Come detto, il Governo Draghi ha deciso per uno slittamento della data di scadenza per il pagamento delle cartelle esattoriali, attraverso l' emanazione del Decreto Fiscale attraverso la legge n. 146 del 2 dicembre 2021.

Nello specifico, la scadenza che era fissata per il 30 novembre, è stata spostata per ben due volte, la prima il 6 dicembre e la seconda, invece, il 9 dicembre, con 5 giorni di tolleranza.

Per cui, grazie alla proroga saldo e stralcio e rottamazione ter, l' ultimo giorno utile per procedere con i pagamenti dovuti è previsto per il 14 dicembre 2021. Ma ci saranno comunque novità per i termini di pagamento delle cartelle che sono scadute e sono attese delle nuove proroghe anche per il 2022.

Infatti, il Governo Draghi sta pensando ad un ulteriore slittamento per la scadenza delle rate da pagare, fino al 31 dicembre 2021 e, probabilmente, con ulteriori valutazioni, anche fino al 2022.

Tutto questo avverrà grazie alla nuova pace fiscale che sarà introdotta con tutta probabilità nella Legge di Bilancio per il 2022. Per fare questo il governo ha bisogno di soldi (circa 500 milioni di euro) per emanare la legge che consente di far slittare le scadenza per i pagamenti delle rate al prossimo anno.

Questa proroga prevederà delle agevolazioni e delle tempistiche più lunghe per i pagamenti dovuti. Le nuove cartelle esattoriali potranno essere pagate dai debitori entro i 180 giorni, e non più entro i 150 giorni come è avvenuto finora.

Nel caso di pagamenti pendenti, con cartelle esattoriali non pagate, si avrà diritto alle agevolazioni previste per un periodo di tempo maggiore, senza quindi vedersi tolti i benefici.

Continua a leggere questo articolo per scoprire tutte le informazioni sulla proroga saldo e stralcio e per rimanere aggiornati su tutte le novità che saranno previste a partire dall' anno 2022.

Significato saldo e stralcio

Saldare significa pagare un debito. Stralciare, invece, significa cancellare una parte di questo debito. Mettendo insieme questi due termini, diventa molto più semplice venire a capo del vero significato dell' operazione di saldo e stralcio.

Il saldo e stralcio è un accordo tra un creditore ed un debitore che consente a quest' ultimo di avere una riduzione del debito da pagare, in cambio di un pagamento che deve essere effettuato in maniera immediata.

Si utilizza ogni volta che si vuole attuare una situazione di compromesso, trovando un accordo e passando per uno sconto del debito, e serve per mettere fine alle liti e ai problemi che spesso si vengono a creare tra le parti, nel caso sussista un' obbligazione non rispettata e pagata dal debitore.

La pratica del saldo e stralcio è stata inserita dalla Legge n. 145 del 2018 per quei debitori che dimostrano di avere un' impossibilità a pagare che deriva da fatti gravi o da comprovate difficoltà a livello economico.

Questa prevede e si pone come procedura di riduzione delle somme da pagare nelle cartelle esattoriali e di annullamento delle sanzioni da pagare, nonché degli interessi legali di mora che si vengono a formare.

Il saldo e stralcio è previsto solo per persone fisiche che sono in grado di dimostrare di versare in una situazione particolarmente difficoltosa, come il caso in cui:

  • Si abbia un reddito Isee appartenente al proprio nucleo famigliare inferiore ai 20.000 euro;
  • Sia stata già attivata la procedura di liquidazione, secondo l' art. 14 ter della Legge n. 3 del 27 gennaio del 2012, al momento della presentazione della domanda per avviare la procedura di saldo e stralcio.

Quali sono i vantaggi di quest' operazione. Nello specifico il debitore andrà a pagare una somma di denaro inferiore rispetto a quella che era stata pattuita.

Lo Stato invece, si risparmierà il tempo e il denaro per agire con le azioni di recupero del credito non ancora riscosso e che probabilmente non riuscirà mai a riscuotere, se non con questa modalità.

Il saldo e stralcio è una tipologia di operazione che consente al debitore di pagare un importo scontato in due diverse modalità:

  • In un' unica soluzione;
  • In più rate dilazionate nel tempo.

Qui sotto potrai trovare un breve video di FISCOeTASSE, il quale, nella seconda parte, parla proprio del saldo e stralcio e della proroga delle scadenze per il mese di dicembre 2021.

Proroga saldo e stralcio: scadenza il 14 dicembre 2021

Dopo aver dato una breve definizione ed aver visto il significato dell' operazione di saldo e stralcio, andiamo adesso a parlare dello slittamento della data di scadenza per il pagamento delle cartelle esattoriali.

Inizialmente la data di scadenza fissata per il pagamento delle rate era per il 30 novembre 2021 (con i cinque giorni di tolleranza si poteva pagare entro il 6 dicembre 2021). La proroga del saldo e stralcio è avvenuta attraverso l' emanazione del Decreto Fiscale da parte del Governo Draghi il giorno del 2 dicembre del 2021.

Mediante questo decreto governativo, il termine di scadenza è stato spostato al 9 dicembre 2021, con ultimo giorno utile fissato per i pagamenti delle cartelle esattoriali per il 14 dicembre, grazie ai cinque giorni di tolleranza previsti dall' art. 3, comma 14 bis, del decreto legge n. 119 del 2018.

Agli inizi si pensava che la proroga del saldo e stralcio doveva essere spostata dal 30 novembre fino al 31 dicembre 2021 per i pagamenti delle rate previste per il 2020 e per il 2021, ma probabilmente la mancanza di fondi necessari per fare ciò ha spinto il governo a varare solamente una mini proroga di alcuni giorni.

Nonostante ciò, però, il dibattito continua e si sta pensando di concedere delle proroghe più lunghe e di allungare questa pace fiscale anche per l' anno 2022.

Per ora, però, la legge prevede le scadenza di cui abbiamo parlato sopra, accompagnate dall' estensione nel Decreto Fiscale dei termini massimi per effettuare i pagamenti delle cartelle esattoriali da 60 giorni fino a 150 giorni (5 mesi).

Successivamente è stata approvata un' ulteriore proroga di questi termini e si è passati dai 150 giorni fino a 180 giorni (6 mesi). Fino al termine di questi giorni designati dal governo, non si potrà procedere all' esecuzione forzata del pagamento delle rate, né matureranno gli interessi legali di mora.

Inoltre, sono stati allungati anche i mesi entro cui, al termine di questi, si perdono i benefici derivanti da questa pace fiscale e le conseguenti agevolazioni a livello fiscale. Nello specifico, prima dopo 10 mesi di insolvenza decadevano i vantaggi fiscali; adesso, invece, questo termine è stato spostato a 18 mesi.

Infine, bisogna aggiungere anche che i soggetti che possono beneficiare di questi vantaggi fiscali sono quelli che risultano in regola con i pagamenti dovuti delle cartelle esattoriali previste per il 2019.

5 giorni di tolleranza sulla scadenza

La scadenza prevista per il pagamento delle rate delle cartelle esattoriali è del 9 dicembre 2021, ma la legge ammette un periodo di tolleranza entro cui risulta ancora possibile per i debitori pagare le proprie rate.

Nello specifico, l' art. 3, comma 14 bis, del decreto legge n. 119 del 2018 prevede un periodo di 5 giorni di tolleranza che parte dopo la scadenza fissata per i pagamenti delle rate.

Se il quinto giorni risulta un giorno festivo, allora la scadenza fissata da considerare sarà quella del primo giorno feriale successivo.

Questi 5 giorni di tolleranza fanno sì che la scadenza reale per i pagamenti diventi il 14 dicembre 2021. Al termine di questi 5 giorni, però, decadranno i benefici in capo al debitore circa la pace fiscale, le agevolazioni fiscali e, quindi, lo sconto sulle somme da pagare.

Saldo e stralcio e Rottamazione ter

Per conoscere meglio l' operazione di saldo e stralcio dobbiamo andare a distinguerla e ad applicare le opportune differenze rispetto all' operazione della rottamazione ter.

Saldo e stralcio e rottamazione ter sono due modalità simili per riscuotere i debiti rimasti finora insoluti. Ciò che li differenzia sono i soggetti che possono ricorrere all' una o all' altra procedura.

Nello specifico, il saldo e stralcio prevede uno sconto sul debito da pagare previsto nelle cartelle esattoriali scadute e la possibilità di effettuare il loro pagamento in comode rate, dilazionate nel tempo. Spesso per poter beneficiare di questo tipo di operazione è necessario avere un basso livello di reddito Isee.

La rottamazione ter, invece, consente di pagare le rate previste delle cartelle esattoriali scadute, senza la maturazione degli interessi legali di mora e senza nessun tipo di sanzione a livello pecuniario.

In merito alle scadenze fissate per la pace fiscale, ecco le rate che dovranno essere pagate entro il 14 dicembre 2021:

  • Le rate del saldo e stralcio per cui erano previste delle date di scadenza che erano state fissate per il 31 marzo2020, per il 31 luglio 2020, per il 31 marzo 2021 e per il 31 luglio 2021;
  • Le rate della rottamazione ter per cui erano previste delle date di scadenza che erano state fissate per il 28 febbraio 2020, per il 31 maggio 2020, per il 31 luglio 2020, per il 30 novembre 2020, per il 28 febbraio 2021, per il 31 maggio 2021, per il 31 luglio 2021 e per il 30 novembre 2021.

Saldo e stralcio: le cartelle esattoriali

Dopo aver parlato delle scadenze per i pagamenti delle cartelle esattoriali e delle differenze tra saldo e stralcio e rottamazione ter, concludiamo l' articolo andando a parlare del meccanismo di notifica e di riscossione delle cartelle esattoriali.

Abbiamo visto nei precedenti paragrafi, come è stata ampliata la tempistica dei pagamenti delle cartelle esattoriali. Ma adesso addentriamoci più a fondo in questa situazione e andiamo a capire come e in quali casi questo avviene.

L' operazione di saldo e stralcio prevede uno sconto sul pagamento delle cartelle esattoriali nel caso in cui il debitore possieda un reddito Isee relativo al suo nucleo famigliare di livello uguale o inferiore a 20.000 euro.

A seconda del reddito Isee, il debitore avrà diritto ad una diversa riduzione delle somme da pagare. Nello specifico questo sconto sarà del:

  • 16% nel caso in cui il debitore abbia un reddito Isee relativo al suo nucleo famigliare uguale o inferiore a 8.500 euro;
  • 20% nel caso in cui il debitore abbia un reddito Isee relativo al suo nucleo famigliare compreso tra gli 8.500,01 euro e i 12.500 euro;
  • 35% nel caso in cui il debitore abbia un reddito Isee relativo al suo nucleo famigliare compreso tra i 12.500,01 euro e i 20.000 euro.