsate, si consiglia di conservare tutti i giustificativi di spesa, oltre a ritrovare eventuali interpelli o chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate stesse a supporto delle detrazioni. Per il 2021 è necessario anche conservare le ricevute di pagamento effettuati con mezzi tracciati, che sono gli unici che permettono di detrarre le spese.

Rimborso Irpef oltre 4.000 euro: cosa accade

Se dopo la compilazione della dichiarazione dei redditi, risulta che il contribuente ha un credito pari a o superiore a 4.000 euro, il rimborso non avviene in busta paga o nel cedolino pensione, od ancora come rimborso Irpef liquidato dall'Inps, ma sarà liquidato direttamente dall'Agenzia delle Entrate.

Insomma, non per tutti agosto sarà il mese dei rimborsi IRPEF emersi dal modello 730/2021.

Le nuove spese ammesse alle detrazioni nel 2021 con percentuali molto alte (si pensi al superbonus al 110% o al bonus facciate al 90%) potrebbero far risultare molti contribuenti come creditori di Irpef per oltre 4.000 euro. Se da un lato è una buona notizia perchè si tratta di avere indietro una parte di denaro speso, dall'altro la brutta notizia è che questi soldi non saranno rimborsati nel mese di agosto. 

Il blocco preventivo è previsto per legge e, nello specifico, è l’articolo 5, comma 3-bis, del decreto legislativo 21 novembre 2014, n. 175, a prevedere che chi ha modificato la dichiarazione precompilata in maniera rilevante, con integrazioni che determinano un rimborso superiore a 4.000 euro, potrà subire un controllo preventivo da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Rimborso Irpef 4.000 euro: quali sono i controlli

L'Agenzia delle Entrate che rileva una dichiarazione dei redditi con un credito Irpef da 4.000 euro o più, fa scattare immediatamente i controlli. Questi si esplicano mediante la verifica dei documenti di spesa. Nel caso di dubbi potrà essere richiesto al contribuente di esibire tutta la documentazione attestante le spese inserite in dichiarazione come detraibili o deducibili. Il controllo da parte dell'Agenzia delle Entrate potrà essere effettuato entro quattro mesi dalla scadenza per l’invio del 730, fissata al 30 settembre 2021.

Quindi potrebbe risultare possibile che questi controlli siano effettuati entro fine gennaio. Solo dopo, in caso di esito negativo (nessuna anomalia), l'Agenzia delle Entrate provvede al rimborso, direttamente in conto corrente. Il rimborso potrebbe arrivare entro sei mesi dalla scadenza.

Un rapido conto porta a dire che i contribuenti che aspettano un rimborso di 4.000 euro devono aspettare anche fino a marzo 2022, se il contribuente ha presentato la dichiarazione entro il 30 settembre 2021. In caso di ritardo di invio invece i 6 mesi decorrono dalla data di effettiva trasmissione.

Rimborso Irpef: come avviene il pagamento

La regola generale è che il rimborso dell'Irpef derivante dalla dichiarazione dei redditi, avviene mediante accredito in busta paga, oppure in pensione o sulla mensilità della Naspi. Negli altri casi invece avviene come bonifico sull'Iban indicato.

Per i casi di rimborso Irpef superiore a 4.000 euro, il rimborso avverrà solo in due modi: bonifico o vaglia della Banca d'Italia. 

Se è stato indicato il proprio IBAN in sede di invio del modello 730, l’importo verrà erogato direttamente sul proprio conto corrente da parte dell’Agenzia delle Entrate.

In alternativa, verrà inviato un vaglia da parte della Banca d’Italia da riscuotere presso la propria banca o sportello postale oppure in una delle delle Filiali della Banca d’Italia che offrono il servizio, richiedendo il pagamento in contanti o tramite accredito in conto corrente bancario.