Il piano di aiuti previsto dal governo, che dovrà essere approvato entro il 20 gennaio 2021, prevede bonus e ristori per uno scostamento di bilancio di 32 miliardi di euro. I 24-25 miliardi verranno superati per il sostegno all’economia colpita duramente dal periodo di crisi legato alla pandemia da Covid-19. I settori che verranno sostenuti riguardano sci, bar, sanità.

Il Consiglio dei Ministri con un Comunicato Stampa ha approvato un testo per chiedere alle Camere uno scostamento di bilancio superiore a quello previsto inizialmente, che andrà a coprire anche vaccini e settore sanitario. Nello stesso tempo arriva anche la proroga alle cartelle esattoriali. Fondi dovranno essere stanziati anche per scuole e comuni.

Stazioni sciistiche: lo sci può ripartire?

Il mondo dello sport è stato fortemente colpito dall’anno appena trascorso, e in particolar modo le stazioni sciistiche, rimanendo chiuse, hanno dovuto fare i conti con la mancanza di entrate dovute allo stop dell’intera stagione. Lo sci, come altri sport, sta aspettando i bonus previsti dal governo, con la speranza che si possa ripartire presto.

In Trentino potrebbero riaprire le funivie, ma l’ipotesi deve essere ancora confermata dalle nuove misure. La regione, per esempio. è stata duramente colpita dalla situazione di emergenza, e ha chiesto, insieme ad altre regioni alpine in cui lo sci è fondamentale all’economia, almeno una copertura di 4-5 miliardi di euro. Questi soldi dovrebbero coprire i mancati introiti che hanno coinvolto tutti i lavoratori del mondo sciistico.

Le regioni più colpite dalla crisi vorrebbero riaprire le stazioni sciistiche in sicurezza, e per farlo rimangono in attesa delle prossime evoluzioni per la prevenzione del Covid-19. Uno degli interrogativi ruota intorno al sistema sanitario: gli ospedali sarebbero pronti a ricevere pazienti, se la situazione dopo la riapertura si aggravasse nuovamente?

Per questo i nuovi ristori sono destinati sia allo sci che alla sanità, nelle regioni in cui una buona fetta della popolazione vive sostenendosi del lavoro intorno agli impianti. La prospettiva è che la stagione sciistica possa aprire almeno per un breve periodo, da febbraio.

Sci e sport: settori duramente colpiti

Oltre allo sci, tutto il mondo dello sport è stato messo a dura prova ed è incerto il momento in cui potrà rialzarsi: palestre e piscine chiuse, attività sospese. In Italia sono più di 20 milioni le persone che praticano sport, una bella parte del PIL del paese ruota intorno a questo settore. Le strutture soffrono per inattività, mentre le spese fisse rimangono.

Molti comuni hanno chiesto un sostegno, per far fronte alle spese, consapevoli del fatto che non è ancora noto quando il mondo dello sport potrà ricominciare a correre. Nei primi mesi di pandemia il governo aveva emanato le linee guida per poter continuare le attività sportive in sicurezza, sottolineando l’importanza della formazione a distanza, della pulizia dei locali e del distanziamento sociale, anche all’aperto.

Ma questo non è bastato, perché purtroppo ancora non si vede la fine alla diffusione del virus. Oltre alla grave situazione economica in cui versa il settore sportivo, ricordiamo che gli effetti dello stop dello sport possono portare a danni fisici e psicofisici, sia per gli atleti sia per i cittadini.

L'OMS, l'Organizzazione Mondiale della Sanità, raccomanda come allenamento ideale per mantenersi in salute 150 minuti di attività fisica a intensità moderata o 75 minuti di attività fisica ad alta intensità a settimana. Non sempre questo è possibile, specialmente se il lockdown o la quarantena costringono gli sportivi in casa. Ma il sistema immunitario si fortifica anche grazie allo sport, per questo è consigliato, quando e dove è possibile, uscire di casa per una passeggiata o per fare jogging.

Il governo ha attivato una pagina web sul portale ufficiale dedicata non solo allo sci ma a tutto il mondo dello sport. Sulla pagina vengono comunicate le disposizioni e i bonus a cui il mondo sportivo può accedere, ma ancora siamo in attesa di sapere quali saranno i nuovi sostegni.

Impianti da sci, ristoranti e nuovi bonus a sostegno dell’economia

Di contributi a fondo perduto avevamo già parlato, e i beneficiari erano i titolari di partita IVA con apertura precedente al 25 ottobre 2020. Si era parlato anche del decreto Ristori Bis, a cui potevano accedere i titolari di partita IVA residenti nelle zone rosse, le più colpite dalla pandemia. Con i nuovi interventi si prevede sostegno allo sci, e a bar e ristoranti, attività fortemente penalizzate dalle chiusure disposte per la prevenzione del contagio.

Resta comunque il timore di una terza ondata, per questo motivo le misure prese a sostegno delle attività dovranno essere scaglionate il più possibile. Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri aveva stimato una richiesta di 25 miliardi, che arriveranno, se il testo sarà approvato, a 32 miliardi di euro. Si tratta sicuramente di una delle azioni più grandi per combattere le ricadute economiche della pandemia.

I nuovi bonus e ristori dovranno coprire, a fondo perduto, le attività colpite dalla crisi, tra cui anche il mondo sportivo e dello sci. Il Consiglio dei Ministri ha approvato il testo che chiede alle Camere lo scostamento di bilancio necessario al sostegno economico delle attività più colpite, e per la sanità e la distribuzione dei vaccini. Successivamente alla prossima informativa del premier Giuseppe Conte, il Parlamento dovrebbe votarne l’approvazione, il 20 gennaio. Tutto il mondo sportivo è in attesa, mentre alcune regioni, come il Trentino, già si muovono presentando le richieste.

Non solo bonus: proroga alle cartelle esattoriali

Il Decreto approvato dal Consiglio dei Ministri il 14 gennaio 2021 ha prorogato notifiche e pagamenti di un mese. Questo per frenare la mole di cartelle in partenza in questi giorni su riscossioni, adempimenti tributari e misure di accertamento. Le attività dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione vengono momentaneamente bloccate, tramite comunicato stampa del Consiglio dei Ministri. Inoltre, si aggiungono anche altri slittamenti importanti:

“Infine, si prevede, in sede di prima applicazione, il rinvio del termine per i versamenti relativi all’imposta sui servizi digitali per il 2020 dal 16 febbraio al 16 marzo 2021 e il rinvio del termine per la presentazione della relativa dichiarazione dal 31 marzo 2021 al 30 aprile 2021.”

Le misure, i bonus e i ristori previsti sono destinati anche alla ripartenza di tutte quelle attività, come i ristoranti e i bar, che hanno subito ingenti perdite, e continuative, nei mesi. Per quanto riguarda l’Agenzia delle Entrate – Riscossione, la pulizia di cartelle inevase nel 2020, ha un valore di 100 miliardi di soli crediti.

Si pensa anche che queste misure siano volte anche a evitare affollamenti e code all’interno degli uffici di riscossione, per limitare ancora una volta il rischio di contagio.

Sci e bozza del nuovo DPCM

Nel nuovo DPCM del premier Giuseppe Conte ci sono le nuove disposizioni per limitare il contagio da Coronavirus, e ancora una volta l’Italia è divisa in regioni: alcune passano in zona arancione, altre rimangono in zona gialla. Il programma dovrebbe prevedere ancora piste da sci chiuse fino al 15 febbraio, oltre al confermato stop per palestre e piscine.

E’ prevista nel nuovo DPCM l’introduzione delle zone bianche, dove il rischio contagio è basso e le attività potranno venire riaperte. I lavoratori dello sport e in particolare quelli delle attività sciistiche restano in attesa di conferme, aspettando anche i ristori previsti al sostegno. Si ipotizza anche che le piste saranno aperte per atleti professionisti e non professionisti riconosciuti dal CONI.

Probabilmente lo stesso non potranno dirlo i gestori di palestre e piscine, di cui forse si intravede la riapertura solo a marzo. Nel nuovo DPCM si parla anche dei musei, che a loro volta sono stati colpiti duramente dalla crisi innescata dalla pandemia. Sembra comunque che la priorità per i centri sportivi e gli impianti di sci sia alta, in attesa delle decisioni definitive sulle singole regioni.

Per quanto riguarda le nuove “zone bianche” non sappiamo se e quando potranno realmente attivarsi, perché i criteri per rientrarci sono molto stretti:

“Si parla di tre settimane consecutive di incidenza di 50 casi ogni 100mila abitanti e un rischio basso - fanno sì che ci vorranno mesi prima che una regione possa trovarcisi.”

Si ipotizzano anche mesi di attesa per un ritorno alla normalità completo per alcune regioni, e la paura di una terza ondata di contagi è alta. Alcuni ritengono comunque che la situazione possa migliorare con l’inizio della bella stagione. Intanto le attività aspettano i ristori proposti, ma non solo. Anche la sanità, per una più efficace distribuzione dei vaccini, e un sostegno agli ospedali, sta aspettando i nuovi bonus.