Il regime forfettario è un regime fiscale agevolate, l’unico previsto dal nostro ordinamento.  Suddetti sistema è a carattere sostitutivo, è previsto in luogo del pagamento dell’IRPEF. E’ in genere impiegato dai detentori di partita IVA, i quali possono scegliere il regime al momento dell’apertura. 

Laddove, tu fossi interessato ad avviare una nuova attività, potresti decidere di adottare suddetto regime. Questo è disponibili sia per i professionisti e gli imprenditori individuali, ove siano rispettati i relativi requisiti. 

Coloro che accedono al regime agevolato hanno diritto ad una tassazione agevolata del 15 per cento, che è ridotto ad appena il 5 per cento per le nuove attività e le start up, purché sia rispettato il limite di 65.000 euro., oltre al quale è precluso l’applicazione del regime.

Nel 2022, con la Legge di Bilancio sono state introdotte alcune interessanti novità per l’accesso al beneficio. In specie, uno degli oneri principali è la previsione dell’obbligo di fatturazione elettronica. 

Per quanto riguarda, invece, i requisiti sia l’ultima Manovra finanziaria che la pretendete non hanno introdotto significativi cambiamenti. 

Quali sono i requisiti del regime forfettario?

La disciplina dei requisiti di accesso al Regime forfettario è pressoché inalterata dalla Legge di Bilancio 2020, che ha introdotto le ultime modifiche alla normativa in vigore.  Dunque, è necessario riferirsi a questa normativa per verificare se è possibile accedere al beneficio. 

Possono richiedere l’applicazione del regime,  coloro i quali svolgono un’attività imprenditoriale, arte o professione. Come affermato poc’anzi, inoltre, è indispensabile che sia rispettato il limite dei reddito. In specie, il richiedente non deve aver conseguito  ricavi o compensi che non superino i 65.000 euro all’anno. 

Potrebbe anche accadere che tu svolga contestualmente più attività tra quelle previste tra i codici ATECO. In tal caso, il calcolo dei ricavi deve essere effettuato operando la somma tra i ricavi e i compensi per ciascuna delle attività svolte. 

Anche dal punto di vista delle spese è previsto un limite specifico. Infatti, tra gli ulteriori requisiti è previsto che le spese non possano superare un importo complessivo non superiore a 20.000 euro lordi. Queste dovranno essere relative alle attività di lavoro accessorio, lavoro dipendente e compensi a collaboratori, anche a progetto. 

Nel computo, inoltre, devono essere calcolate: le somme costituenti utili derivanti da partecipazione agli associati e quelle derivanti da solo lavoro e quelle corrisposte per le prestazioni di lavoro rese dall’imprenditore o dai suoi familiari.

In conclusione, l’ultimo requisito attiene al limite dei redditi provenienti da altre attività da lavoro dipendente. In questo caso, il limite corrisponde a 30.000 euro, che sono comprensivi anche dei redditi provenienti dalla assistenza ai fini pensionistici. 

Chi non può accedere al Regime forfettario?

Non tutti i lavoratori possono accedere al regime forfettarioLa legge di Bilancio 2019 ha, infatti, previsto delle cause di esclusione. Una delle cause di esclusione è l’avere accesso a regimi speciali ai fini IVA o a regimi fofettari di determinazione del reddito.

Mentre, altrettanto esclusi sono i non residenti in Italia, tuttavia, l’applicazione del Regime Forfettario, richiede la presenza di due condizioni (di cui all’ art. 1, comma 57, lettera b) della legge n. 190/2014.

In primo luogo, il soggetto è ammesso al regime agevolato se ha residenza in uno degli Stati membri dell’Unione europea o in uno Stato aderente all’Accordo sullo Spazio economico europeo che assicuri un adeguato scambio di informazioni.

Inoltre, lo stesso deve aver prodotto in Italia almeno il 75% del reddito complessivamente prodotto.

Determinate attività sono escluse dal regime fiscale agevolato. In particolare ci riferiamo a coloro che svolgono attività di cessione di fabbricati, terreni e altri mezzi di trasporto. Inoltre anche coloro che svolgono  attività di impresa, artistiche e professionali e, al contempo, assumono ruoli significativi nell’ambito di società di persone o società a responsabilità limitata. 

L’esclusione, poi, si estende a chi nel periodo di imposta precedente, hanno percepito redditi da lavoro dipendente per una somma pari o superiore a 30.000 euro, salvo che il rapporto di lavoro sia cessato. Infine, all’art. 1, comma 57, lettera d)-bis della Legge n. 190/14 è stabilita l’esclusione dal regime forfettario per i soggetti che esercitano l’attività:

“prevalentemente nei confronti di datori di lavoro con i quali sono in corso rapporti di lavoro nei due precedenti periodi d’imposta ovvero nei confronti di soggetti direttamente o indirettamente riconducibili ai suddetti datori di lavoro“

In particolare, quest’ultima causa di esclusione che sembra poco chiara, ha come funzione di evitare che attività di lavoro dipendente siano poi trasformate, nella sostanza ma non nella forma, in attività di lavoro autonomo.

Quali agevolazioni per le Start up?

Il legislatore negli ultimi anni presta particolare attenzione alle esigenze delle start up. L’intento del legislatore è quello di incentivare le imprese, soprattutto di nuova generazione, impegnate nello sviluppo di tecnologie green e all’avanguardia.

Dunque, uno dei settori toccati dal regime forfettario è proprio quello delle Start up, dove le agevolazioni diventano anche più significative. rispetto a quelle riservate agli ordinari imprenditori.

In particolare, come già avevamo affermato nei paragrafi precedenti, l’aliquota di imposta sostitutiva dell’IRPEF non è del 15% ma del 5%. Invero, tale aliquota si applica anche all’addizionale e l’IRAP. 

Tuttavia, questa agevolazione può essere impiegata limitatamente nei primi 5 periodi di imposta dell’attività di impresa, dopodiché verrà applicata l’aliquota più alta. Ovviamente, al fine di accede al beneficio il titolare della start up dovrà dimostrare il possesso di alcuni requisiti, ulteriori rispetto a quelli che abbiamo enunciato poc’anzi. 

Infatti, è necessario in primo luogo che questo dimostri di non aver esercitato un’attività  a carattere imprenditoriale, anche di tipo familiare, nei tre anni antecedenti all’avvio della start up.

In specie, il legislatore vuole prevenire forme di elusione alla disciplina, da parte di chi costituisce nuove imprese, pur proseguendo un’attività già avviata  in precedenza. Dunque, non deve essere svolta un’attività equivalente nei periodi di imposta antecedenti, salvo sia un tirocinio obbligatorio per legge. 

E’, tuttavia, possibile che l’attività agevolata sia ereditata da un precedente titolare. In questo caso, l’accesso al regime è consentito, purché l’ammontare dei ricavi e compensi nel periodo di imposta precedente siano contenuti nei limiti che consentono l’accesso al regime.

Il contribuente ha comunque accesso alle detrazioni per i carichi familiari, ma nel reddito complessivo IRPEF vanno computati anche i redditi calcoli secondo i criteri del regime forfettario. 

Quali novità della Legge di Bilancio 2022?

Uno degli obiettivi principali della legge di bilancio 2022, nonché della tanto attesa riforma fiscale, è quello di contrastare l’evasione fiscale. Dunque, in tema di forfettari, già in sede di Manovra 2022, si è discusso di alcune interessanti novità, che saranno a breve introdotte. 

Sono state dunque previste ipotizzate alcune  misure su cui si è discusso, tra cui l’estensione dell’obbligo di fatturazione elettronica.

Ad oggi, quindi, sarebbero tenuti a tale onero quasi due milioni di titolari di partita IVA. In realtà, tale onere potrebbe essere esteso ad altre categorie come per: a) le associazioni e società sportive dilettantistiche che non abbiano superato 65.000 euro di reddito annuo; b) si applica anche agli operatori sanitari.

La normativa, in generale, ha esteso per tutte le categorie l’obbligo di fatturazione elettronica fino al 2024.

Nello specifico, per quanto riguarda i beneficiari di regime forfettario, sono sottoposti all’obbligo di scontrino elettronico, per il quale è stato anche riformato il regime sanzionatorio. Tuttavia, è ancora sconosciuta la data di avvio dell’obbligo.

Infatti, è necessario compiere ancora alcuni ultimi step. In primo luogo, serve un’approvazione definitiva da parte del Consiglio europeo, che si attende a breve.

Dopodiché, la previsione potrà ottenere pubblicazione in Gazzetta ufficiale e, quindi, l’ufficialità. Tuttavia, a tal proposito, ricordiamo che, con lo scopo di favorire adozione spontanea del sistema di fatturazione elettronica, sono state introdotte alcune agevolazioni.

Infatti, il legislatore ha ridotto il termine di decadenza per l’accertamento dell’Agenzia delle entrate. L’art. 43 comma 1 del DPR n. 600/73 dispone che per i contribuenti in regime forfetario che hanno un fatturato annuo costituito esclusivamente da fatture elettroniche, il termine di decadenza per l’accertamento è ridotto di un anno. Dunque, il termine è al 31 dicembre del quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione.

Cos’è il reverse change?

Una delle questioni più interessanti in tema di regime forfettario è quello del riverse change. Quest’ultimo è una forma di inversione contabile, in base alla quale viene applicata l’IVA al destinatario del bene o del servizio, non quindi alla parte del cedente o prestatore.

Ovviamente, ciò comporta che per applicare tale meccanismo inverso, entrambe le parti, alienante ed acquirente, devono essere passivi di IVA.

Secondo un orientamento, il meccanismo non dovrebbe operare per i beneficiari di regime agevolato, in quanto esso non rientra nel campo di applicazione IVA. Ciò invero, non corrisponde propriamente a verità Infatti, anche chi opera in regime forfettario deve applicare il reverse charge nel caso in cui riceva fatture di servizi da fornitori residenti in Paesi UE o Extra-UE. 

In questo caso, laddove si debba emette fattura senza IVA, come invece normalmente dovrebbe fare, è necessario che sia indicato nelle annotazioni la dicitura: “inversione contabile”, nonché la norma di riferimento che gli impone o gli dà la possibilità di praticare il Reverse Charge.

Per approfondire l'argomento di seguito il video di Giampiero Teresi: