Guai a dimenticare di saltare una data di pagamento del piano di rateizzazione della Rottamazione-ter, perderesti infatti i benefici fiscali previsti dal programma trovandoti nelle condizioni di dover pagare un debito ancor più alto rispetto a quello originario.

E' anche vero che una situazione in cui ci si dimentica di effettuare un pagamento entro i termini previsti potrebbe capitare, se dovesse accadere quali sono le conseguenze, quali comunicazioni riceveremo dall'Agenzia delle Entrate?

Partiamo dal principio che saltare una rata del piano sottoscritto per la Pace Fiscale potrebbe risultarvi più caro che dimenticare per esempio l'anniversario di matrimonio con vostra moglie!

Ci sono dei casi in cui rimettere le cose in riga con il Fisco italiano potrebbero risultare assai complicati, tra questi appunto non essere precisi con le date del piano di rateizzazione previsto dalla Rottamazione-ter.

La pace fiscale, una vera e propria sanatoria come molti ricorderanno è stata presa in considerazione durante il periodo della pandemia per far fronte alla crisi economica in cui il paese era cominciato a precipitare.

In sintesi il governo oltre che alla rottamazione di cartelle con determinate caratteristiche, prevedeva la possibilità di pagare un vecchio debito in maniera agevolata e cioè con un piano di rate al netto di more, sanzioni ed interessi che venivano cancellate.

Dei 513 mila contribuenti che hanno aderito al programma in molti a causa di mancati pagamenti entro i termini previsti hanno visto decadere i privilegi fiscali, ma notizia di questi giorni, il Governo grazie ad alcune misure più volte ha dato la possibilità a quest'ultimi di tornare in sella recuperando i benefici.

Rottamazione-ter: quando si perdono i benefici fiscali

Il mancato pagamento nei termini previsti di una delle rate previste dal programma della Rottamazione-ter porta inesorabilmente al decadimento delle agevolazioni fiscali.

Questo vale anche nel momento in cui si sia eseguito un pagamento parziale dell'importo previsto dalla rata del programma.

Il risultato non cambia anche se si dovesse procedere con un totale saldo eseguito oltre la data di scadenza, i benefici decadrebbero istantaneamente.

Da ribadire però dettaglio di non poco conto, che dal giorno successivo a quello di scadenza c'è ne sono ancora 5 di tolleranza per poter procedere con il versamento, questo è quanto contenuto nella normativa.

I 5 giorni di tolleranza in alcuni casi possono diventare 6-7 nel momento in cui nel mezzo intercorrano giorni definiti festivi che non vengono contati nei 5 di tolleranza.

Giusto per fare un esempio concreto chiarificatore, nel caso di termine ultimo di pagamento il 30 aprile si avrebbe tempo fino al 6 maggio e questo perchè c'è il 1 maggio di mezzo (giorno festivo) che non viene conteggiato, allungando cos' la scadenza a 6 giorni.

Se malauguratamente i benefici fiscali dovessero decadere, l'Agenzia delle Entrate Riscossione potrebbe da subito esigere l'intero debito caricato di sanzioni ed interessi pregressi.

Parte del debito pagato fino a quel momento verrebbe considerato come acconto.

L'Agenzia delle Entrate Riscossione potrebbe anche procedere con dei prelievi forzosi sul conto corrente o sulla pensione.

Non solo permessi anche pignoramenti di beni appartenenti al patrimonio del debitore come automobili, proprietà immobiliari, motociclette, imbarcazioni e quant'altro.

In pratica  tornano in essere tutte le cosiddette conseguenze sfavorevoli che la rottamazione aveva bloccato.

Rottamazione-ter: ancora una possibilità per accedere ad un nuovo piano di rateizzazione. Come?

Il testo originario prevede che non siano concesse ulteriori dilazioni nel momento in cui si perda il beneficio legato all'agevolazioni fiscale, insomma una volta persi i vantaggi della Pace fiscale non potranno più essere riacquisiti, questo è quanto espresso articolo 3 del D.L. n. 119/2018, convertito nella Legge n. 136/2018.

In tal senso per ovviare a quanto stabilito e dare una ulteriore boccata d'ossigeno ai debitori con contenziosi con il fisco è stato approvato appositamente il Decreto Fiscale 2021 che concede nuovi piani di rateizzazione agevolati per quei piani precedentemente decaduti a causa di ritardi sui pagamenti.

Il nuovo decreto fiscale permette la dilazione dei debiti residui oltre che il blocco di tutte quelle procedure esecutive in atto, che vanno da fermi amministrativi a prelievi forzosi sul conto corrente o dalla pensione.

Ora badate bene, la nuova data, scadenza da segnare in calendario entro quale presentare e pagare la successiva rata del piano è quella del 30 aprile 2022, per le rate che sono scadute nel 2020.

Il nuovo calendario fiscale prevede altre due scadenze nel 2022.

C’è dunque anche la nuova possibilità di rientrare tra i beneficiari dei vantaggi della definizione agevolata per chi ha saltato le rate 2020.

Quella del 31 luglio 2022 in cui dovranno essere saldate le rate scadute nel 2021 ed infine quella del 30 novembre per quelle dell'anno in corso.

È importante ricordare come nel Decreto Sostegni c'era la possibilità di rottamare i debiti fino a 5.000 euro entro il 31 ottobre 2021, relativi al periodo compreso tra il 1° gennaio 2000 ed il 31 dicembre 2010, nella misura erano compresi anche  quelli contenuti nella rate di pagamento della rottamazione ter e del saldo e stralcio.

Rottamazione-quater: la proposta di Matteo Salvini

1.000 i miliardi in pancia al Fisco alcuni datati più di vent'anni, debiti non riscossi.

Questo è il punto che ha spinto il leader della Lega Matteo Salvini a proporre nel 2022 una nuova Rottamazione-quater.

le sue parole sono state,

“Lo Stato in questo modo incasserebbe miliardi, e milioni di italiani tornerebbero liberi di lavorare, avere un conto corrente e pagare le tasse. 

Riaprire i termini del pagamento delle rate delle vecchie rottamazioni per chi non può pagare, e prevedere una nuova rottamazione per le annualità 2018 e 2019, è un’altra precisa richiesta della Lega per aiutare famiglie e imprese”.

I numeri evidenziati dal leader della Lega sono 140 milioni di cartelle pronte per essere notificate, 15 milioni di contribuenti con almeno in pancia una cartella esattoriale da pagare e 1.000 miliardi di magazzino fiscale in pancia al Fisco che considerando il periodo di crisi che il paese sta vivendo probabilmente non verranno mai in cassati.

Una nuova Rottamazione-quater garantirebbe nuovo gettito fiscale in entrata, risorse che potrebbero essere usate per continuare a garantire le pensioni oltre che per tagliare le tasse, questo il piano di Matteo Salvini.

Il governo Draghi ci sta pensando, il dubbio è relativo alla possibilità di riuscire a trovare le risorse utili a copertura di una nuova pace fiscale, ci saranno nuovi aggiornamenti a riguardo a partire dalle prossime settimane.

In conclusione la riapertura delle porte per poter accedere nuovamente alla rottamazione delle cartelle esattoriali per coloro che avevano perso il benficio a causa di ritardi nei pagaementi delle rate è il segno che il governo vuole in qualche modo cercare di far rientrare parte dei debiti non riscossi in pancia al fisco e dare una boccata d'ossigeno a molti contribuenti in un periodo di crisi economica che rischia di durare ancora per molto tempo.

Non è dunque da escludere una possibile nuova Rottamazione-ter, invocata da diverse forze politiche al governo come Lega Nord e Movimento 5 stelle.

Noi di Trend online saremo sempre pronti ad aggiornarvi su tutte le novità-