Martedì 30 novembre 2021 si avvicina e al tavolo delle decisioni, si torna a discutere delle cartelle esattoriali e di una possibile proroga della rottamazione ter.

Le pressioni da parte delle forze politiche si sono presentate durante uno degli ultimi incontri con il Consiglio dei ministri.

Le richieste propongono un allungamento delle scadenze che possa agevolare i contribuenti che faticano a pagare i propri debiti o, una rateizzazione dei pagamenti per tutto il 2022.

Questa mossa potrebbe rivelarsi utile per salvare la pace fiscale, ma il costo per gestirla sarebbe altissimo.

Cerchiamo di capire insieme cosa sta succedendo.

Rottamazione ter: le scadenze di novembre 2021

Le cartelle esattoriali e la la rottamazione ter sembrano un incubo ricorrente per il Fisco e l’Agenzia delle Entrate, ma non solo.

Anche i milioni di contribuenti che si trovano in difficoltà economica e tentano in tutti i modi di saldare i propri debiti, annaspano e chiedono aiuto al Governo.

Sebbene grazie alle recenti disposizioni in materia fiscale fossero stati concessi 150 giorni in più per pagare le cartelle già notificate ( differentemente dagli ordinari 60 giorni), il problema dei pagamenti non sembra essere stato arginato e si palesa proprio al termine di questo periodo di proroga.

Secondo il calendario reso pubblico ai cittadini non molto tempo fa, le scadenze di ottobre e novembre sono state approvate con una distanza oltremodo ravvicinata.

Le ricordiamo brevemente:

  • 5 ottobre 2021: pagamento rata rottamazione Ter + stralcio luglio 2020
  • 31 ottobre 2021: versamento rata rottamazione Ter novembre 2020
  • 30 novembre 2021: saldo nuove rate dell’anno in corso ( rottamazione Ter , saldo e stralcio cartelle esattoriali)

Consapevoli che tali scadenze così strette non avrebbero portato beneficio alle famiglie che ancora versano in condizioni di disagio economico a causa della pandemia, si è pensato di concedere la rateizzazione dei pagamenti.

L’iniziativa era stata vista di buon occhio perché permetteva di spalmare su più scadenze l’importo totale della cartella, in modo che lo steso contribuente non ne sentisse il peso tutto in una volta.

Infatti, in base alla grandezza del debito e alla posizione economica del debitore, il rateo avrebbe potuto diluire il carico economico senza troppa difficoltà.

Il provvedimento che vide una nuova possibile rottamazione ter invece, aveva previsto la sospensione dell’inoltro delle cartelle esattoriali per dare la precedenza a quelle presenti nel sistema già da un pò di tempo.

Al momento però, la scadenza che fa preoccupare oltre 20 milioni di contribuenti, è proprio quella di martedì prossimo, che viene vista come l’ultima occasione per saldare gli omessi pagamenti o rimpolpare l’importo delle rate dovute per l’anno in corso.

Il video di Francesco Carrino ci offre una breve anticipazione di quello che andremo ad esaminare in questo articolo:

Il calendario delle scadenze delle cartelle esattoriali e la compagna rottamazione ter, è fittissimo e pieno di adempimenti che lo rendono difficile da sostenere in termini economici.

Il termine ultimo per la rottamazione ter delle ultime 4 rate del 2021 ( due del 2020 e due ricorrenti al saldo e allo stralcio), si fa sentire sempre di più generando non poca tensione.

Del resto, tali pagamenti dovranno essere effettuati dai contribuenti entro e non oltre la prima settimana di dicembre, versando all’Erario le somme di tutti i debiti che sono stati rinviati più e più volte a causa dell’emergenza pandemica.

Rottamazione ter: l'ipotesi di una nuova proroga

I partiti politici presenti al tavolo del dibattito sulla riforma fiscale 2022, chiedono che si possa prolungare i termini di pagamento delle cartelle esattoriali almeno fino al 31 dicembre 2021.

Tale slittamento temporale  però, costerebbe allo Stato ben 500 milioni di euro.

Una somma difficile da trovare e un meccanismo complicato da mettere in funzione.

La sottosegretaria all’economia, Maria Cecilia Guerra, spiega il perché a tg24.sky.it, dicendo che:

“ un intervento per diluire ulteriormente le rate della rottamazione potrebbe essere tecnicamente possibile, ma per spostare i pagamenti anche al nuovo anno, oltre la data del 31 dicembre 2021, come richiesto in alcuni emendamenti al decreto fiscale, dovranno essere trovate le coperture necessarie”

ricordando che un intervento simile, era già stato approvato tempo fa con il decreto primavera, risolvendo i problemi dei contribuenti messi in difficoltà dall’emergenza sanitaria.

Eppure, senza un provvedimento che risolva questo inghippo, si potrebbe andare incontro ad un ritorno dell’obbligo di versamento delle tasse con gli interessi e le sanzioni annesse, senza contare il rischio di perdere il beneficio della pace fiscale.

L'articolo di Francesca Bulgarini approfondisce il tema delle cartelle esattoriali spiegando le decisioni prese dal Consiglio dei Ministri in merito alla loro sospensione, alla loro proroga e al saldo e stralcio. 

Rottamazione ter: cosa propongono i partiti politici?

Tra gli emendamenti presentati nella discussione della nuova riforma fiscale, sorge fra tutte le proposte una strategia che potrebbe risolvere questo ingorgo, creato dalle scadenze della rottamazione ter di novembre.

L’idea sarebbe quella di regolare i pagamenti in un’unica soluzione alla data del 31 luglio 2022, oppure stabilire un massimo di 18 rate consecutive tra loro, dividendole così:

  • prima e seconda rata: importo pari al 10% del totale dal 31 luglio al 3o novembre 2022
  • le restanti 16 rate: tutte da versare nei giorni del 31 maggio, 31 luglio e 20 novembre di ogni anno a decorrere dal 2023

Questo meccanismo, quindi, proporrebbe una quarta rottamazione con definizione agevolata per quei debiti che risultano da versamenti tributari e non, dovuti entro la data del 31 dicembre 2020.

Per quanto riguarda il saldo e lo stralcio delle cartelle, la cosiddetta definizione agevolata verrebbe rivolta a coloro che hanno potuto dimostrare il proprio disagio economico ma terminerebbe a fine 2021.

I lavori per mettere in pratica la proroga della rottamazione ter hanno già preso il via, e soltanto in sede di conversione del decreto fiscale  potremmo sapere di più sul risultato.

Per ora, l’unica cosa certa è che ogni partito politico presente in aula ha espresso la propria volontà al riguardo, esponendo il proprio intendo.

Il Movimento 5 stelle chiede la reintroduzione del Cashback 2.0 per favorire l’abbandono del contante una volta per tutte e prediligere il pagamento digitale, mentre la Lega lotta per l’innalzamento del tetto della flat tax per le imprese ( da 65.000 a 100.000 euro).

Per quanto riguarda Italia Viva, è forte il desiderio di ritornare al regime fiscale precedente mentre Fratelli d’Italia intima la cancellazione della lotteria degli scontrini.

Diversa da tutti, la linea di pensiero del Partito Democratico che chiede di ottenere l’erogazione di sostegni per quasi 500 milioni di euro, alle società di calcio professionistiche.

Insomma, sembra che nessuno voglia la stessa cosa e che alcuni vadano proprio fuori binario.

Rottamazione ter: la rateizzazione funziona!

La rateizzazione dei pagamenti era stata una vera boccata d’aria per i contribuenti che già sudavano freddo nel sentirsi in debito con il Fisco e l’Agenzia delle Entrate.

Diluendo l’importo totale in tante tranches più piccole, il soggetto debitore era più invogliato a pagare e meno oppresso dalla responsabilità fiscale. 

Questo procedimento, in realtà, si potrebbe identificare utile per risolvere questo ingorgo della rottamazione ter.  

Prevedendo un ulteriore rateizzazione e stabilendo il pagamento della prima rata al 31 dicembre 2021, l’intero iter si semplificherebbe di molto.

Spiega money.it:

“Una soluzione che consentirebbe ai contribuenti di recuperare le somme arretrate relative alla rottamazione ter e al saldo e stralcio delle cartelle, evitando il rischio di una decadenza di massa dal piano di dilazione agevolato concesso dal fisco.”

Una soluzione che eviterebbe a molti il rischio di omettere anche solo una delle rate dovute e che ci allontanerebbe dalla perdita del beneficio della pace fiscale.

Inoltre, si potrebbe addirittura evitare di incorrere in interessi e sanzioni aggiuntive che andrebbero a far crescere l’importo totale ai massimi livelli.

Del resto, quando si parla di sborsare una cospicua somma di denaro, non si fanno certo i salti di gioia, o mi sbaglio?

Forse è proprio in ragione di ciò che nell’ultima riunione  per discutere della riforma pensioni 2022 si è trattato molto del taglio del cuneo fiscale.

La questione, freme ancora di proposte e controproposte, ma andrebbe a trovare applicazione ai contribuenti facenti parte del ceto medio e le imprese.

I famosi 8 miliardi euro potrebbero servire per, come spiega corriere.it:

“ eliminare l’Irap per le società di persone fisiche, di estendere la flat tax al 15% ai redditi fino a 100 mila euro all’anno e poi utilizzare le risorse che restano all’abbassamento dell’Irpef”

Più precisamente, si introdurrebbe una riduzione delle tasse sul lavoro in modo da favorire le nuove assunzioni ed agevolare coloro che sono in possesso di redditi medio-bassi.

Logicamente, c’é chi vedrebbe questo manovra come l’occasione per indirizzare le risorse rimanenti dalle abolizioni per intervenire su altre misure che richiedono una ristrutturazione completa, come ad esempio il Reddito di cittadinanza e l’aliquota Irpef al 38%.

La strada è ancora molto lunga, ma se l’obiettivo è venire incontro ai propri cittadini e riuscire a recuperare gli atti di notifica delle cartelle degli anni scorsi almeno entro la fine dell’anno, sono sicura che il Governo troverà la via giusta da percorrere.

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