Il canone RAI: fonte di perenni controversie

E' semplice ed ineluttabile: se il tuo nucleo familiare possiede un apparecchio atto a ricevere programmi televisivi, o meglio, un qualsiasi apparecchio che sia in grado di ricevere (o che possa essere adattato a tale scopo) delle radioaudizioni, allora devi pagare la tassa.

TV, smartphone, PC o tablet non fanno differenza, tutti atti alla ricezione e quindi tutti ugualmente suscettibili del pagamento del canone RAI; attenzione, il pagamento non deve essere effettuato per ogni device posseduto ma interessa esclusivamente il nucleo familiare che ne è proprietario: anche se tutti i membri della famiglia usassero contemporaneamente tutti i devices presenti in casa (e ciò in effetti accade molto spesso) il canone RAI da corrispondere rimarrebbe soltanto uno.

Dal 2016 il canone RAI viene addebitato direttamente nella bolletta elettrica di coloro che possiedono un’utenza domestica, perché si presume che se ne possiedono una debbano anche necessariamente avere un dispositivo idoneo alla ricezione delle frequenza TV.

Il canone RAI: ne esiste anche uno "speciale"

Se invece sei una partita IVA e detieni uno o più dispositivi atti alla ricezione delle famose radioaudizioni all'interno dell'esercizio di tua appartenenza (il legislatore precisa anche "... propri esercizi pubblici o locali aperti al pubblico, al di fuori dell'ambito familiare"), allora ahimè devi pagare il canone RAI speciale!

Nel caso l'abitazione della partita IVA coincidesse con l'esercizio commerciale, il canone speciale RAI dovrebbe essere pagato nel momento in cui il device fosse utilizzato per fini lavorativi; se tale device (che ricordiamo può essere una TV, un PC etc.) non venisse utilizzato, lo "speciale" dovrebbe comunque essere pagato per il solo fatto di essere provvisto di un sintonizzatore atto alla ricezione di segnali satellitari e terrestri.

Il canone RAI & canone RAI speciale: validità e costi

90 euro la tassa da pagare per i privati, un'importo variabile invece per il canone speciale RAI e che ha validità limitata relativa all'indirizzo per cui viene abilitato.

La variabilità dell'importo del canone speciale RAI dipende dalla tipologia di struttura interessata dalla tassa; per le strutture ricettive (alberghi) a cinque stelle con almeno cento camere da letto, l'importo annuale è pari a 6.800 euro, mentre per gli alberghi della stessa categoria che abbiano dalle 25 alle 100 camere, così come per i villaggi turistici, la RAI chiede di versare duemila euro/anno: invece per alberghi a tre e quattro stelle il canone speciale RAI scende a circa mille euro/anno.

Sedi di partiti politici, scuole, associazioni, negozi di qualsiasi genere, circoli e studi professionali, pagano circa duecento euro all'anno.

Ma le aziende più interessate rimango in particolare quelle commerciali e atte ad accogliere i turisti, perché sovente in questi esercizi si fa ricorso a monitor/display dotati di sintonizzatore.

Canone speciale RAI: sconto del 30%

Grazie al Decreto Sostegni, pubblicato in Gazzetta Ufficiale ed entrato in vigore lo scorso 23 marzo, il canone speciale RAI godrà di uno sconto del 30% che varrà per tutto l'anno 2021.

L'agevolazione sul canone RAI non spetta indistintamente a tutti coloro che sono sottoposti al pagamento, ma soltanto ad alcune categorie di soggetti, come precisato nella relazione tecnica che accompagna il decreto legge.

Un provvedimento del valore di trentadue miliardi di euro e che eroga aiuti e sostegni a imprese, famiglie e lavoratori colpiti dalla crisi causa Covid-19.

Le disposizioni contenute nell'articolo 6 del provvedimento del governo riguardano l'erogazione di un credito d'imposta “per l’anno 2021, per le strutture ricettive nonché di somministrazione e consumo di bevande in locali pubblici o aperti al pubblico il canone di abbonamento alle radioaudizioni di cui al regio decreto-legge 21 febbraio 1938, n. 246, convertito dalla legge 4 giugno 1938, n. 880 è ridotto del 30 per cento“: al contempo è stata sancita la possibilità di richiedere il rimborso per i pagamenti già effettuati direttamente all’Agenzia delle Entrate.

L'Agenzia delle Entrate, per l'anno 2021, può contare sulla somma di venticinque milioni di euro per riconoscere ai soggetti interessati il suddetto credito di imposta pari al 30% dell’eventuale versamento del canone speciale RAI intervenuto prima dell’entrata in vigore del decreto, disponendo il trasferimento a favore della RAI delle somme corrispondenti alle minori entrate: il credito di imposta non concorre alla formazione del reddito imponibile.

Inoltre locali e negozi potranno beneficare di un'altra esenzione, uno sconto sulle bollette elettriche pari a seicento milioni di euro; difatti nella relazione tecnica si legge che “L'Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (ARERA) dispone, con propri provvedimenti, la riduzione delle spese sostenute dalle utenze elettriche connesse in bassa tensione, diverse dagli usi domestici e identificate come trasporto e gestione del contatore e oneri generali del sistema”. 

Ergo, l'Autorità dovrà “rideterminare in via transitoria le tariffe di distribuzione di misure dell'energia elettrica e le componendi a copertura degli oneri generali di sistema, da applicare dal 1° aprile al 30 giugno”. 

L'ARERA sulla base dei 600 milioni di euro messi a disposizione dal decreto, ricalcolerà il costo delle bollette che locali e negozi saranno tenuti a pagare per i mesi di aprile, maggio e giugno 2021.

E' notizia di questi giorni che la RAI, con delibera del 25 marzo 2021, abbi concesso una proroga del termine di pagamento, differrendo al 31 maggio 2021 il canone speciale RAI relativo all'anno 2021.

Federalberghi aveva reso nota la delibera con la circolare n. 123 del 2021, evidenzaindo come quest'ultima concedesse di fatto un’ulteriore moratoria senza alcuna maggiorazione: la questione potrebbe essere definita in questi giorni, quando il Senato inizierà l’esame del decreto “sostegni”, che all’articolo 6 già prevede una riduzione del canone del 30%.

Dal canto suo, Federalberghi ribadirà la richiesta dell'esonero dal pagamento del canone speciale RAI le aziende turistico-ricettive, particolarmente colpite dall’emergenza epidemiologica da COVID 19, sottolienando come la gran parte di queste imprese, oltre a dover fronteggiare un 2021 che sarà molto critico, nel 2020 hanno versato il canone nella sua totalità, pagando per un servizio che non è stato utilizzato o è stato utilizzato solo in minima parte (cfr. nostre circolari n. 441 del 2020, n. 27, n. 31 n. 33, n. 44 e n. 123 del 2021).

Canone RAI: le reazioni delle associazioni di categoria

Confesercenti e ATR (Associazione Turismo e Ricettività) di Milano e provincia si ritengono soddisfatte e per bocca del presidente Rocco Salamone, fanno sapere che, almeno per il 2021, finalmente è stata fatta giustizia perché questa tassa non ha ragione di esistere quando hotel, bar e ristoranti sono vuoti o, peggio, chiusi: la speranza di queste associazioni di categoria è che dal prossimo anno si possa trasformare questo tributo di possesso delle apparecchiature radio-televisive in un'imposta sull'effettivo utilizzo.

Canone RAI: come non pagarlo

Dimostrando di non essere titolare di alcuna utenza domestica e di non essere possessore di alcun dispositivo atto alla ricezione delle frequenze TV (i suddetti tablet, PC, TV e smartphone) è possibile non pagare il canone RAI.

Attraverso la compilazione di un apposita certificazione, i non intestatari di contratto di fornitura elettrica, presenteranno una dichiarazione di non detenzione compilando il quadro A del modello di “dichiarazione sostitutiva relativa al canone di abbonamento alla televisione per uso privato”, facilmente scaricabile dal sito internet dell'Agenzia delle Entrate, dove sono pubblicate anche le relative istruzioni per la compilazione.

La dichiarazione va necessariamente presentata entro il 31 gennaio di ogni anno, perché altrimenti tutte le dichiarazioni di non detenzione inoltrate dal primo febbraio al trenta giugno di ciascun anno, varranno soltanto per il semestre solare successivo: inoltre qualora venisse disattesa la presentazione, la stessa perderebbe di efficacia alla fine del relativo periodo di validità. 

Ad ogni modo, prima di effettuare la dichiarazione, è ovviamente necessario verificare di non possedere altre apparecchiature per le quali il canone RAI è dovuto, la cui lista si trova sul sito istituzionale.

Se nessuna dichiarazione viene presentata e si è intestatari di una fornitura di energia elettrica, il canone RAI verrà regolarmente addebitato nelle bollette dell'utenza elettrica di residenza: l’Agenzia delle Entrate ha previsto espressamente che non vi sia la possibilità di impugnare davanti a un giudice un eventuale accertamento fiscale.