Il Decreto Sostegni, pubblicato in Gazzetta Ufficiale e in vigore dal 23 marzo 2021, introduce una importante novità non presente nelle bozze. Infatti, né in quella del 1° marzo né in quella approvata dal Consiglio dei Ministri era presente il taglio del 30% del canone Rai per tutto il 2021.

La misura è introdotta nell’articolo 6, accanto alla riduzione degli oneri di pagamento delle bollette elettriche (per uso non domestico) di aprile, maggio e giugno 2021. Parallelamente, i commi 5 e 6 dell’articolo disciplinano la riduzione del Canone Rai per tutti gli esercenti che operano nel campo della ristorazione e delle strutture ricettive

Chi può beneficiare della riduzione del Canone Rai del 30%?

Ciò vale a dire che possono beneficiare di un taglio del Canone Rai pari al 30% (per tutto il 2021) i proprietari di alberghi, hotel, villaggi turistici, campeggi, case vacanze, bed & breakfast, pub, bar, e ristoranti.

La misura è valida solo per coloro che non sono soggetti alla tariffa ordinaria del Canone Rai, ossia per tutte quelle attività che versano il cosiddetto “canone speciale”. Questa tariffa è comminata a tutti quegli esercizi commerciali per i quali l’apparecchio radiotelevisivo costituisce un servizio al cliente. Oltre a essere costretti a versare somme anche molto consistenti (che possono superare i 6 mila euro), gli esercizi pubblici continuano inoltre a versale la propria quota del Canone Rai nella forma tradizionale, e non assieme alla bolletta delle utenze elettriche.

Il rimborso del Canone Rai già pagato

Il testo del decreto, al comma 6, art. 6, stabilisce inoltre che tutti quegli esercizi che hanno già versato la loro quota per i primi tre mesi dell’anno possono eventualmente richiedere il rimborso. Questo andrà richiesto all’Agenzia delle Entrate, la quale provvederà a registrare un credito d’imposta per l’anno in corso pari al 30% di quanto è già stato corrisposto.

Il Governo ha stimato che il costo dei rimborsi dovrebbe aggirarsi attorno ai 25 milioni di euro e ha provveduto a intestare tale somma all’Agenzia delle Entrate la quale provvederà ad effettuare il rimborso a favore della Rai. Il cui bilancio, dunque, non dovrebbe subire perdite.

Che cos’è il canone Rai?

Tra i tributi più detestati dagli italiani, forse secondo solo al Bollo Auto, c’è sicuramente il canone Rai. O, più propriamente, il ‘canone televisivo  in Italia’.

La tanto vituperata imposta risale addirittura al ventennio fascista. Fu infatti istituito dal Governo Mussolini con un Regio Decreto legge 21 febbraio 1938, n. 246, ‘Disciplina degli abbonamenti alle radioaudizioni.’ Nel decreto si legge che

«chiunque detenga uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle radioaudizioni é obbligato al pagamento del canone di abbonamento».

Il canone quindi era riservato a chiunque fosse in possesso di una radio FM, e l’importo era di appena 8 lire (corrispondenti a circa 800 euro odierni!). Fu soltanto negli anni ‘50 che il canone s’impose anche per i possessori di un televisore, elettrodomestico che in quel decennio cominciò a diffondersi tra le famiglie italiane. Nel 1954 il costo annuale del canone Rai era salito a 15 000 lire.

Con la Legge di Stabilità del 2016 il legislatore ha inteso limitare l’evasione dell’imposta (stimata allora al 36%), al tempo stesso riducendone l’importo. A partire dal 2016 infatti il canone Rai viene addebitato a rate nella bolletta dell’energia elettrica dell’abitazione di residenza. Con tale misura l'evasione pare essersi ridotta sensibilmente passando ad appena il 4%. Lo Stato avrebbe incassato ben 500 milioni in più rispetto al 2015 nonostante il Canone Rai sia sceso dai € 113,50 ai € 100 del 2016 (con un importo complessivo riscosso pari a 2 miliardi e 100 milioni di euro). Il che ha consentito di ridurre ulteriormente l’importo dell’imposta a € 90 l’anno a partire dal 2017.

L’addebito viene eseguito automaticamente poiché si presume che laddove sia attiva un’utenza per la fornitura di energia elettrica sia presente anche un apparecchio televisivo, secondo l’istituto giuridico del silenzio assenso.

Il che vale a significare che chiunque abbia diritto all’esenzione del canone Rai deve presentare una specifica richiesta all’Agenzia delle Entrate.

Chi ha diritto all’esenzione del pagamento del Canone Rai ordinario?

Si intendono esonerati dal pagamento del canone:

    • coloro che dichiarano di non possedere alcun apparecchio televisivo presso la propria abitazione;

    • i cittadini che hanno compiuto 75 anni, con un reddito annuo proprio e del coniuge non superiore complessivamente a 8.000 euro;

    • diplomatici e militari stranieri;

    • rivenditori e negozi in cui vengono riparati apparecchi televisivi.

In particolare, nel primo caso, è necessario che il contribuente dichiari che in nessuna delle abitazioni presso le quali è attiva l’utenza elettrica a lui intestata è presente un apparecchio tv, sia proprio sia di un componente della famiglia.

Come si ottiene l’esenzione?

Per avere diritto all’esenzione dal pagamento del canone Rai occorre dunque, come anticipato, presentare una “Dichiarazione sostitutiva relativa al canone di abbonamento alla televisione per uso privato”. La presente dichiarazione si presenta in due modalità:

    • come un modulo in formato pdf da scaricare dal sito dell’Agenzia delle Entrate;

    • come un modulo online, da compilare mediante il servizio web disponibile all’interno dell’area riservata dei servizi telematici del sito dell’Agenzia delle Entrate.

Nel primo caso, occorre scaricare il modulo, stamparlo, compilarlo e inoltrarlo all’Agenzia delle Entrate mediante PEC all'indirizzo cp22.canonetv@postacertificata.rai.it. Oppure in forma cartacea spedendolo con una raccomandata (non con posta ordinaria!) a: Ufficio Canone TV — Casella postale 22 — 10121 Torino, unitamente alla fotocopia di un documento d’identità.

Per chiunque disponga di un account nel portale dell’Agenzia delle Entrate è invece sufficiente compilare un breve modulo online e inoltrarlo senza la necessità di scaricare alcun software.

La dichiarazione sostitutiva può essere presentata anche attraverso intermediari abilitati quali CAF, dottori commercialisti iscritti all’albo, o associazioni sindacali di categoria.

La dichiarazione sostitutiva, che avrebbe già dovuto essere inoltrata entro il 31 gennaio 2021, ha validità annuale. Il che vale a dire che ogni anno prossimo occorrerà compilare e inoltrare una nuova dichiarazione. Unica eccezione gli anziani con più di 75 anni (e i requisiti reddituali di cui sopra), per i quali la dichiarazione rimane valida fino a nuove comunicazioni. Per le dichiarazioni inviate in forma cartacea fa fede la data di spedizione della raccomandata.

La dichiarazione, com’è ovvio, s’intende presentata sotto la propria responsabilità e la non veridicità viene punita ai sensi del codice penale e delle leggi speciali in materia (artt. 75 e 76 del D.P.R. n. 445/2000).

Altre scadenze

Ma c’è un ma. Qualora ci si sia dimenti di inviare la dichiarazione sostitutiva entro la data prevista del 31 gennaio è presente un’altra scadenza: il 30 giugno 2021. Tutte le domande presentate entro questa data (ossia dal 1° febbraio al 30 giugno) esonerano dall’obbligo di pagamento per il secondo semestre dell’anno. Ossia: gli importi del canone Rai verranno addebitati sulle bollette del primo semestre dell’anno ma non su quelle del secondo semestre.

Ho più di una casa. Quante volte devo pagare il canone Rai?

Qui la risposta è semplice: una volta sola. Sulla seconda casa, infatti, il canone Rai non si paga. Ma anche in questo caso, per evitare l’addebito in bolletta, è necessario presentare una dichiarazione sostituiva. A patto che i componenti del nucleo familiare abbiano tutti residenza anagrafica nella prima casa. In caso contrario non sarà possibile essere esentati dal pagamento del canone Rai nella seconda casa.

Il rimborso del canone Rai per gli anni passati

E se negli anni passati (dal 2016 ad oggi) non ho mai presentato presentato la dichiarazione sostitutiva pur avendo diritto all’esenzione dal pagamento del canone? 

Be’, in questo caso è possibile presentare una specifica richiesta di rimborso compilando, anche qui, l’apposito modulo. L’istanza, si legge sul sito dell’Agenzia delle Entrate, «può essere presentata in via telematica dal titolare dell’utenza elettrica, dai suoi eredi o dagli intermediari abilitati, mediante la specifica applicazione web.» Oppure, «insieme ad un valido documento di riconoscimento, a mezzo del servizio postale con raccomandata al seguente indirizzo: Agenzia delle entrate – Direzione Provinciale I di Torino – Ufficio Canone TV – Casella postale 22 - 10121 Torino.»

Insomma, secondo le stesse modalità e con le medesime motivazioni con le quali si richiede l’esenzione dal pagamento del canone in bolletta.

I rimborsi vengono dispensati dalle stesse imprese che hanno in carico l’utenza dell’energia elettrica mediante un accredito sulla prima fattura utile, e in ogni caso entro 45 giorni dalla ricezione della richiesta da parte dell’Agenzia delle Entrate. Qualora, per qualsiasi motivo, non fosse possibile per le imprese effettuare il rimborso, esso verrà erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate.