Il riscatto della laurea è la possibilità prevista dal nostro ordinamento che consente a chi ha conseguito un titolo di studio accademico o equiparato di poter riscattare i contributi dei corsi universitari a fini pensionistici.

Questo istituto esiste da anni ma se non eseguiti immediatamente dopo la laurea diventa particolarmente oneroso con il trascorrere degli anni.

Nell'ultima legge di bilancio, invece, è stata introdotta una misura che consente ai laureati che non abbiano superato i 45 anni di riscattare gli anni di studio ad un costo molto inferiore rispetto a prima, con un risparmio di circa il 50%. 

Riscattando la laurea, in pratica, si va a pagare una cifra che copre i costi contributivi degli anni in cui non si lavorava ma si studiava all'università.

Le agevolazioni previste sono legate all’età e alla presenza o meno di contributi prima del 1996.

Se ne parla molto nell'ultimo periodo perché la manovra 2019 ha previsto una forma agevolata di riscatto  con un costo ridotto (introdotta con il decreto-legge collegato alla legge di bilancio, in materia di Reddito di cittadinanza e Quota 100 che è stato convertito in legge n. 26 2019)

Il riscatto della laurea può essere richiesto da tutti i contribuenti che hanno conseguito il diploma di laurea o titoli equiparati. Parliamo dunque di: diplomi universitari triennali, magistrali, quinquennali (vecchio ordinamento), diplomi di specializzazione e dottorati di ricerca. Possono essere riscattati solamente gli anni di studio in corso e non gli anni fuori corso. Infine, non può esserci alcun riscatto per quei contribuenti che hanno frequentato l’università in passato, ma senza concludere il percorso di studi.

I requisiti principali da tenere presente in tema di  riscatto laurea sono:

  • il titolo di studio deve essere stato effettivamente conseguito;
  • puo essere richiesta sia da lavoratori occupati che inoccupati;
  • la spesa  da sostenere viene calcolata dall'Inps, o dalla Cassa di riferimento,  e  si fa  piu onerosa man mano che sale l'età, percio  se si ha la possibilità, conviene riscattare gli anni universitari prima possibile.

Le somme versate per il riscatto della laurea sono deducibili dalle imposte dovute, oppure anche detraibili al 19 % se sostenute dai genitori per i figli.

I calcoli per l'importo da versare variano a seconda degli anni  in cui si colloca il periodo di studi , per via delle diverse riforme previdenziali che si sono succedute. 

Si possono riscattare anche solo alcuni degli anni cui si ha diritto, se necessari per raggiungere un requisito contributivo.

Si segnala che l’Inps ha previsto una nuova modalità di invio delle domande di riscatto ai fini pensionistici e di ricongiunzione dei periodi contributivi.

Si tratta di un nuovo servizio unico online che consente di presentare le domande di riscatto e ricongiunzione, visualizzare lo stato della domanda , simulare i costi e gli effetti della eventuale domanda sulla propria posizione contributiva.

Titoli di studio validi ai fini previdenziali

La legge in vigore permette di riscattare ai fini previdenziali i  seguenti percorsi universitari:

  • diplomi universitari con percorsi di studio di una durata non inferiore ai due anni e non superiore ai tre anni;
  • diplomi di laurea vecchio ordinamento ( corso di laurea da 4 anni a massino 6 anni );
  • diplomi di specializzazione post laurea (non meno di 2 anni);
  • dottorati di ricerca;
  • titoli riscattabili i diplomi rilasciati da Istituti di Alta Formazione Artistica e Musicale riconosciuti dal Miur, nonché i relativi diplomi accademici di primo e secondo livello, specializzazione o formazione alla ricerca;
  • percorsi universitari svolti in Paesi stranieri, purché i titoli conseguiti siano stati rilasciati da istituti in paese che hanno accordi di reciprocità con l'Italia o espressamente riconosciuti dal Ministero dell'Istruzione, Università e ricerca. 

I periodi che non danno possibilità di riscatto sono quelli:

Il riscatto può riguardare l'intero o i singoli periodi.

Dal 12 luglio 1997 è possibile riscattare due o più corsi di laurea, anche per i titoli conseguiti anteriormente a questa data.

Non è possibile chiedere la rinuncia o la revoca della contribuzione da riscatto di laurea legittimamente accreditata a seguito del pagamento del relativo onere (messaggio 8 ottobre 2008, n. 22427).

Riscatto laurea ordinario: costi 

Il riscatto della laurea è sempre a titolo oneroso. Tuttavia, occorre fare una distinzione:

Per la  laurea conseguita prima del 1995  si applica il metodo della riserva matematica,  in cui incidono l'età e i contributi versati.

Esempio:

Luca laureato nel 1991, si applica il metodo della riserva matematica. Il costo varierà in base all’età, sesso, retribuzione percepita al momento della presentazione dell’istanza, il numero delle settimane riscattate e l’anzianità contributiva maturata con i contributi versati regolarmente.

Per la laurea conseguita dopo il 1995  il metodo è contributivo, viene utilizzato il metodo a percentuale (in questo caso, il costo è dato dal reddito degli ultimi 12 mesi x 33%).

Esempio

Luca laureato 1998 si applica il metodo percentuale. Luca lavora e, nell’ultimo anno ha percepito una retribuzione di € 30.000. Per riscattare la laurea Luca dovrà pagare per ogni singolo anno di studio una cifra pari a 30.000 x 33% = 9.900.

Riscatto della laurea anche per gli inoccupati 

Anche gli inoccupati ossia chi non risulti iscritto ad alcuna gestione previdenziale e non abbia quindi versato mai contributi, possono richiedere il riscatto della laurea. Il costo è fissato ogni anno sulla base del minimo contributivo richiesto agli iscritti alla Gestione separata artigiani e commercianti INPS,   moltiplicato per 33%.

Per il 2018 era pari a 5.184,3 euro, per il 2019  ammonta a 5240 euro circa.

Il contributo viene versato all’INPS in un’apposita evidenza contabile separata del Fondo Pensione Lavoratori Dipendenti e viene rivalutato secondo le regole del sistema contributivo. 

Il montante maturato con il riscatto degli anni di laurea viene trasferito, su domanda dell’interessato, presso la gestione previdenziale nella quale l’interessato sia iscritto.

Modalità di versamento del riscatto

I costi possono essere versati in un unica soluzione oppure  a rate, fino ad un massimo di 120 in 10 anni. Nella gestione lavoratori dipendenti privati (FPLD) se si raggiunge la pensione nel periodo di rateizzazione,  le rate rimanenti vanno versate tutte insieme. 

Il pagamento puo avvenire:

  • tramite MAV   pagabile tramite conto corrente bancario e bollettino postale;
  • con trattenuta mensile dalla busta paga per i dipendenti pubblici.

Il mancato pagamento dell'importo totale o della prima rata equivale a rinuncia al riscatto della laurea. Si puo comunque riproporre successivamente una nuova domanda.

Riscatto della laurea agevolato: costi

Il DL su Reddito di cittadinanza e pensioni, n. 4 2019 ha previsto la possibilità di  riscattare gli anni di studio per il conseguimento della laurea, se situati dopo il 1995,  in forma agevolata .   

Possono usufruire del riscatto agevolato della laurea tutti i lavoratori autonomi e liberi professionisti come anche dipendenti pubblici e privati, senza alcun limite di età, purché in possesso di titoli di laurea.

Il riscatto costa per tutti una quota fissa di 5.240 euro  per ogni anno di studio, con un risparmio di piu del 50% sul metodo di calcolo normalmente previsto per i lavoratori  occupati basato sull'aliquota previdenziale IVS. Per quest’anno, quindi, riscattare un anno costerebbe  5.264,49 euro; mentre per il riscatto agevolato della laurea triennale bisognerebbe pagare 15.793,47 euro.

Recentemente è stata ulteriormente allargata la platea di chi può accedere al riscatto agevolato della laurea, eliminando di fatto il limite anagrafico dei 45 anni per fruire della misura (salta il requisito del 1996 come limite per il riscatto agevolato della laurea). Possono accedere alla misura, infatti, anche chi è in possesso di contributi maturati al 31 dicembre 1995 e risulta iscritto alle gestioni obbligatorie prima del 1996.

Titolo di studio ammissibili per chiedere il riscatto agevolato della laurea:

  • diplomi di laurea di durata inferiore a quattro e superiore a sei anni;
  • diplomi universitari, i cui corsi non siano stati di durata inferiore a due e superiore a tre anni;
  • diplomi di specializzazione conseguiti dopo laurea e al termine di un corso di durata non inferiore a due anni;
  • titoli accademici come Laurea, al termine di un corso di durata triennale e Laurea Specialistica, al termine di un corso di durata biennale propedeutico alla laurea;
  • dottorati di ricerca.

Inoltre come per le altre forme di riscatto della laurea il massimo di annualità riscattabili è quello definito dal corso legale degli studi e non gli anni di studio "fuori corso".

Sono esclusi dall’opzione riscatto agevolato della laurea:

  • i lavoratori iscritti alla gestione separata dell’Inps che abbiano conseguito la laurea prima del 1996; 
  • per chi già risulti titolare, a qualsiasi titolo, di un trattamento pensionistico;
  • per gli studenti che abbiano accumulato anni di studio fuori corso.

Gli oneri sono deducibili  fiscalmente anche con rateizzazione fino a 120 rate mensili (10 anni).

Riscatto ordinario e agevolato, a chi conviene?

Il riscatto della laurea agevolato permette di valorizzare ai fini previdenziali gli anni di studio pagando un importo minore rispetto al riscatto tradizionale, tale riscatto permette appunto, di riscattare gli anni che hanno portato al conseguimento della laurea, limitatamente a quelli della durata legale del corso di studi.

La grossa differenza tra il riscatto tradizionale e quello agevolato non è solo nel costo ma anche nel valore, in quanto i contributi non valgono come un anno di contributi versati nell’attuale lavoro ma sulla base delle somme pagate. Se si tratta di  riscatto tradizionale, invece, l’onere è calcolato anche sulla base della retribuzione e, quindi, la valenza la stessa dei contributi versati con il lavoro.
Chi ha iniziato a lavorare prima del 1995 ed ha effettuato a pochi versamenti nel sistema retributivo, pur riscattando i 4/5 anni di laurea difficilmente si ritroverà una sostanziosa pensione, basandosi quasi interamente sul sistema retributivo. Diverso il caso di chi ha iniziato a lavorare intorno agli ’70/’80 sarà avvantaggiato a riscattare la laurea in regime ordinario, anche se più costoso. 

Invece per coloro che hanno pochi versamenti contributivi precedenti al 1996, meglio il riscatto agevolato.

Nuova procedura Inps

L’Inps ha comunicato una nuova modalità di invio delle domande di riscatto ai fini pensionistici e di ricongiunzione dei periodi contributivi.

Si tratta di un nuovo servizio unico online che consente di presentare le domande di riscatto e ricongiunzione, visualizzare lo stato della domanda , simulare i costi e gli effetti della eventuale domanda sulla propria posizione contributiva. Il servizio si raggiunge via web da tutti dispositivi mobili e fissi (cellulari, tablet, pc) e diventa l’unico modo per inoltrare l’istanza, oltre al canale telefonico del Contact Center. Le istruzioni di dettaglio sono contenute nella Circolare n.46 del 22 marzo 2021.

L’iniziativa dell’Inps rientra nel complesso e graduale processo di telematizzazione per la presentazione delle principali domande di prestazioni/servizi.

Presentazione telematica della domanda di riscatto

Le domande telematiche devono essere presentate attraverso uno dei seguenti canali:

Web – servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino attraverso il portale dell’Istituto attraverso il seguente percorso: “Prestazioni e servizi” > “Servizi” > “Portale riscatti -ricongiunzioni”;

Contact Center Multicanale – raggiungibile al numero 803.164 (riservato all’utenza che chiama da telefono fisso) o al numero 06164164 (abilitato a ricevere esclusivamente chiamate da telefoni cellulari con tariffazione a carico dell’utente);

Patronati e altri intermediari dell’Istituto – attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.

Le istanze presentate in forma diversa da quella telematica non saranno procedibili.

Per poter accedere al servizio, il richiedente deve essere  autenticarsi con il proprio Pin dispositivo, oppure Spid almeno di Livello 2, CNS (Carta Nazionale dei Servizi) o CIE (Carta di Identità Elettronica).

Dopo aver superato la fase di autenticazione, la home page dell’applicazione consente di accedere alle seguenti funzioni:

Home Riscatti;

Home Ricongiunzioni.

che danno accesso alle seguenti funzionalità principali:

Nuova Domanda;

Consultazione Domanda;

Simulazione Riscatto Laurea;

Manuale Utente;

Schede Informative.

La circolare illustra tutti i passaggi della procedura:

Presentazione nuova domanda di riscatto

“Modalità di calcolo” dell’onere per il riscatto

Visualizzazione e consultazione domande inviate

Il sistema consente anche di effettuare simulazione di Riscatto laurea, salvando la domanda in formato bozza  e offre un manuale utente e schede informative di supporto.

Simulazione Riscatto laurea

Lo strumento di simulazione del calcolo dell’onere di riscatto della laurea consente di simulare l’onere dovuto per i periodi che si collochino nel sistema contributivo per tutte le gestioni previdenziali dell’Istituto. Per i riscatti nel Fondo pensioni lavoratori dipendenti e nelle gestioni speciali artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni e mezzadri la simulazione è possibile anche per i periodi che si collochino nel sistema retributivo.

La funzione calcola l’onere dovuto sulla base dei dati che l’utente immette a sistema e di quelli presenti nel conto assicurativo, a seconda del sistema di calcolo e della gestione previdenziale selezionata dall’utente.

L’Inps ricorda che l’importo dell’onere restituito dal simulatore ha mera valenza orientativa e potrebbe discostarsi da quello effettivo, che sarà comunicato con apposito provvedimento a seguito della presentazione della domanda di riscatto.